 |
 |
 |
 |
| Preistoria e protostoria in Italia e all'estero In questo forum si discute di preistoria e protostoria italiana ed estera. Sono considerati i diversi punti di vista: archeologici, antropologici e storici. |
 |
|

05-March-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Anche a me sono piaciute le spiegazioni di Marco dei vari termini e non vi ho trovato, per quello che ne so alcuna inesattezza. é vero che certi fenomeni sono legati ,ma ognuno può anche essere analizzato di per sè
Invece neanche a me è piaciuto tanto quel "fanatico esoterista". Atenzione a non dare alla parola esoterico un significato troppo dispregiativo che nella lingua italiana non ha, e a non confondere esoterico con "demoniaco" oppure "supestizioso" .
Riporto la definizione di esoterico del Devoto-Olii, che sebbene sia un vecchio Vocabolario, ha il suo spessore:
esoterico: riservato ai discepoli o agli iniziati(dal greco esoterikos, interno)
esoterismo: atteggiamento di ossequio al principio che vieta di rivelare ai non iniziati alcune parti di un rito o di una dottrina, spec. religiosa.
Non vedo grossa attinenza nè col fatanismo, nè col satanico, nè con la pazzia di una madre che uccide il figlio....., al contrario se si tende a proteggere certe dottrine e saperi forse è perchè per riceverli bisogna essere pur preparati. Inoltre oggi in un certo senso ogni sapere specialistico ha in sè qualcosa di esoterico, poichè certe parti per forza di cose rimarranno sconosciute e misteriose a chi non vi sai addentri.
Milena
|

05-March-2007
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
|
|
Attenzione, prima di giudicare bisogna analizzare: Marco dice: "...fanatico esoterista...", col che vuol non dire né che ogni esoterista è fanatico, né che ogni fanatico è esoterista, ma che un esoterista fanatico (quindi non moderato, riflessivo, critico ecc.) diversamente da un esosterista non fanatico poterbbe agire cosí.
Dispregiativo, se si vuol dire cosí, è il fanatico, non l'esoterita in sé.
__________________

dott. Claudio Giorgini
|

05-March-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Quello che non è piaciuto e che si critica credo sia la facilità con cui si dà del fanatico ad un'esoterista di contro ad un agnostico: il paragone infatti è stato fatto tra lo "storico agnostico" e il "fanatico esoteristica" , e si descrivono i mali derivanti solo dal fanatismo applicato all'esoterismo, mentre esso può fare uguali danni anche se applicato all'agnosticismo o a qualsiasi altra corrente di pensiero, perchè un agnostico non è che sia moderato per definzione; per cui in effetti si paragonano termini e categorie che non vengono posti sullo stesso piano, condizione prima perchè sia possibile un paragone. La nota dispregiativa della parola "fanatico" dunque colora nel caso specifico anche quella di "esoterista", come se fosse proprio di un esoterista essere fanatico. Almeno questo è il modo in cui ho inteso- probabilmente sbagliando- quanto scritto da Marco al riguardo, da cui la necessità di specificare il significato del termine esoterico.
Milena
|

06-March-2007
|
|
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Oct 2005
|
|
Chiedo scusa per il modo di esprimermi che, mi rendo conto, può aver causato qualche fraintendimento.
Claudio ha ben compreso e spiegato il senso del mio discorso.
Per ribadire quanto da lui detto, sottolineo il fatto che intendevo una persona fanatica di esoterismo meno obiettiva, nel valutare questioni che hanno a che fare con esoterismo e misticismo, di persone interessate in modo più superficiale all'esoterismo o ad agostici.
Nel caso dell'esempio degli omicidi per "possessione" mi sembra più grave la possibilità di avere un giudice fanaticamente e ciecamente credente nell'esistenza del demonio piuttosto che uno che sia solo incuriosito dall'esoterismo o uno del tutto scettico.
Sottolineo che ho precedentemente parlato, per contraltare, non di uno scettico, che si potrebbe pensare anche come un fanatico dello scientismo razionale (un membro dei più estremisti del CICAP, per intenderci) ma di un agnostico, ovvero uno che per definizione non prende posizione né per l'esistenza né per la non esistenza di certi fenomeni. Se volete posso anche affibiargli la potenziale etichetta di "fanatico" significando quindi che si rifiuterebbe nel modo più categorico di considerare la questione dell'esistenza del demonio, ragionando invece per altri modi (cioè il Diritto Penale, nell'esempio citato).
Naturalmente possiamo pensare a contraposizioni più nette come, nel caso dello storico che studia l'Inquisizione, uno totalmente ateo e anticlericale (non necessariamente le cose coincidono: io, ad esempio, sono ateo ma non mi considero anticlericale).
In ogni caso, parlando in ambito scientifico, nel quale ha valore solo quanto razionalmente e sperimentalmente dimostrato, ho personalmente preferenza verso un atteggiamento di analisi razionale e non fideista. Nel caso dell'esistenza di fenomeni "esoterici" mi fido di più di uno studio condotto dal CICAP piuttosto che dal Mago Otelma.
Se si tratta invece di fare una "Storia dell'Alchimia" oppure uno studio storico-archeologico sulla "Magia nell'antico Egitto", le conoscenze di un iniziato sono utilissime, ma da filtrare con un minimo di atteggiamento razionale.
Vorrei precisare che ha ragione Milena nel sottolineare che ho superficialmente usato (anche qui sopra) il termine esoterico in un'accezione molto comune, ma imprecisa, che racchiude tutta una serie di "discipline", anche molto diverse tra loro, che forse sarebbe meglio definire mistiche o misteriche (cabala, alchimia, demonologia, le varie forme di magia, astrologia, antroposofia, teosofia, spiritismo, ecc.) anche se in effetti sono tutte o quasi discipline le cui conoscenze si trasmettono per via iniziatica, cioè esoterica. Ringrazio chi sappia indicarmi una definizione più efficace.
Inoltre vorrei precisare non verrei affatto definire "Fanatici" dell'esoterimo (nell'accezione "ampia" sopra descritta) i vari Guenon, De Santillana ed Eliade (a cui si possono affiancare personaggi tra loro assai diversi come Julius Evola o Elemire Zolla); piuttosto ho volutamente usato il termine "intrisi" di esoterismo che ha, mi sembra, un significato molto più sottile.
Ribadisco che gli argomenti trattati da questi studiosi sono senz'altro interessanti e stimolanti, e i loro studi aprono il passo ad ulteriori ricerche; mi sembra però che il loro atteggiamento "fideistico" e "iniziatico" sia da considerare nel leggere i loro lavori: insomma, stiamoci attenti e facciamoci un po' la tara.
Faccio un esempio riguardante Elèmire Zolla (che conosco meglio) prendendo da un sito internet un suo concetto ben riassunto:
"Mentre la psicanalisi ricerca il "significato dei simboli", Zolla ritiene che essi "non significano", perché non sono significati ma "forze". I simboli "agiscono". Per coglierne la natura bisogna passare dalla "cogitazione"esterna (essoterica), all'esoterico."
Mi semba evidente che parlando di simboli, miti, religioni ecc. un atteggiamento come quello sopra esemplificato abbia il suo peso, specie se, in luogo di filosofia o storia delle religioni, parliamo di archeologia, che (forse più nel mondo anglosassone che in Italia) vuole avere l'etichetta di Scienza e che deve quindi sottostare alle regole del metodo scientifico.
Ultima Modifica di astracedi : 06-March-2007 17:07.
|

07-March-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Quote:
"Mentre la psicanalisi ricerca il "significato dei simboli", Zolla ritiene che essi "non significano", perché non sono significati ma "forze". I simboli "agiscono". Per coglierne la natura bisogna passare dalla "cogitazione"esterna (essoterica), all'esoterico."
Mi semba evidente che parlando di simboli, miti, religioni ecc. un atteggiamento come quello sopra esemplificato abbia il suo peso, specie se, in luogo di filosofia o storia delle religioni, parliamo di archeologia, che (forse più nel mondo anglosassone che in Italia) vuole avere l'etichetta di Scienza e che deve quindi sottostare alle regole del metodo scientifico.
|
mi piacerebbe ,caro Marco, che ti spiegassi meglio; poichè su certi argomenti le posizioni che rispettivamente ci impegnamo a sostenere sono spesso opposte, trovo la discussione più stimolante. Io non ho letto alcuna opera dell'autore di cui parli, ma comprendo perfettamente il punto di vista espresso nella frase che citi. Infatti, la caratteristica del simbolo è di non essere univoco ma polisemantico, poichè il simbolismo stesso è fondato sulle corrispondenze esistenti o stabilite tra diversi aspetti della realtà. Uno stesso simbolo può significare una cosa e l'esatto contrario, per il meccanismo di inversione secondo il quale "ciò che è in alto è come ciò che è in basso e ciò che in basso sale arricchendosi di ciò che è in alto e ciò che è in alto scende arriccehndosi di ciò che è in basso per formare la cosa una". Per fare un esempio a tutti presente si pensi al numero 666 che è il numero del Cristo dell' Apolisse ma anche di Satana.
Per cui ciò che definisce l'esatto significato del simbolo è il contesto. Esso tuttavia "agisce", in quanto archetipo immagine e rappresentazione poichè per sua natura comunica direttamente con l'inconscio e con strutture mentali che non passano attraverso il linguaggio, percepibili in modi differenti.
Che dunque il simbolo sia una "forza" e "agisca" indipendententemente è da tenere presente e considerare anche nell'analisi dei reperti archeologici da due punti di vista. Uno è l'uso stesso che gli antichi fecero dei simboli in vari ambiti, soprattutto in quello religioso e in quello politico(un bel libro in proposito ad esempio è quello dello Zanker: "Augusto e il potere delle immagini" ) ; l'altro è il considerare gli stessi reperti come "simboli" delle civiltà che li produssero; infatti a partire da essi cerchiamo di ricostruire tutto un modo di vita e di pensiero,ambienti culturali differrenti ecc; inoltre ovviamente le nostre interpretazioni degli stessi reperti variano a seconda delle epoche e dei contesti culturali odierni .
Anche oggi i simboli vengono usati in modo che "agiscano " a livello subliminale, ad esempio - ed è l'esempio più banale, nelle pubblicità.
Mi viene in mente parlando di simboli, sciamanesimo in generale e pubblicità che proprio ultimamente ho notato un forte ritrorno del simbolismo dell'uomo a testa di animale; mi è capitato personalmente di vederlo in diversi contesti e occasioni: pubblicità di sfide calcistiche sponsorizzate da una famosa birra( qui semplicemente gli uomini calciatori hanno la testa dell'animale che rappresenta la loro squadra tipo zebra per la juve asino per il napoli ecc); scenografia di concerti(Vinicio Capossela), opere d'arte e "performance" artistiche(Ominiotauro di Domenico Borrelli), e -addirittura manichini delle vetrine di un negozio di abbigliamento( un negozio di Cagliari con manichini dalla testa di volpe,di lupo, di uccello... era un famoso stilista però non ricordo quale)........che ne pensate?
Milena
|

07-March-2007
|
|
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Oct 2005
|
|
Quote:
Aquamarina
mi piacerebbe ,caro Marco, che ti spiegassi meglio [...]
Infatti, la caratteristica del simbolo è di non essere univoco ma polisemantico, poichè il simbolismo stesso è fondato sulle corrispondenze esistenti o stabilite tra diversi aspetti della realtà. [...] Per fare un esempio a tutti presente si pensi al numero 666 che è il numero del Cristo dell' Apolisse ma anche di Satana.
Per cui ciò che definisce l'esatto significato del simbolo è il contesto. Esso tuttavia "agisce", in quanto archetipo immagine e rappresentazione poichè per sua natura comunica direttamente con l'inconscio e con strutture mentali che non passano attraverso il linguaggio, percepibili in modi differenti.
|
In modo forse un po' sbrigativo dirò che quando Zolla dice che un simbolo "agisce" intende che agisce fisicamente. Agire a livello subliminale (come nell'esempio riportato da Milena della pubblicità) significa agire a livello psicologico ma non fisico.
Mentre a livello essoterico (cioè riguardante riti o credenze non iniziatiche, come la religione cattolica, ad esempio) il simbolo può "agire" solo stimolando reazioni emotive più o meno inconsce, in un modo che credo possa essere affine alla descrizione da te fatta e che possiamo assimilare ad un punto di vista junghiano (Claudio, correggimi...) Zolla intende che attraverso le pratiche esoteriche il simbolo può agire in senso materiale.
Molto grossolanamente (in realtà il pensiero di Zolla è molto più sottile) è come se disegnando un pentacolo e scrivendo il numero 666 (o riti del genere) si possa "fisicamente" richiamare la presenza del demonio.
Ripeto, chianque abbia lette anche i testi più filoesoterici di Zolla, storcerà il naso di fronte all'esempio appena fatto, ma spero che sia comunque sia chiaro il tipo di ragionamento.
In effetti si può più genericamente ma correttamente dire che Zolla sostiene la possibilità di una interazione materiale, tramite conoscenze iniziatiche (in questo settore si è occupato soprattutto di alchimia e sciamanismo), tra mondo metafisico e mondo fisico.
In pratica si tratta di sostenere che lo sciamanesimo non è un'esperienza esclusivamente psico-neurologica ma che ha una sua realtà fisica.
Visto che non esistono a tutt'oggi prove scientifiche dell'esistenza materiale di qualsivoglia fenomeno "paranormale", e che le argomentazione di Zolla (o degli altri autori precedentemente elencati) sono quasi esclusivamente di tipo filosofico, semiotico e religioso-iniziatico (ovvero discipline estranee al metodo scientifico) ho qualche difficoltà a prenderele per buone in un ambito scientifico come l'archeologia.
Non vorrei essere frainteso. Ho grandissima stima di Elemire Zolla – che alcuni, credo guistamente, hanno definito "l'ultimo erudito" – ma mentre alcuni suoi studi diciamo "filosofici" sono intellettualmente ineccepibili e affascinanti (rimasi affascinato, oltre vent'anni fa, dall lettura del fondamentale "Eclissi dell'intellettuale") gli scritti degli ultimi suoi anni, in cui l'interesse per l'esoterismo diventa preponderante, mi vedono interessato ma al contempo scettico.
Quote:
Aquamarina
ho notato un forte ritrorno del simbolismo dell'uomo a testa di animale; mi è capitato personalmente di vederlo in diversi contesti e occasioni: pubblicità di sfide calcistiche sponsorizzate da una famosa birra( qui semplicemente gli uomini calciatori hanno la testa dell'animale che rappresenta la loro squadra tipo zebra per la juve asino per il napoli ecc); scenografia di concerti(Vinicio Capossela), opere d'arte e "performance" artistiche(Ominiotauro di Domenico Borrelli), e -addirittura manichini delle vetrine di un negozio di abbigliamento( un negozio di Cagliari con manichini dalla testa di volpe,di lupo, di uccello... era un famoso stilista però non ricordo quale)
|
Milena, per me si tratta di fenomeni culturali tra loro diversi tutt'al più grossolanamente riconducibili al totemismo inteso in senso molto generale. E come ho già precedentemente sostenuto, l'associazione simbolica (semiotica) con l'animale può avere centinaia di spiegazioni diverse, spesso niente affatto riconducibili allo sciamanismo.
|

07-March-2007
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
|
|
Quote:
astracedi
(Claudio, correggimi...)
|
Non ti correggo Marco, perché hai ragione. Io sono molto prudente e richiamo quanto ho detto prima sul "...coem se..."
__________________

dott. Claudio Giorgini
|

08-March-2007
|
|
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Oct 2005
|
|
Ho riletto quanto precedentemente da me scritto su Elèmire Zolla e, per maggiore chiarezza vorrei aggiungere che l'aspetto di intereazione fisica, sul mondo materiale, dei fenomeni di tipo esoterico, rappresentano comunque un aspetto secondario nell'opera del filosofo, emergendo qua e là in alcuni suoi scritti (al di là delle sue convinzioni intime, che non sono del tutto date a conoscere).
L'aspetto (grossolanamente) affine ai concetti junghiani di relazione tra simbolo e archetipo, non del tutto dissimili da quelli esposti da Milena, sono comunque presenti e forse preponderanti nei suoi studi
|

09-March-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Mi dovrò assolutamente procurare qualche opera di Zolla, mi incuriosisce molto. La questione dell'azione "fisica" dei simboli è mlto complessa.
partiamo dal presupposto che il pensiero è energia, e dunque può manifestarsi "fisicamente". Il simbolo è pensiero espresso ed energia già canalizzata, da qui deriva la sua azione sia a livello della percezione che della fisicità.
Questo modo di vedere le cose è proprio degli antichi. Se così non fosse nessun rituale, pieno di simboli e azioni simboliche, avrebbe senso. Esso serve ad esprimere un pensiero ad indirizzare le energie di colui che compie il rituale ed infine, ad agire in un modo o nell'altro sulla realtà effettiva. Anche qui si tratta di livelli. Se io dovrò mettere in opera alcuni rituali per l' Agni vedico, costruirò l'altare in modo e forma diverse e farò azioni diverse a seconda di quello che vorrò ottenere dal mio rituale.........non è semplice superstizione la credenza sumerica seconda la quale il solo sguardo poteva nuocer a chi veniva colpito da "quest'occhio di morte", ma si basa appunto su certi flussi energetici che pervadono e collegano tutto . Ancora oggi riteniamo maleducazione indicare le persone....... proprio perchè puntando il dito verso di esse si concentra verso di loro un'energia.
Anche i mandala indiani ,figure geometriche, supporto di meditazione, agiscono in un certo senso fisicamente, perchè la meditazione su di essi favorisce l'entrata in trans del soggetto.
Ovviamente tali discorsi sono lontani dalla mentalità scientifica occidentale, mentre appartengono ancora all'oriente. Io stessa, come accennavo, ho avuto occasione di sperimentarne la realtà nella pratica dell' Aikido e soprattutto del Kinorenma. Il Mastro Tada raccomanda di evitare i pensieri negativi, e ci racconta storie di persone che scrivono 1000 volte lo stesso carattere su un pezzo di carta di 5 cm per 5 e di persone che riescono a comunicare a grande distanza senza usare internet. Inoltre cerca di farci sperimentare di persona quanto afferma.
La giornata di Kinorenma comincia con alcuni esercizi di respirazione e respirazione abbinata alla vocalizzazione delle 5 vocali più il suono M che rappresentano un ciclo energetico completo che si apre con A, che rappresenta l'inizio, e si chiude con M che rappresente il compimento. Queste due lettere vengono rappresentate anche dai "cani- leoni" cinesi sempre appaiati. Si può rappresentare un ciclo anche solo con A e M utilizzando la U per il passaggio, di modo che viene fuori la sillaba sacra indù AUM=OM
Si procede con una serie di esercizi respiratori , detta kokyusoren, che agiscono più direttamente a livello fisico: circolazione, polmoni, sistema nervoso ecc. Si eseguono poi alcuni esercizi per il tanden mediano e quello inferiore: al primo pertiene-per il ivello vibratorio la lettera A, al secondo la U(cioè il chakra mediano va in risonanza con le vibrazione della lettera A ,l'inferiore con la U e così via ogni vocale è abbinata a un tanden). Questi esercizi servono a ricaricare i tanden(chakra in indi) che sono come dei punti di accumulazione dell'energia che scorre nel corpo umano. Il tanden mediano contiene energia attiva; l'esercizio si esegue poggiando le mani sul plesso solare e respirando immaginando, ad esempio, la lettera A tutta fiorita o luminosa; bisogna poi immaginare che la luce penetri dentro di noi insieme all'aria fino al tanden mediano dove si concentra e si redistribuisce in tutto il corpo. Dopo un pò che si fa quest'esercizio il tanden diventa molto caldo; lo stesso si fa col tanden inferiore, tenendo presente la lettera U e immaginandone il suono.
Il passaggio da questo stadio ad un'altro in cui avrà preponderanza la meditazione, avviene tramite un esercizio chiamato Torifunè , detto il "movimento del rematore", che deriva da pratiche Shinto. Quest'esercizio ha un significato simbolico molto forte, sebbene lo si faccia senza rendersene conto durante i normali allenamenti di Aikido. Il rematore in questione infatti rappresenta nientemeno che il rematore di una mitica "Barca Celeste".....; l'impressione che ho avuto è che essere i rematori della Barca Celeste acquista il suo più pieno e profondo significato poichè per prendere simili remi bisogna adeguatamente prepararsi ,in modo che il nostro remare veramente divenga movimento finalizzato ad attraversare diversi stati dell'essere per raggiungere altri mondi spirituali e uno stato di comunione con l' Universo. Dopo che il passaggio è compiuto infatti si tempra il tanden superiore che si trova in mezzo agli occhi. Si poggia su di esso l'indice e si effettua una respirazione a narici alterne(si inspira dalla destra e si espira dalla sinistra e viceversa); poi si passa a tutta la serie di esercizi di meditazione e visulazzazione che consistono primariamente nell'esercizio dell'immaginazione; così, ad esempio, possiamo immaginare noi stessi davanti ad una lavagna a scrivere i numeri da 1 a 10 con gessi di colori diversi, sentendo il fastidio della polvere di gesso sulle mani, il suo cadere nell'atto dello scrivere, il rumore del gesso sulla lavagna ecc. l'importante in tali esercizi è che la visualizzizazione sia vivida e particolareggiata.
Sempre su questa linea è un'altro esercizio zen che è un'esercizio di guarigione e di trans allo stesso tempo: distesi si contraggno e decontraggono tutti i muscoli uno per uno, facendo ben attenzione alla differenza di sensazione tra idue stati di contrazione e decontrazione; poi si immagina ogni singola parte del corpo gonfiarsi mentre respiriamo e sgonfiarsi quando espiriamo; bisogna immaginare di acquisire energia inspirando e di espirare i dolori e i problemi connessi con ogni singola parte del corpo. Mentre si fa tutto questo Il Maestro continua a parlare, ma ad un certo punto non lo si sente più o quanto meno non si afferra il significato delle parole;la sensazione è quella di leggerezza estrema e non si sente più il corpo; la mente comincia a vagare libera. Alcuni si addormentano nonostante le raccomandazioni del Maestro "Non dormire" perchè è qualcosa che si deve provare in stato di veglia..... poi piano piano ci richiama alla realtà,non mi chiedete esattamente come, poichè il tempo a disposizione è limitato e il suo scopo non è quello di mandarci in trans ma di farci provare certi stati dell'essere e di esercitarci a raggiungerli in fretta e gestirli. A volte si fa "semplice" meditazione come esercizio al "non pensiro" o all'ascolto del "suono senza suono" che è la vibrazione cosmica.
Dopo una tale preparazione la mattinata si conclude con esercizi di telepatia in coppia. Ad esempio sul movimento; si repira insieme tenendosi per mano e poi ci si mette uno davanti all'altro; quello che sta dietro appoggia la mano sulla spalla del compagno -ma può anche farlo senza contatto una volta che ci si sia ben sintonizzati , e pensa e immagina lungo il cammino dove dovrà girare il compagno; quello da parte sua dovrà semplicemente seguire il primo impulso. Simili esercizi si fanno anche sui colori, sempre tramite immaginazione: uno deve immaginare un colore e l'altro indovinarlo indicando certi cartoncini che fanno da supporto.... gli esercizi del genere sono molti e non posso descriverveli tutti; dico solo che spesso la corrispondenza è sorprendente.
Il pomeriggio,dopo alcuni consueti esercizi di respirazione si eseguono i movimenti base dell'Aikido(movimenti circolari, perchè il movimento circolare genera energia) e si fa esercizio col bastone, sempre tenendo presente la trasmissione di energia dal corpo all'arma. Il tutto si conclude col "mantra dell'espansione e della contrazione" chiamato anche "overtone chanting" . Si chiudono tutte le porte, sebbene sia luglio, pechè come dice il Maestro, originariamente si faceva in caverne o comunque in luoghi sacri e al chiuso; ci si siede e ci si prende per mano formando vari cerchi concentrici . Il cerchio più interno è formato da poche persone rivolte verso l'esterno; quelli che invece formano gli altri cerchi, sempre più ampi, sono rivolti verso l'interno. Si chiudono gli occhi e si vocalizzano, facendo sentire la voce, le vocali da U, O, A, E, I, M (in realtà si fanno vibrare le corde vocali "colorando" la vibrazione del suono della vocale che si sta rappresentando, poichè non bisogna dire A E ecc ma appunto far vibrare le corde vocali immaginando il suono e la forma)sempre immaginando i tanden l'energia ecc. I cerchi esterni mantengono a lungo la stessa vocale, in più respiri(inspirazione- espirazione) mentre quelli interni vocalizzano tutto il ciclo ad ogni respirazione. Siccome si tratta di circa 200 persone che fanno questo per almeno un'ora..... beh quello che viene fuori non lo so perchè non l'ho mai sentito dall'esterno. La sensazione finale è di grande freschezza ,nonostante si sia lavorato una giornata intera.
Insomma per raggiungere l'illuminazione ce ne vuole, però quantomeno, dopo una settimana(dal lunedì al sabato mattina) di tali esercizi(7 ore al giorno), tutte le parti del corpo sono rilassate e armoniche e i sensi talmenti svegli quasi da fare impressione.
Tutto ciò sia per illustrare modi per andare in estasi senza l'uso di sostanze psicoattive, sia per dire che nel momento in cui si sia talmente esercitati in queste pratiche, nelle quali certi simboli si vivono, essi possono agire e richiamare determinati stati dell'essere anche solo nel momento in cui li si vede raffigurati, che come accenavo è la funzione propria dei mandala.
Per quantio riguarda il fenomeno degli uomini a testa di animale cui accennavo nel precedente messaggio ,non volevo certo correlarli allo sciamanesimo, ma chiedevo cosa ne pensate del ritrono di un simile simbolismo qui ed ora e dei significati che esso può rivestire nel contesto attuale
Milena
|

11-March-2007
|
 |
AI magister
|
|
Data Registrazione: May 2006
|
|
Non ne so molto sull'argomento però dico la mia.
Al massimo smentitemi...
Il simbolo è un mezzo per esprimere un concetto ed agisce in primo luogo a livello psicologico, agisce sull'intuizione, sull'istinto. Solo in un secondo momento e per chi è capace di "incanalare" l'energia psitica del simbolo esso può agire a livello materiale (per esempio i mandala di cui parlava Milena).
A mio parere il simbolo è creato da un piccola comunità di persone (nell'antichità spesso una comunità religiosa) che gli imprime un preciso ed esatto significato. Quindi in primo luogo il simbolo è essenzialmente esoterico.
Probabilmente non è creato artificialmente ma arriva da una elaborazione a livello inconscio di associazioni fatte attraverso l'esperienza personale, attraverso l'osservazione del mondo che ci circonda. Il tutto mediato dalla concezione del cosmo della comunità.
Solo in un secondo momento il simbolo si diffonde, diventa exoterico, e inevitabilmente, più è conosciuto, più è soggetto ad interpretazioni personali, a travisamenti, finisce per perdere il suo significato originale. Lo mantiene solo nel caso di comunità chiuse in cui le tradizioni e gli insegnamenti si mantengono costanti nel tempo, senza lasciarsi influenzare dall'evoluzione della società.
In rari casi la concezione del cosmo e i simboli ad essa associati riescono a indirizzare l'evoluzione della società (qui il significato del simbolo rimarrà praticamente inalterato) mentre di solito la società modifica il significato del simbolo.
Per andare sul concreto penso alla religione egizia e ai suoi simboli che per quasi 3000 anni hanno mantenuto la società egizia quasi come alle origini.
Oppure penso alle discipline orientali (e qui Milena potrà aggiungere altre cose) i cui insegnamenti sono tramandati inalterati generazione dopo generazione.
Per fare un esempio opposto penso al cristianesimo che ha preso il simbolo della croce, cambiandone totalmente il significato originario, cioè quello solare e astronomico.
O anche alla massoneria che utilizza simboli ebraici o egizi. Qui abbiamo anche uno spirito di ritorno a un periodo considerato mitico, una legittimazione dei propri poteri allacciandosi ad un passato ricco di tradizioni esoteriche e iniziatiche.
Spero di essermi fatto capire... :???: Se non fosse, chiedete...
Ciao 
__________________
- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
|

11-March-2007
|
|
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Oct 2005
|
|
Milena ha portato esempi di interazione fisica tra simboli (e loro utilizzo "rituale") e realtà fisica che agiscono su due livelli nettamente ben distinti, a livello di indagine scientifica.
Una cosa è infatti è la reazione che certe pratiche rituali (più che il simbolo in sé, mi sembra) possano indurre alterazioni dello stato psichico e fisiologico. Fenomeni di questo tipo rientrano nella casistica del "possibile", dal un punto di vista dell'analisi materiale, anche se non se ne conoscono i precisi meccanismi fisiologici.
Cosa diversa è invece l'interazione fisica tra individui diversi, come la trasmissione del pensiero. In questo caso le conoscenze scientifiche attuali sono in totale contrasto con questa eventualità e la realtà (o anche solo la possibilità teorica) di tali fenomeni è tutta da verificare. Milena parte infatti da un presupposto scientificamente errato: "partiamo dal presupposto che il pensiero è energia, e dunque può manifestarsi "fisicamente". Il simbolo è pensiero espresso ed energia già canalizzata, da qui deriva la sua azione sia a livello della percezione che della fisicità."
In realtà l'attività cerebrale, a livello fisico, è misurabile come energia elettromagnetica, ma con un campo così debole da essere percepibile con adeguati strumenti solo a distanze di pochi centimetri dal cranio e in totale assenza di altri campi come quelli derivati dal normale passaggio della corrente eletrica nei cavi che portano al computer che state ora usando.
Non a caso James Randi e il CICAP hanno messo in palio cifre economiche molto consistenti per quinque riesca a dimostrare scientificamente l'esistenza di qualunque fenomeno paranormale: ad oggi nessuna prova valida è stata fornita.
Non nego di essere tendenzialmente scettico in materia, ma sono pronto ad accettare qualunque prova a favore dell'esistenza di questi fenomei, purché si segua una rigorosa procedura scientifica: non è infatti sufficiente la testimonianza di alcune persone coinvolte ma si necessita una casistica significativa a livello statistico e, soprattutto, eseprimenti controllati e verificabili (ovvero falsificabili).
Forse Milena stessa, tramite i contatti personali che sembra avere, potrebbe organizzare una serie di esperimenti scientificamente affidabili.
Faccio alcune ipotesi procedurali. Tra gli appartenenti al gruppo di persone che in seguito alle procedurra descritte da Milena, sono in grado di comunicare telepaticamente delle impressioni o dei simboli, se ne sceglie il numero più alto possibile, in modo da esse | | |