Quote:
Mdd
Beh, ma con tutti i siti archeologici "a rischio" che ci sono ai margini delle aree urbanizzate, perché mai andare a somodare quelli tranquilli di montagna?
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Sinceramente questo topic mi era sfuggito ma, in merito a quanto quotato sopra, mi sembra si sia sfiorato un argomento importante.
Andando a cercare (o, più spesso, trovando in altro modo) insediamenti vallivi o di pianura si rispecchia senz'altro, almeno in parte, un naturale patter distributivo. Infatti le risorse agricole sono essenzialmente in pianura...
Eppure, escludendo (o riducendo) dal panorama ricostruttivo l'indagine d'altura io credo che si rischi di avere una immagine parziale e quindi un'ottica distorta della realtà sociale ed economica di un certo periodo.
Con la mia formazione da paleontologo sono portato ad escludere a priori la possibilità di ritrovamenti paleontologici d'altura; tutto quello che si trova in alto finisce con l'essere eroso e perso per sempre nella quasi totalità dei casi e per questo ben difficilmente si potrà mai sapere se i dinosauri (tanto per fare un esempio) sviluppassero particolari strutture morfologiche adatte all'ambiente montano.
Per l'archeologia, che lavora su tempi assai più brevi, l'erosione, non sempre riesce a compiere la sua opera distruttiva. Io trovo che l'indagine condotta de Michel sia estremamente interessante, proprio perché va a colmare un parziale buco nel panorama della ricerca archeologica.