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Professione archeologo Sezione dedicata a chi lavora in archeologia o desidera avviare una propria attività nel settore. Consigli, trucchi del mestiere e condivisione di esperienze.


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  #1 (permalink)  
Vecchio 06-October-2007
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Jul 2004
Luogo: Luinese di nascita..Viterbese per studio
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Talking La documentazione grafica in un scavo archeologico

Salve a tutti,
mi unisco a questa discussione per chiedere se qualcuno mi sa dare informazioni su come muovermi per fare un po' di esperienza come disegnatrice. Ho fatto molti stage e corsi, ma mi piacerebbe fare pratica "sul campo".
Grazie a tutti.
__________________
Perché tu mi oda, le mie parole a volte si assottigliano come le orme dei gabbiani sulle spiagge.
(P. Neruda)
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Vecchio 06-October-2007
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 2,097
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Guarda, la figura del disegnatore/disegnatrice sullo scavo archeologico io la detesto con tutte le mie forze, anche se in questi ultimissimi anni è ritornata tristemente in auge, soprattutto in Italia Centrale (mi pare) .

Per me sullo scavo ci sono gli Archeologi e gli Archeologi scavano, schedano e disegnano (possibilmente fotografano anche). In questo modo tutti imparano, tutti migliorano, tutti in un po' di tempo diventano autonomi ed in grado teoricamente di fare un intero lavoro anche da soli o con nuovi colleghi ai quali insegnare.
Se passa l'idea che sullo scavo uno solo è colui che disegna sarà sempre più difficile avere persone capaci di disegnare, e chi vuole imparare, più che studiare la teoria, come fa?

Non hai molte possibilità: o trovi qualcuna di quelle ditte "illuminate" (direi soprattutto del NordEst, ma per la verità non esclusivamente) dove ogni operatore fa tutto, oppure metti in programma un contrattino a termine e qualche mese da "emigrante" con qualche ditta inglese: sarà dura, ma potrebbe valerne la pena.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 07-October-2007
L'avatar di  Cerebia
AI gens
 
Data Registrazione: May 2007
Luogo: Arezzo
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Se passa l'idea che sullo scavo uno solo è colui che disegna sarà sempre più difficile avere persone capaci di disegnare, e chi vuole imparare, più che studiare la teoria, come fa?
A me è successo... bonariamente mi dicevano "Aspettavamo proprio te per fare le piante!", specialmente quelle generiche del saggio, però devo dire che mi piaceva disegnare le piante e poi almeno ho imparato bene! O

ciao ciao
__________________
carpe diem... perchè panta rei!
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  #4 (permalink)  
Vecchio 07-October-2007
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 2,097
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Magari una di queste volte, se hai voglia, apri un thread nella sezione "generico" e ci spieghi come funziona l'organizzazione del lavoro su uno scavo dove non tutti disegnano (cosa fa il collega che ha scavato mentre il disegnatore disegna, in che modo lo scavatore comunica la "interpretazione" dell'evidenza a chi la deve disegnare, come si controlla di essere in pari con la documentazione, chi verifica la corrispondenza dei rapporti stratigrafici sul disegno etc. etc.).
Come dicevo, personalmente è un sistema che odio per motivi diciamo di impostazione ideale, e proprio per questo non è che lo conosca proprio a fondo nei suoi aspetti pratici.
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  #5 (permalink)  
Vecchio 11-October-2007
L'avatar di  neufekar
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Sep 2007
Messaggi: 23
Talking concordo

concordo con mdd...spesso l'archeologo nota particolari, o vorrebbe dar importanza a determinate cose, e per spiegar al disegnatore ciò che vuole ci mette più che se le avrebbe disegnate lui stesso! Il disegno sullo scavo secondo me dovrebbe essere schematico, a livello di appunti. Capisco che aver un bravo disegnatore renda più completa anche questa fase, ma l'ideale è che sia l'archeologo stesso a saper disegnare. La fase per l'abbellimento devulgativo del disegno può esser fatta in un secondo momento.
Nell'ultimo scavo che ho fatto ognuno aveva il suo compito, dall'inizio alla fine non ho fatto che la stessa cosa...così si impara ben poco...e ci si annoia! E' giusto dar l'opportunità a tutti di prender mano. Capisco che se uno ci mette due ore a fare un sasso possa esser dannoso, ma almeno gli è stata data la possibilità di accorgersi che è più portato per qualcos'atro!
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  #6 (permalink)  
Vecchio 26-October-2007
L'avatar di  Marta
AI magister
 
Data Registrazione: Jan 2006
Luogo: Viterbo
Messaggi: 262
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Ciao a tutti,
anche secondo me ha ragione Mdd, parlo da studentessa, l'ultimo scavo che ho fatto (e ormai sono parecchi anni che scavo sia come volontaria per la soprintendenza, che con scavi universitari) con la mia università, è stato abbastanza deludente (parlo a nome personale) infatti non ho fatto una pianta, nè una scheda US... [-X
Insomma ormai penso di sapermela cavare per quanto riguarda il riconoscimento stratigrafico, però ritengo che fare piante, sezioni, prospetti, schedature varie sia importante per la completa formazione, anche perchè più ne fai più acquisti sicurezza. Magari dico cose banali, che la maggiorparte delle persone che fanno parte di questo forum hanno acquisto da tempo, ma per gli studenti come me credo che siano importanti.
Grazie a tutti, scusate per il piccolo sfogo!
Marta
__________________
CIAUZ!!!

http://tusciainprotesta.wordpress.com/
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  #7 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
AI senatus
 
Data Registrazione: Apr 2007
Messaggi: 1,058
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Caro neufekar, anche io ti mando una dritta in pvt.
Il resto di questo post potrebbe forse essere trasferito in un'altra area di discussione ad es. professione archeologo (IVAN, pensaci tu!).
Non capisco del tutto il problema della divisione dei ruoli su uno scavo, tra chi scava, chi disegna, chi fotografa...
Parlo della mia esperienza personale, ovviamente: sugli scavi solitamente l'archeologo responsabile sono io. Dato il ruolo, mi occupo del coordinamento della forza lavoro (brutto da dire...), che di solito è composta da operai edili da seguire picconata per picconata, a volte anche di mezzi meccanici, della documentazione fotografica, del diario di scavo, delle schede US e della sistemazione del materiale rinvenuto. Chiaramente non mi è possibile eseguire la documentazione grafica in prima persona: in cantiere c'è uno o più disegnatori che lavorano in strettissimo contatto con me. Questa organizzazione mi sembra ottimale, fermo restando che si tratti di archeologi-disegnatori, che sono ben consapevoli della materia del rilievo archeologico (che è in buona misura interpretativo) e che puntualmente partecipano positivamente al generale procedere della ricerca. In questo caso è evidente che i ruoli di archeologo e di disegnatore, a parte le mansioni da contratto, sono molto vicini.
Altra cosa è avere a che fare con architetti-disegnatori; parlo sempre per esperienza personale, quindi niente di assoluto... Mi è capitato di dover puntualizzare con l'architetto che lui è tenuto a eseguire non un rilievo generico, ma un rilievo archeologico, e che nella fattispecie l'archeologo ero io, quindi andava disegnato ciò che io vedevo e interpretavo, altrimenti bastava una fotografia...
Tutto ciò per dire che: l'archeologia agli archeologi, che possono avere maggiori o minori esperienze tecniche ma che devono lavorare in un contesto interdisciplinare condiviso.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
L'avatar di  ivan
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Messaggi: 2,586
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Ho spezzato la discussione, spostando la parte che non riguardava la richiesta di consigli di ricerca lavoro

Ivan
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La tua Firma per la proposta di referendum per l'abrogazione del "lodo Alfano"
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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  #9 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Luogo: Bologna
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. . .
Non capisco del tutto il problema della divisione dei ruoli su uno scavo, tra chi scava, chi disegna, chi fotografa...
Beh, la mia opinione è questa: se un gruppo di Archeologi operano su un cantiere dividendosi il lavoro in maniera che ciascuno si occupi di una US alla volta e che di questa US uno solo si assuma la responsabilità per tutto (la identifica, la pulisce, la scheda, la fotografa, la disegna, la smonta, ne preleva i reperti etc. etc.) il lavoro funziona per il meglio (perché a posteriori la documentazione rispecchierà fedelmente ciò che si è capito e che si poteva capire, senza storture né dimenticanze né dubbi tardivi, poi anche perché il lavoro di tutti procederà in continuo senza eccessivi tempi morti, e infine perché ciascuno -per quella via- migliorerà progressivamente la capacità di intervenire nei vari aspetti dello scavo). In questo contesto ogni singolo scavatore sarebbe pienamente investito della possibilità-responsabilità di ragionare meglio su ciò che scavando ha visto nel mentre che producesse la documentazione, di mettere le proprie intuizioni alla prova dello sforzo di illustrarle e persino di confrontare la descrizione verbale della scheda con quella grafica del disegno (per una singola persona essere tenuto a disegnare una evidenza nel mentre che la sta smontando è una opportunità fantastica per spremere tutte le informazioni utili).

Se invece la fretta, l'impreparazione o la impossibilità (per esempio a causa della eccessiva precarizzazione contrattuale) di disporre di opertatori TUTTI in grado di effettuare qualsiasi operazione dello scavo, inducono a tollerare la presenza di operatori archeologici con un ruolo specializzato (uno che disegna sempre, uno che le foto le fa solo lui, alcuni che compilano le schede ma altri no, altri che non fanno altro che star dietro ai mezzi meccanici etc. etc.) si arriva immediatamente -nel giro letteralmente di pochi giorni di cantiere- a violare sistematicamente il principio scientifico, base nello scavo archeologico, della scomposizione delle presenze in singole evidenze unitarie ciascuna documentata singolarmente e -per esempio- comparirà ben presto la tendenza a rilevare più Unità Stratigrafiche diverse tutte insieme o persino sullo stesso foglio, a confondere la parte descrittiva e quella interpretativa della scheda, a produrre una documentazione che non corrisponde del tutto a ciò che lo scavatore aveva capito, fino all'abbruttimento di disincentivare lo scavatore dal porsi delle domande mentre scava.

In breve risulterà completamente cortocirciuitato il metodo dell'indagine di scavo stratigrafico come processo conoscitivo mediante scomposizione e ricomposizione delle Unità Stratigrafiche.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 2,097
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Non so se era questo il senso del dubbio proposto. Credo che l'argomento lo avessimo già sfiorato qualche altra volta.
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  #11 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
AI senatus
 
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Quote:
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...la presenza di operatori archeologici con un ruolo specializzato [...] si arriva immediatamente -nel giro letteralmente di pochi giorni di cantiere- a violare sistematicamente il principio scientifico, base nello scavo archeologico, della scomposizione delle presenze in singole evidenze unitarie ciascuna documentata singolarmente e -per esempio- comparirà ben presto la tendenza a rilevare più Unità Stratigrafiche diverse tutte insieme o persino sullo stesso foglio, a confondere la parte descrittiva e quella interpretativa della scheda, a produrre una documentazione che non corrisponde del tutto a ciò che lo scavatore aveva capito, fino all'abbruttimento di disincentivare lo scavatore dal porsi delle domande mentre scava.
Scusa Mdd, ma non capisco... L'archeologo che segue lo scavo – magari di quella particolare US – non può dire al disegnatore: "Guarda, disegnami questo parte qui; metti in evidenza questa cosa, io la interpreto così"? Ed ovviamente comportarsi allo stesso modo con il fotografo?

In questo modo il disegnatore o il fotografo seguono precise direttive (cioè non fanno di testa loro mettendo insieme più US, o simili), e non si arrogano scelte che non gli competono.
Allo stesso tempo possono fornire una elevata professionalità specifica che non necessariamente deve competere all'archeologo (che in questo modo si può concentrare meglio sullo scavo e sulla documentazione scritta, oltre a valutare la documentazione iconografica fornita dal disegnatore/fotografo).

Faccio un esempio personale. Io come professione faccio l'illustratore; non ho competenze specifiche nel campo del disegno archeologico ma sono certo che con un corso adeguato (lo stesso che seguono i futuri archeologi, immagino) posso essere in grado di disegnare meglio – con più chiarezza e precisione – di un ottimo archeologo che però non sappia tenere la matita in mano.
Certo, se l'archeologo sa anche disegnare (o ci capisce di fotografia) tanto meglio, ma non è detto che tutti ne abbiano la capacità.

Come grafico/illustratore, ho anche una discreta esperienza in campo fotografico e posso dire, vedendo le foto di alcuni scavi, che si capisce subito che sono state scattate da gente che non ha competenze tecniche e l'esperienza che invece sarebbe auspicabile. Ecco quindi che si vedono foto poco leggibili, con zone in ombra troppo scure o in cui i rilievi non sono sufficientemente messi in risalto.
Mi è capitato di vedere scattare fotografie in uno scavo della mia regione; forse non è sempre così, però mi sono stupite nel vedere come chi scattase, nonostante il sole a piombo, non usasse mai neanche un banalissimo pannello riflettente, cosa che farebbe invece qualsiasi fotografo, anche da matrimoni.
__________________

Marco Astracedi
www.pangeacom.it
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Vecchio 20-December-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Scusa Mdd, ma non capisco... L'archeologo che segue lo scavo – magari di quella particolare US – non può dire al disegnatore: "Guarda, disegnami questo parte qui; metti in evidenza questa cosa, io la interpreto così"? Ed ovviamente comportarsi allo stesso modo con il fotografo?
In teoria, solo in teoria. All'atto pratico no.

Perché l'Archeologo NON sa cosa va messo in evidenza, cosa va rappresentato etc. nel processo di rilevazione (fotografica anche, ma soprattutto grafica e a livello estremo per quanto riguarda la compilazione delle schede) fino al momento in cui non lo fa. Lui non capisce le cose a colpo d'occhio o a schiocco di dita, magari fosse così e invece no. Lui deve provare.

E' disegnando una buca che capisci che si tratta di una asportazione, è rilevando un mosaico che individui le zone di usura differenziata che magari ti permettono di riconoscere la posizione della porta d'ingresso di quel vano, è descrivendo la matrice di uno strato che capisci se "può funzionare" in una determinata fase cronologica. E' preparando le luci per fotografare una struttura che ti si accende la lampadina e capisci come hanno fatto a realizzarla (ricordo un caso eccezionale anni fa di una importantissima struttura romana mediorepubblicana che ero stato due giorni a pulire e fare schizzi per cercare di capire e che -dopo che ci avevo rinunciato- mi si illuminò nella mente attraverso lo specchietto della reflex mentre chiedevo ad un Collega di correggere leggermente i faretti). In altre parole il momento della documentazione (e di quella grafica in particolare, ma non solo) è un passaggio fondamentale del processo conoscitivo, che non può essere demandato a nessuno. Nemmeno ad un altro Archeologo. E' l'Archeologo che sta scavando quella singola US che deve compiere fino in fondo l'irripetibile experimentum crucis.

Il disegnatore semplicemente non deve esistere sullo scavo archeologico. E nemmeno l'Archeologo specializzato nel fare i disegni ai Colleghi. Se si ha la fortuna di avere un vero esperto sul cantiere, questo deve essere sfruttato per fare consulenza agli altri, non per non far fare a ciascuno il proprio lavoro.

Il Grafico, o comunque colui che ha competenze specifiche svilupperà tutta la propria bravura dopo, a scavo eseguito, quando i dati sono saldamente definiti e debbono essere rielaborati in una veste formale definitiva.
Allora lì sì che si può chiedere ". . . prova a rendermi questo disegno in maniera che si capisca che . . .", perché a quel punto l'oggetto disegnato è ormai definito nelle sue informazioni fondamentali.

Ultima Modifica di Mdd : 20-December-2007 22:14.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Mi è capitato di vedere scattare fotografie in uno scavo della mia regione; forse non è sempre così, però mi sono stupite nel vedere come chi scattase, nonostante il sole a piombo, non usasse mai neanche un banalissimo pannello riflettente, cosa che farebbe invece qualsiasi fotografo, anche da matrimoni.
I casi sono due: o andava bene così o il Collega stava sbagliando qualcosa.
Comunque il Collega stava probabilmente facendo del proprio meglio. E se era una persona capace stava capendo.

Invece l'esame a posteriori di una foto fatta da una persona diversa da chi sta scavando lì in quel momento (quindi con una inquadratura ed una illuminazione non pensate per quella specifica US e magari con una preparazione del set che non esclude eventuali evidenze fuori fase), nel 99% dei casi serve solo ad alimentare dopo delle interpretazioni bizzarre.

Ultima Modifica di Mdd : 20-December-2007 22:21.
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  #14 (permalink)  
Vecchio 21-December-2007
AI senatus