Ciao. Dunque, dipende un po' da quel che vuoi. I docenti non sono affatto male (non conosco però la nuova professoressa di storia del vicino oriente antico, quando ho frequentato io c'era la prof. Jasink), però lo spazio dedicato nel complesso alle discipline vicino-orientali secondo me è ancora un poco limitato (altri atenei hanno tradizioni diverse, anche se qui c'è stato Giorgio Gullini, che ora presiede il centro scavi per il medio oriente). I corsi sono archeologia del vicino oriente antico, archeologia partico-sasanide, storia del vicino oriente antico, per la parte storico-archeologica. Per la parte filologica, a parte lingua e letteratura ebraica, e sanscrita, che però già attiene ad altri percorsi, c'è al limite filologia semitica che può esser utile (anche se non so se sia compresa nel piano di studi). Mancano, per la parte filologica, corsi specificamente dedicati alla lingua e alla scrittura, come assirologia, ecc. ecc. Non che io sia particolarmente interessato all'aspetto filologico dell'orientalistica, anzi, però almeno ai "miei" tempi nel corso di storia del vicino oriente antico c'era un'infarinatura di cuneiforme, e di geroglifico anatolico (questo per via della prof. di allora, che si occupava di luvio geroglifico). Attualmente invece mi pare che non ci sia. E mi chiedo, già le mie scarse conoscenze (scarse perchè nel corso di egittologia almeno c'era una grammatica di riferimento, quindi lo studio del geroglifico egiziano è stato più "sistematico"; per il cuneiforme invece è stato un po' più "intuitivo", anche perchè le grammatiche disponibili per quel che ne so sono in tedesco) nelle lingue antiche non so se sarebbero sufficienti per superare l'esame per l'accesso alla scuola di specializzazione per l'indirizzo orientale, se ora non viene fornita neanche una "introduzione", un avvio, uno che dovrebbe fare, prepararsi da solo? Boh, forse cambieranno anche i criteri di accesso alle scuole di specializzazione, non so, so che le scuole le stanno rivedendo per conformarle al 3+2, comunque... non divaghiamo, è più un mio dubbio personale, mi informerò meglio.
Per quel che riguarda le missioni di scavo (e il fatto che qui ci sia il centro ricerche archeologiche e scavi per il medio oriente e l'asia aiuta), quelle attive attualmente sono lo scavo di Nimrud in Iraq (periodo neoassiro, post-assiro, ellenistico, sasanide, con tracce di ninive 5, obeid 4 e halaf), quello di Kifrin sempre in Iraq (principalmente partico-sasanide), quello di Nisa Partica in Turkmenistan, quello di Seleucia sul Tigri, e quello di Hatra.
Per i periodi che ti interessano probabilmente Roma offre di più (e credo anche per quelli che interessano me

, ma non mi pareva il caso di spostarmi per questo, semmai dopo la laurea si vedrà...), e credo ci sia anche un maggior numero di corsi attivati nelle discipline orientali (del resto ci sono Matthiae, Liverani, Frangipane, Pettinato... Non a caso a Roma c'è una scuola di specializzazione apposita per l'archeologia orientale, anche se ciò non vuol dire che le tradizioni e la formazione presenti in altri atenei siano peggiori).
In ogni caso io mi son trovato bene, ma sono parziale per questioni "affettive", nel senso che ritengo che, al di là dell'orientalistica, il corso di laurea scelto (quello in storia) e le discipline inserite nel piano di studi e i relativi docenti, a livello formativo (anche nel senso generale di "formazione umana") e intellettuale mi abbiano dato molto.
Ciao ciao