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| Professione archeologo Sezione dedicata a chi lavora in archeologia o desidera avviare una propria attività nel settore. Consigli, trucchi del mestiere e condivisione di esperienze. |
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19-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Ah, credo che sia opportuna una precisazione.
Da anni, esaminando le cazzuole che rientrano in azienda dagli scavi e tenendo da parte quelle che hanno manifestato difetti gravi oppure rotture, ho cercato di arrivare alla formulazione di una forma ideale per la lama e per la lunghezza e l'angolatura del codolo.
Nel tempo ho disegnato dei modelli e fatto realizzare dei prototipi (parlo di manufatti forgiati, non di semplici cazzuole da muratore ritagliate) ed oggi ho una mia idea, anche se ancora non del tutto definitiva, a riguardo.
Però di una cosa sono veramente convinto: che c'è sì una forma della lama tendenzialmente e mediamente migliore di altre, ma non una assolutamente adatta alle differenti mani di tutti i colleghi e colleghe. Per questo è assolutamente indispensabile che la lama sia realizzata in ferro dolce, che si consumi con una certa facilità, ammorbidendo in questo modo le spigolosità che in conseguenza della particolare modalità di presa individuale lascerebbero sgradevoli segni sullo strato rallentando l'operatività e scoraggiando l'operatore non del tutto esperto.
Una buona lama deve essere di ferro dolce, per adattarsi, consumandosi rapidamente, alla mano dell'Archeologo.
Tanto, guardate, le cazzuole di norma si fa prima a perderle che a consumarle fino al punto da renderle inservibili :wink: .
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19-April-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Scusate se faccio una domanda stupida, da perfetto profano (non sono archeologo e i miei scavi si limitano a campionature paleontologiche).
Ho visto spesso filmati o fotografie di archeologi che lavorano con il trowel in mano, tanto da capire che è un po' lo strumento simbolo dell'archeologo, un po' come il martello Estwing per il geologo (Mario Tozzi docet), ma non so esattamente quale uso specifico se ne faccia.
Come, quando e dove si usa? A cosa servono, rispetto ad una normale cazzuola da muratore, le parti "tagliate" ai lati del manico?
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19-April-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Mar 2007
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Quote:
dceg
Esiste anche una ditta italiana, di Maniago (UD) che produce trowels forgiate che vengono vendute anche in Inghilterra. Qualcuno le conosce?
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siccome abito a un tiro di schioppo da maniago, ci tengo a sottolineare che è in provincia di pordenone!  (nella gloriosa repubblica autonoma del friuli, direbbe qualcuno...  ). campanilismo a parte...qualcuno potrebbe dirmi (anche in pvt) il nome della ditta? magari ci faccio un salto...
brado
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'Archaeology is the most fun you can have with your pants on' (Kent Flannery).
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19-April-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Jan 2007
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Quote:
Mdd
Ah, credo che sia opportuna una precisazione.
Da anni, esaminando le cazzuole che rientrano in azienda dagli scavi e tenendo da parte quelle che hanno manifestato difetti gravi oppure rotture, ho cercato di arrivare alla formulazione di una forma ideale per la lama e per la lunghezza e l'angolatura del codolo.
Nel tempo ho disegnato dei modelli e fatto realizzare dei prototipi (parlo di manufatti forgiati, non di semplici cazzuole da muratore ritagliate) ed oggi ho una mia idea, anche se ancora non del tutto definitiva, a riguardo.
Però di una cosa sono veramente convinto: che c'è sì una forma della lama tendenzialmente e mediamente migliore di altre, ma non una assolutamente adatta alle differenti mani di tutti i colleghi e colleghe. Per questo è assolutamente indispensabile che la lama sia realizzata in ferro dolce, che si consumi con una certa facilità, ammorbidendo in questo modo le spigolosità che in conseguenza della particolare modalità di presa individuale lascerebbero sgradevoli segni sullo strato rallentando l'operatività e scoraggiando l'operatore non del tutto esperto.
Una buona lama deve essere di ferro dolce, per adattarsi, consumandosi rapidamente, alla mano dell'Archeologo.
Tanto, guardate, le cazzuole di norma si fa prima a perderle che a consumarle fino al punto da renderle inservibili :wink: .
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Bella discussione, magari un poco OT, rispetto all'origine del topic, ma bella!!. Devo dire che sei un notevole conoscitore della faccenda trowels e che condivido, non scherzo, alcune delle cose che dici. Però forse stiamo esagerando...E ovvio che ognuno scava a modo suo e impugna a modo suo, ma allora ognuno di noi dovrebbe farsi fare una trowel su misura e magari poi, come dici tu, perderla prima ancora di averne consumato metà?
Poi la stratigrafia, per consistenza, non è mai uguale....mentre tu parli dell'operatività sugli strati come se questi fossero sempre tutti uguali e se, quindi, l'operatore scavasse sempre imprimendo la stessa forza. Scusa, ma è chiaro che mentre togli lo strato di sopra e sotto ne hai uno più friabile, starai attento a non intaccare l'interfaccia di quest'ultimo, ma non lo fai grazie a chissà quale ferro tecnologico e superadattato alla tua mano, ma semplicemente stando attento all'angolo di incidenza e alla forza che applichi. Stessa cosa se lo strato di sotto è (come di solito) più duro.
E poi, scusa, secondo te bisogna aspettare che la trowel sia consumata perché inizi a scavare senza danneggiare la stratigrafia? Oppure devi comprarla e portarla subito dal fabbro per farne subito limare metà ? Non so...parli come se la trowel abbia un cervello e una volontà autonomi, che gli strati siano tutti della stessa consistenza e che l'operatore sia un "inerte" incapace di viariare angolo e forza, pur tenendo sempre la stessa "modalità di presa individuale"...Il modello Philadephia di MT, per esempio,avendo i lati lunghi curvi, permette proprio questo, e cioè di variare l'angolo di incidenza tenendo la stessa presa.
Ferro dolce, dici. Qui in Abruzzo una trowel di ferro dolce non durerebbe neanche due giorni, come infatti non sono durati quei "cazzuolini per archeologi" che tu paragoni alle MT. Uno di essi ha stabilito il record: trasformata in banana il primo giorno e non era fallata!
Come lo fai il pointing col ferro dolce? E quando lo straterello è sabbioso, compatto e zeppo di pietre, lo levi col piccone? La sabbia divora la trowel (pensa alle sabbiatrici per smerigliare il ferro) e se provi a puntare e a fare leva il ferro dolce si piega...Il gambo lungo e verticale di certe cazzuole inglesi moderne aumenta la distanza tra la lama e la mano falsando la sensibilità e regalandoti una bella sindrome del tunnel metacarpale a causa della leva lunga.
Strano che sei così relativista sul fatto che ognuno ha "il suo modo e i suoi gusti" e poi così seccamente "statistico" sugli indici di gradimento delle MT. Io credo che tu abbia provato solo il modello Philadelphia e non il London, che è identico alle "antiche" trowels inglesi, essendo 4" + qualcosina.
Ultimo: la trowel deve durare! Non so voi, ma io ci sono tanto affezionato alla mia vecchia inglesazza (quella vera) che ormai sembra un commovente sampietrino...In una volta mi ricorda tutte le battute, le bestemmie, il caldo, gli strati, i ritrovamenti, gioie e dolori di una decade passata fare il più bel mestiere del mondo..Altro che perderla. ....E non dire di no MDD, anche tu mi sa che ci vuoi bene alle tue vecchiette:wink::wink:!!!
La mia c'ha pure la cosiddetta "stecca" e visto che sei un "vecchio archeologo" sai di cosa parlo...
Cordialmente. Melvin
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19-April-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Jan 2007
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Visto che siamo in argomento, una volta mi hanno riferito che la prima trowel andrebbe rubata o almeno così vuole la tradizione...  E' vero? Io però non ci sono mai riuscita! 
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19-April-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Mar 2007
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se è così godo perché l'ho 'dimenticata' nello zaino a fine scavo...:-\"
brado
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'Archaeology is the most fun you can have with your pants on' (Kent Flannery).
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19-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
astracedi
. . . è un po' lo strumento simbolo dell'archeologo, un po' come il martello Estwing per il geologo (Mario Tozzi docet), ma non so esattamente quale uso specifico se ne faccia.
Come, quando e dove si usa? A cosa servono, rispetto ad una normale cazzuola da muratore, le parti "tagliate" ai lati del manico?
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In effetti è decisamente il "ferro del mestiere" :-) .
Fondamentalmene sul cantiere si fanno e rifanno all'infinito due tipi di operazioni di scavo: lo svuotamento di riempimenti e la pulizia di superfici (poi ci sarebbe il taglio di sezioni, ma ormai non si fa quasi più -per fortuna).
Per entrambi l'oggetto del quale stiamo parlando è lo strumento ideale: usato un po' più di punta per incidere il riempimento seguendone il contorno e gradualmente svuotarlo, un po' più di taglio per la pulizia delle superfici.
Poi ognuno di noi va a finire che lo usa praticamente per tutto, dal tenere il segno nelle misurazioni con metro a stecca, fino a forzare lo sportello della propria automobile dopo averci dimenticato le chiavi dentro (a me è capitato)  .
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19-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
polimnia
Visto che siamo in argomento, una volta mi hanno riferito che la prima trowel andrebbe rubata o almeno così vuole la tradizione...
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Questa è la prima volta che la sento. Chissà.
Comunque sono d'accordo che per un principiante una cazzuola nuova è un handycap, molto meglio cominciare con una cazzuola usata.
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19-April-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Jan 2007
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Quote:
polimnia
... mi hanno riferito che la prima trowel andrebbe rubata o almeno così vuole la tradizione...
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Non proprio! La tradizione vuole che vengano fregate solo quelle di una marca famosa (non dico quale). Credo che, visto ciò che quella marca famosa oggi produce, la tradizione si sia alquanto persa  ...Purtroppo si è persa anche la tradizione della "stecca", che proprio a non far fregare le suddette trowels serviva.
Melv
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19-April-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Jan 2007
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[Melvin]
Sono troppo curiosa di conoscere il nome della marca, non puoi riferirmelo in un m.p.? E poi, cos'è questa stecca?
Visto che siamo in tema di attrezzi vari, volevo sapere cosa ne pensate delle scarpe antinfortunio e se esiste una variante che non ti spacca i piedi, cosa che invece fanno quelle vendute da qualsiasi ferramenta.
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19-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
polimnia
[Melvin]
Sono troppo curiosa di conoscere il nome della marca, non puoi riferirmelo in un m.p.? E poi, cos'è questa stecca?
Visto che siamo in tema di attrezzi vari, volevo sapere cosa ne pensate delle scarpe antinfortunio e se esiste una variante che non ti spacca i piedi, cosa che invece fanno quelle vendute da qualsiasi ferramenta.
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Immagino si riferisca alla marca menzionata da Archeo85, la più bella cazzuola del mondo  .
Quote:
polimnia
E poi, cos'è questa stecca?
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Io non ne ho la più pallida idea. Arrivo appena ad immaginarmi che sia qualche usanza mutuata da vecchie tradizioni estranee all'Archeologia.
Quote:
polimnia
Visto che siamo in tema di attrezzi vari, volevo sapere cosa ne pensate delle scarpe antinfortunio e se esiste una variante che non ti spacca i piedi, cosa che invece fanno quelle vendute da qualsiasi ferramenta.
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Sono interessato all'argomento.
Però perché non apri una discussione specifica sui "Dispositivi di Protezione Individuale"?
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19-April-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Jan 2007
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Quote:
polimnia
[Melvin]
...cos'è questa stecca?
....e scarpe antinfortunio e se esiste una variante che non ti spacca i piedi, cosa che invece fanno quelle vendute da qualsiasi ferramenta.
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Stecca è un termine derivato dal mondo militare. Quando i ragazzi finivano la naja e svuotavano gli armadietti, tutto quello che non volevano portarsi a casa per qualunque motivo, lo lasciavano "di stecca" cioè lo regalavano a quelli dello scaglione precedente. Roba ingombrante, ninnoli, bossoli vuoti, roba arrivata da casa o senza valore o che a loro volta avevano ricevuto da altri.
Quando ho iniziato a scavare "la stecca" consisteva nel fatto che l'archeologo "anziano", quello che ti insegnava a scavare e col quale si instaurava un buon rapporto tipo maestro-allievo, ti incideva qualcosa sul manico della trowel, oppure ti regalava la sua vecchia e la incideva...Si poteva incidere di tutto: un logo di fantasia, il nome, un simbolo politico. A volte gli stessi colleghi ti facevano dei ricami ulteriori durante le pause pranzo, e faceva "stecca" pure quello. Il tutto, in effetti, serviva per rendere la propria trowel uno strumento unico e riconoscibile, anche perché spesso arrivavano sullo scavo tutte insieme, portate dal solito mercante inglese di passaggio. Ovvio che la stecca ti faceva affezionare morbosamente al tuo "ferro". Era una bella tradizione (...ora mi scappa la lacrimuccia...) e so per certo che qualcuno ancora la pratica :-\"
Bel problema le scarpe! Io non le uso le antiinfortunio ma anfibi militari tedeschi da parà, dotati di punta d'acciaio con solette antishock. Il vantaggio è che tengono serrata la caviglia grazie a un sistema di allaccio detto speed-lace che deve essere ben tirato girando l'eccedenza dei lacci intorno al gambale. Evitano le storte specie sui terreni sconnessi e le pietraie, il grip è fenomenale, sono indistruttibili e fanno molto male agli s*****i. Perciò io ci vado in montagna, in ricognizione e scavo. I tedeschi li chiamano "springerstiefel", credo ci siano anche taglie piccole, ma occorre sempre scegliere una taglia in più della propria. Costano una sciocchezza, ma mai prendere quelli a meno di 40€: sono imitazioni cinesi. Al caldo ci si abitua subito (ovvio, se non stai nel deserto), basta mettere un calzino di spugna sempre un pò più alto del loro gambale.
Se devi usare le scarpe antiinfortunio, l'unico consiglio è di comprarle buone..IL mal di piedi, comunque, non dipende dalle scarpe, secondo me. Lo so perché a me facevano male qualunque cosa mettessi. Ho risolto seguendo il consiglio di mia nonna di camminare scalzo in cortile, ma sul selciato, per un pò. Incredibile! Ha funzionato.
Ciao.
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19-April-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Jan 2007
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Quote:
Mdd
Immagino si riferisca alla marca menzionata da Archeo85, la più bella cazzuola del mondo 
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Si e no. Si, perché era quella. No, perché oggi...sotto il vestito...niente[-X. Povero William Hunt...si starà rivoltando nella fossa  !
Quote:
Mdd
Io non ne ho la più pallida idea. Arrivo appena ad immaginarmi che sia qualche usanza mutuata da vecchie tradizioni estranee all'Archeologia
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Bravo! Sei perspicace  .
Ultima Modifica di Melvin : 19-April-2007 20:22.
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19-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Melvin
. . . oggi...sotto il vestito...niente . . .
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Beh, succede che col tempo si accorci (il codolo).
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