Tirseno/ velsinio CECHA
Nel 1967 tradussi la TLE 570, pubblicata poco dopo dalla rivista "ALLA BOTTEGA"; la parte finale della A) riporta queste parole: ich ca cecha zichuche "così come l'uso prescrive".
Mi soffermo su CECHA 'uso, costume'. Bisogna subito ricordarci del valore fonetico della C: come enclitica -c < SE > -ke vale 'e'; licio se, lidio -k(e); secondo il numero tirseno/ velsinio SA-ris 'mani > dieci = X, pronuncia > S', rispetto al greco CHE-i-res 'mani' < *SE-i-ses/ *KE-i-ses', o al tirs./ vels. -CHA-l()s 'mani' (come nel numero ce-z-pa-l=CHA-ls: ce/tre, al plurale ce-z-p()/ 'otto', per le mani cezp-al-chals/ '80'), secondo questo numero proposto abbiamo la varianza S/ X/ CH; così scopriamo quei cambiamenti che attraversano s > k > ch > z > d; da quanto accennato, spiegato nei miei lavori, possiamo chiamarla con sicurezza sigma lunato, ce lo conferma il licio Ticeucepre, tradotto con il gr. Tiseusembran, ma doveva possedere già un suono un po' diverso, se in eleo veniva pronunciata Z: *zike < *sike, zikaia, gr. dike, dikaia (per zikaia, AGI, V. LVII, F. I, p. 36); un valore S/Z è leggibile subito dopo, a p. 37: preZbeuthes.
Questa premessa per dire che il magistrato velsinio detto cechane, desinenzato cechaneri, ossia un *zechanne (ss > nn) > *zechannesi, va trasferito nella forma *zekanne, *zekannessi, poi nel gr. dikastes, dikastikos, da *dikasse(s), *dikassesi ( st < SS > nn; nn/ n anatolico), con i significati di 'giudice', 'giudiziale/ giudiziario'.
Faccio un cenno sulle desinenze fondamentali, da anni spiegate e ripresentate, riscontrabili con evidenza nel luvio, ma celate dentro le varianze delle lingue indoeuropee (diurnus < *THEussus): -sa, -sas, -sa-sas, -sas-sa, -sas-sas...si, -si-si, -s-si, ...-ti, -t, -li, -ni, -ri...-da, -la, -na, -ta...-n-di/ -n-ti, -ti-ri, -ti-ti/ -t-ti, -na-na/ -n-na...
Ciò mostra l'arcaicità del termine tirseno/ velsinio cecha > *zecha > deka > *dekasse > *dekassesi, rispetto ai confronti proposti.
Angelo Di Mario
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