In verità importano sia i crediti che i voti, archeo89.
I crediti, CFU, non fanno altro che quantificare (in maniera per molti più che opinabile) il carico di lavoro richiesto per un dato esame, inteso come somma delle ore di didattica frontale (il corso) e di studio (a casa, e qui il discorso diventa divertente). Quando passò la riforma ricordo che alla Federico II di Napoli gli esami valevano tutti 4 cfu, che corrispondevano a 100 ore di lavoro (1 cfu = 25 ore) di cui mi sembra 36 di didattica frontale e 64 di studio a casa. In questo caso, in teoria, un esame da 12 cfu come alcuni esami della facoltà di legge dovrebbe "valere" come tre esami di lettere da 4 cfu.
La cosa importante è che per laurearti (triennale) ti servono 180 cfu: tolto un tot di cfu che maturi con la tesi, con i tirocini e con gli scavi archeologici, il resto lo devi totalizzare con gli esami. La specialistica richiede altri 120 cfu. Il quinquennio, dunque, comporta 180+120= 300 cfu.
I voti valgono come sempre, e funzionano esattamente come prima.
Spero di averti chiarito le idee.
|