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Orientamento Spazio dedicato a chi intende intraprendere lo studio dell'archeologia e degli insegnamenti classici

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  #1 (permalink)  
Vecchio 10-July-2007
L'avatar di  didone
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Data Registrazione: Jun 2007
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Question archeologi insegnanti

Ciao a tutti! Mi kiedevo se i laureati in arkeologia (3+2) possano insegnare nelle scuole... alkuni amici mi hanno detto ke è necessario frequentare la sis, ma per iscriversi si dovevano maturare nei 5 anni precedenti un certo numero di crediti in settori disciplinari nn previsti nel korso di laurea in arkeologia... altri invece mi hanno detto ke la sis è in procinto di kiudere...qualkuno ne sa qualkosa? :?:
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  #2 (permalink)  
Vecchio 10-July-2007
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 2,619
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Spero che i laureati in archeologia possano insegnare nelle scuole solo dopo aver superato un esame d'ortografia

Per favore, leggi il regolamento del forum e cerca di attenerti alle regole!
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #3 (permalink)  
Vecchio 11-July-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Ciao a tutti! Mi kiedevo se i laureati in arkeologia (3+2) possano insegnare nelle scuole...
Mah, tecnicamente non lo so, ma immagno che alla fine sia possibile un po' tutto (i titoli per la Scuola, come del resto quelli nel nostro settore, hanno mille sfumature e mille variabilità).
Però se stiamo parlando di classi di concorso per immissione in ruolo, forse è un discorso che non ha molto senso: non è più come cinquant'anni fa, oggi i nostri insegnamenti universitari sono fin troppo specializzati, anche ammesso che il titolo fosse valido, perché mai un Archeologo dovrebbe andare a fare un lavoro così differente dal proprio e per il quale è oggettivamente impreparato?

Ci fosse carenza di insegnanti, capirei anche. Ma ci sono un sacco di giovani ben preparati per fare gli Insegnanti che faticano ad inserirsi nel proprio settore, perché dovrebbe un Archeologo mollare il suo per andare a peggiorare le cose in un settore per il quale è impreparato, quando poi di Archeologi che facciano gli Archeologi c'è un maledetto bisogno?
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  #4 (permalink)  
Vecchio 11-July-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
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Rincaro la dose: non sarei contento di sapere che i miei figli hanno come insegnante qualcuno che di Pedagogia o di Psicologia non ha la benché minima nozione e che di Latino magari ha fatto un corso di Letteratura, ma di Grammatica arriva a stento a qualche ricordo liceale (sempre ammesso che ce l'abbia, perché un Archeologo col nuovo ordinamento non è mica per forza detto che l'abbia mai fatta nemmeno alle Superiori).

E allo stesso modo che dopo tutti gli sforzi (e i costi economici sostenuti dalla Collettività) per cercare di formare una generazione di giovani Archeologi, questi alle prime difficoltà se ne vadano a fare altro (male magari o comunque meno bene di chi è preparato a farlo) lasciandoci in braghe di tela e in emergenza continua.

Ultima Modifica di Mdd : 11-July-2007 11:52.
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  #5 (permalink)  
Vecchio 11-July-2007
L'avatar di  ari
ari ari Non in Linea
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funziona più o meno così:
per insegnare storia dell'arte basta la laurea in Conservazione (la laurea in archeologia non esiste da quello che mi risulta). Per insegnare italiano, latino e greco ci vogliono 2 annualità per ogni materia e l'esame di storia della lingua italiana o di linguistica italiana...NON si può insegnare senza abilitazione ovvero Sis o concorso a cattedra, ma si possono fare le supplenze con la messa a disposizione negli istituti.
Per quanto riguarda le nozioni di Psicologia e Pedagogia sono previste dalla sis ma 1- non sono garanzia dinulla
2- non mi sembra che ai prof prima dell'istituzine della sis fossero richieste e pure hanno insegnato lo stesso.

P.S. tutto riferito alle scuole superiori, per elementari e medie ci sono regole diverse soprattutto riguardo alla pedagogia
__________________
Cuor leale e lingua cortese ti faranno fare molta strada nella Giungla...

Ultima Modifica di ari : 11-July-2007 12:29.
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  #6 (permalink)  
Vecchio 13-July-2007
L'avatar di  Karl
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Poi dipende anche un po' dal percorso seguito Mdd... Solo fino a qualche anno fa nella maggior parte degli atenei o provenivi da lettere classiche o da storia, anche se laureato in archeologia. In entrambi i casi preferirei di gran lunga un insegnante che possiede tale preparazione (almeno si spera, e parlo per le superiori, ma anche le medie), piuttosto che i laureati in scienze della formazione attuali. Con tutto il rispetto, ma quelli che conosco (non dico ovviamente siano tutti così...) hanno una preparazione ben scarsa. A me non interessa la scuola superiore, tuttavia non vedo perchè dovrei sentirmi in qualche modo in difetto se volessi insegnare storia. Anzi, onestamente non vedo chi altri dovrebbe insegnarla...
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  #7 (permalink)  
Vecchio 13-July-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Un Archeologo che insegna Storia????

Facciamo un attimo mente locale:
1) in quali scuole italiane esistono cattedre di Storia distinte in organico da altre materie il cui insegnamento richieda una competenza differente e specifica (Filosofia, Storia dell'Arte Medievale e Moderna, Grammatica Greca etc. etc.);
2) nell'insegnamento della Storia come previsto da programmi ed indicazioni quanta parte ha quella Storia sulla quale può eventualmente pensare di avere una preparazione un Archeologo di nuovo ordinamento (non so, tanto per fare un esempio pensiamo ad una per tutte una bella lezione sulle insorgenze antigiacobine in Calabria e in Romagna del 1799 e i paralleli con le tensioni politiche del secondo dopoguerra).

Io continuo a pensare che sarebbe meglio se l'Archeologo facesse l'Archeologo. E' difficile inserirsi? E' una vitaccia da precari? Anche quella degli insegnanti non è uno scherzo: a ciascuno il suo.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 13-July-2007
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Sono d'accordo con l'inadeguatezza di un archeologo che si cimenti con l'insegnamento della storia in generale, ma non condivido l'idea che l'insegnamento stesso sia un qualcosa di tanto lontano dalla nostra sfera d'azione professionale...che c'è allora di tanto attinente nel guardare una ruspa che trascina via strati di terra inerte? conosco l'importanza del dato negativo, etc. etc., e tra l'altro la vita di cantiere mi piace molto, ma ammetto che se dovessi far riferimento al "sogno romantico" che avevo quando mi sono iscritta all'univerrsità.... forse tra le due cose sceglierei la prima! L'unica riserva che ho è sulla necessità di una sorta di vocazione che, a mio avviso, è indispensabile per l'insegnamento.
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  #9 (permalink)  
Vecchio 13-July-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Una vocazione molto forte ed anche una preparazione specifica.

Tanto per cominciare le cose per insegnarle bisogna saperle (e l'Insegnante molto più dell'Archeologo non può permettersi lacune formative iniziali in quanto già di suo corre il rischio durante la sua vita lavorativa di perdere l'aggiornamento ed una nozione precisa di "come fanno gli altri", perché è ben vero che ha momenti significativi dedicati alla programmazione e all'aggiornamento, ma spesso in questo non si trova sufficientemente a confronto con colleghi della medesima specializzazione); infine per insegnarle le cose non basta nemmeno saperle, ma bisogna saperle insegnare.

Ultima Modifica di Mdd : 13-July-2007 23:13.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 13-July-2007
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Quanto lo sia un archeologo del nuovo ordinamento non saprei, a giudicare dai programmi qui a Torino quasi niente. Per quel che riguarda me la mia laurea è in storia, come le altre lo erano in lettere classiche (o almeno... parlo per quel che conosco). Al di là poi del fatto che si siano seguiti e dati tutti gli esami possibili di archeologia, e ovviamente la tesi. Io ho dato tutti gli esami di storia (i fondamentali ovviamente), dal vicino oriente antico alla storia contemporanea, più varie iterazioni, passando per storia delle religioni, storie del pensiero varie, ecc. Senza contare gli interessi personali. E non solo perchè ero interessato, ma perchè era così punto e basta. I primi due anni erano uguali per tutti gli storici, al terzo anno si sceglieva l'indirizzo (antico, medievale, moderno, contemporaneo). Onestamente rispetto ai miei insegnanti di storia delle superiori, delle medie, ecc., a livello di preparazione penso non ci sia neanche confronto. Tant'è che incontrandone qualcuno (che pur ritenevo e ritengo ancora bravi insegnanti), nello specifico non sapevano neanche di che diavolo parlassi. E si parlava di storia contemporanea, non di archeologia del vicino oriente antico. Per quel che riguarda le classi di abilitazione, quanto a esami di storia non ho nulla da recuperare, anzi... gli esami sono molti molti di più di quelli richiesti (dovrei dare però letteratura italiana e letteratura latina, che non misi nel piano di studi perchè non mi interessavano).

Sul fatto della vocazione e del saper insegnare, trasmettere, comunicare, appassionare, stimolare, incuriosire, provocare, ecc. Concordo in pieno.

Ultima Modifica di Karl : 13-July-2007 23:25.
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  #11 (permalink)  
Vecchio 13-July-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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. . . dalla nostra sfera d'azione professionale...che c'è allora di tanto attinente nel guardare una ruspa che trascina via strati di terra inerte?
Ma questo è un altro discorso.
Che le cose nel settore archeologico non vadano come noi vorremmo (comunque vanno sempre meglio di come andavano quarant'anni fa), non significa che chi si è assunto la responsabilità di scegliere per sè questa formazione professionale sia legittimato a mollare tutto e andare impreparato a premere su un altro settore dove ci sono altre persone a loro volta alle prese con oggettive e specifiche criticità occupazionali.

Ti dico un trucco: in cantiere non guardare cosa la ruspa porta via, non sia l'individuazione del singolo manufatto la tua preoccupazione, ma guarda cosa dice la stratigrafia, anche se ti sembra sterile, anche se sembrasse apparentemente priva di tracce antropiche (non lo è mai), perché ha sempre con se la storia del luogo. E sforzati di porti di continuo le domande "cosa è successo qui"? Cosa posso fare per documentarlo ? ;-)

Ultima Modifica di Mdd : 13-July-2007 23:50.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 14-July-2007
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Sì, certo, so che la stratigrafia può raccontare molto di un luogo, di un gruppo di individui che hanno in qualche modo agito ed interagito tra loro in un determinato ambiente...ma intendevo dire che non è proprio quella l'idea che si ha in testa quando si sogna fin da bambini di fare l'archeologo, o no?
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Vecchio 14-July-2007
L'avatar di  Cerebia
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Brava Talìa!
...non si sogna di fare l'Indiana Jones nè il Carter tra le dune del deserto egiziano, ma il guardare le ruspe non è nemmeno tra i peggiori incubi di un bimbetto che sogna di fare l'archeologo!

^_^
__________________
carpe diem... perchè panta rei!
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  #14 (permalink)  
Vecchio 14-July-2007
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Sì, certo, so che la stratigrafia può raccontare molto di un luogo, di un gruppo di individui che hanno in qualche modo agito ed interagito tra loro in un determinato ambiente...
Ma io volevo dire ancora di più, volevo dire che il sacrificio di un taglio nella stratigrafia è sempre una occasione conoscitiva (distruttiva) per leggere l'azione dell'Uomo su un contesto microambientale.
Le tracce fisiche di questa interazione sono sempre presenti, ma solitamente non sono per nulla riconoscibili alle persone "normali" (mi verrebbe da dire "ai laici") se non grazie alla competenza specifica dell'Archeologo.
Siccome la tal lavorazione sta distruggendo un pezzetto di quello che di fatto è un archivio storico di proprietà della Collettività, è opportuno che un esperto lo legga e ne sappia riferire.
Nei nostri territori qualunque luogo è archeologico, non esistono aree archeologicamente nulle, esisteranno al più aree a modesta esposizione o a modesta persistenza.

Anche chi sogna di fare l'Insegnante (e si spende per un impegnativo curriculum di studi) ha quasi sempre in mente delle cose che solo in parte corrispondono alle grandi soddisfazioni ed alle quotidiane miserie del reale esercizio professionale.

Parliamoci chiaro: io non intendo mettere professioni differenti su una scala di valori, intendo invece mettere in cima alla mia scala di valori quelle persone che scelgono o si trovano anche casualmente una professione e la vivono al 100% con impegno totale, di giorno e di notte, sul lavoro e nel tempo libero, fosse anche con rassegnazione se non fosse con entusiasmo, mentre ho meno apprezzamento per qualunque cosa che sia cercata di ripiego, di ripiego temporaneo e peggio ancora di "ripiego preventivo". Se vogliamo fare gli Archeologi, crediamoci e facciamolo fino in fondo. Se cambiamo idea tiriamo fuori la corenza di dire che professiamo un'altra differente attività e buttiamoci con tutto il cuore su quella.
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  #15 (permalink)  
Vecchio 14-July-2007
Nuovo Utente
 
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Su questo non posso che darti ragione, ho rifiutato un sacco di opportunità di lavoro e ho suscitato una certa perplessità tra i miei conoscenti, ma lo rifarei mille volte, nonostante l'incertezza del futuro...speriamo bene!
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