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| Professione archeologo Sezione dedicata a chi lavora in archeologia o desidera avviare una propria attività nel settore. Consigli, trucchi del mestiere e condivisione di esperienze. |
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08-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Sulle università son d'accordo con te... Ma riguardo le nuove leve? Sono davvero così impreparate e scadenti come dici tu?
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa"  (Jo Jo)
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08-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Per parodiare una nota pubblicità televisiva direi che l'ultimo paio di annate sono state le peggiori di sempre.
Conservo le ultime speranze (e quel minimo di possibilità di fare io qualcosa di concreto) in chi si iscrive oggi e che potrebbe fra cinque anni avere davanti a sè un futuro migliore.
Tra l'altro all'estero certe cose le capiscono: quanto sono corteggiati e ricercati i nostri Archeologi in Germania o in Inghilterra o nell'Est Europa?
Com'è che se c'è bisogno di formare una équipe nuova mettiamo a Varsavia o da qualche altra parte, vengono scelti dei giovani Archeologi inglesi o tedeschi o belgi addirittura, ma mai una volta che di sbaglio venisse selezionato un italiano?
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08-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Capisco cosa intendi, ma ho la sensazione che il problema nasca indietro nel tempo.
E' ovvio che da cattivo insegnante ne scaturisce un allievo scadente.
Comunque, ti riferisci solo ai neolaureati oppure anche ad archeologi di medio-luingo corso?
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa"  (Jo Jo)
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08-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
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Quote:
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Tra l'altro all'estero certe cose le capiscono: quanto sono corteggiati e ricercati i nostri Archeologi in Germania o in Inghilterra o nell'Est Europa?
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Non sono un'archeolologa, ma conosco giovani archeologi preparati con esperienza di scavo e molte pubblicazioni. Non comprendo quindi cosa questi ultimi non capirebbero rispetto a quelli tedeschi, inglesi o dell'Est Europa. Eppure... si parla tanto di fuga dei cervelli...
Concordo pienamente con la mercificazione dei titoli di studio postuniversitari e sul fatto che, onestamente, questa recente riforma universitaria (3+2) non prepari adeguamente. Ma quest'ultima è causa di un problema che si è affacciato solo da pochissimi anni e che per fortuna sparirà perchè, mi pare, verrà ripristinato il vecchio ordinamento.Vecchio sistema, questo, migliore di quello di molte università straniere. Ricordo che quando ero studentessa conobbi dei ragazzi belgi venuti con l'ERASMUS che apprezzavano il nostro modo di studiare perchè basato su veri testi, differenza del loro che consisteva sostanzialmente in studio di dispense (esattamente come ora).
Ritornando alla discussione sul lavoro degli archeologi il problema si pone, ed è in termini generali.
Primo perchè qui in Italia tutto ciò che ha a che fare con la cultura non è considerato vero lavoro degno di giusta paga. Ciò perchè non è "produttivo", cioè non crea plusvalore. E questo riguarda non solo il mondo dell'archeologia, ma anche altri settori come quello delle biblioteche (qui ancora si lavora a cottimo... e su questi ci sarebbe un capitolo da aprire).
A ciò si aggiunge il prolificare delle varie tipologie di contratti che poi vanno sempre a svantaggio del lavoratore... Ma questo è un problema grosso che va affrontato alla radice. Questa non è la sede adatta per poterne discutere
Ultima Modifica di Pablita : 08-September-2007 12:19.
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08-September-2007
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AI gens
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Quote:
Pablita
Non sono un'archeolologa, ma conosco giovani archeologi preparati con esperienza di scavo e molte pubblicazioni. Non comprendo quindi cosa questi ultimi non capirebbero rispetto a quelli tedeschi, inglesi o dell'Est Europa. Eppure... si parla tanto di fuga dei cervelli...
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Intervengo di nuovo solo per rimarcare questo: in Italia non sono solo i giovani Archeologi ad avere difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro.
Ci sono anche tanti medici, biologi, matematici, chimici, fisici che si trovano in ristrettezze e che spesso emigrano.
Ma invece nella Archeologia Italiana non c'è nessuna "fuga di cervelli", anzi ogni tanto siamo noi che "importiamo" giovani Archeologi dalla Spagna, dall'Inghilterra o dalla Francia (cito le provenienze di Colleghi con i quali mi è capitato di lavorare negli ultimi anni).
Come mai pur fra tutte le difficoltà che abbiamo in Italia è più facile per un Archeologo straniero insersi da noi che per un nostro giovane Archeologo inserirsi all'estero?
Come mai una azienda archeologica italiana valuta diversamente il tuo curriculum -indipendentemente dal tuo passaporto- se sei laureato a York (e non sto mica dicendo Oxford) piuttosto che al Suor Orsola?
Come mai nelle pubblicazioni scientifiche inglesi o tedesche la bibliografia italiana è così poco citata, e quando lo è si tratta di referenze relative a puri ritrovamenti (non si citano MAI lavori italiani per questioni metodologiche o interpretative, ma al massimo per la semplice attestazione del ritrovamento del coccetto)?
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08-September-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Jan 2005
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Bè quoto quello che hai detto...
Certo in Italia bisogna avere la fortuna di incontrare il soggetto privato che si appassiona e finanzia lo scavo, o l'ente pubblico che disponde di fondi consistenti. Ma il più delle volte il lavoro viene affidato ad archeologi di incerta formazione, mentre il più della ricerca viene effettuata dall'università con lo scopo di pubblicare e diffondere i dati.
Sono questi gli scavi che io definisco "poveri"...
Ho scavato a Luglio un sito di età imperiale romana, ed eravamo affiancati da un gruppo di tedeschi. Noi arrancavamo con le spese sia di attrezzature che di vitto, mentre loro non avevano alcun problema e non mancava loro niente. Mi vien da dire "che figura", ma abbiamo comunque prodotto grandi risultati.
Non parliamo poi delle figure che si creano con questa laurea triennale. Non me ne vogliano tutti coloro che frequentano con il nuovo ordinamento, ma già prima si vedevano in giro persone incompetenti, ora ce ne saranno ancor di più. La colpa non è dei ragazzi, ma dell'organizzazione dei corsi di Laurea e delle ridotte possibilità di fare esperienza.
Insomma, c'è da lamentarsi...
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08-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Mar 2007
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Quote:
ivan
Ciao Archeoblog, questa volta passi, ma ti ricordo che non è permesso fare autopromozione sul forum.
Rimuovo i links.
Il sito è comunque raggiungibile dal tuo profilo o dal messaggio citato sopra.
Perdonami, ma le regole valgono per tutti.
ciao
Ivan
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perdonami tu, hai fatto bene a rimuovere i link se il regolamento lo prevede (come saprai sicuramente, gli utenti non leggono mai il manuale sennò il RTFM che ci sta a fare =)
comunque lo terrò presente per i prossimi commenti
ciao e buon lavoro
archeoblog
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Perché non cerchi "Archeoblog" su Google?
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08-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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09-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
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Quote:
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Come mai una azienda archeologica italiana valuta diversamente il tuo curriculum -indipendentemente dal tuo passaporto- se sei laureato a York (e non sto mica dicendo Oxford) piuttosto che al Suor Orsola?
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Non conosco l'ambiente universitario delle varie discipline archeologiche, quindi vorrei capire nello specifico, a parte per l'attuale mediocre riforma, perchè l'università italiana non prepara bravi archeologi.
:-kEppure ho visto archeologi italiani collaborare con l'American Institute for Roman Culture, con la fortuna di essere sponsorizzati dall' American Express Foundation!
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09-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Boh, se si tratta di iniziative che si attuano in Italia grazie a Fondazioni straniere . . . direi che la buona creanza se non addirittura una prospettiva di necessità politica abbiano un certo gioco senza bisogno di andare a sindacare sull'importanza scientifica internazionale dei soggetti promotori né dei partner ospitanti.
Però cerchiamo di fare mente locale, escludiamo l'architettura o la storia dell'arte o altre discipline particolari come la papirologia etc., andiamo puramente sull'Archeologia. Pensiamo non a fondazioni o missioni straniere operanti in Italia, ma ad istituzioni universitarie straniere, musei e aziende private operanti nei loro Paesi (e in paesi particolarmente progrediti nel settore archeologico come l'Inghilterra per esempio): quale è la presenza di studiosi, tecnici, docenti, conservatori etc. etc. che provengono da Università italiane?
Io direi insignificante se non addirittura nulla.
A quanto pare mentre un giovane chimico o biologo o matematico italiano e persino uno storico dell'arte, un filologo o un papirologo è considerato abbastanza seriamente all'estero per il suo valore personale e per la sua provenienza accademica, un Archeologo sembrerebbe di no.
E questo è un brutto segno  .
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12-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jan 2005
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Salve a tutti, credo che qualcuno abbia gia' letto il mio contributo in merito al lavoro in Irlanda, scritto quasi un anno fa, ma ora che l'argomento e' risaltato fuori...be' non posso che aggiornare quanto precedentemente detto.
Dopo un anno e mezzo io sono ancora in Irlanda, ho finito il mio contratto crca un mese fa e per tutto quel tempo sono rimasta con la stessa compagnia. Esperienza piu' che ottima.
Molte delle persone che hanno lavorato con me lo scorso anno hanno trovato lavoro con altre compagnie senza tanti problemi, altre sono tornate a casa e la scorsa primavera ritornate in Irlanda a lavorare con altre compagnie. Altre ancora sono passate alla Gran Bretagna dove hanno trovato lavoro senza grossi problemi.
Per chi ha gia' avuto un'esperienza qui o in Gran Bretagna la cosa e' piu' semplice rispetto a chi non.
Miei amci e colleghi archeologi dall'Italia, con esperienza di anni alle spalle e alcuni anche all'estero, hanno tentato di venire a lavorare qui, ma certe compagnie esigono esperienza in Irlanda di 9 mesi. Hanno poi tentato con la Gran Bretagna ma anche li le cose non sono state piu' semplici.
La compagnia con cui ho lavorato io al momento non ha lavoro.
Ce ne sono altre che cercano gente, sia qui in Irlanda che in Gran Bretagna ma state attenti a leggere bene i requisiti minimi per essere presi perche' il 90% richiede molta esperienza, di cui almeno il 50% nel loro paese.
Per il resto, chiunque sia seriamente intenzionato a fare questa esperienza, posso solo dire di tentare con ogni compagnia e di dimostrarsi piu' che disposto al lavoro sodo e in condizioni metereologiche non sempre entusiasmanti...come ha gia' detto Carlo, piove parecchio!
Ma e' sicuramente un'esperienza che vale la pena fare in quanto ti arrichisce personalmente, sotto tutti i punti di vista  rofessionale e sociale, nonche', se fatto con lo spirito giusto, ti aiuta a maturare parecchio.
Sara
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03-October-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2007
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ciao Carlo Z con chi hai lavorato in Irlanda?
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03-October-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2007
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Quote:
Mdd
Anche in Italia vengono stanziati fondi molto consistenti per l'Archeologia.
In mille rivoli, da parte di soggetti pubblici o semipubblici differenti e con una programmazione non soddisfacente, ma per cifre notevolissime.
Non saprei se più che in Spagna o Germania, ma non mi stupirebbe scoprire che siamo lì in mezzo o addirittura più su. E di "nuove tecnologie" ne usiamo fin troppe (ho sempre pensato e ne sono convinto ancora oggi che l'uso eccezionale di tecnologie di punta sia tipico -in tutto il mondo ed in tutti i settori- dei contesti sottosviluppati).
Intanto le Università tedesche preparano adeguatamente dei giovani Archeologi, mentre le nostre con poche eccezioni stano completando la propria trasformazione in agenzie di vendita di titoli di studio di dubbia utilità.
Da noi il problema dell'Archeologia non sono i soldi, ma gli Archeologi.
E la percezione che se ne diffonde nella Società.
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Concordo sull'università e per il confronto con gli atenei al di fuori dell'italia basta anche solo guardare un piano di studi di un master Inglese per percepire la diversa impostazione.
Ma per te c'è davvero una percezione della figura dell'archeologo nella società italiana? ..a me pare che le uniche persone che entrino in contatto con gli archeologi in Italia siano quelle che bazzicano i cantieri edili..e che con gli archeologi nn hanno buoni rapporti dato che devono pagarli loro :-$
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03-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Psalm
. . .Ma per te c'è davvero una percezione della figura dell'archeologo nella società italiana? ..a me pare che le uniche persone che entrino in contatto con gli archeologi in Italia siano quelle che bazzicano i cantieri edili..e che con gli archeologi nn hanno buoni rapporti dato che devono pagarli loro . . .
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Non hai mica torto.
Però in fondo, senza chiedere l'impossibile, tutto potrebbe funzionare molto meglio se nel mondo del lavoro ci fossero persone concretamente capaci di fare ciò per cui si propongono, perché adeguatamente preparate dall'Università.
A tutti noi scoccia che il dentista lo si debba pagare di tasca propria e che non sia garantito dal Servizio Sanitario; però visto che lo scegliamo e lo paghiamo noi, vogliamo che sia all'altezza: immagino che più di tutto debba essere seccante quando per l'Archeologo come per il Dentista per disgrazia capiti di finire nelle mani di quello incompetente o poco serio, che magari molla lì tutto a metà di un lavoro delicato (conosco casi degli ultimi tempi, che evidentemente non posso citare).
In questi ultimi mesi, con l'Archeologo sta capitando troppe volte che chi si assume l'impegno di eseguire determinate azioni ne sia del tutto incapace (non per colpa sua, al punto di non essere capace e non aver la benché minima autocoscienza di ciò), che parta improvvisando, facendo spallucce e dicendo "in Archeologia non si può programmare, vedremo come fare lì per lì" e magari arrivi a metà scoprendo di non saper più andare avanti (se non con tempi, costi e problemi organizzativi del tutto inaspettati).
Capita nelle ditte e nei cantieri (spesso, veramente troppo spesso), ma sta cominciando a capitare anche negli uffici pubblici. Non solo per lo scavo, ma anche per le questioni museali, per la gestione del territorio e via dicendo.
Ultima Modifica di Mdd : 03-October-2007 14:40.
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03-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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E tutto questo mentre per l'Archeologia fra pubblico semipubblico e privato si spendono in Italia barcate di denari.
Ultima Modifica di Mdd : 03-October-2007 14:37.
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