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Marche I Luoghi delle Marche. Guida ai luoghi di archeologia, arte, storia e natura delle Marche

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Vecchio 12-May-2007
AI senatus
 
Data Registrazione: Oct 2005
Luogo: Osimo (An)
Messaggi: 722
Predefinito Le Grotte di Osimo

La scorsa settimana, in occasione di una visita organizzata dall'ArcheoClub di Osimo (An), ho avuto nuovamente modo di apprezzare un patrimonio "nascosto" di alcune città dell'Anconitano.
Il Comune di Osimo, in collaborazione con l'ArcheoClub, da qualche settimana ha infatti aperto al pubblico un piccolo tratto delle grotte artificiali che percorrono la città, con un'adeguata e apprezzabile illuminazione e la predisposizione di pannelli esplicativi in una bellissima sala ricavata da un ex-monastero, proprio a ridosso delle mura romane in opus quadratum (che formano quindi una parete della sala). Dalla suddetta sala si scende quindi nel percorso sotterraneo lungo 3-400 m., breve ma assai suggestivo.
Questo piccolo complesso ipogeo fa parte di un imponente sistema di grotte, non ancora del tutto esplorato, per una lunghezza totale di circa 5 km. scavate nelle sabbie (arenarie poco litificate) pleistoceniche, che costituiscono gli strati più elevati della collina su cui sorge la città di Osimo. Nell'occasione di questa mia recente visita ho avuto modo di vedere sia il tratto aperto al pubblico, sia uno più lungo e non illuminato, di proprietà privata e posto sotto ad uno dei più importanti palazzi nobiliari della città. Alcuni anni fa avevo invece avuto modo di visitare quello assai particolari (che descriverò più avanti) posto sotto un altro palazzo nobiliare, ora proprietà di una fondazione: Palazzo Campana.

Le grotte attuali, poste ad una media di 15 m di profondità dall'attuale livello del piano di calpestio (alcuni su più livelli), presentano mediamente, pur con differenze a volte di non poco conto, una struttura a corridoio, con una altezza in genere superiore ai 2 m. ed una larghezza di oltre 1,5 m (quella aperta al pubblico, una tra le ampie, presenta misure maggiori), ed una struttura a doppio pettine. Infatti, ad intervalli grossolanamente regolari di pochi metri, ai due lati del corridoio si aprono delle nicchie a pianta subquadrata, con misure uguali o di poco più piccole rispetto al corridoio. Al posto delle nicchie possono poi aprirsi altri corridoi, creando un complesso sistema quasi labirintico. Gli stessi corridoi, in alcune occasioni corrono in uno stretto circolo formando, una sorta di piccola sala circolare su cui si aprono le diverse nicchie. Si trovano poi pozzi di aerazione (utilizzati anche come via di accesso secondaria o d'emergenza) e dei pozzi idrici che raggiungono la falda freatica sottostante, ad alcune decine metri di profondità.

La maggior parte dei complessi ipogei partono dai diversi palazzi signorili o dalle chiese (anche se non mancano ingressi meno "nobili") e, pur rappresentando una serie di strutture "autonome", sono spesso tra loro collegati, cosicché da formare una sorta di percorso alternativo alla rete viaria all'aperto.
Sulle pareti dei sotterranei si trovano assai spesso incisioni o bassorilievi (piuttosto ingenui dal punto di vista dell'aspetto artistico) che vanno dal 1200 fino al 1944, anno in cui le grotte furono massicciamente frequentate come rifugi antiaerei ed in occasione dei combattimenti che si svolsero nel luglio del '44 per la presa di Ancona da parte dei Polacchi aggregati all'8a Armata britannica.
Nel tratto aperto al pubblico, ad esempio, sottostante un monastero francescano risalente al XIII sec. si vedono incisi numerosi simboli religiosi (il Tri-montius, croci varie, simbolismi legati alla Madonna) ed alcuni bassorilievi di fattura grossolana mostranti dei frati, forse anche lo stesso San Francesco (curiosamente, i volti sono stati abrasi, ma non altri particolari dei bassorilievi), tutti grossolanamente databili tra 1500 e 1800. In un altro sotterraneo visitato precedentemente, quello di Palazzo Campana, invece i bassorilievi (in alcuni casi alto-rilievi) diventano assolutamente protagonisti e, sia pur nella loro grossolanità di realizzazione, donano un fascino assai particolare all'ipogeo, considerato anche che vi si possono spesso leggere simbolismi massonici (stilisticamente potrebbero essere stati realizzati attorno al 1700).
Nell'altro ipogeo recentemente visitato, sotto il Palazzo Baldeschi, vi si trovano incisioni di diversi periodi, compreso alcuni di probabile origine medievale. Tra questi un "labirinto" (tre quadrati inscritti, credo rappresentazione della Gerusalemme celeste) ed una croce di Malta; in entrambi i casi alcuni studiosi locali ci hanno voluto vedere lo zampino dei templari (tanto per cambiare! Peccato che l'Ordine di Malta derivi da un diverso ordine cavalleresco monastico: quello degli Ospitalieri).
L'origine dei sotteranei si può però far risalire, con ogni probabilità a tempi assai più antichi. In entrambi gli ipogei recentemente visitati, ad esempio, si vede chiaramente che i corridoi ne intersecano altri con dimensioni (più piccoli), struttura ed andamento diverso, che vengono fatti generalmente risalire (dagli studiosi locali) all'età romana. Alcuni di questi infatti sembrano decisamente dirigersi verso una importante fonte esterna alle mura – la cosiddetta Fonte Magna – con importanti strutture murarie di certa età romana, alla quale la tradizione vuole che Pompeo Magno (da cui il nome), che in zona aveva importantissimi fece abbeverare i suoi cavalli durante la guerra civile contro Cesare.
Le grotte medievali e delle epoche successive potrebbero quindi essere impostati su precedenti ipogei di origine romana, alla cui epoca risale anche una cisterna posta sotto l'odierna piazza del Comune e coincidente con l'antico foro del forse più importante municipium del piceno.
C'è però da chiedersi se alcuni tratti non abbiano avuto origine ancora più antiche. Lo stesso municipium di età romana sembra sorgere su un precedente insediamento di età picena, posto sulle due sommità artificialmente spianate ("gradine") dei due colli su cui sorge l'attuale Osimo. C'è poi da considerare che il fenmeno degli ipogei coinvolge numerosi centri vicini: Camerano (con grotte che presentano dei tratti con dimensioni di vere e proprie sale, anch'esse aperte al pubblico), Poggio di Ancona, e la stessa Ancona (con percorsi sotterranei probabilmente legati all'uso idrico, sia di età romana, sia di età forse anteriore, per le differenti proporzioni dei cunicoli).
Sono poi ben noti a tutti gli anconetani alcuni cunicoli, di età imprecisata ma comunque assai antichi, che costeggiano il Monte Conero. Il più noto di questi, con dimensioni assai più piccole di quelle delle grotte osimane (circa 1,60 m di altezza per una settantina di larghezza) presenta, nella parte esplorabile prima dei crolli che ne impediscono la completa esplorazione, alcune diramazioni (verso Ancona, a Nord, o verso Sud, attorno alle pendici del M. Conero; altre verso la vicina località del Poggio) ed una lunghezza complessiva di alcuni chilometri. Questo cunicolo parte dal pendio la di sotto della Gradina del Poggio, una delle tante colline artificialmente spianate in tempi probabilmente preistorici o protostorici (su quella in questione sono stati trovati reperti dell'Età del Bronzo; sull'argomento delle Gradine mi riprometto di tornare a breve, anche per chiedere alcuni lumi ai forumisti).
Non si può del tutto escludere che da piccoli cunicoli e pozzi, scavati dai Piceni o prima ancora per scopi difensivi e di rifornimento idrico, si sia impostato nel corso dei secoli un'opera di ampliamento, sviluppo (e obliterazione, perché no?) che ha portato agli affascinanti complessi attuali.
Un'ultima questione aperta rimane quella dell'utilizzo di questi ipogei. Sicuramente in tempo di guerra o di altro pericolo, sono stati usati come rifugio dalla popolazione (come durante l'ultimo conflitto), e sicuramente potevano essere usati come deposito e cantine; inoltre presentano una temperatura costante di 14 gradi, temperatura mite in inverno. La grande estensione e le immagini con simbolismi sacri o laici fanno pensare che queste non siano le uniche risposte. Per il Palazzo Campana, con i suoi simbolismo alchemici e massonici, si può pensare a luogo di riunione di sette misteriche, mentre una sepoltura all'aperto, in una nicchia più grande delle altre, nelle grotte al di sotto del monastero, nella quale ho riconosciuto io stesso le ossa di almeno due individui (un adulto ed un ragazzio od una gionave femmina), insieme alle immagini del santo ed un piccolo altare fanno pensare ad usi anche religiosi. Tutte queste sono però risposte parziali e per capire il reale scopo di questi strani ipogei bisognerebbe riuscire ad entrare nella mentalità della gente del luogo, che solo fino ad un secolo fa frequentavano questi strani luoghi.

Chiudo inserendo il link dell'Assessorato al Turismo di Osimo
Osimo TURISMO
quello dell'Archeo Club di Osimo
ARCHEOCLUB D'ITALIA - SEDE DI OSIMO (AN)
un video curato dall'Archeo Club osimano
http://www.comune.osimo.an.it/webtv/...rotte-adsl.wmv
e l'Associazione Osimo Sotterraneo, che organizza visite ti tipo speleologico-urbano
Osimo Sotterranea
__________________

Marco Astracedi
www.pangeacom.it
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Vecchio 10-December-2007
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 1
Exclamation Nuovo sito dell'Archeoclub di Osimo (AN)

Preciso che il nuovo sito dell'archeoclub con sede ad Osimo è il seguente:
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