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| Professione archeologo Sezione dedicata a chi lavora in archeologia o desidera avviare una propria attività nel settore. Consigli, trucchi del mestiere e condivisione di esperienze. |
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23-February-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Feb 2008
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Cosa fa un archeologo da campo?
Dunque, una domanda a cui non so rispondere pienamente è questa, cosa fa esattamente un archeologo da campo oltre a scavare?
Mi spiego, io desidero diventare un'archeologo da campo, ed attualmente seguo il programma del voa alla sapienza ( sono al primo anno ), si studia assiduamente, ma in effetti nessuno mi ha spiegato cosa fa esattamente un archeologo del voa al di là di scavare, Cosa fa con ciò che trova ( lo da ai musei? alle università? che prassi usa? )? Si dedica alla divulgazione di materiale inedito? Per lavorare a chi ci si rivolge? Può insegnare in ambito accademico? se e si in che modo?
Ho scelto questa strada perchè la trovo non poco stimolante intellettualmente, ma mi trovo davanti ad un grande interrogativo ( importantissimo ) a cui non so rispondere.
Sono non poco confuso, vorrei schiarire le mie incertezze prima di continuare su questa strada, vi ringrazio in anticipo.
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23-February-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Un archeologo di campo, oltre ad usare il piccone, deve curare anche tutta la documentazione dello scavo (fotografie, rilievi, schede stratigrafiche ecc.). Generalmente si dedica anche all'interpretazione dei dati, anzi in fase di scavo le ipotesi che si fanno sono molto importanti e servono per la successiva pubblicazione. I reperti vanno consegnati alla Soprintendenza competente (questo se si scava per delle cooperative, se si è alle dirette dipendenze della Soprintendenza finiscono ai musei o nei magazzini, decide il Soprintendente come spartirli). C'è anche tutta la parte che riguarda la catalogazione dei reperti (vale a dire assegnazione del numero di inventario, scheda dell'archivio e via dicendo). Per insegnare in ambito accademico la strada è diversa, bisogna conseguire il dottorato (c'è un concorso da superare per potervi accedere), poi vincere il concorso per ricercatore ed infine attendere che venga istituita una nuova cattedra o se ne liberi qualcuna. Spesso ai ricercatori viene affidato un insegnamento in attesa di trovare il docente. Se si preferisce scavare, conviene però seguire la scuola di specializzazione, non il dottorato, improntato più alla ricerca. Per lavorare o ti rivolgi alla Soprintendenza (ma non è semplice avere uno stipendio, molti scavano gratis a volte) per fare il collaboratore, oppure alle cooperative (non che sia facile anche qui).
Spero di non averti scoraggiato, ma questa è la situazione attuale.
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23-February-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Meskalamdug
Dunque, una domanda a cui non so rispondere pienamente è questa, cosa fa esattamente un archeologo da campo oltre a scavare?
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Davvero una domanda esistenziale!!!
C'è molto da spiegare, io ci provo. Intanto la definizione di 'archeologo da campo' è molto generica (non credo nemmeno che abbia molto senso), non designa una specializzazione particolare e si dovrebbe riferire all'attività svolta in un un dato momento del lavoro di archeologo, senza escludere il resto dell'attività professionale.
L'archeologo, a meno che non sia 'strutturato' all'interno dell'università o della soprintendenza, lavora in proprio su contratto con gli enti suddetti, oppure alle dipendenze di imprese, cooperative, società di ricerca etc che abbiano vinto un appalto o avuto la concessione dalla soprintendenza; il lavoro può consistere nello scavo o in altro: lavorare sullo scavo significa anche curare la documentazione scientifica (giornale di scavo, schede US, foto, rilievi, schedatura di materiale etc.) che a conclusione dello scavo va consegnata alla soprintend. I reperti rinvenuti, in quanto patrimonio dello stato, vanno consegnati alla soprintendenza stessa, non c'è altra possibilità, giustamente. In altri casi il lavoro può consistere in attività di ricerca diverse, tipo catalogazione di oggetti di un magazzino in un museo, redazione di schede per pubblicazioni etc. Se sei un 'archeologo da campo' non sei escluso da queste mansioni.
All'insegnamento universitario si accede per concorso (a meno che un prof non ti sfrutti per fare lezioni e esami al posto suo, magari gratis, ma questo è un'altro discorso): una grossa parte del punteggio è dato dalle pubblicazioni, quindi significa che devi non solo aver scavato, ma soprattutto che devi aver studiato e pubblicato. E qui tu puoi essere specializzato in aerofotografia, iconografia, ceramologia, numismatica e quant'altro: dipende dai tuoi studi, non dal fatto di essere un 'archeologo da campo'.
Sicuramente quanto ti ho detto è incompleto (spero un minimo comprensibile comunque), quindi cerca di chiarirti le idee anche dialogando coi tuoi docenti.
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23-February-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Feb 2008
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grazie per le risposte  sono state molto chiare, di certo dovrò approfondire (anche parlando con i prof) ma mi avete chiarito i miei imminenti indubbi 
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27-February-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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L'archeologo che opera prevalentemente sul campo ha anche la possibilità di venire a contatto con molte, anzi moltissime, problematiche connesse all'archeologia 'reale' che nessuno ti insegna all'università, come ad esempio: 1-procedure amministrative nel campo dei beni culturali;
2-problemi relativi al diritto del lavoro e alla sicurezza sul lavoro;
3-soluzioni tecniche, costi, forniture di materiali specifici per la conservazione, il consolidamento, il restauro del materiale archeologico e monumentale;
4-possibilità di entrare in contatto (imparando tantissimo) con altri specialisti: numismatici, epigrafisti, geologi, antropologi, topografi etc etc. In più hai l'opportunità di osservare direttamente la realizzazione concreta dei vari interventi da parte delle varie professionalità (dal mastro muratore all'ingegnere)
5-contatto con eruditi locali e visitatori in generale che ti possono porre domande stimolanti e che ti possono far riflettere sull'etica sociale del lavoro di archeologo...
Insomma: sul campo non ci si annoia mai, di solito; poi, dopo lo scavo, è bene dedicarsi a tavolino al cosiddetto 'lavoro di concetto' che ti permette di trarre le conclusioni del lavoro di scavo e, di fatto, di contribuire alla conoscenza scientifica.
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27-February-2008
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Utente attivo
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Data Registrazione: Aug 2007
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Cosa fa l'archeologo da campo?? Lavora tanto per guadagnare poco!! "è una battuta".
Buona serata a tutti.
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27-February-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Battuta quanto vuoi, però veritiera...
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28-February-2008
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AI magister
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
Greco 78
Cosa fa l'archeologo da campo?? Lavora tanto per guadagnare poco!!
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...quando guadagna...
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