In archeologia non mi sembra che arrivino in pochi... Anzi. Tutti quelli che ho conosciuto all'Università hanno completato il percorso di studi, e quelli che ritengo essere i più meritevoli sono tranquillamente riusciti ad entrare vuoi nella Scuola vuoi nel Dottorato. Molti di loro poi hanno cominciato a lavorare fin da subito, vuoi come aiutanti di scavo, vuoi come studiosi di materiali, anche se ovviamente non ci si deve aspettare chissà quali grandi guadagni già all'inizio...
Per quel che mi riguarda, comprendo poco questo generalizzato pessimismo nei riguardi delle possibilità offerte dal mondo archeologico in Italia.
Rimane inteso il fatto che per accedere a ulteriori gradi di studio, bisogna avere un bagaglio culturale e di conoscenze completo e variegato, e mi sembra pure giusto che sia così. Chi si aspetta che il piatto sia servito caldo e ben cotto, è giusto che si sbagli di grosso: gli studi DEVONO essere difficili, altrimenti la preparazione sarà scarsa. La propria carriera e la propria cultura VANNO costruite da zero con sacrificio e olio di gomito, discorsi del tipo «Quale Università è più facile?», «Quale esame è più facile?», «È vero che quell'esame è troppo difficile?», vanno rifiutati in partenza, altrimenti mi tocca dire che è giusto che chi consegue lauree con i punti barilla poi vada a fare l'operatore ecologico, con tutto il rispetto massimo che si può avere per questa importante e più che necessaria manzione.
|