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Vai Indietro   Archeologia Italiana Forum > Archeologia - AREE > Preistoria e protostoria in Italia e all'estero

Preistoria e protostoria in Italia e all'estero In questo forum si discute di preistoria e protostoria italiana ed estera. Sono considerati i diversi punti di vista: archeologici, antropologici e storici.

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  #16 (permalink)  
Vecchio 12-June-2008
AI gens
 
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Nel dire che la scienza crea dogmi intendo dire che le teorie della scienza non si possono assolutamente toccare, ogni volta che si tentano delle obiezioni a teorie accreditate gli scienziati sono molto chiusi.
Su questo hai ragione, spesso la prima reazione della comunità scientifica ad una nuova teoria è la chiusura, o meglio la diffidenza (e sono d'accordo con te, in certi casi può forse essere esagerata).

Se però una teoria è valida, presto o tardi verrà riconosciuta come tale e verrà accettata.

Di esempi ce ne sono tanti: uno su tutti è, nella fisica, la meccanica quantiscita, che all'inizio fu osteggiata anche da personaggi di tutto rispetto (einstein tentò fino alla fine della sua vita di dimostrare che era una teoria sbagliata), ma oggi è una teoria riconosciuta e insegnata in tutte le università (e che ha un'infinità di aplicazioni tecnologiche).

Il punto è che la scienza stessa, curiosamente, funziona come l'evoluzione: se una teoria è valida, sopravvive e arriva ad imporsi, se una teoria non lo è, semplicemente rimane fuori dal mondo scientifico e si "estingue".

E certo non basta che a formularla sia un biologo o un biochimico per rendere una teoria valida.. come del resto non basta che uno sia archeologo perché quello che scrive venga preso come oro colato..
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  #17 (permalink)  
Vecchio 12-June-2008
L'avatar di  leda
AI senatus
 
Data Registrazione: Feb 2006
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Lama_su hai espresso esattamente quello che volevo dire. Tuttavia se ci fosse fin dall'inizio una maggiore apertura degli scienziati (di tutti i campi) secondo me il progresso procederebbe meglio. Ho notato poi che sono soprattutto gli italiani (però forse è una mia impressione) ad essere particolarmente chiusi, all'estero vedo maggior apertura (oddio, a volte si cade nell'eccesso opposto, ma penso siano casi sporadici). Forse dipenderà anche dal fatto che molti in Italia sono gli appassionati di varie branche della scienza (specie l'archeologia devo dire) che pensano di poter sostituirsi agli addetti ai lavori e magari saperne più di loro, però un professionista serio dovrebbe saper riconoscere la teoria "sparata" dal primo megalomane di turno da osservazioni pertinenti e scientificamente fondate. Tra l'altro, se è vero che non basta la laurea a fare lo scienziato, a volte chi non ha la laurea spesso riesce a fare scoperte importanti: cito ad esempio il caso del padre di Lorenzo Odone (quello dell'olio, non so se lo conoscete) che è stato insignito della laurea honoris causa in medicina per i suoi studi sulla mielina, tra l'altro confermati da uno studio decennale con articoli apparsi anche su riviste scientifiche ufficiali.

Adrenoleucodistrofia, olio di Lorenzo, Miellyn, acido oleico, acido erucico

Per me il vero scienziato è quello che è sempre pronto a rimettere in gioco le sue conoscenze e le teorie anche più accreditate, ma che, essendo esperto della sua materia, sa anche riconoscere le "bufale".
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  #18 (permalink)  
Vecchio 12-June-2008
AI gens
 
Data Registrazione: Apr 2007
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guarda leda, sono completamente d'accordo con te.

Il "problema" poi degli appassionati (italiani e non), secondo me non è tanto quello di avere o meno una laurea (dal mio punto di vista il pezzo di carta in se è decisamente secondario), ma quanto la maniera di avvicinarsi al problema e di presentare le proprie conclusioni. Da un lato mi sembra che quello che manchi agli appassionati è spesso il "metodo" (e secondo me uno dei ruoli principali dell'università, e quindi della laurea è proprio permettere più facilmente di acquisire una metodologia), ma dall'altro è anche l'atteggiamento stesso degli appassionati che spesso trovo sbagliato (o perché dai toni sensazionalistici, o perché aggressivo verso le teorie ufficiali, o perché privo della modestia necessaria per appoggiarsi a degli studi già esistenti e per riconoscere che le teorie ufficiali sono più che valide..), e questo certo non facilita l'apertura, il dialogo.

È un peccato trovo, perché sono convinto che chiunque, con la giusta metodologia, potrebbe dare un contributo importante alla conoscenza, e del resto di esempi ce ne sono. Oltre a quello che hai citato te, nell'archeologia non mi stancherò mai di citare i fratelli castiglioni, che pur non essendo archeologi, hanno dato un contributo importante e riconosciuto all'egittologia.
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  #19 (permalink)  
Vecchio 12-June-2008
AI gens
 
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Nel dire che la scienza crea dogmi intendo dire che le teorie della scienza non si possono assolutamente toccare, ogni volta che si tentano delle obiezioni a teorie accreditate gli scienziati sono molto chiusi.
Leda continuo a non essere d'accordo su quanto affermi. La tue sono affermazioni gratuite. A quali scienziati ti riferisci? Tutte le teorie scientifiche possono essere criticate o confutate, ci mancherebbe altro, ma solo attraverso i canoni scientifici, cioe' presentando dati contrari oppure fornendo spiegazioni alternative ai dati esistenti in articoli scientifici.

La comunita' scientifica e' molto piu' aperta di quanto tu creda. Infatti, permette ad un ricercatore giovane e sconosciuto di confutare un Premio Nobel, sempre che i suoi dati siano solidi.

Un esempio: nel 1953, due giovani sconosciuti ed inesperti, pubblicarono una loro modello teorico sulla struttura del DNA.
A priori non avevano neppure la qualifica per un lavoro del genere, in quanto uno aveva un Bachelor in zoologia e l'altro era un fisico fallito. Un lavoro simile e' materia dei chimici fisici. Poco tempo prima, l'allora piu' illustre chimico fisico al mondo, il Premio Nobel Linus Pauling aveva gia' pubblicato il suo modello del DNA.
Eppure il modello di Pauling risulto' clamorosamente sbagliato, mentre quello dei due pivelli inesperti risulto' corretto, ed e' ancora corretto, e vinsero anch'essi il premio Nobel. I due pivelli si chiamavano Jim Watson e Francis Crick

Mario
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  #20 (permalink)  
Vecchio 13-June-2008
AI senatus
 
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La comunita' scientifica e' molto piu' aperta di quanto tu creda.
Concordo pienamente!
In Italia in modo particolare, c'è un diffuso problema di baronismi vari, che non permettono una regolare carriera meritocratica.
Ma questo non significa che lo stessa cosa sia a livello internazionale e sulle riviste.
La scienza ormai procede a livello internazionale in praticamente tutti i campi (parziale eccezione l'archeologia, ma sono sicuro che le cose cambieranno) e le pubblicazioni sono aperte a chiunque porti lavori ben preparati.
Il protetto del "barone" tal dei tali, se non ha capacità proprie, non produrrà nulla di significativo e non avrà pubblicazioni importanti: male per la scienza italiana, ma la Scienza in generale procede tranquillamente per la sua strada.
__________________

Marco Astracedi
www.pangeacom.it
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  #21 (permalink)  
Vecchio 13-June-2008
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Esiste un numero ridottisimo di biologi che al di fuori della scienza muovono le stesse critiche all'evoluzionismo dei creazionisti. Il caso piu' famoso e'quello di Giuseppe Sermonti, valente genetista in passato, ora spesso citato dai creazionisti. Tuttavia anch'essi si muovono al di fuori della scienza: infatti essi espongono le loro opinioni nei libri (che chiunque puo' scrivere) non in articoli scientifici.

Per fare un paragone, questi libri stanno alla biologia come i libri di Graham Hancock stanno all'archeologia. E chi conosce il campo non puo' che avere la stessa reazione che un archeologo ha leggendo un libro di fantarcheologia. Non conosco nessun articolo scientifico serio che confuti la teoria dell'evoluzione.

Al contrario, ogni giorno, decine di migliaia di ricercatori usano la teoria dell'evoluzione nel loro lavoro e la confermano ogni giorno nei loro esperimenti.

Si dice che la teoria dell'evoluzione sia la teoria piu' confermata che esista, in quanto ogni giorno, migliaia di esperimenti la confermano. Senza di essa non sarebbe possibile interpretare i risultati di un'infinita' di esperimenti in tantissimi campi diversi, dalla virologia all'oncologia, dalla batteriologia alla neurobiologia, dalla genetica alla genomica.

Mario
In effetti lo criticano come impostazione di pensiero, ma lo utilizzano come metodo di ricerca
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  #22 (permalink)  
Vecchio 13-June-2008
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AI senatus
 
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Spartacus evita di citare interi posts degli utenti, non serve a nulla e appesantisce la lettura.
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  #23 (permalink)  
Vecchio 15-June-2008
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Messaggi: 8
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Entrando nel merito della questione cosa non ti convince del darwinismo?
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