Sono passati millenni da quando l'avevo fatto io (non è una scelta di vita così malaccio, coraggio), però mi pare di ricordare di aver optato alla fine per la definizione più generica possibile: tipo "edilizia-altre attività di servizi" o qualcosa del genere.
La scelta oggi non è più così irrilevante come quando l'avevo fatto io, perché da quest'anno se rientri nell'edilizia cadi sotto l'effetto delle nuove disposizioni sulla inversione degli obblighi IVA nei subappalti (in altre parole il committente/datore di lavoro -se a sua volta imprenditore edile- paga direttamente la tua IVA all'Erario invece di darla a te da versare, per cui tu se lavori solo per conto di terzi e mai per un utente finale vai inevitabilmente a credito di IVA, il che alla lunga non è il massimo).
Chiedere ad un Commercialista?
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