Ciao. Gli sbocchi professionali, a parte la didattica :? , in teoria sarebbero molteplici, ma fanno tutti parte dello stesso campo, quello "culturale" e/o della ricerca scientifica. Entrambi non godono di grandi finanziamenti, quindi le opportunità di lavoro te le puoi immaginare... Nel tuo caso c'è anche il settore turismo, può essere che lì ci siano più speranze, non saprei, non lo conosco bene. In ogni caso se intendi provare nel campo dell'archeologia, è solitamente un'area che richiede una certa specializzazione, anche oltre la laurea (scuola di specializzazione, dottorati di ricerca...). E' quindi un percorso piuttosto lungo, e c'è da considerare anche la spesa economica, ma più che altro queste cose sono da considerare tenendo presente che, appunto, lo sbocco lavorativo non è affatto semplice nè tanto meno sicuro. Questo non per scoraggiare eh, affatto, però la realtà mi sembra questa. Del resto leggevo tempo fa la situazione lavorativa dei laureati in medicina, e non mi pare molto più rosea, anzi, eppure nell'immaginario collettivo...
Per l'esperienza sul campo dipende, dipende un po' da quali siano le attività legate alla tua università, se queste siano accessibili agli studenti o no, ecc. Per quel che riguarda l'estero, a parte le opportunità di specializzarsi fuori ecc., so che in genere le aziende private che intervengono in opere di salvataggio sono di più che in Italia, quindi qualche opportunità di fare esperienza sul campo, lavorativa, c'è. C'è da mettere in conto la conoscenza della lingua.
Per gli studi celtici... E' naturale che siano rilevanti in Gran Bretagna e Irlanda, per ovvi motivi. Da noi è vero, che io sappia fino a qualche anno fa non esistevano corsi di archeologia celtica, non so dopo la riforma cosa sia stato introdotto a riguardo.
Ciao ciao
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