 |  |  |  | | Numismatica Area del forum dedicata alla numismatica antica ed agli argomenti inerenti il commercio e l'utilizzo della moneta |  | | 
16-May-2009
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Regalata moneta etrusca... Stamani ho letto con molto piacere sul giornale "Il Tirreno" che è stata regalata al museo di Vetulonia, una moneta etrusca. L'oggetto è stato spedito al museo in busta chiusa e con un biglietto anonimo. Felice la direttrice e il personale, che subito hanno provveduto a verificarne l'autenticità. La moneta verrà esposta con il biglietto che l'accompagnava in occasione della prossima "Giornata dell'Archeologia", nella speranza che l'anonimo benefattore esca dal suo anonimato e possa essere ringraziato pubblicamente. Aggiungo che ogni tanto, qualche persona di buon livello opera azioni di altrettanto buon livello, dopo tanto parlare di furti e commerci illegali di beni archeologici e culturali in genere!!
(spero sia la sezione giusta in cui mettere il post, trattando comunque l'argomento di una moneta, ho pensato più opportuno scrivere qui. Se così non fosse, me ne scuso e prego gentilmente il moderatore addetto di spostare il post dove più ritenuto opportuno. Grazie!!).
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17-May-2009
| | AI gens | | Data Registrazione: Sep 2004 | | Sentir parlare di "regalo" ad una struttura museale di un ente locale, trattandosi di qualcosa che viene raccontato come affidato con una cura quasi "clandestina" per il più assoluto anonimato, mi lascia un po' così così.
Mi vien quasi da chiedermi se si è capito esserci qualche relazione con il clamoroso furto subito da quel museo una ventina di anni fa: si tratta di una restituzione di uno degli oggetti a suo tempo sottratti oppure non c'entra niente?
In ogni caso -indipendentemente dalla innegabile bontà del gesto in sé- ho qualche dubbio che una notizia del genere data in questo modo sulla stampa locale produca effetti positivi nell'opinione pubblica, perché incentra tutta l'attenzione sull'idea smaniosa del possesso del bene archeologico, incrementando di fatto un immaginario di desiderabilità del possesso in sé, inteso come un fatto privato suscettibile di acquisto, di vendita o di generosa donazione, cosa che invece faticosamente dovremmo prima o poi riuscire a rimuovere dalla coscienza culturale delle persone, spostando noi il fuoco dell'attenzione collettiva sull'importanza della conoscenza e soprattutto conoscenza dei contesti. | 
17-May-2009
| | AI magister | | Data Registrazione: Oct 2007 | | Mah, appena letta la notizia riportata da Massinissa il mio primo pensiero è stato: come ha fatto l'anonimo "donatore" ad avere una moneta etrusca?
L'anonimato lascia supporre che possa trattarsi di persona che deteneva illecitamente un bene culturale. Altrimenti perchè nascondere con tanta cura la propria identità?
Se si tratta di un privato che illecitamente (è bene sottolinearlo) ha raccolto una moneta nel corso di lavori agricoli o di altra natura oppure durante una passeggiata nei campi, la "donazione" in forma anonima sa di espediente per evitare guai (penali!).
Fa brutto, ma a pensar male troppe volte ci si prende.
Oltre tutto il non sapere da che contesto proviene priva la moneta di molto del suo valore scientifico. E ci sottrae elementi importanti per la conoscenza del passato.
Penso che su questo punto non dovremmo mai stancarci di insistere per formare finalmente una vera coscienza della responsabilità di tutti nella conservazione e tutela del patrimonio culturale.
Su un altro punto ho una perplessità. Dal momento che non è possibile stabilire se la moneta era lecitamente di proprietà di un privato, non mi pare che la consegna possa configurarsi come una donazione. A questo punto la monete non credo che possa essere di proprietà del Museo Civico di Vetulonia. Anzi, dovrebbe essere inserita fra le proprietà dello Stato.
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17-May-2009
| | AI gens | | Data Registrazione: Apr 2009 | | Quote: Moneta [...]
Se si tratta di un privato che illecitamente (è bene sottolinearlo) ha raccolto una moneta nel corso di lavori agricoli o di altra natura oppure durante una passeggiata nei campi, la "donazione" in forma anonima sa di espediente per evitare guai (penali!).
[...] | Se uno trova un reperto casualmente e lo consegna a chi di dovere (esattamente chi, a proposito?) commette comunque un reato?  | 
17-May-2009
| | AI gens | | Data Registrazione: Sep 2004 | | Quote: Papiria Se uno trova un reperto casualmente e lo consegna a chi di dovere . . . commette comunque un reato? | Rispondo per quanto ho scritto io, lascio a "Moneta" gli altri aspetti: quello che io tendo a stigmatizzare non è il fatto in sé, che comunque mi pare in qualche modo una "buona azione" (anche dove fosse ispirata da sentimenti di parziale riparazione di una malefatta precedente), quanto i toni buonisti con i quali viene tratteggiata la storia.
E' evidente che se qualcuno manda un plico anonimo, nel porre in essere una "buona azione" che non dovrebbe essere né pericolosa né imbarazzante e nemmeno esageratamente gloriosa da poterne avere pudore, ma in definitiva una "buona azione" piuttosto normale, qualcosa di strano sotto c'è.
Inoltre a me dispiace soprattutto che se ne faccia una pura questione di possesso, senza che nessuno lì sul posto si lamenti del fatto che in questo modo è stato perduto irrimediabilmente il contesto di quel reperto archeologico.
La legge nazionale questo prevede: che chi trova fortuitamente un reperto archeologico deve per prima cosa tentare di conservarlo sul posto dove lo ha individuato, solo nella impossibilità di fare ciò si configura una "non punibilità" della rimozione seguita da una fedele consegna alla Soprintendenza, alla stazione dei Carabinieri oppure al Sindaco.
Attenzione, al Sindaco e non al Museo anche se civico, a meno che -ma questa è una pura e gratuita malignità da parte mia- colui il quale ha effettuato la consegna anonima non avesse già la coscienza che quell'oggetto fosse stato a suo tempo trafugato proprio da quel Museo (il quale come dicevo mi pare a mia memoria avesse subito un saccheggio clamorosissimo anni addietro), allora la faccenda prenderebbe tutto un altro aspetto.
Ultima Modifica di Mdd : 17-May-2009 13:15.
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17-May-2009
| | AI magister | | Data Registrazione: Oct 2007 | | Quote: Papiria Se uno trova un reperto casualmente e lo consegna a chi di dovere (esattamente chi, a proposito?) commette comunque un reato?  | Stando alla normativa italiana (D.Lgs. 42/2004, art. 90) chiunque rinvenga materiale archeologico non deve rimuoverlo ma conservarlo in posto e denunciare il rinvenimento entro 24 ore alla Soprintendenza, al sindaco o all'autorità di pubblica sicurezza. Il rinvenitore ha facoltà di rimuovere quanto rinvenuto solo nel caso in cui non sia possibile assicurarne la sicurezza o la conservazione, nemmeno con il ricorso a polizia e carabinieri di cui il rinvenitore ha la facoltà di chiedere l'ausilio.
La custodia dei beni è a carico del rinvenitore finchè l'autorità competente (leggi soprintendenza) non ha inviato qualcuno a verificare e a prendere in consegna. Le spese per la custodia e la rimozione dei beni sono rimborsate dal Ministero.
Solo nel caso in cui il rinvenimento venga correttamente denunciato entro 24 ore, come ha ricordato anche Mdd, non si incorre in un reato penale (cfr. art. 175: punibile con arresto fino a un anno e ammenda da euro 310 a euro 3.099).
Ma attenzione: il rinvenimento deve essere davvero casuale! Se uno sta girando per i campi con l'intenzione di cercare materiale archeologico, peggio ancora con il metal detector, senza autorizzazione, potrebbe essere denunciato e punito secondo quanto disposto dallo stesso articolo 175. Infatti, l'art. 88 che regola le attività di ricerca, prevede non solo che le ricerche archeologiche (scavo e survey) ma qualsiasi opera per il ritrovamento di cose di interesse culturale sia riservata al Ministero.
E alcune soprintendenze stanno interpretando in modo molto restrittivo la norma per impedire il saccheggio degli affioramenti superficiali da parte di "appassionati" che poi non redigono delle relazioni rigorose delle loro attività (o non consegnano i materiali).
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17-May-2009
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Sul giornale cartaceo si parla proprio di regalo. Infatti il titolo è "Una moneta etrusca in regalo". Anche il biglietto che accompagnava l'oggetto recita "Un regalo per il museo". La direttrice intervistata, dichiara che non è la prima volta che vengono date monete o altri reperti e atribuisce l'anonimato ad una riservatezza o timidezza da parte del "donatore".
Ora, sono d'accordo con quanto avete detto fino ad ora. Anche a me sono venuti gli stessi pensieri e gli stessi dubbi di cui scrivete. Mi sono detto che quasi sicuramente la moneta era detenuta in maniera illegale, che trovata non importa dove e come doveva essere lasciata nel suo contesto e analizzata e studiata da chi di competenza. Forse come dice Mdd fa parte di una refurtiva ottenuta con un'operazione truffaldina al museo un ventennio fa. Che chi ha operato oggi la "donazione", l'ha fatto quasi sicuramente per rimorso e l'anonimato lungi dall'essere forma di delicatezza era per santa e indiavolata paura!!!! Ma poi ho voluto rovesciare la medaglia e pensare che forse chi deteneva la moneta, magari l'ha ereditata e per questo l'ha restituita a chi di dovere, conscio che non apparteneva a lui. Magari l'ha davvero trovata in un campo o durante una passeggiata e non sapeva di dover chiamare chi di competenza e lasciare l'oggetto dove si trovava. E forse l'anonimato era davvero frutto di timidezza...
Nel riportare la notizia, ho voluto semplicemente porre l'accento su un fatto, che pur generando dubbi ed incertezze giustissime, è di per sè buono. Finalmente non un notizia di scoperte di beni illegalmente detenuti, non reperti scoperti in partenza per lidi lontani dalle terre italiche, non l'ennesimo tombarolo intervistato pure come un novello luminare dell'archeologia!!! Finalmente, pur con tutte le lacune e i punti oscuri che presenta, un fatto che narra di una moneta di tutti, rimessa là dove tutti possono e potranno goderne.
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17-May-2009
| | AI gens | | Data Registrazione: Sep 2004 | | . . . potrebbe essere il testo dell'articolo che deve aver visto in cartaceo il nostro "Massinissa" e che è apparso su varie edizioni locali del gruppo de "L'Espresso": La moneta etrusca è in busta anonima - Repubblica.it » Ricerca .
In effetti il tono acriticamente buonista è evidentissimo. | 
17-May-2009
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Dec 2002 Luogo: Stuhlingen (Germania) | | Quote: Mdd In effetti il tono acriticamente buonista è evidentissimo. | e questo è male, molto male. Non sono dello stesso parere di Mdd per quel che riguarda il collezionismo, rispetto tuttavia e in parte comprendo la sua opinione, ma far passare qualcuno che deteneva illegalmente un reperto, poiché - diciamolo chiaramente - di questo si tratta, come un benefattore, mi pare troppo. Sarebbe come dire che l'evasore fiscale che poi paga le tasse regala soldi allo stato!
Altrimenti sarebbe se l'ingnoto "donatore" avesse acquistao la moneta sul mercato legale, ammesso che monete etrusche siano in vendita legalmente, e l'avesse quindi donata al museo.
Pratiche del genere, a prescindere dai discorsi di carattere generale, sono non infrequenti in ambito anglo-sassone, ma anche in Germania e Svizzera.
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dott. Claudio Giorgini
Ultima Modifica di dceg : 17-May-2009 22:24.
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17-May-2009
| | AI magister | | Data Registrazione: Oct 2007 | | Quote: dceg ... ammesso che monete etrusche siano in vendita legalmente... | Ce ne sono sul mercato legale. Forse non nella quantità di altre produzioni antiche, ma ce ne sono. Il fatto è che devono essere accompagnate da una dichiarazione che ne attesta la legittima proprietà e che deve essere rilasciata dal venditore o, se acquistate all'estero, dal certificato di importazione.
Perchè una moneta (o un qualsiasi altro reperto archeologico) sia di legittima proprietà privata le possibilità sono le seguenti:
- rinvenuta prima del 1909 data di entrata in vigore della prima legge che riserva la proprietà dei beni archeologici rinvenuti nel sottosuolo allo Stato;
- rilasciata dallo Stato a titolo di premio di rinvenimento;
- rilasciata dallo Stato a titolo di indennizzo per l'occupazione del suolo a fini di ricerche archeologiche.
Attenzione però, l'onere della prova è a carico del privato. Ragion per cui se questo non può provare una proprietà legittima, è ritenuto reo.
Tornando al caso specifico: dato che l'anonimo "donatore" non ha prodotto documentazione che attesti una legittima proprietà della moneta, è da ritenere che la proprietà non fosse legittima.
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17-May-2009
| | AI gens | | Data Registrazione: Apr 2009 | | Quote: Moneta Stando alla normativa italiana (D.Lgs. 42/2004, art. 90) chiunque rinvenga materiale archeologico non deve rimuoverlo ma conservarlo in posto e denunciare il rinvenimento entro 24 ore alla Soprintendenza, al sindaco o all'autorità di pubblica sicurezza. Il rinvenitore ha facoltà di rimuovere quanto rinvenuto solo nel caso in cui non sia possibile assicurarne la sicurezza o la conservazione, nemmeno con il ricorso a polizia e carabinieri di cui il rinvenitore ha la facoltà di chiedere l'ausilio.
La custodia dei beni è a carico del rinvenitore finchè l'autorità competente (leggi soprintendenza) non ha inviato qualcuno a verificare e a prendere in consegna. Le spese per la custodia e la rimozione dei beni sono rimborsate dal Ministero.
Solo nel caso in cui il rinvenimento venga correttamente denunciato entro 24 ore, come ha ricordato anche Mdd, non si incorre in un reato penale (cfr. art. 175: punibile con arresto fino a un anno e ammenda da euro 310 a euro 3.099).
Ma attenzione: il rinvenimento deve essere davvero casuale! Se uno sta girando per i campi con l'intenzione di cercare materiale archeologico, peggio ancora con il metal detector, senza autorizzazione, potrebbe essere denunciato e punito secondo quanto disposto dallo stesso articolo 175. Infatti, l'art. 88 che regola le attività di ricerca, prevede non solo che le ricerche archeologiche (scavo e survey) ma qualsiasi opera per il ritrovamento di cose di interesse culturale sia riservata al Ministero.
E alcune soprintendenze stanno interpretando in modo molto restrittivo la norma per impedire il saccheggio degli affioramenti superficiali da parte di "appassionati" che poi non redigono delle relazioni rigorose delle loro attività (o non consegnano i materiali). | Grazie mille per la spiegazione. 
Purtroppo credo che nessuno che non sia addetto ai lavori, conosca queste norme, e questo vale anche per me. Sapevo che uno non può tenersi dei reperti archeologici. Naturalmente, il fatto che non ci si debba mettere a ricercare oggetti di proposito, qualunque persona con un minimo di buon senso dovrebbe capirlo. 
Il fatto di non dover rimuovere nulla di quanto è stato trovato, comunque, funziona molto bene in teoria. In pratica, invece, è abbastanza difficile che una persona che sta arando, scavando una buca o camminando in un prato, veda qualcosa ma non raccolga l'oggetto per esaminarlo e capire cos'è (altrimenti non potrebbe nemmeno capire di aver trovato qualcosa da segnalare).
Tanto per fare un esempio, dato che abito in una casa nuova, inizialmente ho trovato in giardino dei frammenti di ceramica e porcellana. Ad un esame attento si sono rivelati essere pezzi di piastrelle, piatti e forse tazze. Ma roba moderna. Al massimo d'antiquariato. Certo è che prima di averli in mano e averli ripuliti, non avrei potuto dire cosa fossero.
Comunque, a pensarci bene, spero di non incappare mai in qualcosa che mi faccia venire il dubbio di essere un oggetto antico, perché sarebbe davvero una grandissima rogna.
Mi resta un dubbio. Quando un oggetto è antico e deve essere denunciato? Fino a che epoca?
(Perché naturalmente tutti noi privati cittadini profani sappiamo datare un oggetto coperto di terra senza toccarlo  ).
Scusate il tono polemico. Ma da una parte ci sono criminali e trafficanti che la fanno franca. Mentre il contadino in buona fede che raccoglie un pezzo di qualcosa e poi lo consegna (magari ricordandosi di farlo dopo qualche giorno) magari si becca 300 di multa. 
Ultima Modifica di Papiria : 17-May-2009 21:01.
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17-May-2009
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Sì Mdd, il testo linkato da Moneta e quest'ultimo tuo sono praticamente identici a quello da me letto su "Il Tirreno". Mentre quello postato da te più sopra contiene una superficiale descrizione dell'oggetto quello da me letto no. Riporta la notizia anche se con tutti i dovuti pro e contro con l'intervista fatta alla direttrice che dichiara appunto quello che sappiamo! Il tono buonista o di quasi encomio invece mi sembra comune a tutti gli articoli. Su questo, infatti ho le mie riserve e mi vede non del tutto d'accordo. Chissà magari scrivendo un articolo del genere il giornalista pensava fosse cosa buona e giusta spennellare di lodi il foglio da lui inchiostrato...
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Ultima Modifica di massinissa : 17-May-2009 23:43.
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18-May-2009
| | AI gens | | Data Registrazione: Sep 2004 | | Quote: dceg . . . Pratiche del genere, a prescindere dai discorsi di carattere generale, sono non infrequenti in ambito anglo-sassone, ma anche in Germania e Svizzera. | Sì certo, salvo che vattelapesca se gli oggetti in questione provengono illegalmente dall'Italia o dalla Grecia o da Cipro o si tratta di saccheggi di guerra nella ex-Jugoslavia.  | | Strumenti Discussione | | | | Modalità Visualizzazione | Modalità lineare |
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