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Professione archeologo Sezione dedicata a chi lavora in archeologia o desidera avviare una propria attività nel settore. Consigli, trucchi del mestiere e condivisione di esperienze.


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Vecchio 11-March-2008
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
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Predefinito Contratto di lavoro. Inquadramento lavoro archeologia

A me basta sapere che non vi sia lavoro nero, e che le paghe, anche quelle dell'operaio meno specializzato, siano decenti( sono queste le informazioni che chiedo e verifico), gli orari di lavoro rispettati e gli straordinari pagati; poi come vuole regolarsi la ditta per tesserini e simili non è affar mio, se me lo danno me lo metto se no non vado a fare la petulante .

Quanto al non accettare certo , quello che non mi va proprio di accettare è lavorare per una cooperativa che paga un laureato (a volte anche specilizzato!)5 euro all'ora( che neanche se vai a raccogliere l'uva....:-( purtroppo conosco casi, forse sono casi limite-lo spero- ma esistono!!!!), nè sovrintendenze che avallano questo e costringono praticamente un libero archeologo a lavorare per una cooperativa, che va bene fin quando è un'associazione di archeologi ,non quando pretende di avere praticamente archeologi subordinati....mi pare un gran controsenso.

Cara Moneta, poichè la ditta che mi paga non mi ha richiesto partita iva, in effetti col mio commercialista abbiamo concordato per il pagamento a ritenuta d'acconto, che loro hanno accettato; la mia collega invece già aveva partita iva.

P.s. per la cronaca il committente è una grande azienda del Nord, (con le dovute diramazioni) onde evitare che mi si venga a dire che al Sud non si rispetta la legge ecc ecc.

Forse sarà il caso di spezzare la discussione e ,se ci interessa ,continuarla in altro topic, ormai non ha più molto a che vedere con le scarpe antinfortunio :wink:
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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Vecchio 11-March-2008
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Cara Moneta, poichè la ditta che mi paga non mi ha richiesto partita iva, in effetti col mio commercialista abbiamo concordato per il pagamento a ritenuta d'acconto, che loro hanno accettato; la mia collega invece già aveva partita iva.
quindi praticamente la tua sarebbe una prestazione occasionale?!?
Da non credere, non ti hanno nemmeno fatto un contratto a progetto... mah...
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Vecchio 11-March-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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. . . Sto fornendo un servizio di assistenza come libero professionista, spero che il tuo discorso valga lo stesso.
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. . . poichè la ditta che mi paga non mi ha richiesto partita iva, in effetti col mio commercialista abbiamo concordato per il pagamento a ritenuta d'acconto, che loro hanno accettato; . . .
Attenzione, in questi termini NON SI TRATTA DI LIBERA PROFESSIONE, si tratta bensì di banale lavoro subordinato o al più parasubordinato, tra l'altro anche con qualche dubbio che questo rapporto di lavoro non sia molto regolare (quanto meno potrebbe trattarsi di elusione dei versamenti assicurativi e previdenziali oltre che di un accordo di lavoro sfacciatamente antisindacale).

Per tornare al topic in una situazione del genere (un contratto che prevede una retribuzione a semplice ritenuta d'acconto) il rapporto professionale secondo me manca del tutto (perché anzi si tratta di una forma di retribuzione che per definizione è collegata alla occasionalità e alla non professionalità dal punto di vista fiscale e contributivo) e pertanto l'onere della sicurezza, dalle scarpe in su, E' TOTALMENTE IN CAPO AL DATORE DI LAVORO e nemmeno solo (che in fondo non è la cosa più importante) dal punto di vista economico, quanto soprattutto dal punto di vista della individuazione dei rischi e della scelta del livello di protezione da adottare.

Non è una questione formale, anzi è proprio il nocciolo del problema: capire chi ha la responsabilità di prendere le decisioni in materia di sicurezza e di adozione dei Dispositivi di Protezione Individuale.
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Vecchio 14-March-2008
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
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Che casino ragazzi! In verità io ho firmato un contratto identico a quello della mia collega che ha partita iva. Quindi avrei voluto aprirla per essere in regola, però il committente mi ha detto che per loro era lo stesso e che dovevo parlare col commercialista il quale naturalmente mi ha sconsigliato di aprire partita iva per un contratto di pochi mesi....e che ha ritenuto legale, a partire dal contratto firmato stipularmi una ricevuta a ritenuta d'acconto per il pagamento..... che poi sia a progetto o no, ivan, non lo so proprio. In effetti il contratto a progetto è quello che io stessa avevo chiesto al committente, però come dicevo il mio e quello della mia collega sono praticamente uguali.... forse sarà il caso che ripassi dal commercialista.....

Quindi Mdd forse è una collaborazione, che prevede però che io sia libera da obblighi verso il comittente ecc come da articolo che ho riportato prima.
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Vecchio 14-March-2008
AI magister
 
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In verità io ho firmato un contratto identico a quello della mia collega che ha partita iva.
Non è che hai firmato per accettazione una lettera di incarico? In questo caso non credo ci siano differenze di forma se si ha o meno partita iva.

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... il committente mi ha detto che per loro era lo stesso e che dovevo parlare col commercialista il quale naturalmente mi ha sconsigliato di aprire partita iva per un contratto di pochi mesi....e che ha ritenuto legale, a partire dal contratto firmato stipularmi una ricevuta a ritenuta d'acconto per il pagamento..... che poi sia a progetto o no, ivan, non lo so proprio. In effetti il contratto a progetto è quello che io stessa avevo chiesto al committente, però come dicevo il mio e quello della mia collega sono praticamente uguali....
Credo che il contratto a progetto preveda la busta paga e non una ricevuta. La collaborazione occasionale (DLG 276/2003) è un rapporto di lavoro autonomo che ha come caratteristica quella di svolgersi per brevi periodi di tempo (non più di 30 giorni nell'arco dell'anno e un compenso non superiore ai 5000 euro per uno stesso committente).
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Francesca
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Vecchio 14-March-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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Aggiungo che se un Committente ti fa un contratto come se tu fossi una P.IVA e poi ti dice che fa lo stesso se tu non ce l'hai, tanto può pagarti anche a ritenuta d'acconto, in questo modo i contributi INPS vanno a farsi benedire :-s .
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  #7 (permalink)  
Vecchio 14-March-2008
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Perché non prendi il coraggio a due mani e magari approfittando delle semplificazioni contabili introdotte da questo Governo uscente non ti decidi ad aprirla per davvero una P.IVA ?
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Vecchio 14-March-2008
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Nel caso decidessi di aprire partita IVA, ma ti conviene valutare attentamente la situazione con il tuo commercialista, ti sconsiglio vivamente di adottare il regime forfettario dei minini introdotto con l'ultima finanziaria, molto meglio il vecchio forfettino che mantiene le detrazioni e deduzioni di imposta (che si perdono, a parte i contributi obbligatori INPS - oneri deducibili - con il nuovo regime).
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Vecchio 14-March-2008
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Credo che il contratto a progetto preveda la busta paga e non una ricevuta. La collaborazione occasionale (DLG 276/2003) è un rapporto di lavoro autonomo che ha come caratteristica quella di svolgersi per brevi periodi di tempo (non più di 30 giorni nell'arco dell'anno e un compenso non superiore ai 5000 euro per uno stesso committente).
Hai perfettamente ragione, se ti pagano in ritenuta d'acconto non è assolutamente un contratto subordinato o parasubordinato... io presumo che ti facciano una semplice prestazione occasionale.

Attenzione però che se superi i 5000 euro annui sei poi costretta ad iscriverti alla gestione separata INPS.

Se hai delle prospettive Milena, o magari credi di poter associare al lavoro di archeologa sul campo, anche altre attività (che so, divulgazione, freelance, etc...) valuta la partita IVA.

Nella tua zona magari sono attivi incentivi di area o finanziamenti agevolati o a fondo perduto.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 14-March-2008
AI magister
 
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ivan Visualizza Messaggio
ti sconsiglio vivamente di adottare il regime forfettario dei minini introdotto con l'ultima finanziaria, molto meglio il vecchio forfettino che mantiene le detrazioni e deduzioni di imposta (che si perdono, a parte i contributi obbligatori INPS - oneri deducibili - con il nuovo regime).
Assolutamente d'accordo. Col forfettino si può anche chiedere l'assistenza di un tutor dell'Agenzia delle Entrate (risparmiando il costo del commercialista).


Per la questione del contributo alla gestione separata INPS qualcuno mi può chiarire le idee? Non riesco a capire se bisogna versare solo la percentuale sul reddito (che supera il 24% vero?) o c'è comunque una quota minima da versare indipendentemente dal fatturato, e se bisogna versare i contributi già dal primo anno di attività o a partire dalla prima dichiarazione dei redditi, che si fa a giugno dell'anno successivo.
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Francesca
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  #11 (permalink)  
Vecchio 16-March-2008
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AI gens
 
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Grazie a tutti per i consigli, si sarà notato che mi muovo piuttosto male in certi ambiti. Anch'io avrei preferito aprire subito partita iva, però mi è stato sconsigliato, anche perchè con questo tipo di lavoro che c'è e non c'è preferirei rendermi prima bene conto della situazione, se riesco cioè a mantenerla sta partita iva o se non va poi a finire che devo fare apri e chiudi. Sicuramente dovrò riperendere la questione col commercialista e farmi spiegare tutto per bene.
In verità nel contratto non è che si parlasse esplicitamente di partita iva, ma si indicava la somma concordata per il compenso più iva. Allora questo famoso commercialista ha considerato la somma al netto, sostituendo al pagamento dell'iva quello della ritenuta d'acconto, se non ho capito male.
Se poi si tratti di un vero e proprio contratto o solo una lettere d'incarico non saprei ,anche questo è da vedere....

Ivan ,ti dispiacerebbe spiegarmi cos'è il "regime forfettario dei minimi" e cosa il "forfettino", oltre alla questione inps sollevata da archeochicca ?
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  #12 (permalink)  
Vecchio 16-March-2008
AI senatus
 
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archeochicca Visualizza Messaggio
Per la questione del contributo alla gestione separata INPS qualcuno mi può chiarire le idee?
La questione non è facilissima (o almeno non lo è per me); qualche tempo fa avevo chiesto informazioni direttamente allo sportello inps e poi anche al nomero verde. Dato che a me, nonostante avessi aperto la gestione separata, non sono mai stati versati i contributi (solo una volta l'università me li ha versati quando non avevo la gestione separata, ma vi sono poi confluiti) per i contratti con ritenuta d'acconto irpef (sempre del 20%), volevo rassicurarmi di essere in una posizione di regolarità. Mi è stato ribadito che i contributi vanno versati unicamente dal datore di lavoro e che il lavoratore non ha nessun obbligo. Io non sono del tutto certa di tutto questo, quindi è bene farsi spiegare tutto per bene da un commercialista o meglio da un consulente del lavoro. Comunque la dichiarazione dei redditi (modello unico) va fatta, anche se i redditi sono bassi: in questo caso ti viene restituito l'importo della ritenuta d'acconto irpef (non subito, dopo qualche anno).
Per quanto riguarda la partita iva, tutti mi hanno sempre detto che non conviene aprirla se non si può contare su guadagni annui di almeno 20.000 euro, se no ci si rimette...
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  #13 (permalink)  
Vecchio 16-March-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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. . . Per quanto riguarda la partita iva, tutti mi hanno sempre detto che non conviene aprirla se non si può contare su guadagni annui di almeno 20.000 euro, se no ci si rimette...
Secondo me va già bene con molto meno (anche se forse bisognerebbe cominciare a distinguere fra "guadagni" intesi come fatturato al lordo dell'IVA e dei contributi e dell'IRPEF, al netto della sola IVA o al netto di IVA e contributi ma al lordo dell'IRPEF etc. etc.), in ogni caso se la tua prospettiva è così modesta da ragionare in termini di restituzione dell'imposta IRPEF trattenuta in acconto temo che il tutto sia attualmente fuori dalla tua portata :-( .

Tieni d'altra parte anche conto che fintanto che non hai una posizione strutturata tua (sostanzialmente finché non esisti come soggetto commerciale) è ben difficile che tu possa apparire come "credibile" e che tu possa ambire a raccogliere più che qualche briciola di lavoro ogni tanto.

L'apertura di una posizione IVA secondo me è il minimo per tentare di decollare (una volta che tu abbia trovati un minimo di contatti giusti ed imbroccato il momento e la situazione favorevole).
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