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Vai Indietro   Archeologia Italiana Forum > Archeologia - AREE > Preistoria e protostoria in Italia e all'estero

Preistoria e protostoria in Italia e all'estero In questo forum si discute di preistoria e protostoria italiana ed estera. Sono considerati i diversi punti di vista: archeologici, antropologici e storici.

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Vecchio 01-March-2007
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Mi sfugge a quale petroglifo ti riferisci Karl
Comunque secondo me si tratta sostanzialmente di adottare un determinato punto di vista e non di applicare dovunque una data teoria, ma di considerare e studiare alcuni elementi utili ad essa......ho parlato infatti di retaggi e non di religioni sciamaniche persistenti ovunque nelle società di epoca storica.
A volte per chiarificare certe posizioni e certi documenti preistorici ,di per sè "opachi", occorre fare "corsi e ricorsi" e considerare dove effettivamente i confronti siano pertinenti e dove non lo siano, come certi elementi si evolvono e si trasformano e poi si contestualizzano in modi sostanzialmente differenti per ogni civiltà. Però se un filo esiste e ci interessa, è bene separarlo dalla matassa o almeno seguirlo all'interno di essa.
Ho anche parlato in generale di "religioni di stampo sciamanico" o di "contesto spirituale sciamanico" perchè se volessimo parlare solo di sciamanesimo tout court dovremmo esclusivamente riferici alle religioni e spiritualità delle popolazioni centroasiatiche e Siberiane.

Milena
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  #17 (permalink)  
Vecchio 01-March-2007
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Mi trovi assolutamente d'accordo. Mi riferivo al petroglifo di cui parla Shemsu.
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  #18 (permalink)  
Vecchio 02-March-2007
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Ciao Karl,
capisco che si possa cadere nel "pan-sciamanesimo" (e poi sono gusti) però, riguardo al petroglifo, ho solo riportato un'affermazione presente in un libro che sto leggendo.
In ogni caso, mia opinione è che lo sciamanesimo, anche se in forme diverse, rappresenti una forma religiosa molto diffusa e che sia probabile che alcuni elementi di esso possano rimanere come substrato delle religioni di epoca storica, soprattutto l'uso della simbologia.

Penso che sia prerogativa di ognuno di noi elaborare le informazioni di cui viene in possesso e poi dirsi d'accordo o meno. Io non l'ho visto questo petroglifo, però ritengo plausibile che nel neolitico egiziano esistesse la figura dello sciamano e che possiamo trovarne testimonianze.
Ciao a tutti
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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  #19 (permalink)  
Vecchio 02-March-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Avevo promesso di raccontare altre esperienze vissute riguardo a stati di "pretrans", ed ecco che ho un pò di tempo.
Si tratta, come ho accennato, sopratutto di esercizi fisici basati sulla respirazione e sulla concezione del corpo che hanno gli orientali, cioè come massa unitaria attraversata da canali energetici attraverso i quali passa la medesima energia che pervade l'universo.
Sono venutra in contatto con tali esercizi tramite la pratica dell'Aikido, sotto l' eccezionale guida del Maestro H. Tada, che a suo tempo si impegnò nella diffusione dell'Aikido in Italia come in una vera e propria missione, e che ora risiede in Giappone insegnando l'Aikido con annessi e connessi all' Università.
Egli tiene ogni anno, nel mese di luglio, un raduno di due settimane a La Spezia. Durante la prima settimana si studiano " le tecniche dello spirito" che egli riassume nella parola "Kinorenma" ovvero "tempra dello spirito" e nella seconda settimana "quelle del corpo", cioè l'Aikido (ovviamente però la preparazione della prima settimana resta per il Maestro fondamentale per una buona riuscita anche nella seconda e solo in tal modo l'Aikido può veramente essere "armonia dell'energia").

Le fonti del Maestro Tada per il Kinorenma, che è una sua originale creazione, sono alcune pratiche yoga(hathayoga e karmayoga soprattutto), Confucio ,Lao tze e chuang tze, buddismo mykkio, buddhismo zen, e, naturalmente, lo shinto che ha molto molto di sciamanico nella concezione e nell'espressione.
per approfondire si può guardare qua:

Aikido: Anno 32

Le tecniche usate dal maestro Tada durante il Kinorenma sono totalmente innocue e utilizzano moltissimo un tipo di immaginazione "attiva" e di visualizzazione fino ad esperimenti di telepatia( soprattutto sul movimento).
E' una cosa molto seria, perciò perdonatemi se non ammetto critiche su questo punto. Prevengo gli eventuali scettici (e, paradossalmente, ve ne sono anche molti tra gli stessi praticanti di Aikido) dicendogli che vengano a provare: la settimana di Kinorenma è aperta a tutti al contrario di quella di Aikido.
Descriverò una giornata tipo di Kinorenma per far ben capire perchè credo che alcune tecniche di quelle proposte, se adeguatamente sviluppate, possono portare l'estasi.

mi accorgo di essermi dilungata come al solito nella prefazione e quindi, per non asnnoiarvi troppo vi lascio per il momento con un' altro link

http://www.asahi-net.or.jp/~yp7h-td/index_it.html


Milena
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  #20 (permalink)  
Vecchio 03-March-2007
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Ciao Karl,
capisco che si possa cadere nel "pan-sciamanesimo" (e poi sono gusti) però, riguardo al petroglifo, ho solo riportato un'affermazione presente in un libro che sto leggendo.
In ogni caso, mia opinione è che lo sciamanesimo, anche se in forme diverse, rappresenti una forma religiosa molto diffusa e che sia probabile che alcuni elementi di esso possano rimanere come substrato delle religioni di epoca storica, soprattutto l'uso della simbologia.

Penso che sia prerogativa di ognuno di noi elaborare le informazioni di cui viene in possesso e poi dirsi d'accordo o meno. Io non l'ho visto questo petroglifo, però ritengo plausibile che nel neolitico egiziano esistesse la figura dello sciamano e che possiamo trovarne testimonianze.
Ciao a tutti
Ciao Shemsu, io non contesto il fatto che possa trattarsi di uno sciamano o qualcosa di simile eh. Capisco anche bene che, giustamente, riporti l'interpretazione corrente, o comunque quella che hai letto. Dico semplicemente che, a rigore, potrebbe essere qualsiasi cosa. Poi possiamo fare comparazioni transculturali e antropologiche sui dati, come si diceva in altra discussione, ed è legittimo e utile, però... Anche i "luminari" sbagliano. Piccolo esempio. Per questioni di tesi stavo leggendo un libro (Verhoeven M., An archaeological etnography of a neolithic community. Space, place and social relations in the burnt village at Tell Sabi Abyad, Syria, Leiden 1999). Ora Verhoeven interpreta l'insediamento di Sabi Abyad e le funzioni dell'architettura rettangolare e circolare ricorrendo allo strutturalismo antropologico e cose di questo genere. E postula una divisione tra nomadi e sedentari, o tra agricoltori e allevatori/pastori. Per cui l'architettura circolare nel caso specifico sarebbe architettura dei sendentari e quella rettangolare dedicata ai nomadi. Possibile. Certamente non è da escludere. Il ricorso a teorie antropologiche non lo valuto a priori negativamente, però... Personalmente non mi convince. Una divisione sociale così netta, che si rifletta nell'architettura e che l'architettura a sua volta contribuisca a strutturare (come ci tiene a precisare l'archeologia postprocessuale e Verhoeven), per un periodo come quello in questione, cioè pre e proto Halaf, la trovo francamente eccessiva. Nulla da dire sul principio postprocessuale secondo il quale l'architettura non è solo un riflesso passivo della società o dell'economia, ma ha a sua volta un ruolo attivo nel contribuire a "cristallizzare" differenziazioni sociali, magari simbolicamente. Però mi pare difficile immaginare, anche facendo ricorso alla letteratura antropologica ed etnografica (per esempio i Nuer studiati da Evans Pritchard), una società in cui gli stessi membri di una famiglia o di una famiglia allargata, compiendo attività come l'agricoltura e l'allevamento, vivano poi di fatto tale "segregazione" spaziale.
Rispondo qui ma vale anche per l'altra discussione, quella sulle figurine Obeid. Bene comparare i dati, io sto comparando i dati delle tholoi Halaf da praticamente tutti i siti in cui sono state trovate, per cercare di ricavarne qualcosa. E bene anche la comparazione attraverso la letteratura antropologica. Ma non è così automatica la cosa, e non è neanche così risolutiva. E' semplicemente la prima e più semplice cosa che si può fare in mancanza di altro... (e del resto è una delle basi della scienza).
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  #21 (permalink)  
Vecchio 03-March-2007
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Mi trovo d'accordo con Karl. Lo studio delle pratiche culturali etnologiche, in particolare quelle sciamaniche, possono senz'altro offrire spunti di riflessione per lo studio delle culture antiche e le possibili spiegazioni rispetto ai relativi manufatti. Tuttavia credo, come Karl, che sia necessaria una grande cautela.
Innanzitutto trovo rischiosa la tentazione di spiegare manufatti e idee antiche in un'ottica sciamanica, se presa in un'accezione troppo ampia.
Già Milena (mi pare) ricordava come lo sciamanismo in senso stretto sia limitato alle popolazioni mongolico-siberiane (e nord-americane, aggiungo io). In altri casi, pur essendoci a volte precise affinità, l'etnoantropologia distingue abbastanza nettamente fenomeni e figure diverse: le diverse figure degli stregoni o medicine-men delle varie culture non sempre (anzi, raramente) sono perfettamente sovrapponibili alla figura dello sciamano. Le differenze possono essere diverse. Faccio alcuni esempi: la comunicazione con gli spiriti non avviene tramite trance più o meno indotta ma, ad esempio, dalla "lettura" di ossicini o fondi di caffè; la comunicazioen, se c'è, può essere con spiriti di tipo diverso da quelli tipicamente sciamanici (animali, in genere) come, ad esempio i morti; possono esistere pratiche totemiche senza che si debba passare per forza attraverso la mediazione delle sciamano; ecc. ecc.
Lo sciamanismo, in definitiva, è una forma molto particolare di animismo; mentre quest'ultimo, nelle sue diversissime forme è una forma religiosa (o pre-religiosa) diffusissima in ogni angolo del globo, non altrettanto si può dire dello sciamanesimo in particolare.
In quest'ottica trovo azzardate alcune affermazioni che ho letto in questo o in altri thread. Ad esempio il fatto che la Pizia desse i suoi responsi oracolari sotto l'effetto di una droga naturale quale i gas che si sprigionavano dal sottosuolo, non può assolutamente farla rientrare nella catagoria dello sciamanismo perché è del tutto assente l'ambito delle credenze animistiche-totomiche. Per lo stesso motivo, non capisco non capisco l'accenno ad una possibile affinità con lo sciamanismo di Gesù e Budda.
O ancora trovo azzardata la spiegazione come raffigurazioni sciamaniche delle statuette antropomorfe ma con testa di serpente della cultura Obeid: il totemismo, inteso come associazione magica o semplicemente estetica-funzionale con gli animali, esiste anche al di fuori delle pratiche sciamaniche; non c'è bisogno di tirare per forza in ballo lo sciamanismo per spiegare le teste di sciacallo, ibis, falco ecc. nelle rappresentazioni degli dei egizi, oppure per le rappresentazioni di animali nell'araldica medievale.

Riassumendo, non vedo perché l'archeologia dovrebbe usare una precisa categoria antropologica in un'accezione vaga e, soprattutto, fuorviante, quando l'antropologia stessa presenta delle categorizzazioni molto più sottili ed efficaci nella descrizione dei diversi fenomeni.
Non essendo possibile una verifica de visu, ogni spiegazione archeologica presa da un ambito culturale così ristretto presenta dei rischi.

Ammetto che, per fare un esempio, la tentazione di fare un accostamento tra berserker e sciamanesimo è molto forte. I berserker erano una classe di guerrieri nordici (tipicamente vichinghi) che combattevano, nudi, come in preda ad un selvaggio furore animalesco durante il quale il berserk si identificava con una qualche fiera (lupo od orso, da cui la probabile etimologia del nome); questo stato dialterazione psichica era probabilmente indotto o autoindotto (funghi allucinogeno o altre dorghe, alcool, danze ecc.? Su questo aspetto le fonti non sono chiare). Da questa sommaria descrizione i paralleli con alcuni aspetti sciamanici sembrerebbero evidenti, eppure ci si possono porre alcune domande. Chi ci dice infatti che i berserk si sentissero veramente IMPOSSESSATI dallo SPIRITO del lupo o dell'orso (cosa tipicamente sciamanica) e non invece semplicemente FORTI COME questi animali? Chi ci dice che lo stato di alterazione dovuto a droghe o altro fosse finalizzato a mettersi in contatto col mondo degli spiriti e non, più prosaicamente, a sentirsi più forti e violentemente sicuri di sé (è noto che fino all'apoca napoleonica, prima delle battaglie, quando possibile, venivano distribuite generose dosi di alcoolici al fine di "stordire" il soldato che sentiva così di meno la paura e più più pronto a slanci collettivi; uso simile è stato fatto delle droghe, largamente tollerate se non direttamente distribuite, per i soldati americani in Vietnam).

Con tutto questo non voglio dire che la questione sciamanica, in archeologia, sia da guardarsi con sospetto, anzi, personalmente trovo plausibilissimo una larga diffusione dello sciamanismo tra i cacciatori raccoglitori mesolitici. Più in generale, però, mi sembra che un po' di cautela non guasta.

Un'ultima cosa. Eliade, Guenon, De Santillana e altri personaggi simili, sono sicuramente figure importanti per lo studio delle religioni; sono però, a mio parere, da prendere un po' con le molle perché, al di là delle questioni politiche, erano tutti personaggi intrisi di esoterismo. Intendo che, in misura e modo diverso, credevano tutti nell'esistenza ed efficacia di fenomeni magici, dell'alchimia e di altre pratiche contrarie all'esperienza scientifica, modernamente intesa.
Credere che vi sia un effettivo contatto tra lo sciamano ed un ipotetico mondo spirituale, per fare un esempio, può portare a travisare alcune pratiche e simbologie, collegandole in modo abbastanza arbitrario con pratiche e simbologia apparentemente analoghe proprie di ambiti diversi come, ad esempio, l'alchimia. In questo modo gli appassionati di esoterismo tendono a fare un grande e confuso calderone. Forse questo non è il caso di Eliade, però, di certo, il suo modus operandi era lontano anni luce da studiosi come Lewis e Williams che con l'ipotesi neuropsicologica mi sembrano rientrare in un ambito prettamente scientifico, tipico delle moderne neuro-scienze.
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Marco Astracedi
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  #22 (permalink)  
Vecchio 03-March-2007
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Mi trovo d'accordo con Karl. Lo studio delle pratiche culturali etnologiche, in particolare quelle sciamaniche, possono senz'altro offrire spunti di riflessione per lo studio delle culture antiche e le possibili spiegazioni rispetto ai relativi manufatti. Tuttavia credo, come Karl, che sia necessaria una grande cautela.
Concordo con voi riguardo la cautela, fatto sta che a me piace prendere in considerazione anche le ipotesi più estreme e poi confrontarle con altre.
Anche i "luminari" sbagliano - dice Karl - e sono d'accordo. Penso che mi posso permettere anche io di sbagliare visto che sono solo uno studente avido di notizie.
Chi può dire come la penserò tra qualche anno, di sicuro devo ancora imparare tante cose ed è per questo che frequento il forum.

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Innanzitutto trovo rischiosa la tentazione di spiegare manufatti e idee antiche in un'ottica sciamanica, se presa in un'accezione troppo ampia.
Già Milena (mi pare) ricordava come lo sciamanismo in senso stretto sia limitato alle popolazioni mongolico-siberiane (e nord-americane, aggiungo io). In altri casi, pur essendoci a volte precise affinità, l'etnoantropologia distingue abbastanza nettamente fenomeni e figure diverse...
Si, hai ragione, questo è senz'altro un problema mio che ho ancora molte lacune sull'argomento e uso il termine "sciamanesimo" in un'accezione molto ampio.
Voglio indicare un modo di vita in cui la natura è abitata da forze, esseri, dei, e che l'uomo tramite le pratiche sciamaniche o altro possa comunicare con essi.
Forse animismo è più giusto.

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In quest'ottica trovo azzardate alcune affermazioni che ho letto in questo o in altri thread. Ad esempio il fatto che la Pizia desse i suoi responsi oracolari sotto l'effetto di una droga naturale quale i gas che si sprigionavano dal sottosuolo, non può assolutamente farla rientrare nella catagoria dello sciamanismo perché è del tutto assente l'ambito delle credenze animistiche-totomiche. Per lo stesso motivo, non capisco non capisco l'accenno ad una possibile affinità con lo sciamanismo di Gesù e Budda.
O ancora trovo azzardata la spiegazione come raffigurazioni sciamaniche delle statuette antropomorfe ma con testa di serpente della cultura Obeid: il totemismo, inteso come associazione magica o semplicemente estetica-funzionale con gli animali, esiste anche al di fuori delle pratiche sciamaniche; non c'è bisogno di tirare per forza in ballo lo sciamanismo per spiegare le teste di sciacallo, ibis, falco ecc. nelle rappresentazioni degli dei egizi, oppure per le rappresentazioni di animali nell'araldica medievale.
Perfettamente d'accordo che le religioni di epoca storica siano molto diverse dallo sciamanesimo, ma ritengo anche che un retaggio di un'epoca più antica possa essere sopravvissuto in esse.
Per la Pizia intendevo il fatto che per entrare in contatto con la divinità occorre superare la soglia di percezione abituale, come faceva lo sciamano.
Per il resto sono ipotesi che prendo in considerazione, è risaputo che lo sciamano si trasforma in animale e rappresentazioni di teriantropi sono parte dello sciamanesimo.
Forse è azzardato, forse no... io lo tengo in considerazione.
Mi diresti brevemente cos'è il totemismo? In linea generale lo so, però da cosa si differenzia o ha analogie con animismo e sciamanesimo.
Non è che rischiamo di inventarci troppi fenomeni (sciamanesimo-animismo-totemismo) per i diversi aspetti di uno solo?

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Ammetto che, per fare un esempio, la tentazione di fare un accostamento tra berserker e sciamanesimo è molto forte.
Io la farei... Perchè no?

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Un'ultima cosa. Eliade, Guenon, De Santillana e altri personaggi simili, sono sicuramente figure importanti per lo studio delle religioni; sono però, a mio parere, da prendere un po' con le molle perché, al di là delle questioni politiche, erano tutti personaggi intrisi di esoterismo. Intendo che, in misura e modo diverso, credevano tutti nell'esistenza ed efficacia di fenomeni magici, dell'alchimia e di altre pratiche contrarie all'esperienza scientifica, modernamente intesa.
Io invece penso che l'esoterismo vada preso in considerazione perchè era parte della cultura dei nostri avi e se vogliamo capire loro dobbiamo capire come pensavano.
E' indubbio comunque che vada anche applicato il metodo scientifico ma io sono convinto che la scienza non possa spiegare tutto ciò che ci circonda, spiega solo ciò che può misurare (lo dico sempre ).
Però le vicende umane e storiche si basano anche sui sentimenti, sulla paura, sull'amore etc, tutto cose che la scienza non prende in considerazione.

P.S. non ho letto Guenon ed Eliade ma De Santillana si, e ritego le sue teorie assolutamente plausibili. E sono un sostenitore dell'archeoastronomia. :wink:


Ciao
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Ultima Modifica di ShemsuHor : 03-March-2007 18:20. Ragione: aggiunta PS
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  #23 (permalink)  
Vecchio 03-March-2007
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Bravo ShemsuHor!
Del tuo ultimo messaggio mi piacciono soprattutto queste frasi:

Quote:
Non è che rischiamo di inventarci troppi fenomeni (sciamanesimo-animismo-totemismo) per i diversi aspetti di uno solo?
e

Quote:
Io invece penso che l'esoterismo vada preso in considerazione perchè era parte della cultura dei nostri avi e se vogliamo capire loro dobbiamo capire come pensavano.
E' indubbio comunque che vada anche applicato il metodo scientifico ma io sono convinto che la scienza non possa spiegare tutto ciò che ci circonda, spiega solo ciò che può misurare (lo dico sempre ).
Però le vicende umane e storiche si basano anche sui sentimenti, sulla paura, sull'amore etc, tutto cose che la scienza non prende in considerazione.
Dice un mio amico, studioso da anni di sciamani e in particolare dell'uso delle amanite "Quando cominci li vedi dappertutto!"
A parte gli scherzi, chiarisco alcuni punti : la caratteristica fondamentale dello sciamanesimo, che lo distingue da tutte le altre pratiche più o meno simili, è l'estasi , poichè lo sciamano, attraverso l'estasi appunto, riesce a "viaggiare" tra i vari mondi e a stabilire una relazione tra di essi; lo sciamano ha innanzitutto a che fare con l'anima, infatti può anche accompagnare le anime nell'aldilà ,nella funzione di psicopompo(in proposito interessante è la figura del "mazzero" corso, autentico retaggio sciamanico).
Ovviamente per viaggiare tra i mondi egli deve assumere la stessa condizione di chi è spirito, per cui morire e rinascere, ovviamente simbolicamente.
Ciò che pertiene fortemente allo sciamano sono alcuni simboli assiali come la scala, la corda, l'albero ,la montagna e simili o simboli di collegamento come il ponte o l'arcobaleno e di nuovo la scala; egli inoltre intrattiene solitamente un rappporto privilegiato con la dea madre, in bene e in male.
I simboli animali, diciamo così, sono secondari, poichè di solito gli animali rappresentano gli spiriti guida e gli aiutanti dello sciamano.

Detto questo, per quanto riguarda alcune caratteristiche del Buddha e del Cristo risulta evidente che essi continuino in un certo qual modo quell' archetipo dello sciamano; sarebbe lungo e complicato elancare qui tali caratteristiche, ma voglio ad esempio far notare come entrambi, esattamente come avviene per le iniziazioni sicamaniche, si siano allontanati per un dato periodo dal mondo, periodo durante il quale effettivamente hanno raggiunto la comunicazione col divino: Gesù coi 40 giorni di digiuno nel deserto(poi su gesù già dicevo che esiste il libro di Allegro che è uno studio molto ben fatto e che parte dalle radici sumeriche della figura di Cristo) e Buddha durante la disciplina yogica che seguì, anch'essa comportante un digiuno che lo ridusse a uno scheletro( rappresentazioni del buddha emaciato).....tanto più che la parola yoga ha esattamente il senso di "pontificare" ,"creare un legame"(col divino), tramite ovviamente tecniche di respirazione.

Dunque che i confronti debbano essere pertinenti è sicuro, e che ci vuole cautela anche,però più nell'affermare e nel presentare il risultato di uno studio che nel discorrere per confrontarsi e crescere, che è quello che si fa qui. Sicuro però è che bisogna anche andare in profondità ad analizzare certi fenomeni e prendere in considerazione anche gli autori più esoterici, proprio perchè partecipi o che comunque hanno voluto approfondire cognizioni meno evidenti.
Che poi riguardo all'argomento sciamanesimo gli studi più moderni (dei cui autori certo non conosciamo esattamente le credenze) non si distacchino sostanzialmente da quelli più vecchi, ma portino solo ulteriori prove ed elaborazioni su base della scienza misuratrice, è un fatto e ben venga :wink: .

Milena
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  #24 (permalink)  
Vecchio 03-March-2007
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Come ShemsuHor anche io sono appassionata di Egitto e mi ha incuriosito ciò che ha detto sullo sciamanesimo.
Ho trovato poi in tutti i vostri messaggi degli spunti importanti per riflessioni su argomenti che non avevo mai considerato.

Riguardo al discorso sulla possibile malattia con esiti epilettici dello sciamano, ho pensato al "capo" egizio per eccellenza, il re delle due terre, ho letto che nel periodo predinastico (ma anche prima) egli poteva essere considerato il mago della pioggia per sue presunte capacità di prevedere le precipitazioni.
Poi ho letto della ereditarietà della nomina, che avveniva in linea di madre; ciò comportò quasi sempre un matrimonio fra consanguinei , in particolare fratello e sorella, per garantire il titolo regale al figlio del re precedente.
Siccome il matrimonio fra consanguinei può causare la recrudescenza di malattie genetiche, ho pensato che forse l'attaccamento alla tradizione degli egizi causò nei loro capi quello stato di grazie che generava visioni sacre.

Però lo sciamanesimo dovrebbe temporalmente essere precedente alla fase matriarcale, o sbaglio?
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  #25 (permalink)  
Vecchio 03-March-2007
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Non posso che essere d'accordo con KArl e Astracedi sulla necessità di estrema cautela. Tra le forse poche cose che ho davvero imparato nella mia vita c'è il principio che è molto più opportuno di parlare che ad esempio certi fenomeni avvengono e si presentano "come se...", Io non sono in grado di sapere se certe forme di energia esistano - e per talune dubito sinceramente molto - ma esistono modelli di pensiero che si basano su di essi e che permettono di comprendere, a chi lo voglia fare, certe cose, certe esperienze ecc. È appounto "come se...". Questo vale anche per il mio campo di lavoro, la psicoterapia. Siano freudiani, junghiano o di altra derivazione vi sono dei modelli che tendono e tentano a spiegare certi fenomeni e che si basano appunto sul "come se..." talora funzionano, talora vanno ridimensionati e corretti. In questo trovo analogie con l'antropologia e l'etnologia, che in passato mi hanno interessato ed affascinato, ma anche fatto suscitare molti dubbi su quanto certe deduzioni per analogia siano lecite. E anche nel campo specifico della medicina psicosomatica, quella che si pratica appunto nella mia clinica, molto è "come se...". Per il momento non abbiamo una spiegazione migliore.

Prudenza, quindi, ma prudenza non è mancanza di coraggio, anzi.

Buona notte, colla luna divorata dal drago.
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dott. Claudio Giorgini
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Vecchio 05-March-2007
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Cara evelyn, non sono sicura di aver ben capito la tua domanda, però ritengo opportuno chiarire una volta per tutte che il termine sciamano usato in riferimento a culture diverse da quelle centroasiatiche e siberiane è puramente di comodo, e ciserve ad indicare un certi tipo di spiritualità o tendenza religiosa che NON è una religione rivelata e può coesistere con altre forme di religiosità o addirittura con caste sacerdatoli strutturate duiversamente. Poichè alcune caratteristiche proprie dello sciamanesimo si trovano tra molti popoli e, secondo l'opinione di lewis williams si basano su caratteristiche della neuropsicologia umana, è pensabile che questo tipo di spiritualità abbia un qualcosa di originario o che comunque abbia perpetuato nei secoli certe idee vecchie quanto l'uomo.....che però molto probabilmente non furono tutte le sue idee. Alcuni ,anzi molti elementi, presenti nell'arte paleolitica ci rimandano a pratiche ed idee sciamaniche, ma può ben essere che lo sciamanesimo storico sia anch'esso un retaggio di qualcosa di più ampio e articolato, che si è preservato in certe forme nella misura in cui i modi di vita delle popolazioni che storicamente lo hanno praticato e lo praticano si sono discostati o meno dallo stile di vita dell'uomo primitivo cacciatore-raccoglitore.
Per cui domandare di collocare cronologicamente lo sciamanesimo, storicamente inteso, vuol dire domandere della storia spirituale dei popoli siberiani e centroasiatici.......tra i quali pure lo sciaimanesimo ha subito evoluzioni, influenze ecc. Parlare di collocazione cronologica dello sciamanesimo pensando all'egitto o a qualsiasi altra civiltà non ha senso perchè, come si diceva si può trattare di pratiche e tradizioni più o meno sommerse, conscie o inconscie incluse in forme di religiosità sostanzialmente differenti.

Spero questa volta di essere stata più chiara .

Ciao

Milena