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| Professione archeologo Sezione dedicata a chi lavora in archeologia o desidera avviare una propria attività nel settore. Consigli, trucchi del mestiere e condivisione di esperienze. |
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18-April-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Pianificazione territoriale e archeologi
Ciao a tutti. Mi piacerebbe sapere se in Italia esistono casi in cui archeologi abbiano collaborato alla stesura di progetti per la pianificazione territoriale (piani regolatori, piani di gestione etc).
Per fare un esempio: recentemente ho partecipato ad alcuni incontri pubblici in cui si trattava dei S.I.C. (siti di interesse comunitario), aree istituite dallo stato per adeguarsi a direttive europee sulla tutela degli habitat. Queste aree, ormai perimetrate, devono essere provviste entro il prossimo giugno (se non sbaglio) di un piano di gestione, requisito necessario per poter poi accedere a finanziamenti europei.
La redazione di questi piani di gestione è di solito affidato a studi associati o a professionisti come ingegneri ambientali, naturalisti, architetti, biologi, geologi etc. Quasi sempre vengono considerate, tra le tante altre, voci come 'evidenze architettoniche ed archeologiche', 'testimonianze storiche' o simili, ma per quel che so io è poi l'architetto ad occuparsi di tutto, col risultato che gli argomenti archeologici restano un po' vaghi.
Voi siete a conoscenza di episodi in cui uno studio di professionisti associati abbia sentito la necessità di contattare un archeologo per questo tipo di progetti?
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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18-April-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Un architetto che si abbassa a consultare un archeologo? Ma come? Non sai che gli architetti sanno tutto?? :twisted:
Scherzi a parte: so di concorsi per progetti di riqualificazione (ad es. area dell'arco di Traiano a Benevento, cattedrale del Rione Terra a Pozzuoli...) in cui gli studi di architettura sono stati OBBLIGATI a inserire nel team un archeologo qualificato. Quale sia alla fine stato il ruolo di questi colleghi non lo so. E nemmeno so se davvero hanno potuto limitare le fantasie progettuali di chi piuttosto che onestamente preservare ed, eventualmente, valorizzare in modo sensato preferisce "lasciare un segno".
Si capisce che ho il dente avvelenato nei confronti di parecchi architetti? :razz:
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18-April-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Hai ragione sugli architetti... Per fortuna qualche eccezione, seppure rara, ci può essere.
Comunque confermi la mia impressione: i burocrati e gli altri professionisti considerano la nostra disciplina al massimo come un bell'accessorio e non come parte integrante del complesso di professionalità legate al territorio.
A me piacerebbe moltissimo lavorare con altri professionisti, in un contesto realmente multidisciplinare in cui poter dare un contributo utile per la pianificazione territoriale: già a partire dallo spoglio bibliografico e dalle ricerche d'archivio un archeologo potrebbe dare un apporto non indifferente: secondo me conoscere bene l'uso passato del territorio aiuta molto a gestirne e a programmarne l'uso attuale e futuro.
Mi dispiace dirlo, ma invece accade che le 'fonti' per il tematismo archeologico usate da architetti e ingegneri siano spesso (oltre a strumenti cartografici e database non sempre aggiornati) articoli di giornale, opuscoli dell'azienda di promozione turistica o opere divulgative e quasi mai monografie o contributi scientifici in senso stretto...
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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18-April-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Feb 2007
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Ho visto che il comune di Oristano ha indetto un bando per selezionare varie figure professionali (ingegnere, architetto, agronomo, geologo, e anche archeologo) per l'adattamento del Piano Urbanistico Comunale.
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Francesca
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19-April-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Quote:
archeochicca
il comune di Oristano ha indetto un bando per selezionare varie figure professionali (....anche archeologo) per l'adattamento del Piano Urbanistico Comunale.
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Be', dopo il decreto sull'archeologia preventiva, direi che non potevano fare a meno di archeologi.
Il problema è un altro: l'archeologo a cosa serve? Di solito solo a segnalare l'eventuale presenza di resti antichi, non a progettare le forme della loro conservazione e valorizzazione.
Esempio: a Milano vogliono costruire la linea 5 della metropolitana. Quei geni dei progettisti la vogliono far passare immediatamente fuori dalla linea della cinta muraria romana meridionale, in un'area che molteplici sondaggi e scavi degli ultimi due secoli hanno confermato essere di interesse archeologico per la presenza di sepolture, edifici residenziali e artigianali, etc. etc. dall'epoca romana (forse preromana) a quella post-medievale. Gli archeologi hanno solo potuto dire: prima dobbiamo fare delle indagini. E con l'Expo che incombe lascio immaginare con quanta serenità di animo si potrà operare.... e decidere cosa e come conservare.
Ma facciamo un po' di autocritica: forse se l'archeologo è solo l'ultima ruota del carro dipende anche da noi. Raramente nella nostra formazione sono presenti elementi di museologia (intesa come progettazione dell'allestimento di mostre, musei e siti) e di progettazione territoriale. Questo settore viene interamente demandato a chi non ha le competenze per capire COSA musealizza/valorizza/pianifica, mentre dovrebbe avere quelle per decidere COME operare. E' indubbio che si devono fare delle scelte nella propria formazione, ma è anche indubbio che sia necessario aprire finestre verso altre specializzazioni invece che chiudersi solo nel proprio orticello.
Bisognerebbe, poi, essere in grado di far capire anche alle altre professioni cosa siamo capaci di fare e questo fin dagli anni della loro formazione. Un architetto che esce dall'università credendo di essere l'unico in grado di fare progetti non sentirà mai l'esigenza di confrontarsi con un archeologo.
Vi racconto una mia esperienza. Anni fa ho fatto un corso sulla musealizzazione dell'architettura antica. Uno dei docenti, architetto specialista di museologia e museografia, ci ha chiesto di progettare un allestimento museale. E' rimasto basito dalla qualità dei disegni che gli sono stati proposti da noi archeologi. A sentire lui c'era da credere che non fossimo in grado di tenere in mano una matita.... 
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19-April-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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In Emilia-Romagna l'Archeologia è da vent'anni compresa fra i tematismi del Piano Paesistico Territoriale e da un paio di anni rientra a pieno titolo anche nei Piani Territoriali Provinciali.
Dopo le prime pionieristiche esperienze di alcuni Comuni come per esempio Modena e Faenza (ma non solo), oggi cominciamo pienamente a rientrare anche nelle formulazioni e nelle zonizzazioni dei Piani Strutturali Comunali (ex Piani Regolatori).
Si tratta peraltro di lavori rientranti pienamente nella attività istituzionale della Soprintendenza e di norma non vengono affidati ad esterni, che io sappia.
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19-April-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Sempre detto che in Emilia Romagna, per certe cose, siete avanti...
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20-April-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Ma esistono veramente i piani urbanistici in Italia? Intendo dire realmente portati a termine?
Me lo chiedo in quanto, andando in giro per l'Italia, e' difficile credere che esista una pianificazione del territorio, e questo e' anche il giudizio dei visitatori stranieri.
Le bellezze dell'Italia sono (erano) il paesaggio e le opere costruite dai nostri antenati, fino al massimo i primi del 900, che per fortuna sono state in gran parte conservate. Ma, come per una diabolica legge del contrappasso, sembra che l'Italia moderna sappia solo produrre le piu' brutte costruzioni d'Europa, e gli scempi del paesaggio sono praticamente la norma.
Non mi sembra che in Italia si facciano lavorare gli architetti (quelli qualificati) visto che e' proprio l'architettura moderna ad essere assente in Italia, a parte poche eccezioni.
Riguardo ai musei, la lamentela piu' frequente dei visitatori stranieri e' la scarsa attenzione rivolta alla didattica nei musei italiani, giudizio con il quale sono pienamente d'accordo.
Mario
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20-April-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Mario_A
Ma esistono veramente i piani urbanistici in Italia? Intendo dire realmente portati a termine?
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Credo che tu abbia centrato il problema, Mario_A: anche dove i piani urbanistici sono fatti e fatti bene, poi si è sempre in tempo a fare varianti e deroghe, quindi tutto il lavoro fatto a monte viene buttato via... In questo caso viene vanificato non solo il lavoro dell'archeologo (nel raro caso ci sia stato) ma anche quello del geologo, dell'urbanista, dell'ingegnere, dell'agronomo etc: vincono il palazzinaro e lo speculatore aiutati da amministratori pubblici compiacenti e interessati. E si vanifica anche la possibilità futura di gestire il territorio secondo logiche virtuose sul medio-lungo termine (turismo culturale, vocazione territoriale, sviluppo sostenibile e tutte le altre belle parole di moda ultimamente)
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20-April-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Casco dalle nuvole: qui da noi il Territorio è profondamente pianificato, attraverso passaggi che comportano non solo scelte politiche ma anche forme estese di confronto con Cittadini, Istituzioni Governative, Associazioni Locali, Organizzazioni Imprenditoriali etc. e tutto questo in maniera palese, non tirando la giacchetta all'amministratrore di turno.
Magari ci si mette due o tre anni (o persino di più) fare un piano strutturale, ma alla fine -buono o cattivo che sia- esso è realmente espressione di una volontà diffusa e largamente condivisa.
E l'inserimento della tutela archeologica fra le priorità della gestione del territorio da noi, come dicevo, qui è una realtà perché bene o male abbiamo fra gli Elettori un apprezzamento per ciò che gli Archeologi fanno.
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20-April-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Purtroppo (a volte per fortuna) l'Italia non è tutta uguale :-#...
Garibaldi si starà rivoltando nella tomba :?
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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21-April-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Concordo con Dizzi. Quello che io osservo in Lombardia è una bulimica erosione del territorio a favore di speculazioni edilizie di diversa natura. Con Piani Regolatori, o come altro si chiamano adesso, che cambiano a ogni cambio di giunta (e con varianti annuali o mensili che ne modificano profondamente il senso).
In più la logica profonda che muove gli amministratori locali è quella di "fare cassa": più costruzioni = più oneri di urbanizzazione e, poi, maggiori entrate come ICI.... In tutto questo la tutela archeologica, paesaggistica etc. non vi dico dove va a finire.
Dimenticavo: queste speculazioni non si fermano nemmeno di fronte a vincoli paesaggistici nazionali o regionali. C'è sempre la possibilità di fare delle belle deroghe ad hoc...
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21-April-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Vi segnalo un esempio di cortocircuito tra enti pubblici dovuto al rinvenimento 'inaspettato' di evidenze archeologiche durante cantieri per opere pubbliche, verificatosi ultimamente in veneto, regione in cui in moltissimi altri casi la pubblica amministrazione è nel complesso piuttosto efficiente:
patrimonio sos: in difesa dei beni culturali e ambientali
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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21-April-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quello che mi sembra inquietante è l'idea di sottrarre competenze alla Soprintendenza (organo ministeriale) a vantaggio della regione. Le prerogative scientifiche, di ricerca e di tutela sarebbero biecamente trasferite ad altri organi amministrativi (non tecnici) che a quanto pare ritengono che esistono ritrovamenti importanti e ritrovamenti insignificanti...
Io non ho parole (e anche se le avessi non le userei :-#)
Comunque anche qui io intuisco che c'è poca comunicazione e coordinamento tra i vari enti pubblici coinvolti, quindi poi scoppiano polemiche furibonde, aggravate dal clima pre- e post- elettorale.
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21-April-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Per il pochissimo che ne so direi che questo è l'ennesimo episodio di una guerra fredda fra il comune di Verona e la Soprintendenza, guerra che di solito ha come oggetto l'utilizzo per concerti e opere liriche dell'Arena.
Quanto poi alla sorpresa di fronte al rinvenimento di reperti archeologici ......:-#:-#:-#:-#:-#:-#:-# altrimenti rischio di dire cose da denuncia.
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