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Preistoria e protostoria in Italia e all'estero In questo forum si discute di preistoria e protostoria italiana ed estera. Sono considerati i diversi punti di vista: archeologici, antropologici e storici.

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Vecchio 05-March-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Anche a me sono piaciute le spiegazioni di Marco dei vari termini e non vi ho trovato, per quello che ne so alcuna inesattezza. é vero che certi fenomeni sono legati ,ma ognuno può anche essere analizzato di per sè

Invece neanche a me è piaciuto tanto quel "fanatico esoterista". Atenzione a non dare alla parola esoterico un significato troppo dispregiativo che nella lingua italiana non ha, e a non confondere esoterico con "demoniaco" oppure "supestizioso" .
Riporto la definizione di esoterico del Devoto-Olii, che sebbene sia un vecchio Vocabolario, ha il suo spessore:
esoterico: riservato ai discepoli o agli iniziati(dal greco esoterikos, interno)
esoterismo: atteggiamento di ossequio al principio che vieta di rivelare ai non iniziati alcune parti di un rito o di una dottrina, spec. religiosa.

Non vedo grossa attinenza nè col fatanismo, nè col satanico, nè con la pazzia di una madre che uccide il figlio....., al contrario se si tende a proteggere certe dottrine e saperi forse è perchè per riceverli bisogna essere pur preparati. Inoltre oggi in un certo senso ogni sapere specialistico ha in sè qualcosa di esoterico, poichè certe parti per forza di cose rimarranno sconosciute e misteriose a chi non vi sai addentri.

Milena
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Vecchio 05-March-2007
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Attenzione, prima di giudicare bisogna analizzare: Marco dice: "...fanatico esoterista...", col che vuol non dire né che ogni esoterista è fanatico, né che ogni fanatico è esoterista, ma che un esoterista fanatico (quindi non moderato, riflessivo, critico ecc.) diversamente da un esosterista non fanatico poterbbe agire cosí.
Dispregiativo, se si vuol dire cosí, è il fanatico, non l'esoterita in sé.
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #33 (permalink)  
Vecchio 05-March-2007
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Quello che non è piaciuto e che si critica credo sia la facilità con cui si dà del fanatico ad un'esoterista di contro ad un agnostico: il paragone infatti è stato fatto tra lo "storico agnostico" e il "fanatico esoteristica" , e si descrivono i mali derivanti solo dal fanatismo applicato all'esoterismo, mentre esso può fare uguali danni anche se applicato all'agnosticismo o a qualsiasi altra corrente di pensiero, perchè un agnostico non è che sia moderato per definzione; per cui in effetti si paragonano termini e categorie che non vengono posti sullo stesso piano, condizione prima perchè sia possibile un paragone. La nota dispregiativa della parola "fanatico" dunque colora nel caso specifico anche quella di "esoterista", come se fosse proprio di un esoterista essere fanatico. Almeno questo è il modo in cui ho inteso- probabilmente sbagliando- quanto scritto da Marco al riguardo, da cui la necessità di specificare il significato del termine esoterico.

Milena
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  #34 (permalink)  
Vecchio 06-March-2007
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Chiedo scusa per il modo di esprimermi che, mi rendo conto, può aver causato qualche fraintendimento.
Claudio ha ben compreso e spiegato il senso del mio discorso.
Per ribadire quanto da lui detto, sottolineo il fatto che intendevo una persona fanatica di esoterismo meno obiettiva, nel valutare questioni che hanno a che fare con esoterismo e misticismo, di persone interessate in modo più superficiale all'esoterismo o ad agostici.
Nel caso dell'esempio degli omicidi per "possessione" mi sembra più grave la possibilità di avere un giudice fanaticamente e ciecamente credente nell'esistenza del demonio piuttosto che uno che sia solo incuriosito dall'esoterismo o uno del tutto scettico.
Sottolineo che ho precedentemente parlato, per contraltare, non di uno scettico, che si potrebbe pensare anche come un fanatico dello scientismo razionale (un membro dei più estremisti del CICAP, per intenderci) ma di un agnostico, ovvero uno che per definizione non prende posizione né per l'esistenza né per la non esistenza di certi fenomeni. Se volete posso anche affibiargli la potenziale etichetta di "fanatico" significando quindi che si rifiuterebbe nel modo più categorico di considerare la questione dell'esistenza del demonio, ragionando invece per altri modi (cioè il Diritto Penale, nell'esempio citato).

Naturalmente possiamo pensare a contraposizioni più nette come, nel caso dello storico che studia l'Inquisizione, uno totalmente ateo e anticlericale (non necessariamente le cose coincidono: io, ad esempio, sono ateo ma non mi considero anticlericale).

In ogni caso, parlando in ambito scientifico, nel quale ha valore solo quanto razionalmente e sperimentalmente dimostrato, ho personalmente preferenza verso un atteggiamento di analisi razionale e non fideista. Nel caso dell'esistenza di fenomeni "esoterici" mi fido di più di uno studio condotto dal CICAP piuttosto che dal Mago Otelma.
Se si tratta invece di fare una "Storia dell'Alchimia" oppure uno studio storico-archeologico sulla "Magia nell'antico Egitto", le conoscenze di un iniziato sono utilissime, ma da filtrare con un minimo di atteggiamento razionale.

Vorrei precisare che ha ragione Milena nel sottolineare che ho superficialmente usato (anche qui sopra) il termine esoterico in un'accezione molto comune, ma imprecisa, che racchiude tutta una serie di "discipline", anche molto diverse tra loro, che forse sarebbe meglio definire mistiche o misteriche (cabala, alchimia, demonologia, le varie forme di magia, astrologia, antroposofia, teosofia, spiritismo, ecc.) anche se in effetti sono tutte o quasi discipline le cui conoscenze si trasmettono per via iniziatica, cioè esoterica. Ringrazio chi sappia indicarmi una definizione più efficace.

Inoltre vorrei precisare non verrei affatto definire "Fanatici" dell'esoterimo (nell'accezione "ampia" sopra descritta) i vari Guenon, De Santillana ed Eliade (a cui si possono affiancare personaggi tra loro assai diversi come Julius Evola o Elemire Zolla); piuttosto ho volutamente usato il termine "intrisi" di esoterismo che ha, mi sembra, un significato molto più sottile.
Ribadisco che gli argomenti trattati da questi studiosi sono senz'altro interessanti e stimolanti, e i loro studi aprono il passo ad ulteriori ricerche; mi sembra però che il loro atteggiamento "fideistico" e "iniziatico" sia da considerare nel leggere i loro lavori: insomma, stiamoci attenti e facciamoci un po' la tara.

Faccio un esempio riguardante Elèmire Zolla (che conosco meglio) prendendo da un sito internet un suo concetto ben riassunto:

"Mentre la psicanalisi ricerca il "significato dei simboli", Zolla ritiene che essi "non significano", perché non sono significati ma "forze". I simboli "agiscono". Per coglierne la natura bisogna passare dalla "cogitazione"esterna (essoterica), all'esoterico."

Mi semba evidente che parlando di simboli, miti, religioni ecc. un atteggiamento come quello sopra esemplificato abbia il suo peso, specie se, in luogo di filosofia o storia delle religioni, parliamo di archeologia, che (forse più nel mondo anglosassone che in Italia) vuole avere l'etichetta di Scienza e che deve quindi sottostare alle regole del metodo scientifico.
__________________

Marco Astracedi
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Ultima Modifica di astracedi : 06-March-2007 18:07.
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  #35 (permalink)  
Vecchio 07-March-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Quote:
"Mentre la psicanalisi ricerca il "significato dei simboli", Zolla ritiene che essi "non significano", perché non sono significati ma "forze". I simboli "agiscono". Per coglierne la natura bisogna passare dalla "cogitazione"esterna (essoterica), all'esoterico."

Mi semba evidente che parlando di simboli, miti, religioni ecc. un atteggiamento come quello sopra esemplificato abbia il suo peso, specie se, in luogo di filosofia o storia delle religioni, parliamo di archeologia, che (forse più nel mondo anglosassone che in Italia) vuole avere l'etichetta di Scienza e che deve quindi sottostare alle regole del metodo scientifico.
mi piacerebbe ,caro Marco, che ti spiegassi meglio; poichè su certi argomenti le posizioni che rispettivamente ci impegnamo a sostenere sono spesso opposte, trovo la discussione più stimolante. Io non ho letto alcuna opera dell'autore di cui parli, ma comprendo perfettamente il punto di vista espresso nella frase che citi. Infatti, la caratteristica del simbolo è di non essere univoco ma polisemantico, poichè il simbolismo stesso è fondato sulle corrispondenze esistenti o stabilite tra diversi aspetti della realtà. Uno stesso simbolo può significare una cosa e l'esatto contrario, per il meccanismo di inversione secondo il quale "ciò che è in alto è come ciò che è in basso e ciò che in basso sale arricchendosi di ciò che è in alto e ciò che è in alto scende arriccehndosi di ciò che è in basso per formare la cosa una". Per fare un esempio a tutti presente si pensi al numero 666 che è il numero del Cristo dell' Apolisse ma anche di Satana.
Per cui ciò che definisce l'esatto significato del simbolo è il contesto. Esso tuttavia "agisce", in quanto archetipo immagine e rappresentazione poichè per sua natura comunica direttamente con l'inconscio e con strutture mentali che non passano attraverso il linguaggio, percepibili in modi differenti.
Che dunque il simbolo sia una "forza" e "agisca" indipendententemente è da tenere presente e considerare anche nell'analisi dei reperti archeologici da due punti di vista. Uno è l'uso stesso che gli antichi fecero dei simboli in vari ambiti, soprattutto in quello religioso e in quello politico(un bel libro in proposito ad esempio è quello dello Zanker: "Augusto e il potere delle immagini" ) ; l'altro è il considerare gli stessi reperti come "simboli" delle civiltà che li produssero; infatti a partire da essi cerchiamo di ricostruire tutto un modo di vita e di pensiero,ambienti culturali differrenti ecc; inoltre ovviamente le nostre interpretazioni degli stessi reperti variano a seconda delle epoche e dei contesti culturali odierni .

Anche oggi i simboli vengono usati in modo che "agiscano " a livello subliminale, ad esempio - ed è l'esempio più banale, nelle pubblicità.

Mi viene in mente parlando di simboli, sciamanesimo in generale e pubblicità che proprio ultimamente ho notato un forte ritrorno del simbolismo dell'uomo a testa di animale; mi è capitato personalmente di vederlo in diversi contesti e occasioni: pubblicità di sfide calcistiche sponsorizzate da una famosa birra( qui semplicemente gli uomini calciatori hanno la testa dell'animale che rappresenta la loro squadra tipo zebra per la juve asino per il napoli ecc); scenografia di concerti(Vinicio Capossela), opere d'arte e "performance" artistiche(Ominiotauro di Domenico Borrelli), e -addirittura manichini delle vetrine di un negozio di abbigliamento( un negozio di Cagliari con manichini dalla testa di volpe,di lupo, di uccello... era un famoso stilista però non ricordo quale)........che ne pensate?

Milena
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  #36 (permalink)  
Vecchio 07-March-2007
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Quote:
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mi piacerebbe ,caro Marco, che ti spiegassi meglio [...]
Infatti, la caratteristica del simbolo è di non essere univoco ma polisemantico, poichè il simbolismo stesso è fondato sulle corrispondenze esistenti o stabilite tra diversi aspetti della realtà. [...] Per fare un esempio a tutti presente si pensi al numero 666 che è il numero del Cristo dell' Apolisse ma anche di Satana.
Per cui ciò che definisce l'esatto significato del simbolo è il contesto. Esso tuttavia "agisce", in quanto archetipo immagine e rappresentazione poichè per sua natura comunica direttamente con l'inconscio e con strutture mentali che non passano attraverso il linguaggio, percepibili in modi differenti.
In modo forse un po' sbrigativo dirò che quando Zolla dice che un simbolo "agisce" intende che agisce fisicamente. Agire a livello subliminale (come nell'esempio riportato da Milena della pubblicità) significa agire a livello psicologico ma non fisico.
Mentre a livello essoterico (cioè riguardante riti o credenze non iniziatiche, come la religione cattolica, ad esempio) il simbolo può "agire" solo stimolando reazioni emotive più o meno inconsce, in un modo che credo possa essere affine alla descrizione da te fatta e che possiamo assimilare ad un punto di vista junghiano (Claudio, correggimi...) Zolla intende che attraverso le pratiche esoteriche il simbolo può agire in senso materiale.

Molto grossolanamente (in realtà il pensiero di Zolla è molto più sottile) è come se disegnando un pentacolo e scrivendo il numero 666 (o riti del genere) si possa "fisicamente" richiamare la presenza del demonio.
Ripeto, chianque abbia lette anche i testi più filoesoterici di Zolla, storcerà il naso di fronte all'esempio appena fatto, ma spero che sia comunque sia chiaro il tipo di ragionamento.
In effetti si può più genericamente ma correttamente dire che Zolla sostiene la possibilità di una interazione materiale, tramite conoscenze iniziatiche (in questo settore si è occupato soprattutto di alchimia e sciamanismo), tra mondo metafisico e mondo fisico.
In pratica si tratta di sostenere che lo sciamanesimo non è un'esperienza esclusivamente psico-neurologica ma che ha una sua realtà fisica.
Visto che non esistono a tutt'oggi prove scientifiche dell'esistenza materiale di qualsivoglia fenomeno "paranormale", e che le argomentazione di Zolla (o degli altri autori precedentemente elencati) sono quasi esclusivamente di tipo filosofico, semiotico e religioso-iniziatico (ovvero discipline estranee al metodo scientifico) ho qualche difficoltà a prenderele per buone in un ambito scientifico come l'archeologia.

Non vorrei essere frainteso. Ho grandissima stima di Elemire Zolla – che alcuni, credo guistamente, hanno definito "l'ultimo erudito" – ma mentre alcuni suoi studi diciamo "filosofici" sono intellettualmente ineccepibili e affascinanti (rimasi affascinato, oltre vent'anni fa, dall lettura del fondamentale "Eclissi dell'intellettuale") gli scritti degli ultimi suoi anni, in cui l'interesse per l'esoterismo diventa preponderante, mi vedono interessato ma al contempo scettico.

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ho notato un forte ritrorno del simbolismo dell'uomo a testa di animale; mi è capitato personalmente di vederlo in diversi contesti e occasioni: pubblicità di sfide calcistiche sponsorizzate da una famosa birra( qui semplicemente gli uomini calciatori hanno la testa dell'animale che rappresenta la loro squadra tipo zebra per la juve asino per il napoli ecc); scenografia di concerti(Vinicio Capossela), opere d'arte e "performance" artistiche(Ominiotauro di Domenico Borrelli), e -addirittura manichini delle vetrine di un negozio di abbigliamento( un negozio di Cagliari con manichini dalla testa di volpe,di lupo, di uccello... era un famoso stilista però non ricordo quale)
Milena, per me si tratta di fenomeni culturali tra loro diversi tutt'al più grossolanamente riconducibili al totemismo inteso in senso molto generale. E come ho già precedentemente sostenuto, l'associazione simbolica (semiotica) con l'animale può avere centinaia di spiegazioni diverse, spesso niente affatto riconducibili allo sciamanismo.
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Marco Astracedi
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Vecchio 07-March-2007
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(Claudio, correggimi...)
Non ti correggo Marco, perché hai ragione. Io sono molto prudente e richiamo quanto ho detto prima sul "...coem se..."
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dott. Claudio Giorgini
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  #38 (permalink)  
Vecchio 08-March-2007
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Ho riletto quanto precedentemente da me scritto su Elèmire Zolla e, per maggiore chiarezza vorrei aggiungere che l'aspetto di intereazione fisica, sul mondo materiale, dei fenomeni di tipo esoterico, rappresentano comunque un aspetto secondario nell'opera del filosofo, emergendo qua e là in alcuni suoi scritti (al di là delle sue convinzioni intime, che non sono del tutto date a conoscere).
L'aspetto (grossolanamente) affine ai concetti junghiani di relazione tra simbolo e archetipo, non del tutto dissimili da quelli esposti da Milena, sono comunque presenti e forse preponderanti nei suoi studi
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Marco Astracedi
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  #39 (permalink)  
Vecchio 09-March-2007
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Mi dovrò assolutamente procurare qualche opera di Zolla, mi incuriosisce molto. La questione dell'azione "fisica" dei simboli è mlto complessa.
partiamo dal presupposto che il pensiero è energia, e dunque può manifestarsi "fisicamente". Il simbolo è pensiero espresso ed energia già canalizzata, da qui deriva la sua azione sia a livello della percezione che della fisicità.
Questo modo di vedere le cose è proprio degli antichi. Se così non fosse nessun rituale, pieno di simboli e azioni simboliche, avrebbe senso. Esso serve ad esprimere un pensiero ad indirizzare le energie di colui che compie il rituale ed infine, ad agire in un modo o nell'altro sulla realtà effettiva. Anche qui si tratta di livelli. Se io dovrò mettere in opera alcuni rituali per l' Agni vedico, costruirò l'altare in modo e forma diverse e farò azioni diverse a seconda di quello che vorrò ottenere dal mio rituale.........non è semplice superstizione la credenza sumerica seconda la quale il solo sguardo poteva nuocer a chi veniva colpito da "quest'occhio di morte", ma si basa appunto su certi flussi energetici che pervadono e collegano tutto . Ancora oggi riteniamo maleducazione indicare le persone....... proprio perchè puntando il dito verso di esse si concentra verso di loro un'energia.
Anche i mandala indiani ,figure geometriche, supporto di meditazione, agiscono in un certo senso fisicamente, perchè la meditazione su di essi favorisce l'entrata in trans del soggetto.

Ovviamente tali discorsi sono lontani dalla mentalità scientifica occidentale, mentre appartengono ancora all'oriente. Io stessa, come accennavo, ho avuto occasione di sperimentarne la realtà nella pratica dell' Aikido e soprattutto del Kinorenma. Il Mastro Tada raccomanda di evitare i pensieri negativi, e ci racconta storie di persone che scrivono 1000 volte lo stesso carattere su un pezzo di carta di 5 cm per 5 e di persone che riescono a comunicare a grande distanza senza usare internet. Inoltre cerca di farci sperimentare di persona quanto afferma.
La giornata di Kinorenma comincia con alcuni esercizi di respirazione e respirazione abbinata alla vocalizzazione delle 5 vocali più il suono M che rappresentano un ciclo energetico completo che si apre con A, che rappresenta l'inizio, e si chiude con M che rappresente il compimento. Queste due lettere vengono rappresentate anche dai "cani- leoni" cinesi sempre appaiati. Si può rappresentare un ciclo anche solo con A e M utilizzando la U per il passaggio, di modo che viene fuori la sillaba sacra indù AUM=OM
Si procede con una serie di esercizi respiratori , detta kokyusoren, che agiscono più direttamente a livello fisico: circolazione, polmoni, sistema nervoso ecc. Si eseguono poi alcuni esercizi per il tanden mediano e quello inferiore: al primo pertiene-per il ivello vibratorio la lettera A, al secondo la U(cioè il chakra mediano va in risonanza con le vibrazione della lettera A ,l'inferiore con la U e così via ogni vocale è abbinata a un tanden). Questi esercizi servono a ricaricare i tanden(chakra in indi) che sono come dei punti di accumulazione dell'energia che scorre nel corpo umano. Il tanden mediano contiene energia attiva; l'esercizio si esegue poggiando le mani sul plesso solare e respirando immaginando, ad esempio, la lettera A tutta fiorita o luminosa; bisogna poi immaginare che la luce penetri dentro di noi insieme all'aria fino al tanden mediano dove si concentra e si redistribuisce in tutto il corpo. Dopo un pò che si fa quest'esercizio il tanden diventa molto caldo; lo stesso si fa col tanden inferiore, tenendo presente la lettera U e immaginandone il suono.
Il passaggio da questo stadio ad un'altro in cui avrà preponderanza la meditazione, avviene tramite un esercizio chiamato Torifunè , detto il "movimento del rematore", che deriva da pratiche Shinto. Quest'esercizio ha un significato simbolico molto forte, sebbene lo si faccia senza rendersene conto durante i normali allenamenti di Aikido. Il rematore in questione infatti rappresenta nientemeno che il rematore di una mitica "Barca Celeste".....; l'impressione che ho avuto è che essere i rematori della Barca Celeste acquista il suo più pieno e profondo significato poichè per prendere simili remi bisogna adeguatamente prepararsi ,in modo che il nostro remare veramente divenga movimento finalizzato ad attraversare diversi stati dell'essere per raggiungere altri mondi spirituali e uno stato di comunione con l' Universo. Dopo che il passaggio è compiuto infatti si tempra il tanden superiore che si trova in mezzo agli occhi. Si poggia su di esso l'indice e si effettua una respirazione a narici alterne(si inspira dalla destra e si espira dalla sinistra e viceversa); poi si passa a tutta la serie di esercizi di meditazione e visulazzazione che consistono primariamente nell'esercizio dell'immaginazione; così, ad esempio, possiamo immaginare noi stessi davanti ad una lavagna a scrivere i numeri da 1 a 10 con gessi di colori diversi, sentendo il fastidio della polvere di gesso sulle mani, il suo cadere nell'atto dello scrivere, il rumore del gesso sulla lavagna ecc. l'importante in tali esercizi è che la visualizzizazione sia vivida e particolareggiata.
Sempre su questa linea è un'altro esercizio zen che è un'esercizio di guarigione e di trans allo stesso tempo: distesi si contraggno e decontraggono tutti i muscoli uno per uno, facendo ben attenzione alla differenza di sensazione tra idue stati di contrazione e decontrazione; poi si immagina ogni singola parte del corpo gonfiarsi mentre respiriamo e sgonfiarsi quando espiriamo; bisogna immaginare di acquisire energia inspirando e di espirare i dolori e i problemi connessi con ogni singola parte del corpo. Mentre si fa tutto questo Il Maestro continua a parlare, ma ad un certo punto non lo si sente più o quanto meno non si afferra il significato delle parole;la sensazione è quella di leggerezza estrema e non si sente più il corpo; la mente comincia a vagare libera. Alcuni si addormentano nonostante le raccomandazioni del Maestro "Non dormire" perchè è qualcosa che si deve provare in stato di veglia..... poi piano piano ci richiama alla realtà,non mi chiedete esattamente come, poichè il tempo a disposizione è limitato e il suo scopo non è quello di mandarci in trans ma di farci provare certi stati dell'essere e di esercitarci a raggiungerli in fretta e gestirli. A volte si fa "semplice" meditazione come esercizio al "non pensiro" o all'ascolto del "suono senza suono" che è la vibrazione cosmica.
Dopo una tale preparazione la mattinata si conclude con esercizi di telepatia in coppia. Ad esempio sul movimento; si repira insieme tenendosi per mano e poi ci si mette uno davanti all'altro; quello che sta dietro appoggia la mano sulla spalla del compagno -ma può anche farlo senza contatto una volta che ci si sia ben sintonizzati , e pensa e immagina lungo il cammino dove dovrà girare il compagno; quello da parte sua dovrà semplicemente seguire il primo impulso. Simili esercizi si fanno anche sui colori, sempre tramite immaginazione: uno deve immaginare un colore e l'altro indovinarlo indicando certi cartoncini che fanno da supporto.... gli esercizi del genere sono molti e non posso descriverveli tutti; dico solo che spesso la corrispondenza è sorprendente.

Il pomeriggio,dopo alcuni consueti esercizi di respirazione si eseguono i movimenti base dell'Aikido(movimenti circolari, perchè il movimento circolare genera energia) e si fa esercizio col bastone, sempre tenendo presente la trasmissione di energia dal corpo all'arma. Il tutto si conclude col "mantra dell'espansione e della contrazione" chiamato anche "overtone chanting" . Si chiudono tutte le porte, sebbene sia luglio, pechè come dice il Maestro, originariamente si faceva in caverne o comunque in luoghi sacri e al chiuso; ci si siede e ci si prende per mano formando vari cerchi concentrici . Il cerchio più interno è formato da poche persone rivolte verso l'esterno; quelli che invece formano gli altri cerchi, sempre più ampi, sono rivolti verso l'interno. Si chiudono gli occhi e si vocalizzano, facendo sentire la voce, le vocali da U, O, A, E, I, M (in realtà si fanno vibrare le corde vocali "colorando" la vibrazione del suono della vocale che si sta rappresentando, poichè non bisogna dire A E ecc ma appunto far vibrare le corde vocali immaginando il suono e la forma)sempre immaginando i tanden l'energia ecc. I cerchi esterni mantengono a lungo la stessa vocale, in più respiri(inspirazione- espirazione) mentre quelli interni vocalizzano tutto il ciclo ad ogni respirazione. Siccome si tratta di circa 200 persone che fanno questo per almeno un'ora..... beh quello che viene fuori non lo so perchè non l'ho mai sentito dall'esterno. La sensazione finale è di grande freschezza ,nonostante si sia lavorato una giornata intera.

Insomma per raggiungere l'illuminazione ce ne vuole, però quantomeno, dopo una settimana(dal lunedì al sabato mattina) di tali esercizi(7 ore al giorno), tutte le parti del corpo sono rilassate e armoniche e i sensi talmenti svegli quasi da fare impressione.

Tutto ciò sia per illustrare modi per andare in estasi senza l'uso di sostanze psicoattive, sia per dire che nel momento in cui si sia talmente esercitati in queste pratiche, nelle quali certi simboli si vivono, essi possono agire e richiamare determinati stati dell'essere anche solo nel momento in cui li si vede raffigurati, che come accenavo è la funzione propria dei mandala.



Per quantio riguarda il fenomeno degli uomini a testa di animale cui accennavo nel precedente messaggio ,non volevo certo correlarli allo sciamanesimo, ma chiedevo cosa ne pensate del ritrono di un simile simbolismo qui ed ora e dei significati che esso può rivestire nel contesto attuale

Milena
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Vecchio 11-March-2007
L'avatar di  ShemsuHor
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Non ne so molto sull'argomento però dico la mia.
Al massimo smentitemi...

Il simbolo è un mezzo per esprimere un concetto ed agisce in primo luogo a livello psicologico, agisce sull'intuizione, sull'istinto. Solo in un secondo momento e per chi è capace di "incanalare" l'energia psitica del simbolo esso può agire a livello materiale (per esempio i mandala di cui parlava Milena).
A mio parere il simbolo è creato da un piccola comunità di persone (nell'antichità spesso una comunità religiosa) che gli imprime un preciso ed esatto significato. Quindi in primo luogo il simbolo è essenzialmente esoterico.
Probabilmente non è creato artificialmente ma arriva da una elaborazione a livello inconscio di associazioni fatte attraverso l'esperienza personale, attraverso l'osservazione del mondo che ci circonda. Il tutto mediato dalla concezione del cosmo della comunità.
Solo in un secondo momento il simbolo si diffonde, diventa exoterico, e inevitabilmente, più è conosciuto, più è soggetto ad interpretazioni personali, a travisamenti, finisce per perdere il suo significato originale. Lo mantiene solo nel caso di comunità chiuse in cui le tradizioni e gli insegnamenti si mantengono costanti nel tempo, senza lasciarsi influenzare dall'evoluzione della società.
In rari casi la concezione del cosmo e i simboli ad essa associati riescono a indirizzare l'evoluzione della società (qui il significato del simbolo rimarrà praticamente inalterato) mentre di solito la società modifica il significato del simbolo.
Per andare sul concreto penso alla religione egizia e ai suoi simboli che per quasi 3000 anni hanno mantenuto la società egizia quasi come alle origini.
Oppure penso alle discipline orientali (e qui Milena potrà aggiungere altre cose) i cui insegnamenti sono tramandati inalterati generazione dopo generazione.
Per fare un esempio opposto penso al cristianesimo che ha preso il simbolo della croce, cambiandone totalmente il significato originario, cioè quello solare e astronomico.
O anche alla massoneria che utilizza simboli ebraici o egizi. Qui abbiamo anche uno spirito di ritorno a un periodo considerato mitico, una legittimazione dei propri poteri allacciandosi ad un passato ricco di tradizioni esoteriche e iniziatiche.

Spero di essermi fatto capire... :???: Se non fosse, chiedete...
Ciao
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Vecchio 11-March-2007
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Milena ha portato esempi di interazione fisica tra simboli (e loro utilizzo "rituale") e realtà fisica che agiscono su due livelli nettamente ben distinti, a livello di indagine scientifica.
Una cosa è infatti è la reazione che certe pratiche rituali (più che il simbolo in sé, mi sembra) possano indurre alterazioni dello stato psichico e fisiologico. Fenomeni di questo tipo rientrano nella casistica del "possibile", dal un punto di vista dell'analisi materiale, anche se non se ne conoscono i precisi meccanismi fisiologici.
Cosa diversa è invece l'interazione fisica tra individui diversi, come la trasmissione del pensiero. In questo caso le conoscenze scientifiche attuali sono in totale contrasto con questa eventualità e la realtà (o anche solo la possibilità teorica) di tali fenomeni è tutta da verificare. Milena parte infatti da un presupposto scientificamente errato: "partiamo dal presupposto che il pensiero è energia, e dunque può manifestarsi "fisicamente". Il simbolo è pensiero espresso ed energia già canalizzata, da qui deriva la sua azione sia a livello della percezione che della fisicità."
In realtà l'attività cerebrale, a livello fisico, è misurabile come energia elettromagnetica, ma con un campo così debole da essere percepibile con adeguati strumenti solo a distanze di pochi centimetri dal cranio e in totale assenza di altri campi come quelli derivati dal normale passaggio della corrente eletrica nei cavi che portano al computer che state ora usando.
Non a caso James Randi e il CICAP hanno messo in palio cifre economiche molto consistenti per quinque riesca a dimostrare scientificamente l'esistenza di qualunque fenomeno paranormale: ad oggi nessuna prova valida è stata fornita.

Non nego di essere tendenzialmente scettico in materia, ma sono pronto ad accettare qualunque prova a favore dell'esistenza di questi fenomei, purché si segua una rigorosa procedura scientifica: non è infatti sufficiente la testimonianza di alcune persone coinvolte ma si necessita una casistica significativa a livello statistico e, soprattutto, eseprimenti controllati e verificabili (ovvero falsificabili).
Forse Milena stessa, tramite i contatti personali che sembra avere, potrebbe organizzare una serie di esperimenti scientificamente affidabili.
Faccio alcune ipotesi procedurali. Tra gli appartenenti al gruppo di persone che in seguito alle procedurra descritte da Milena, sono in grado di comunicare telepaticamente delle impressioni o dei simboli, se ne sceglie il numero più alto possibile, in modo da essere statisticamente significativo (si dovrebbe trattare almeno di molte decine di persone, ma per il momento ci si può accontentare di meno). I fenomeni di telepatia vanno poi controllati in vario modo:
- le persone esaminate non devono parlare né vedere chi è il suo partner (per evitare di influenzarsi con involontari movimenti somatici e per evitare di sapere chi è il partner di cui potrebbe conoscere aspetti personali)
- è necessario che tentino di comunicare tra loro concetti il più precisi possibile e non sensazione generiche come "pace" o "tranquillità". Se si tentano di comunicare concetti "inaspettati" l'esperimento avrà maggiore pregnanza.
- è necessario che ognuno registri per iscritto (o in altro modo poi catalogabile) cosa crede gli sia stato comunicato e il momento della ricezione del pensiero o, comunque, della formazione del concetto/sensazione nella sua mente.
Per ultimo occorre fare la cosa più importante, ovvero falsificare l'epserimento facendo credere alla persona esaminata di avere dietro lo schermo visivo una persona in grado di comunicare con lui, mentre si ha invece una persona qualunque che non è passata attraverso "l'addestramento", o addirittura nessuno.
Una volta fatto tutto ciò (ma si possono pensare procedure più raffinate) si tratta di analizzare tutto statisticamente e vedere se realmente (cioè numericamente) c'è qualcosa o si tratta invece solo di impressioni personali, potenzialmente fallaci perché influenzabili da una molteplice serie di fattori.

Ripeto, a tutt'oggi esperimenti più o meno rigorosi del tipo sopra descritto hanno dato risultati negativi, escludendo quindi, da un punto di vista fisico (il mondo metafisico non è di competenza della scienza moderna) la realtà dei fenomeni.

Se poi voglilamo parlare di simboli o riti a livello filosofico e metafisico, allora la strada è diversa ma lo sono anche gli aspetti applicativi.


ShemsuHor ha, non so se involotariamente o meno, portato un esempio di un ragionamento tipico di alcuni studiosi "infarciti" di esoterismo, citati precedentemente:
"Per fare un esempio opposto penso al cristianesimo che ha preso il simbolo della croce, cambiandone totalmente il significato originario, cioè quello solare e astronomico."

Trovo questo tipo di ragionamenti poco corretti dal punto di vista di una potenziale applicazione in campo storico-archeologico. Infatti qualunque religioso affermerà che, contrariamente a quanto detto sopra da ShamsuHor, il simbolo cristiano della croce deriva dal fatto che il Cristo è stato ucciso sulla croce, ovvero su un oggetto materiale (il cui uso è storicamente accertato) che è quindi diventato simbolo exoterico della sofferenza patita per la salvezza spirtuale dell'umanità.
Una persona che abbia dimestichezza con le simbologie delle diverse religioni farà un immediato collegamento (esoterico od exoterico) con la simbologia solare, come ha fatto ShemsuHor.
Chi ha ragione dei due??? E' evidente che si tratta di simbologie diverse e non sovrapponili, con spiegazioni della sua origine opposte.
Personalmente, se dovessi avanzare un'ipotesi di tipo storico, sarei favorevole all'ipotesi dell'origine dall'oggetto materiale (la croce del supplizio capitale romano) anche se non si può escludere che per alcuni popoli la preesistenza dello stesso simbolo, ma con altri significati, abbia favorito la conversione.
Trovo comunque ragionamenti come quello esemplificato da ShamsuHor, pericolosi dal punti di vista scientifico. Adepti di pratiche esoteriche,, infarciti di simbologie di origini tra loro assai diverse, tendono invece ad un sincretismo che mi sembra il più delle volte una forzatura storica e fors'anche semiotica.
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Marco Astracedi
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Non nego di essere tendenzialmente scettico in materia, ma sono pronto ad accettare qualunque prova a favore dell'esistenza di questi fenomei, purché si segua una rigorosa procedura scientifica: non è infatti sufficiente la testimonianza di alcune persone coinvolte ma si necessita una casistica significativa a livello statistico e, soprattutto, eseprimenti controllati e verificabili (ovvero falsificabili).
Non so quanto la scienza possa spiegare certi fenomeni. Semplicemente la metodologia scientifica potrebbe essere inadatta a trovarne una spiegazione.
Se l'ipotesi di partenza è sbagliata le conclusioni non potranno che essere falsate. La scienza deve fare ancora tanti progressi in questo campo e liberarsi di molti pregiudizi materilistici.

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ShemsuHor ha, non so se involotariamente o meno, portato un esempio di un ragionamento tipico di alcuni studiosi "infarciti" di esoterismo, citati precedentemente:
"Per fare un esempio opposto penso al cristianesimo che ha preso il simbolo della croce, cambiandone totalmente il significato originario, cioè quello solare e astronomico."
Involontariamente, anche perchè non so cosa centri la mia affermazione con l'esoterismo. E' una ipotesi come un'altra.
In ogni caso non volevo affermare che la croce cristiana fosse essenzialmente un simbolo solare. Intendevo che la croce, come simbolo, era ben conosciuto prima dell'avvento di Cristo, e che i cristiani abbiano usato in modo diverso una simbologia già ben attestata. Ma pensavo che nel contesto del mio intervento il concetto si capisse.

Alla prossima...
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Alcuni simboli sono universali perchè si trovano in tutte le tradizioni religiose o in molte di esse, poichè appartengono a determinate strutture mentali o meglio rappresentano certe strutture della mente. Anche il significao per quanto possa essere adattato e contestualizzato di epoca in epoca in realtà non cambia. Infatti, come dicevo, non v'è corrispondenza univoca tra simbolo e significato: se volessimo fare un paragone linguistico dovremmo pensare che il simbolo è un ideogramma che esprime un'idea o un concetto che si può descrivere tramite molte e diverse parole. Ogni espressione particolare di un simbolo sarà un'espressione di un significato generico che comprende anche il suo contrario.
Facciamo l'esempio dello svastika. Esso si ritrova in molte civiltà diverse nello spazio e nel tempo. Molto succintamente e sommariamente si può dire che esso rapprsenta il "movimento intorno al centro" ovvero l'uno e il suo manifestarsi tramite movimento rotatorio......Che Hitler abbia cercato di appropriarsi proprio di un tal simbolo non è un caso e non per questo lo svastika è diventato effettivamente il simbolo del fascismoo nè ha perso alcunchè del suo significato originario, sebbene oggi lo si associ comunemente, immediatamente ed univocamente con Hitler e il fascismo e lo si ripeta anche con tale idea, senza minimamente rendersi conto della forza intrinseca di un tal simbolo. Il vero pericolo dunque è questo: il dare al simbolo un significato parziale ed esasperatamente contestualizzato ignorando il significato universale e direi "biologico" che esso contiene. Così, nell'ignoranza e nel plagio quando mi sentirò attirato da un simbolo come lo svastika crederò di essere fascista.........e quel che è peggio mi comporterò di conseguenza.
Allora il simbolo, frainteso e falsificato, non avrà avuto un'azione fisica che deriva invece dalla sua potenza comunicativa originaria?

Rifacciamo l'esempio della croce. Considerarla storicamente all'interno del cristianesimo vuol dire non considerare altro che il cristianesimo........senza contare tutto ciò che è venuto prima e da cui il cristianesimo stesso ha attinto a piene mani; anche considerarla solamente e semplicemente un simbolo solare è riduttivo. Allore per studiare la croce e l'idea che ad essa sottende dovremmo prendere ed analizzare tutte le rappresentazioni di essa dalla preistoria in poi e studiare il contesto in cui esse si manifestano e considerare gli autori che ne ahnno parlato. In tal modo ci saremo fatti un'idea del simbolo della croce......Questo modo di procedere mi sembra sufficientemente "scientifico" Infatti benchè la scienza non si voglia occupare di metafisica, quando vogliamo parlare di quest' ultima e studiarla in quanto parte integrante della vita degli uomini moderni e di quelli antichi possiamo trattarla con metodo scientifico sebbene non si tratti di "scienza"

Non dico ciò che penso del cicap, perchè potrei risultare offensiva, quanto agli esperimenti che suggerisci Marco, personalmente non ne ho bisogno poichè ho già sperimentato di persona e ti garantisco che una volta create le condizioni adatte (ed è questa la parte più difficile, perchè si tratta di agire sul corpo e sulla mente contemporaneamente) ti garantisco che l'esperimento riesce. Inoltre è lo stesso Tada Sensei che ne porta avanti, poichè la sua ricerca sulla telepatia è soprattutto sperimentazione. Egli certamente non è nè un ingenuo nè qualcuno che vive nel passato, ma ben nel presente e ben conscio della scienza e della tecnologia.
Io ho descritto solo l'1 per cento di quello che si cerca di fare durante il Kinorenma; ho anche suggerito agli scettici, e ripeto l'invito, a venire a vedere; perchè niente è più soddisfacente dell'analisi diretta dei dati.
Per quanto riguarda questo punto:

Quote:
- le persone esaminate non devono parlare né vedere chi è il suo partner
è assolutamente vietato parlare durante alcune parti ed esercizi tra cui appunto quelli di telepatia; inoltre sebbene a volte gli esercizi si facciano con persone conosciute poichè è a volte più facile trovare una sintonia, si raccomanda vivamente anche di provare con qualcuno che non si è mai visto in vita propria ;

Quote:
è necessario che tentino di comunicare tra loro concetti il più precisi possibile e non sensazione generiche come "pace" o "tranquillità". Se si tentano di comunicare concetti "inaspettati" l'esperimento avrà maggiore pregnanza
infatti alcuni esercizi si fanno, come dicevo sui movimenti e devono essere movimenti precisi.....tipo le tecniche di aikido per gli aikidoka e qualsiasi attività precisa per chi non fa aikido. In aquesto tipo di esercizi in generale infatti, meno la comunicazione (e dunque la visualizzazione ) è precisa meno è efficace. Un tipo di esercizio del genere lo si è fatto anche a tre :uno pensa il movimento, un'altro lo trasmetto, l'alro lo esegue; non dico che funzione tutte le volte, anzi questo è molto difficile, però alcune volte si e tanto più quanto più si è esercitati.

Quote:
- è necessario che ognuno registri per iscritto (o in altro modo poi catalogabile) cosa crede gli sia stato comunicato e il momento della ricezione del pensiero o, comunque, della formazione del concetto/sensazione nella sua mente.
Uno degli esperimenti più importanti è questo: Tada Sensei si mette alle spalle di tutti i partecipanti, che sono seduti con apposito cartoncino e penna. Im Maestro comunica delle direzioni per 36 volte, scandendo ogni nuova comunicazione col suono di una campana tibetana, appena finisce il suono bisogna scrivere la direzione che si pensa di aver percepito(sempre la prima che passa per la mente); le direzioni sono sei: destra sinistra, sopra sotto ,alto basso. Al passato Kinorenma(non sono uguali tutti gli anni gli esercizi che Tada Sensei propone) il massimo di direzioni indovinate sono state 12. In generale però il Maestro dice che sono i bambini a percepire esattente il maggior numero di direzioni, in alcuni casi anche tutte.

Quote:
Per ultimo occorre fare la cosa più importante, ovvero falsificare l'epserimento facendo credere alla persona esaminata di avere dietro lo schermo visivo una persona in grado di comunicare con lui, mentre si ha invece una persona qualunque che non è passata attraverso "l'addestramento", o addirittura nessuno.
Il punto è che l' "esaminato" deve essere in una condizione mentale in cui "ascolta" la propria mente e i cambiementi dell'ambiente circostante anche a livello di Ki . Se ascolta correttamente, cioè ha la mente abbastanza libera, dall'altra parte può esserci chiunque adddestrato o meno o nessuno. Inoltre non deve esserci nessun altro tipo di influenza. Più uno è telepatico infatti, più è soggetto a interferenza. Ciò che va "esaminato" dunque è l'esperimento in sè e non un singolo soggetto. Inoltre nel caso specifico dell'Aikido e del Kinorenma non ha alcun significato fare l'esperimento che tu dici, perchè certo non avrò mai a che fare fisicamente con qualcuno che è al di là di uno schermo o con nessuno........ poichè l' Aikido( ma il discorso può essere ben fatto per qualsiasi arte marziale giapponese che comprenda la particella "do") si basa su relazioni ed interrelazioni naturalmente noi studiamo la telepatia applicata a questo. Che poi esistano esperimenti di telepatia tout court e se ne possa fare un'analisi statistica è un'altro discorso.

Milena
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Non so quanto la scienza possa spiegare certi fenomeni. Semplicemente la metodologia scientifica potrebbe essere inadatta a trovarne una spiegazione.
Se il campo di applicazione è filosofico-religioso (che interessa la metafisica) allora posso essere d'accordo. Ma se vogliamo capire la realtà FISICA di un fenomeno, magari per capire come questo abbia significato in campo archeologico (ovvero scientifico!), non posso esimermi dall'usare il metodo scientifico.

Per quanto riguarda il tuo accenno al simbolo della croce, l'avevo usato solo come esmpio (spero) efficace dei rischi di un atteggiamento troppo sincretistico dei simboli, spesso ritrovabile tra studiosi di scienze esoteriche, che tendono a trovare significati appunto esoterici tratti da altre disciplilne e culture, per simboli che magari hanno un'origine diversa e molto più "terrena"

E' interessante in questo senso l'accenno che fa Milena sull'uso della svastica. Il nazionalsocialismo nasce infatti in ambienti iniziatici e lo stesso Hitler era membro della società iniziatica "Thule", dove sembra che avesse anche il ruolo di medium. Hitler era infatti ossessionato da varie forme di esoterismo e durante tutta la guerra, ad esempio, non cessò mai di affidarsi ai consigli di astrologi.
Già prima del suo primo utilizzo da parte di Hitler, quando decise di usarla come simbolo del nascente Arbeiterpartei (Partito dei lavoratori), poi diventato Nationalsozialisten ArbeiterPartei (Paertito Nazionalsocialista dei Lavoratori, poi abbreviato in partito Nazionalsocialista o ancora più brevemente Nazista), la svastica era stata usata, in modo informale e saltuario, negli ultimi anni del primo conflitto mondiale da alcuni reparti speciali dell'esercito (che potremmo tradurre come "assaltatori) dipinta sugli elmi. Divenne poi più diffusamente usata dalle milizie anticomuniste (in particolare dai reparti nazionalisti detti "elmi d'acciaio") durante i violenti disordini che avennero nel 1919 col tentativo di rivoluzione filobolscevica e nei successivi scontri col partito Spartachista.
La svastica veniva probabilmente usata da questi uomini intrisi di nazionalismo germanico, riprendendo un simbolo indoeuropeo (all'epoca si sarebbe detto indogermanico) che veniva considerato tipico delle passate stirpi germaniche e visto quindi in un'ottica che ricordava le teorie pangermaniste che tanta importanza ebbero nella metà dell'800 per l'unificazione della Germania e la fondazione del primo Reich al tempo di Bismark.
La svastica usata era sia sinistrorsa che destrorsa, ma assai più diffusa la prima. Hitler, che era intriso di ideologie mistico-esoteriche si impadronì del simbolo, accogliendone i richiami nazionalistici e pangermanisti (anche in un'ottica razziale) aggiungendovi un significato misticheggiante. Secondo alcune teorie (diffuse anche nella società "Thule" e lette in chiave mistica) la svastica sinistrorsa simboleggiava il sole sorgente ed aveva quindi un'accezione positiva, mentre quella destrorsa aveva per contrasto un'accezione negativa, intesa come negazione degli aspetti positivi simboleggiati dal sole. Hitler intriso com'era di interessi esoterici, adottò come simbolo la svastica destrorsa, adottandone al contempo, con ogni probabilità, i significati mistici.
Nel 1936 mandò una spedizione formata da mebri delle SS in Tibet per prendere contatti con i preti della setta "Bon" che, interpretavano in modo simile la simbologia della svastica ed adottavano per i loro riti (non si sa bene per quale finalità esoterica), quella destrorsa.
Tutto questo mi sembra un possibile esempio di forzatura, operata per motivi esoterici, di un simbolo che era usato precedentemente usato in un'accezione sensibilmente diversa, nell'800, come negli anni della rivoluzione tedesca postbellica e come, probabilmente, dalle antiche popolazione di lingua indoeuropea.
Milena dice: "Il vero pericolo dunque è questo: il dare al simbolo un significato parziale ed esasperatamente contestualizzato ignorando il significato universale e direi "biologico" che esso contiene."
Sono d'accordo, aggiungendo che questa "mistificazione" è stata operata in considerazione di ideologie mistico-esoteriche che poco hanno a che fare con l'analisi razionale semiotica.

Una precisazione per Milena. Commetti un errore associando svastica e fascismo. Tra fascismo e nazismo ci sono differenze niente affatto trascurabili sia dal punto di vista ideologico-politico, sia perché, rimanendo nello specifico del discorso, nel fascismo non è affatto presente quell'aurea di misticismo che ha avuto invece un ruolo assai rilevante nel nazionalsocialismo.


Rispondo poi sempre a Milena riguardo a quanto da lei scritto, che qui riporto: "quanto agli esperimenti che suggerisci Marco, personalmente non ne ho bisogno poichè ho già sperimentato di persona e ti garantisco che una volta create le condizioni adatte (ed è questa la parte più difficile, perchè si tratta di agire sul corpo e sulla mente contemporaneamente) ti garantisco che l'esperimento riesce. [...] ho anche suggerito agli scettici, e ripeto l'invito, a venire a vedere; perchè niente è più soddisfacente dell'analisi diretta dei dati."

Il punto, cara Milena, è che non si tratta di convincere singole persone, ma di fornire prove all'intera comunità. Non voglio minimamente mettere in dubbio la veridicità delle tue affermazioni ma solo sottilineare come l'esperienza personale sia soggetta a fraintendimenti e manipolazioni involontarie della percezione. E' possibilissimo che se mi sottoponessi, come tu suggerisci, alle pratiche del Kinoremna, vivrei anch'io le stesse esperienze, ma le motivazioni potrebbero essere due: una che il fenomeno è una realtà fisica, l'altra che la mia percezione degli eventi sia stata fallace, lasciandomi coinvolgere dall'ambiente psicologico circostante. In entrambi i casi l'esperienza del singolo, la mia come la tua o di chiunque altro, può avere importanza per la singola persona ma ha ben scarso significato per l'analisi scientifica (e le conseguenti applicazioni nelle diverse discipline, tra cui l'archeologia) che ha bisogno di analisi statistiche su campioni significativi e, soprattutto, di verificare la cosa tramite la falsificazione dell'esperimento (v. il cosiddetto "doppio cieco" della sperimentazione clinica).
Per intenderci quando parlo di alterazione percettiva degli eventi, e rimanendo in ambito giapponese, ti consiglio la visione di un grande film con importanti risvolti psicologici: "Rashomon" di Akira Kurosawa.

In ogni caso, mi sembra che la mia posizione e le mie argomentazioni siano ormai abbastanza chiare e, salvo che per aggiungere considerazioni sostanziali o rispondere ad eventuali richieste di precisazioni, credo che eviterò di intervenire ancora, perché non vorrei che si cadesse in polemiche sterili, come mi sembra di intravvedere in un possibile orizzonte.

Ciao
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Marco Astracedi
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Allora, senza polemica, ma non sono d'accordo su un bel po' di cose.

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Se il campo di applicazione è filosofico-religioso (che interessa la metafisica) allora posso essere d'accordo. Ma se vogliamo capire la realtà FISICA di un fenomeno, magari per capire come questo abbia significato in campo archeologico (ovvero scientifico!), non posso esimermi dall'usare il metodo scientifico.
[...]
l'esperienza del singolo, la mia come la tua o di chiunque altro, può avere importanza per la singola persona ma ha ben scarso significato per l'analisi scientifica (e le conseguenti applicazioni nelle diverse discipline, tra cui l'archeologia) che ha bisogno di analisi statistiche su campioni significativi e, soprattutto, di verificare la cosa tramite la falsificazione dell'esperimento
Ma chi l'ha stabilito che un'esperienza personale possa essere meno significativa di una serie di numeri o dati derivati da misurazioni, falsificazioni e quant'altro.
E poi queste misurazioni sono elaborate da chi le studia o le interpreta e sono sempre soggette a una visione personale. Il metodo, l'approccio, la raccolta dei dati etc etc possono essere sempre falsate da chi le utilizza.

Correggeti se sbaglio...
La scienza dice che sentimenti ed emozioni sono procurate da stimoli elettrici a livello celebrale e dalla produzione di ormoni. E se fosse il contrario? Se le emozioni che percepiamo con la nostra "anima" (uso questo termine) provochino a livello corporeo questi fenomeni? Ma ovviamente la scienza non potrà mai arrivare a queste conclusioni. Per un semplice motivo: l'anima non si misura, non si quantifica, non si esprime attraverso numeri o formule.
Quindi, secondo la scienza, l'anima non esiste.
Lo ritengo assurdo (a prescindere dall'esistenza o meno dell'anima).
Cmq, società materialista, pensiero materialista.

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Per quanto riguarda il tuo accenno al simbolo della croce, l'avevo usato solo come esempio (spero) efficace dei rischi di un atteggiamento troppo sincretistico dei simboli, spesso ritrovabile tra studiosi di scienze esoteriche, che tendono a trovare significati appunto esoterici tratti da altre disciplilne e culture, per simboli che magari hanno un'origine diversa e molto più "terrena"
Esoterico non è una parolaccia, a me va benissimo essere esoterico ma ciò non vuol dire che le mie conclusioni, o quelle degli "esoterici" siano sbagliate.
E poi ho scritto quasi quello che hai detto tu, le stesse cose, magari meno ordinate e precise. Ho solo detto che il simbolo della croce esiste dagli albori della civiltà, che prima del cristianesimo aveva un altro significato (e non solo quello) e poi ne ha preso un altro con Cristo.
Questo esoterismo è una fobia...
Non mi interessa essere additato come esoterico, ma non per questo quello che dico è sbagliato a priori. Nell'antichità la conoscenza era esoterica, assolutamente esoterica, fino a che i Greci con il loro alfabeto e il loro metodo scientifico l'hanno portata alle masse. Non mi esprimo sul bene o il male di tale avvenimento, però, ripeto, l'esoterismo è importante e va preso in considerazione.
E non mi interessa se le mie conclusioni non centrano con il medo scientifico perchè esso è solo uno dei modi (e non sempre il migliore) per capire la realtà. Ognuno si sceglie quello che preferisce, che è più adatto a lui, ma il fatto che il metodo scientifico sia considerato migliore è solo un'espressione della nostra società e dei nostri tempi. Non è vero in assoluto.

Cmq, non ti voglio attaccare, solo che non sono d'accordo con te.
Ciao.
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