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| Preistoria e protostoria in Italia e all'estero In questo forum si discute di preistoria e protostoria italiana ed estera. Sono considerati i diversi punti di vista: archeologici, antropologici e storici. |
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20-June-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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MarcelloS
Ma guarda, è una domanda legittima che si sono imposti in molti sopratutto qualche "outsider". Il fatto è che a livello materiale non è stato trovato niente che possa appoggiare tale interpretazione. Al contrario anzi sono stati rinvenuti oggetti di vita quotidiana quali ceramiche da mensa, ecc. Qualcuno obietta però dicendo che in qualche nuraghe son stati rinvenuti bronzetti, ma tale ritrovamento costituiribbe soltanto l'eccezzione non la regola, poi bisogna anche analizzare il contesto.
Bisogna però considerare che intorno al X sec., la figura del nuraghe sembra essere sacralizzata. Possiamo riscontrare questo in bronzetti riproducenti nuraghi polilobati (perlopiù quadrilobati) e nei betili di pietra a forma di nuraghe monotorre: tipo quello posizionato al centro della "capanna delle riunioni" a Palmavera (Alghero). Altrove invece, nuraghe Su Mulinu di Villanovafranca, è stato rinvenuto un altare cerimoniale con scolpito in basso rilievo un nuraghe.
Questa sacralizzazione del nuraghe è abbastanza singolare: da edificio di difesa, di controllo e di potere assume il carattere di divino e di sacro. E' possibile forse che in quel periodo il capo, oltre al potere politico assume anche il potere religioso. Il nuraghe essendo la manifestazione del suo potere assume anch'esso sacralità. Ma alla fine... Boh!
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Grazie Marcello, l'argomento è interessante, sarebbe interessante discuterne ma qui saremmo OT.
Ciao 
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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21-June-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
astracedi
ma possiamo anche ipotizzare anche un controllo politico militare più centralizzato, con un unico capo (o consiglio di capi?) che demanda il controllo delle frontiere a guarnigioni militari sotto il suo diretto comando (così avveniva nel medioevo nel caso delle rocche e torri d'avvistamento): a questo punto eventuali differenze dimensionali tra i diversi nuraghi rispondono solo ad esigenze difensive, essendo tutte testimonianza dello stesso potere centrale
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Non so... Un potere centrale di tal genere mi fa pensare più ad una società di tipo statale più che ad un chiefdom
Quote:
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D'altra parte nessuno ci dice che all'interno del chiefdom ci sia un solo nuraghe polilobato: è un'affermazione semplicistica che andrebbe prima verificata sul terreno considerando anche le esigenze difensive dello stesso territorio. (Nel medioevo ogni signorotto poteva avere più di un castello dove risiedere, alcune rocche e diverse torri d'avvistamento.)
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No ma mica ho mai detto questo. E' logico che di nuraghi polilobati ce ne siano più di uno all'interno di una determinata area. E se per area intendiamo il territorio tribale possiamo forse individuare nel nuraghe polilobato l'abitazione del capocantone mentre nel polilobato con cinta muraria turrita potrebbe aver risieduto il capotribù (difficile che ve ne sia più di uno vicino).
Quote:
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Ripeto, il modello "nuraghe multilobato centrale e sede del capo, circondato da nuraghi monotorre" mi sembra eccessivamente semplicistico perché non tiene in alcun conto le caratteristiche geografiche del territorio e le complesse esigenze difensive che lo caratterizzano. Può essere anche un modello valido ma prima va verificato.
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Ma certo che è una speculazione molto semplicistica qua di fatto non ho dati incontrovertibili da presentarti ma mi sembra un buon punto da cui partire.
a mio avviso è un modello che potrebbe essere applicato a molte realtà territoriali ma in alcune aree ovviamente potrebbe non essere applicabile.
Quote:
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Eppoi non è che esistono solo nuraghi monotorre (e anche questi presentano dimensioni assai diverse tra loro) e nuraghi come Su Nuraxi; ci sono anche nuraghi ad una torre con cinta muraria, nuraghi a due o tre torri piccoli e grandi, ecc.
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Senz'ombra di dubbio ma io nei polilobati prendevo in considerazione anche i nuraghi complessi (cioè non monotorri).
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa"  (Jo Jo)
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25-June-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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MarcelloS
Non so... Un potere centrale di tal genere mi fa pensare più ad una società di tipo statale più che ad un chiefdom
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Se prendiamo il chiefdom archeologicamente più noto, cioè quello del Sussex e di Stonehenge, vediamo che le pietre sarsen sono state portate da una zona a 230 km di distanza; probabilmente, quindi, il chiefdom può avere un'estensione areale non indifferente.
Con chiefdom intendevo solo una "confederazione" tribale governata almeno per alcuni aspetti, da un potere centrale (singolo capo, consiglio di guerrieri o di anziani, ecc).
Comunque nel caso specifico della Sardegna, non so se ci sono i presupposti per asserire con precisione che la struttura sociale predominante fosse il chiefdom, piuttosto che la, tribù o un proto-stato. La mia era solo una supposizione, seppur ragionata.
Quote:
MarcelloS
No ma mica ho mai detto questo. E' logico che di nuraghi polilobati ce ne siano più di uno all'interno di una determinata area. E se per area intendiamo il territorio tribale possiamo forse individuare nel nuraghe polilobato l'abitazione del capocantone mentre nel polilobato con cinta muraria turrita potrebbe aver risieduto il capotribù (difficile che ve ne sia più di uno vicino).
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E' proprio che assegnazione aprioristica – polilobato=capocantone, polilobato con cinta=capo tribù – che contesto. Le necessità difensive del territorio potrebbero essere tali da rovesciare questa ipotesi.
Bisogna ragionare prima in termini strategici, poi in termini sociali.
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26-June-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
astracedi
Comunque nel caso specifico della Sardegna, non so se ci sono i presupposti per asserire con precisione che la struttura sociale predominante fosse il chiefdom, piuttosto che la, tribù o un proto-stato
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Leggi la definizione di chiefdom nel Renfrew-Bahn, troviamo le seguenti caratteristiche:
-Differenze di status sociale
-Diversi lignaggi disposti secondo una scala di prestigio
-specializzazione nella produzione artigianale
-il capo utilizza i surplus per il mantenimento della popolazione
-esistenza di un centro permanente rituale e cerimoniale.
Tutti questi elementi li riscontriamo nella civiltà nuragica, almeno nella sua fase più evoluta, quella che Lilliu chiama l'età delle aristocrazie.
C'è un particolare che però rende singolare questo tipo di chiefdom... Nella civiltà nuragica lo status sociale non è riscontrabile all'interno delle sepolture. Queste sono infatti sepolture collettive dove non si riscontra una differenza nel corredo, mentre il renfrew-Bahn specifica che nel chiefdom la gerarchia sociale si manifesta nei corredi funebri assai ricchi
A proposito segnalo un testo che ancora non sono riuscito a leggere (ma che sicuramente mi procurerò a breve) che mi ha segnalato Karl tempo fa:
Luca Navarra, Chiefdoms nella Sardegna dell'età nuragica?: un'applicazione della Circumscription theory di Robert L. Carneiro, 1997
Ringrazio
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa"  (Jo Jo)
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29-June-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Sì purtroppo come sai... il chiefdom in realtà è un modello, un'astrazione, principalmente derivato dalla letteratura etnogragica ed antropologica. Del resto che non si possa adottare sic et simpliciter a situazioni pre e protostoriche in particolare, è cosa che spesso premettono gli stessi studiosi che ne fanno uso. Tuttavia c'è chi ne fa un uso maggiore e chi è più cauto e diffidente (e non per questo però rifiuta l'apporto dell'antropologia). In campo vicino-orientale se ne parla da un po' (per esempio in Uruk. La prima città di Liverani, ma prima ancora ha posto la questione Yoffee in <<Too Many Chiefs? (or, Save Texts for the '90s)>>, in Yoffee, Sherrat, Archaeology Today: Who Sets the Agenda?).
Anche per il periodo e la cultura di cui mi sto occupando, in passato si è parlato di chiefdom. Tuttavia gli stessi (new archaeologists) che negli anni '70 sostennero tale ipotesi, nel 1990 l'hanno sostanzialmente abbandonata (anche se nella "letteratura critica" spesso questo non viene ricordato, probabilmente tornando comoda la contrapposizione, o forse per conformismo, non saprei...). In effetti a me pare che non ci siano molti indizi a sostegno di questa interpretazione: niente differenze nei corredi funerari anche qui, probabile gestione più o meno comunitaria dei beni (i sigilli, che precocemente iniziano a comparire o comunque a diffondersi proprio in questo periodo, non sembrano appartenere ad alcuna elite, ma sembrano piuttosto diffusi), differenziazione dell'architettura, in specie domestica, praticamente inesistente (niente cioè che possa far pensare a residenze di capi e differenze marcate e visibili, sostanziali, di status, prestigio, potere, ecc.), e via discorrendo.
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04-July-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Jun 2007
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Un saluto a tutti voi.
Girovagando nel web sempre alla ricerca di notizie,ho trovato il vostro link in un forum che frequento.
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione alcuni particolari.
I nuraghi a tholos nascono come monotorre, in seguito vengono aggiunti bastioni e torri secondarie.L'esempio piu' eclatante è il Santu Antine - Torralba.Torre spettacolare, dall'architettura molto complessa, alla base presenta una serie di "feritoie"...che sono state obliterate con la costruzione del rifascio e delle torri aggiunte.Due momenti costruttivi diversi, non facenti parte di un progetto unitario.
Le "feritoie" sono strombate verso l'interno della torre,impossibile uccidere qualcuno con una freccia, a meno che non stia fermo immobile davanti allo strettissimo pertugio che dà sull'esterno.
Tenendo presente che cio' che rimane della suddetta torre è alto 17 metri, è stato calcolato che in origine doveva avere un'altezza di circa 25, qualsiasi cosa lanciata dalla terrazza, sarebbe atterrata sui fianchi della torre...:arrow::-k
Qualcosina in piu' la trovate qui::idea:
http://www.antikitera.net/forum2/forum.asp?FORUM_ID=11
...21 pagine di threads, per la maggior parte nuragici.
Tornero' presto perche mi interessa molto cio' che state dicendo a proposito del chiefdom.:-k
Un saluto a tutti voi e grazie per la pazienza...:smile::smile::smile:
Ciao
Trambuccone
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05-July-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2007
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questo dibattito è particolarmente interessante, io mi sono occupata in prima persona di questo spinoso argomento nella mia tesi di laurea, nella quale ho analizzato gli insediamenti d'età preistorica e protostorica in relazione ad un comune. in realtà io credo che ogni singolo cantone fosse organizzato in maniera differente: nel territorio di riferimento ad esempio ho rilevato la presenza di un cospicuo numero di nuraghi monotorre in zone caratterizzate da terreni fertili, al di sotto dei 75 m di quota; invece i nuraghi complessi , dotati talvolta di antemurali poderosi (anche sette torri)...si trovano nei pianori, posti a controllo delle risorse minerarie e di quella che ritengo una probabile via verso i porti...
ma questo succede in un comune della vasta e variegata sardegna, e in questo preciso caso la funzione militare delle fortificazioni è evidentissima ad un semplice colpo d'occhio nonostante alcun nuraghe sia stato oggetto di scavo..perlomeno scientifico. ogni territorio ha le proprie caratteristiche, le proprie risorse, e parlare di un tipo di organizzazione territoriale mi sembra riduttivo...bisognerebbe forse fare una sorta di banca dati accessibile di tutti i censimenti degli ultimi cinquant'anni, raggruppati per aree geografiche e forse in seguito si potrebbe iniziare a fare un discorso generale.
mi trovo invece molto più scettica sul nuraghe-posto sacro. se i betili- torre si trovano, forse è perchè servivano dei "numi" tutelari...non sarebbe poi così strano. se iniziassimo a trovare invece tanti altari all'interno di vari nuraghi in diverse parti della sardegna sarebbe diverso..quello che penso è che dovrebbero dare a noi giovani leve-manovali dell'archeologia la possibilità di cercare nella terra le risposte che nei libri vacillano ancora....
a presto..
p.s.:nel Renfrew purtroppo i metodi d'indagine sul territorio sono mollto vaghi e in pratica nessuno li ha mai capiti, se ti interessano ancora cerco le dispense di un corso che ho seguito e ti comunico la bibliografia. comunque so che l'x-tent è parecchio difficile da applicare...
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06-July-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2007
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Cara Rania, salute a te e a tutti gli amici di archeologia.com. Il prof.Pittau sostiene nel suo "La Sardegna Nuragica" che questi altari di cui parli siano stati effettivamente trovati. Tavole che presentavano una sorta di piedi agli angoli e incavi sulla superficie.
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Tholoi - neroargento.com
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30-August-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Aug 2007
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Ciao a tutti sono un nuovo utente sardo e mi butto volentieri nella interessantissima discussione. La realtà della società nuragica, tra XVI e VI sec. a.C.(rimango fedele con qualche remora alla cronologia comunemente accettata), è estremamente complessa e difficilmente schematizzabile. L' ipotesi di Ugas è molto interessante ma credo che sia esagerato parlare di nuraghe complesso come di "castello", soprattutto perchè il termine castello implica anche una certa organizzazione socio-economica, che non compare esplicitamente nella società nuragica del bronzo recente e del bronzo finale. Un altro problema connesso all' uso ipotetico del nuraghe come fortezza è quello delle porte: a parte qualche caso sporadico i nuraghi sembra non le avessero, ciò è piuttosto strano per un' opera difensiva. Un' altra ipotesi, un po più realistica se vogliamo, è quella del nuraghe complesso con uso "misto", ipotizzato dalla Lo Schiavo e dal suo team per il N.ghe Arrubiu di Orroli: uso abitativo, fortezza, marcatore territoriale, protettore di grandi quantità di derrate alimentari (grano?) all' interno dei siloi. L' uso cultuale anche per le fasi più antiche secondo me non deve essere escluso a priori, nella torre centrale dello stesso N.ghe Arrubiu è stato ritrovato un vaso ancora intatto all' interno di una unità stratigrafica composta da caolino...cosa significava? devo essere sincero, per ora ipotizzare una destinazione d'uso univoca per i nuraghi mi sembra molto difficile, è difficile farlo per uno singolo, figuriamoci arrivare ad una ipotesi concreta sull' organizzazione territoriale e sociale in età nuragica! la mia non è una critica ma soltanto una presa di coscienza derivata dagli studi. Gli etnologi, studiando società contemporanee, arrivano a conclusioni diverse: è pensabile arrivare a conclusioni univoche in campo pre-protostorico?
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30-August-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Aug 2007
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p.s. mi dimenticavo di Trambuccone: i nuraghi venivano progettati unitariamente, non nasce prima la torre singola. Gli ultimi studi lo hanno definitivamente accertato!
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31-August-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Ciao Ossian (Edo?  ) in effetti i tuoi dubbi possono essere condivisi. Un utilizo plurimo è abbastanza plausibile, anche tenendo conto dei vari ambienti (almeno nei complessi) presenti.
La funzione di controllo del territorio però mi ritorna sempre in testa... se non la sola, almeno mi pare la funzione principale (od originaria?). Credo che il nuraghe non possa prescindere dal territorio in cui sorge... Dati alla mano riscontriamo vicinanza ai corsi d'acqua, presenza nel retroterra degli approdi, nei rilievi, a volte addirittura arroccati... Inoltre credo bisogna considerare che parte funzionale del nuraghe era la terrazza, accessibile attraverso un'apposita scala; mi chiedo quale fosse la funzione della terrazza se non quella di sfruttare l'altezza della torre e quindi una visione maggiore del territorio che si svolgeva intorno
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L' uso cultuale anche per le fasi più antiche secondo me non deve essere escluso a priori, nella torre centrale dello stesso N.ghe Arrubiu è stato ritrovato un vaso ancora intatto all' interno di una unità stratigrafica composta da caolino.
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Ti giuro che non ho capito la connessione "uso cultuale" con "US composta da caolino". Sono ignorante oppure hai dimenticato di aggiungere qualcosa?
P.S.: che ne pensi del discorso sul chiefdom?
Ciao
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa"  (Jo Jo)
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31-August-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Aug 2007
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Ciao Marce, da EdoSardo sono diventatoi Ossian, è il nick che uso su eBay! certo credo anche io che il controllo del territorio sia se non la funzione principale una delle principali dei nuraghi, intendevo dire soltanto che può essere fuorviante paragonare un nuraghe ad un castello, mi sembra troppo semplicistico. Eppure alcuni archeologi sardi, sulla scorta di Taramelli e di Lilliu, continuano a chiamare i nuraghi complessi "castelli". La mia è semplicemente una questione terminologica, i nuraghi classici complessi assomigliano a dei castelli, questo è vero, ma non è detto che all' interno ci vivesse il "re" come afferma Ugas, paragonando la società sarda del Bronzo Recente e Finale a quella micenea.
Per quanto riguarda il chiefdom diverse volte è stato proposto come modello di organizzazione sociale, sia per la Sardegna prenuragica che per quella nuragica. Nel caso di Monte d' Accoddi Alessandro Usai ipotizzò che la comunità che lo eresse fosse di tipo chiefdom, forzando un pò troppo il modello insediativo proposto da Renfrew . Una recente pubblicazione di Simonetta Castia e Donatella Onesti, mirata tra l' altro a ipotizzare la forza-lavoro ed il tempo necessari all' erezione dell' altare sembra far propendere invece per una società di tipo paritario. Al N.ghe Arrubiu invece si è ipotizzato che il nuraghe stesso fosse il fulcro di un sistema ridistributivo delle risorse cerealicole in una società di tipo chiefdom (o addirittura statale), ma anche in questo caso forse si tratta di ipotesi forzata, troppo evidenti le analogie con siti vicino-orientali come Arslantepe, sito dove scava attualmente Marcella Frangipane. In poche parole, secondo me si naviga ancora nel buio più totale per quanto riguarda l' interpretazione di singoli dati riportati su larga scala, ma questo è difficile ammetterlo, soprattutto in ambito accademico!
Per quanto riguarda la questione dell' uso cultuale forse mi sono espresso male io; intendevo dire che è alquanto singolare ritrovare un vaso integro nella torre centrale di un nuraghe all' interno di un' unità stratigrafica composta in maggior parte da caolino...che uso poteva avere? dovresti aver presente il vaso in questione dell' Arrubiu, ora non ricordo come sia stato interpretato dalla Lo Schiavo...
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01-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Ugas e Lilliu definiscono i nuraghi complessi (del tipo Su Nuraxi, Villanovafranca, Arrobiu, ecc.) come fortezze, residenze di capitribù... ed infatti chaimano quest'età, delle "aristrocazie". E' indubbio che nuraghi di tale complessità comportano una spesa notevole da parte della società che l'ha prodotta... Un parte notevole del surplus veniva destinata alla edificazione di tali nuraghi. Sembrerebbe verosimile attribuire la disponibiltà di tale surplus al capotribù o, se vogliamo, ai vertici della scala sociale nuragica. Quindi, se non tanto come residenza tout court, il nuraghe è comunque (a mio avviso naturalmente) espressione di una elite che, attraverso la monumentalità, esprime potere fungendo, in un certo qual modo, da polo per il resto della tribù. E' un po' questo il senso di castello che gli do io...
Raccolgo comunque le tue perplessità... di definitivo si ha veramente ben poco, sia in merito ai nuraghi sia sulla società nuragica stessa. I siti in grado di dare dati sono tantissimi ma i tempi della ricerca archeologica si sa son lunghi.
Interessante il lavoro di Simonetta Castia su M. d'Accoddi... mi ero ripromesso tempo fa di leggerlo e ora grazie a te mi èritornato alla mente.
Sul vaso dell'Arrubiu invece non è ne ho notizia.
Ciao
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa"  (Jo Jo)
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