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Professione archeologo Sezione dedicata a chi lavora in archeologia o desidera avviare una propria attività nel settore. Consigli, trucchi del mestiere e condivisione di esperienze.

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Vecchio 21-August-2008
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Predefinito Per una degna professione: la lingua antica fa l'archeologo?

cari ragazzi,
è ormai da tanto che seguo i vostri dibattiti sul Forum e sinceramente di supporti on-line di questo tipo, così informali e a completa disposizione di studenti e studiosi, ne conosco veramente pochi (anche in ambito locale). Quindi è doveroso un ringraziamento ai gestori di questo sito-web!!
Chi vi scrive è uno studente di archeologia (Università del Salento (LE)) al terzo anno di studi e distante un esame e una tesi (in diritto dei beni culturali: prob. tratterò la questione scottante della legge 109/2005 o meglio l'amata e odiata legge "sull'archeologia preventiva") dal primo traguardo post-riforma della laurea triennale.
Mi rivolgo a voi della comunità per porre al centro del dibattito due questioni:
1) La prima attiene alla formazione di base dell'archeologo; si sa che la conoscenza delle lingue antiche (greco e latino) è imprenscindibile nel campo generale dello "studio dell'antico" e per cui non è giusto fermarsi a discutere sulla necessità o meno di questo tipo di requisiti professionali. Ma io ho un piccolo/grande (direi esistenziale) problema: la mia maturità è scientifica; per questo mi ritrovo ad avere una buona conoscenza del latino e ovviamente una lacuna lunga 5 anni di liceo classico di greco antico. Problema vecchio, ma che l'innato e predestinato amore per l'archeologia non mi ha permesso di valutare a monte. Di studenti che non si pongono questo tipo di problema ne conosco tanti; mi viene fatto il solito discorso, a mio parere, ingenuo della interdisciplinarietà, della specializzazione al max grado...bene, l'archeologia è interdisciplinare ma puntare a conoscere solo lo specifico (delle serie "io sono specializzato in aggettivi possessivi") non è giusto e oltretutto compromettente!! Non credete ragazzi?!
Secondo voi è possibile avere una formazione ad alti livelli nel campo archeologico con questa lacuna di partenza?
Secondo voi è possibile recuperare (magari anche attraverso studi intensivi e paralleli di greco antico)?
Esistono delle scuole??
Personalmente, ho interessi per l'ambito metodologico-tecnico-giuridico.... ma non riesco comunque a vedere un archeologo degno del nome, con una propria linea di ricerca, con una propria autonomia (che non sia l'ennesimo manovale da laboratorio!!) senza che questi conosca bene la grammatica greca!!
Non so voi cosa ne pensate...

2) La seconda riguarda una tematica che ho (credo come molti altri) a cuore e sulla quale vorrei investire nel mio futuro: la legislazione dei beni culturali e tutto ciò che riguarda quindi la loro tutela e valorizzazione. L'ambito è molto complesso e oltretutto non sempre al centro delle discussioni tra studenti che tendono a trascurare, un pò, questo aspetto, a mio parere, fondamentale. Quello che, con molta umiltà e speranza, vi chiedo è di avere indicazioni (da chi ovviamente è ormai veterano della formazione universitaria) su eventuali Università Italiane che offrono, nel panorama della propria Offerta Formativa, Corsi di Laurea specialistica che abbiano la suddetta tematica a fondamento o che tendano a privilegiarla o che almeno si caratterizzino per questo tipo di impronta; in sostanza, qual'è il miglior percorso formativo da seguire per poter aspirare ad operare in tali contesti? Ciò non escludendo la possibilità di passare anche per altre Facoltà (ad es. Giurisprudenza)...che mi consentano ad esempio di accedere al travagliato "universo" delle soprintendenze (o magari solo di aspirare considerando, appunto, le carenze strutturali del nostro Ministero).
.
Spero di non avervi compromesso la giornata!!
Scusate se sono risultato, magari, petulante...ma è del vostro aiuto che ho bisogno!!!
Buon lavoro e buon studio a tutti, ragazzi.
Una richiesta di aiuto anche ai moderatori per questo mio primo, forse troppo lungo, esordio sul Forum
__________________
;) messapo

Ultima Modifica di checcopilgrim : 21-August-2008 19:56.
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Vecchio 21-August-2008
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 2,097
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Secondo me è impossibile recuperare veramente e fino in fondo gli studi liceali di Greco Antico.
E' una questione di intensità di studio, è una questione di contesto di apprendimento, ma è anche una questione di età (a vent'anni non si ha già più il "magico" tipo di approccio di un quattordicenne).

Tuttavia è senz'altro possibile integrare la propria preparazione in maniera decorosa, arrivando con serietà a completare il proprio curriculum universitario senza particolari lacune.

Questo secondo me significa che si può (con impegno) arrivare a diventare un ottimo Archeologo o un ottimo Storico dell'Arte: certo ben difficilmente si diventerà dei luminari in campo greco-ellenistico e secondo me ci si deve togliere dalla testa sin da subito di poter mai diventare dei Papirologi.

Per contro si porterà probabilmente con sè un patrimonio di competenza e di predisposizione per campi tecnico-scientifici e -giust'appunto, perché sono convintissimo che ce ne sarà sempre più bisogno nei prossimi anni- soprattutto in quello giuridico (particolarmente nei campi del diritto comparato ed in quello scientifico-forense).

Comunque in vista grande fatica da fare e per molto tempo non grandi soddisfazioni (problema di tutti peraltro).
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  #3 (permalink)  
Vecchio 21-August-2008
L'avatar di  leda
AI senatus
 
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Guarda, io ho alle spalle 5 anni di greco + un esame di grammatica greca superato con 28 dato nel 2001 e il greco già non lo ricordo più molto bene. Come ha detto Mdd, ovviamente non potrai fare il papirologo, ma certamente nulla toglie che potrai diventare un bravo archeologo. Per me comunque lo studio del greco è fattibile, specie se c'è buona volontà e avendo già affrontato lo studio del latino (sempre che tu lo abbia fatto bene al liceo), che aiuta un pochino. Dipende anche da quanto tempo ti ci dedichi: in greco, c'è una buona fetta di cose che vanno per forza memorizzate (penso alla marea di verbi irregolari, la maggior parte dei quali se non li conosci a memoria risulta complicato andare a considerare tutti i casi di contrazione e/o assimilazione e via dicendo). La parte veramente difficile del greco, almeno per me, è stata proprio quella della morfologia, mentre a livello di sintassi ho trovato più complicato il latino (opinione personale ovviamente). Più tempo dedicherai allo studio, meglio sarà, anche perché il greco si dimentica molto più facilmente del latino (sempre mia opinione personale). Considera comunque che il greco per molto tempo non fu più insegnato nell'Europa occidentale e, quando i primi umanisti cominciarono a ristudiarlo, neanche loro erano più dei giovincelli. Se ce l'hanno fatta loro, non vedo perché tu non dovresti riuscire. Dipende appunto dal termpo che ti ci dedicherai.
__________________
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Vecchio 22-August-2008
L'avatar di  Elli
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2) La seconda riguarda una tematica che ho (credo come molti altri) a cuore e sulla quale vorrei investire nel mio futuro: la legislazione dei beni culturali e tutto ciò che riguarda quindi la loro tutela e valorizzazione. L'ambito è molto complesso e oltretutto non sempre al centro delle discussioni tra studenti che tendono a trascurare, un pò, questo aspetto, a mio parere, fondamentale. Quello che, con molta umiltà e speranza, vi chiedo è di avere indicazioni (da chi ovviamente è ormai veterano della formazione universitaria) su eventuali Università Italiane che offrono, nel panorama della propria Offerta Formativa, Corsi di Laurea specialistica che abbiano la suddetta tematica a fondamento o che tendano a privilegiarla o che almeno si caratterizzino per questo tipo di impronta; in sostanza, qual'è il miglior percorso formativo da seguire per poter aspirare ad operare in tali contesti? Ciò non escludendo la possibilità di passare anche per altre Facoltà (ad es. Giurisprudenza)...che mi consentano ad esempio di accedere al travagliato "universo" delle soprintendenze (o magari solo di aspirare considerando, appunto, le carenze strutturali del nostro Ministero).

posso volerti bene? così, a pelle. per quello che hai detto, eh (anche sul greco!)
anche io vorrei riuscire a approfondire l'aspetto di tutela che mi piace molto molto di più di altri più prettamente 'archeologici' (in primis lo scavo......) ma in effetti il percorso di studi tipico non prevede qualcosa di più approfondito di un paio di esamini di legislazione. ci sono forse alcune università che gli dedicano invece più spazio, ma ora non mi vengono in mente quali (Viterbo? boh, devo ricontrollare).
Ma...perchè non chiedere direttamente al docente di legislazione? chi meglio di lui?
__________________
"Io amo l'umanità. E' la gente che detesto" (Linus)

Ultima Modifica di Elli : 22-August-2008 01:08.
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Vecchio 22-August-2008
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Oct 2006
Messaggi: 7
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Ciao ragazzi, vi ringrazio per le vostre cordiali e sincere risposte!!
In particolare un grazie ad Mdd per la sua schietta e obiettiva opinione sulla questione del greco antico e nello stesso tempo per il comune barlume di speranza che entrambi (inisieme anche alla cara Elli), spero, sembriamo nutrire per un possibile futuro avvicinamento dell'archeologia agli aspetti giuridico (anche politico)-tecnici attinenti la tutela dei contesti che poi si portano alla luce!!!
é un aspetto troppo sottovalutato e se l'archeologia oggi non è considerata una priorità è perchè molta dottrina tende a non vedere nelle battaglie politico-istituzionali un mezzo per dare un futuro al nostro patrimonio storico artistico e alle migliaia di giovani che amano la disciplina.!!! Molti dei miei amici-studenti snobbano le tematiche giuridiche e le racchiudono nel recinto della cosiddetta "politica"...come se l'archeologo non debba far valere le ragioni della legge...come se archeologo voglia dire solo scavo-biblioteca biblioteca-scavo!!! Come se l'archeologo non debba essere una figura pubblica!!! Credo che se l'archeologo (meglio il professore) conoscesse maggiormente la realtà che lo circonda (il mondo reale e non quello che traspare dai racconti dei Grand Tour del 700/800), la realtà quotidiana della gente, le loro esigenze...avrebbe sicuramente più titoli per ambire ad ad essere protagonista!! Ragazzi!!! Dobbiamo dire grazie all'ANA, alla CIA se per poche settimane una piccola parte delle pagine dei giornali è stata dedicata alla nostra condizione sociale (come categoria ma anche come uomini) e lavorativa!! Ho paura che la ricerca accademica snobbi la battaglia politica e, se mi permettete, non abbia care le sorti degli allievi che la stessa forma!! Avete mai visto un grande archeologo italiano prorompere sui giornali e, perchè no, in Tv per affermare le ragioni della disciplina?? Chiedetevi perchè è solo nella nostra categoria che non si forma una coscienza comune...chiedetevi perchè architetti, ingegneri, geologi, avvocati sono organizzati come gruppi di pressione in grado di sbattere i pugni sui tavoli di Roma e gli archeologi NO!! Mi fa paura il silenzio dei nostri professori.
Scusate veramente per lo sfogo!! Ho scritto di getto seguendo il flusso di coscienza!

Che dire per il greco....grazie anche a te Leda per il forte incoraggiamento !!

Vi chiedo ancora se siete a conoscenza di scuole di greco antico (anche nel contesto europeo)...

o ancora sono ben accette opinioni e consigli sulle possibilità (personali ma anche di chiunque altro) di recuperare una tale lacuna..

conoscete casi particolari di grandi archeologi non provenienti dal liceo classico?? Non direi vero?? Smile ovviamente!!

Elli, se riuscissi ad avere informazioni su Corsi che contemplino maggiormente il diritto dei beni culturali....basta un click

Che ne pensate??
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;) messapo
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Vecchio 22-August-2008
AI magister
 
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conoscete casi particolari di grandi archeologi non provenienti dal liceo classico??
Fra i nomi grossi in Italia direi di no per il semplice fatto che il percorso universitario fino a non molti anni fa prevedeva Lettere Classiche.... e difficilmente si faceva archeologia con Lettere Moderne. Poi è difficile che parlino delle loro superiori....

Se ti può consolare, ne conosco di archeologi che sono analfabeti di ritorno per quanto riguarda il greco (compresa la sottoscritta) causa assenza di esercizio. Ogni volta è una sofferenza riuscire a tradurre anche solo una frasetta inserita da veri e propri sadici nei propri articoli senza darne la traduzione!!!
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Vecchio 23-August-2008
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
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Non per tutte le sottobranche archeologiche serve il greco: per la preistoria non, per il medioevo neppure, per l'archeologia oreintale non ne parliamo. Dunque secondo me no, la lingua antica non fa l'archeologo, essa fa, a ragione, il filologo.

Per quanto riguarda le questioni da te sollevate ho sentito dire che proprio a lecce (e non so in quali altre città) esiste la laurea in Economia e Gestione dei Beni culturali e ambientali , afferente alla facoltà di economia e che senz'altro prevede maggiori approfondimenti sulle questioni legali ,politiche ed economiche. le Funzioni attuali di Sovrintendenti e Funzionari credo siano un pò troppo ampie e genereche e vanno dall'amministrazione alla ricerca sul campo ,alla pubblicazione e alla divulgazione........ forse una divisione delle Funzioni, dalmeno di una amministrativa-divulgativada da una afferente la riceca e lo scavo andrebbe attuata; perchè i ritardi e le mancanze degli uffici locali dipendono secondo me sia dalla mancanza di personale ,sia dalla troppo generica e molteplice asseganzione delle Funzioni, cosicchè, per ricollegarsi ad una altro discosrso che si fa in questi giorni ,se la Sovrintendenza riesce ad essere avvertita( tramite enti locali imprese e privati) dell'esistenza di grandi e piccoli lavori di sterro, effettua il controllo,e interagisce in varia misura con la gestione e pianificazione ambientale, altrimenti è molto difficile che sia essa stessa e di sua iniziativa a muoversi.
__________________
Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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Vecchio 24-August-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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Mi sembra riduttivo: lo studio del Greco Antico, fatto con severità e con intensità sin dalla prima adolescenza, NON ha una valenza principalmente strumentale: non è mai (da un paio di secoli, almeno) stato questo lo scopo del nostro Liceo Classico. Fargli studiare il Greco a un quattordicenne futuro Medico, Avvocato o dottore in Lettere non significa regalargli il privilegio fighetto di leggere Omero sulla pagina sinistra del "testo a fronte" , anziché sulla destra come le persone meno acculturate, e soprattutto NON è riconducibile ad una utilità puramente strumentale nella formazione del futuro Archeologo.

Si tratta di insegnare una passione per l'indagine e plasmare la personalità verso un rigore nell'applicazione delle regole di procedura, delle attestazioni pregresse e di verifica critica della fonte anche nelle situazioni più incasinate e apparentemente non univoche (il risultato dell'esercizio di matematica è meno opinabile della traduzione della versione di greco, eppure non è che sia lecito tradurre come pare). Instillare quel sentimento incrollabile che è la fiammella nell'animo dell'Umanista: che in fondo alle tenebre la verità (o la Verità, se preferite, o la comprensione del pensiero dell'autore, se preferite, o chissà magari anche dell'Autore) c'è, e con fatica ed impegno si può raggiungere, anche attraverso percorsi personali.

E questo, se mi permettete, è moooolto aderente alla figura dell'Archeologo, anche di quello che si occupa di culture mesoamericane.

Non me la sento di escludere che possano teoricamente esistere altri percorsi ugualmente efficienti per instillare queste qualità, ma onestmente nella scuola italiana fuori dal Classico non li vedo.
Non escludo in definitiva che da altri Licei possano -con fatica- emergere in campo archeologico (specie -ma non solo- in ambiti meno generalisti e di più forte specializzazione tecnico-scientifica dell'Archeologia) figure di talento, ma queste possibilità le vedo comunque in termini di eccezioni.

Ultima Modifica di Mdd : 24-August-2008 11:07.
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Vecchio 24-August-2008
L'avatar di  Lefkandi
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Concordo sul fatto che il liceo classico consegni allo studente delle qualità, che tu chiami rigore nell'applicazione delle regole (per me lo studio del greco e del latino al liceo era un pò al contrario: la ricerca della regola a partire dal testo, ma non importa). Queste qualità sono importantisstime nella formazione dell'adolescente e credo che chiunque dovrebbe poterne disporre. Non è solo un desiderio fighetto, perchè effettivamente c'è qualcosa di diverso in chi ha fatto il classico, volente o nolente, fatto bene o fatto male.

Però onestamente credo che, per quanto riguarda lla figura dell'archeologo, non avere fatto il classico dia più un deficit "strumentale" (come l'ha definito mdd) che non metodologico. Insomma, chi non fa il classico imposterà i suoi studi universitari, molto probabilmente, in modo diverso. E questo vale per tutte le facoltà, soprattutto quelle umanistiche, ma anche per le altre: fare medicina, architettura, scienze naturali per chi viene dal classico sarà più semplice di chi da ragioneria deciderà di fare lettere antiche.

Non avere studiato il greco sarà per un archeologo un problema prima di tutto in sè e per sè - anche perchè se è vero che certi settori non si avvalgono di questa lingua - sono stati fatti i nomi di preistoria e medievale, ecc. - è pure vero che nessun archeologo ha scavato o studiato solo ed esclusivamente nella sua vita una cosa, e se lavori per es. in una regione come la mia, la Sicilia, credo che prima o poi sia molto probabile che tu ti imbatta in qualcosa che abbia a che fare con il mondo greco!

Greco e latino sono fondamentali, e per tutti. Le loro lingue e le loro culture sono degli strumenti assurdi per aprirsi la mente. Chi non ne dispone avrà delle difficoltà in molti campi lavorativi, soprattutto quelli scientifici in senso lato. Per un archeologo he non ha fatto il classico, il problema più diffcile, ripeto, è saperli leggere e tradurre.

Conosco qualche collega universitario che, con qualche sforzo, è riuscito a colmare delle lacune. La mia ex conquilina veniva da un istituto tecnico e ha dovuto fare da zero greco e latino. Ha seguito dei corsi universitari e con tanta buona volontà ogni giorno faceva gli esercizi di grammatica. Ora sa leggere anche in metrica, riconosce tutte le parti della frase e ha imparato anche alcuni vocaboli. Ok, non è tanto, non farà l'epigrafista, ma se consideriamo che, cosa abominevole, per due anni nel mio corso avevano tolto il greco obbligatorio, questo vuol dire che ora ci sono laureati a piede libero in Sicilia che non sanno riconoscere un'alpha da un'omega!

Perciò, a tutti i non liceo classico, bon courage!
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Vecchio 24-August-2008
L'avatar di  Van
Van Van Non in Linea
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Per esperienza posso dire che avendo frequentato l'Istituto d'arte e non avendo mai studiato un bel niente di greco e latino una volta arrivata all'università, dopo le prime difficoltà legate al metodo di studio (i primi due esami mi sono costati una fatica enorme), ho acquisito subito una buona metodologia e in molti esami sono riuscita a fare molto meglio di alcune mie colleghe provenienti da liceo classico. Tante volte iniziare da zero porta a risultati migliori che riprendere cose già studiate, forse ci si adagia un pò sul fatto di ricordare e non si studia abbastanza. Logicamente mi porterò sempre dietro le lacune in latino e greco, perchè ciò che è stato studiato in un anno non può eguagliare il programma di cinque anni di liceo classico, ma appunto come si diceva, in alcuni campi dell'archeologia non credo sia necessario essere dei bravi latinisti o saper tradurre il greco. Di certo non potrò mai buttarmi mai nell'epigrafia, ma non me ne dispiace perchè i miei interessi sono altri che non hanno niente a che fare con le lingue antiche.
A volte bisogna conoscere anche i propri limiti e fare ciò che meglio ci riesce!
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Vecchio 24-August-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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Attenzione, non ne faccio una questione di arrivare al titolo di studio universitario da un punto di vista formale, nè -come dicevo prima- di un aspetto puramente strumentale di apprendimento del Greco antico.
Temo che di metodo (parlo di metodo di indagine scientifica, non di autoreferenziale metodo d studio scolastico) le università attuali ne insegnino comunque praticamente niente. Forse mi sbaglio, forse qualche eccezione c'è, ma eccezioni nel caso. A mia esperienza, quel poco che il giovane neolaureato si porta con sè viene alla lontana da un Liceo fatto in un ambiente più o meno favorevole ed in un tipo di istituzione scolastica più o meno adatta.
In questo senso la differenziazione "formativa" nella mia percezione personale oggi è forse persino più pesante che in passato.
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Vecchio 24-August-2008
L'avatar di  p.virgulto
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Purtroppo non solo la formazione universitaria è allo sbando,non perchè i programmi degli insegnamenti siano scialacquati anzi, ma per il solito giro di raccomandazioni,scandali sessuali etc...ma anche la scuola secondaria ,compreso il Liceo Classico.Io ho conseguito la Maturità Classica nel 1992/1993 e ti posso dire che da allora le cose sono peggiorate.Purtroppo è tutto il sistema che fa acqua...Io ho avuto la fortuna di avere insegnanti preparati e motivati,che ti facevano appasionare alla materia trattata (per lo meno quasi tutti),la maggior parte sono però andati in pensione... E poi ci sono le famiglie.Una mia cara amica che insegna alle Medie e che ha, da quest'anno, cambiato Istituto si è sentita dare della rivoluzionaria da alcune madri perchè interrogava gli alunni oralmente invece che con i soliti quiz.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 24-August-2008
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Temo che di metodo (parlo di metodo di indagine scientifica, non di autoreferenziale metodo d studio scolastico) le università attuali ne insegnino comunque praticamente niente. Forse mi sbaglio, forse qualche eccezione c'è, ma eccezioni nel caso. A mia esperienza, quel poco che il giovane neolaureato si porta con sè viene alla lontana da un Liceo fatto in un ambiente più o meno favorevole ed in un tipo di istituzione scolastica più o meno adatta.
D'accordo, ma andando al di là del rigore di indagine scientifica di cui parli, io ho visto gente proveniente dal classico totalmente incapace di approcciare determinati ambiti di studio diciamo "artistici"!
Per questo ho detto che ogniuno dovrebbe dedicarsi al settore per il quale è più portato; un esempio stupido: in uno scavo a cui ho partecipato mi sono ritrovata a dover disegnare decine e decine di reperti ceramici perchè in laboratorio non c'era nessuno capace di tenere in mano una matita oltre me! Il bello dell'archeologia è che c'è posto per tutti, anche per chi (purtroppo?) non ha rigore nell'applicare le regole, logicamente rimanendo nei limiti
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