 |
 |
 |
 |
| Professione archeologo Sezione dedicata a chi lavora in archeologia o desidera avviare una propria attività nel settore. Consigli, trucchi del mestiere e condivisione di esperienze. |
 |
|

20-April-2007
|
 |
AI magister
|
|
Data Registrazione: Jan 2007
|
|
Dispositivi di protezione individuali
Che scarpe mi consigliate di utilizzare al posto delle tradizionali antinfortunio, per evitare ai miei piedi un precoce decadimento fisico? Nel precedente thread sulle trowels, Melvin mi ha consigliato degli scarponi tedeschi con punta in ferro, ma benchè l'idea mi attiri molto (w gli anfibi!), non credo che un eventuale ispettore del lavoro in visita ad un cantiere le riterrebbe adeguate, purtroppo... Dunque solo scarpe del ferramenta? Grazie!
Ultima Modifica di polimnia : 20-April-2007 13:13.
|

20-April-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Dec 2004
|
|
Le scarpe da tennis vanno più che bene.  Io uso sempre e solo quelle.
|

20-April-2007
|
 |
AI magister
|
|
Data Registrazione: Jan 2007
|
|
Davvero? E non ti hanno mai fatto problemi riguardo la sicurezza? Io e le mie fedeli vecchie "gazzelle" (evito di menzionare la marca), una volta ci siamo prese rimproveri e invettive, da parte di Prof. e ispettore del lavoro... Direi anche piuttosto giustamente, vista la ripidità del terreno presso cui si operava lo scavo!
|

20-April-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Dec 2004
|
|
A quanto pare la sicurezza non è contemplata dalle mie parti... almeno per gli scavi a cui ho partecipato. Di ispettori del lavoro non se n'è mai visto ne se n'è parlato... Ma usate anche i caschi di sicurezza?
|

20-April-2007
|
 |
AI magister
|
|
Data Registrazione: Jan 2007
|
|
Durante gli scavi didattici usiamo le scarpe antinfortunio o da trekking, mentre il casco di sicurezza no. Durante l'ultimo scavo a cui ho partecipato invece (erano presenti operai e quindi una ditta appaltatrice), ero obbligata ad usare le scarpe antinfortunio e il casco, viste le frequenti visite dell'ispettore. A volte col caldo siciliano di fine agosto- settembre, non riuscivo però a tenere sempre il casco, è un vero strumento di tortura. La sicurezza però è fondamentale, me ne sono resa conto proprio in questa occasione. Il terreno presentava una pendenza incredibile e le mie scarpe con arpioni incorporati e punta rinforzata mi hanno evitato diverse storte, nonchè cadute in crepacci senza ritorno.
|

20-April-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Dec 2004
|
|
E' comunque giusto che vengano stabilite delle norme di sicurezza. Siamo sempre in un cantiere e può succedere di tutto.
Anche io ho lavorato su di un pendio ripido e, ti ripeto, non ci hanno fatto nessuna pressione. Comunque con le mie scarpine non ho avuto difficoltà, ne ho avuto problemi ai piedini di fata quando sono ritornato a casa. Comunque credo che qualsiasi calzatura provvista di suola a "carrarmato" e stivaletto vadano benissimo.
|

20-April-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Per quanto mi riguarda ,invece, le scarpe non sono affatto un problema....di solito sugli scavi del paleolitico, semplicemnte non le usiamo.......vera gioia per i piedi
Mi
|

20-April-2007
|
|
AI gens
|
|
Data Registrazione: Sep 2004
|
|
Se siete su uno scavo non per diletto, ma per motivo di lavoro, le calzature antinfortunistiche sono all'atto pratico inevitabili, anche se siete Archeologi Preistorici non fa niente, le scarpe di sicurezza vi servono lo stesso.
Hanno ragione quegli Ispettori di Medicina del Lavoro che negli ultimi tempi hanno preso un po' di mira anche la nostra categoria.
Nelle statistiche INAIL la lesione ai piedi è per l'Archeologo fra le principali cause di incidente sul lavoro.
Gli anfibi di tipo militare sono deliziosi, ma non per lavorare.
Serve una vera scarpa antinfortunistica con suola antichiodo e puntale antischiacciamento. Anche lo sgancio di emergenza può essere utile (anche se per fortuna a me non è mai capitato di averne bisogno).
Piuttosto c'è qualità e qualità e non sempre in questo campo il prezzo è proporzionale al valore.
Io uso sempre lo scarponcino alto, perché mi sostiene il piede, però se d'estate vi crea fastidio una calzatura alta e chiusa, considerate che ce ne sono anche di semiaperte grosso modo imitanti il tipo Birkenstock (ma con caratteristiche antinfortunistiche adeguate).
A quel punto diventerebbe indispensabile avere in dotazione due modelli diversi, perché qualche volta capita invece di dover lavorare in ammollo.
A me lo scamosciato non piace tanto (anche perché è più brigoso da pulire), ma in linea di massima è più morbido e più fresco.
Io preferisco quelle in vera pelle, che ammorbidisco quando nuove riempiendole subito dopo l'acquisto con giornali appallottolati leggermente umidi ed ingrassandole abbondantemente e le prime volte usandole soltanto per poche ore (facendo il cambio con quelle vecchie).
In ogni caso non è un articolo che comprerei dal ferramenta (se non per estrema urgenza), ma invece in un negozio specializzato con un bel po' di varietà e di scelta (di solito in questo modo trovi allo stesso prezzo qualcosa di più adatto alle tue esigenze personali o qualcosa di veramente ottimale per pochi euro in più).
Tenete anche conto che tendenzialmente dal ferramenta vige il maschilismo sistematico: difficile trovare una misura inferiore al 42 di un modello decente e quando credi di averla trovata il più delle volte cercano di appiopparti scarpe non da cantiere ma da fabbrica o da cucina (con suole magari antiolio, ma senza l'antichiodo ATTENZIONE L'ANTICHIODO SERVE, VE LO DICO PER ESPERIENZA PERSONALE!).
Non abbiate paura di fare un giro "per informazione" da un fornitore veramente specifico.
|

20-April-2007
|
|
AI gens
|
|
Data Registrazione: Sep 2004
|
|
Quote:
MarcelloS
. . . anche i caschi di sicurezza?
|
Secondo me il discorso casco è differente rispetto a quello della calzatura.
L'Archeologo direi che ha oggettivamente bisogno di proteggere i piedi con una calzatura di sicurezza adeguata, in quanto certe lesioni sono connaturate alla sua attività.
Per il casco invece non credo che l'Archeologo di suo sia esposto a rischi di lesione al capo. Se mentre scavi c'è qualcosa che potrebbe caderti sulla testa, non pensare a metterti il casco TOGLITI DI LI'. Secondo me l'Archeologo non deve mai per nessun motivo e nemmeno per breve durata trovarsi in un luogo dove qualcosa potrebbe cadergli in testa.
E questo vale soprattutto per le sezioni di scavo. E anche per gli interventi "sottoquota" rispetto a zone di transito (NON bisogna starci e basta).
Però l'Archeologo potrebbe comunque aver bisogno del casco per motivi di tipo "ambientale", cioè perché sta operando in parziale interferenza di rischio con lavori edili (a me è capitato una volta di essere salvato dal mio casco a seguito di una manovra di carico assolutamente sbagliata eseguita da un muratore sopra un ponteggio nemmeno tanto vicino, mentre tanti anni fa vidi un collega che stava lavorando dentro una buca salvarsi miracolosamente grazie al casco benché violentemente investito da un cassonetto di ferro pieno di terra maldestramente movimentato a raso da un inesperto gruista) o anche solo perché per raggiungere il suo scavo o per andare in bagno l'Archeologo attraversa un'area dove si svolgono promiscuamente altre lavorazioni.
In fine il casco è da ritenersi indispensabile durante le assistenze a scavo meccanico, anche se ci si trova fuori dal raggio del braccio meccanico, sia per l'eventualità di piccole cadute o distacchi di zolle di terra dalla benna dell'escavatore, sia semplicemente per rendersi più evidenti.
Negli altri casi secondo me l'Archeologo il casco potrebbe benone avercelo con sè, magari attaccato alla cintura, ma non necessariamente sulla testa.
Ultima Modifica di Mdd : 20-April-2007 19:08.
|

20-April-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
[quote=Mdd;9587]Se siete su uno scavo non per diletto, ma per motivo di lavoro, le calzature antinfortunistiche sono all'atto pratico inevitabili, anche se siete Archeologi Preistorici non fa niente, le scarpe di sicurezza vi servono lo stesso.
quote]
Se si tratta di aprire lo scavo, forse hai ragione ,ma se si tratta di lavorare su uno scavo già aperto e calpestare un paleosuolo di 200.000 anni fa......mio caro le scarpe te le scordi. Idem se ti devi "arrampicare" su una parete piena di ossa fossili mooolto fragili. Ho scavato in poszioni assurde, con gli strumenti del dentista, credimi ,le scarpe non sempre servono, tantopiù che mi è capitato di non portarle, per ordine del direttore dei lavori, anche su uno scavo dell'età del bronzo.
Mi
|

20-April-2007
|
 |
AI magister
|
|
Data Registrazione: Jan 2007
|
|
Quote:
Aquamarina
Per quanto mi riguarda ,invece, le scarpe non sono affatto un problema....di solito sugli scavi del paleolitico, semplicemnte non le usiamo.......vera gioia per i piedi
Mi
|
Davvero? Ma non è pericoloso?  Si vede che non mi intendo per niente di scavi paleolitici...  Rischio di andare o.t. ma la curiosità di sapere conme si svolge uno scavo di questo tipo è troppa. Magari, quando hai tempo, potresti spiegarcelo in un apposito thread.
|

20-April-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Cara Polimnia non è che sia in generale ed in teoria molto diverso dagli scavi classici, però tieni presente che è difficile trovare strutture e il lavoro è molto più lento minuto ed accurato. La pericolosità per i piedi è relativa : basta fare un pò d'attenzione e rendere chiodi o simili molto evidenti, tanto non è che ti sposti spesso o devi portare via cariole di terra. Poi è chiaro che la situazione è diversa da scavo a scavo: se in grotta le scarpe sono per lo più vietate( a Tautavel con lo scavo in corso le facevano togliere anche ai turisti) in altri contesti può essercene bisogno, ma sicuramente dovranno essere leggere e poco ingombranti. Comunque se ti capita prova uno scavo paleolitico, sicuramente è un 'esperienza che ti farà conoscere una diversa dimensione dello scavo archeologico.
Milena
|

20-April-2007
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: Jan 2007
|
|
Puah! Le antiinfortunio...che vera ciofeca! Qualcuno nota elegantemente che gli anfibi sono folcloristici, a me sembrano molto massicci, questione di...tendenze. Io non ne faccio un motivo di apparenza: i miei non hanno niente di esteticamente piacevole, infatti sono ignoranti un bel pò. Però hanno un puntale d'acciaio mooolto più indeformabile di quello delle suddette ciofeche e pure l'antiperforazione (quello vero). Sono testati pure al morso dei serpenti anche grossi.
Gli ispettori che li hanno visti li hanno molto apprezzati. Una volta ben ammollati permettono al portatore di piegare la caviglia come gli occorre, senza farsi male.
Melv
|

20-April-2007
|
|
AI gens
|
|
Data Registrazione: Sep 2004
|
|
Quote:
Aquamarina
Se si tratta di aprire lo scavo, forse hai ragione ,ma se si tratta di lavorare su uno scavo già aperto e calpestare un paleosuolo di 200.000 anni fa......mio caro le scarpe te le scordi. Idem se ti devi "arrampicare" su una parete piena di ossa fossili mooolto fragili. Ho scavato in poszioni assurde, con gli strumenti del dentista, credimi ,le scarpe non sempre servono, tantopiù che mi è capitato di non portarle, per ordine del direttore dei lavori, anche su uno scavo dell'età del bronzo.
|
Non passa. Se per motivi scientifici qualcosa non si può calpestare, ebbene allora non lo si calpesterà realizzando pedane, ponteggi etc..
Ma non conosco nessun responsabile aziendale per la Prevenzione, nessun coordinatore per la Sicurezza, nessun rappresentatante dei Lavoratori che accetterebbe mai di firmare assumendosi la responsabilità di sopprimere la protezione data dalle calzature antinfortunistiche.
Le statistiche INAIL dicono che l'Archeologo italiano ha una elevata incidenza di lesioni ai piedi: quale datore di lavoro è così matto da scrivere in sede di 626 che non è vero o non è importante?
Ultima Modifica di Mdd : 20-April-2007 20:06.
|

20-April-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
|
| | |