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| Professione insegnante Luogo di discussione riservato a insegnanti e professori (in ambito scolastico e universitario), su tematiche relative all'insegnamento di discipline umanistiche ed in specialmodo, archeologia, arte e storia antica |
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08-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Lola
. . . Hai ragione Mdd, "l'educazione è il pane dell'anima"...basta guardarsi in giro e ci si rende conto dello povertà culturale che ci circonda!
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Sono contento che tu le condivida, ma non sono parole mie ... è una frase di Mazzini (nell'edizione definitiva dei "Doveri dell'Uomo", ma forse già prima in qualche altro scritto minore, bisognerebbe controllare), scritta circa centocinquant'anni fa in condizioni politico-culturali incredibilmente somiglianti alle attuali.
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08-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
Mdd
Sono contento che tu le condivida, ma non sono parole mie ... è una frase di Mazzini (nell'edizione definitiva dei "Doveri dell'Uomo", ma forse già prima in qualche altro scritto minore, bisognerebbe controllare), scritta circa centocinquant'anni fa in condizioni politico-culturali incredibilmente somiglianti alle attuali.
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...beh, allora tocca stare attenti a non rifare gli stessi errori od orrori che sono stati perpetrati nei decenni successivi... e come si fa? studiando la storia ed evitando che ci siano i famigerati corsi e ricorsi storici!
;-)
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carpe diem... perchè panta rei!
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09-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
Mdd
Sono contento che tu le condivida, ma non sono parole mie ... è una frase di Mazzini (nell'edizione definitiva dei "Doveri dell'Uomo", ma forse già prima in qualche altro scritto minore, bisognerebbe controllare), scritta circa centocinquant'anni fa in condizioni politico-culturali incredibilmente somiglianti alle attuali.
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Proprio in merito ai Doveri, Mazzini ha anche scritto "L'educazione insegna qual sia il Bene sociale. L' istruzione assicura all' individuo la libera scelta dei mezzi per ottenere un progresso successivo nel concetto del bene".
Se i ragazzi non sono nelle condizioni di conoscere quanto è successo, quanto hanno scritto sommi poeti, come potranno essere buoni cittadini?!...
La verità è che ai signori politici non interessa quale grado di cultura abbia il popolo italiano e cosa riesce a esportare culturalmente (dai...ormai scrive libri chiunque...dai calciatori alle veline...c'è un mare magnum di autobiografie...e vendono pure!!!!!!)...l'importante è essere i primi nel mondo con il maggior numero di macchine blu :-#
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09-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
Lola
La verità è che ai signori politici non interessa quale grado di cultura abbia il popolo italiano e cosa riesce a esportare culturalmente (dai...ormai scrive libri chiunque...dai calciatori alle veline...c'è un mare magnum di autobiografie...e vendono pure!!!!!!)...l'importante è essere i primi nel mondo con il maggior numero di macchine blu :-#
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sai com'è più si è ignoranti più la classe politica ti può manipolare, farti fare quello che vuole, farti credere quello che vuole... e penso che questa sia la cosa peggiore di tutte!
una scuola che accantona la storia come se fosse un niente in confronto all'informatica e a sto cavolo di inglese, beh creerà cittadini espertissimi e multilingue ma decisamente creduloni!
buona domenica! 
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carpe diem... perchè panta rei!
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09-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
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Sono un'insegnante di lettere delle scuole medie e vivo continuamente il problema dell'insegnamento della storia.
La Riforma Moratti è stata ai miei occhi disastrosa: l'anno scorso ho avuto una prima. Il programma mi costringeva ad iniziare dalla caduta dell'Impero Romano. Ho voluto appurare le conoscenze pregresse (i cosiddetti prerequisiti) dei miei alunni prima di partire in quarta. Ho scoperto così che non sapevano collocare cronologicamente nè Cesare nè Augusto, non avevano idea di cosa volesse dire avanti o dopo Cristo, non avevano le idee chiare neanche su Atene e Sparta.... Mi sono rimboccata le maniche ed ho iniziato il MIO programma dalla preistoria, procedendo per quadri di civiltà, usando schemi, diapositive, lucidi, video, tutto quello che potevo per chiarire loro le idee. E' stato un lavoro durissimo...per me e per loro.
Mi chiedo: quanto è giusto costringere bambini delle scuole elementari ad assorbire nozioni che per fisiologia non sono in grado di comprendere? E quanto è giusto costringere noi docenti a sviluppare un programma che è impossibile portare avanti senza i necessari e tanto decantati prerequisiti? La storia antica è fondamentale, non si può metterla da parte o trattarla con superficialità. Inoltre, la storia non può essere affrontata senza i documenti, le testimonianze, le fotografie.... Mi rendo conto che la mole degli argomenti è enorme, allora perchè non procedere come si procede ormai nell'insegnamento della letteratura greca, latina ed italiana? La prospettiva diacronica non si può eliminare, quindi la soluzione non può che essere quella per quadri di civiltà, lasciando al docente la scelta della modalità e degli strumenti.
Un docente che conosce perfettamente le sue materie è in grado di sintetizzarle e sottolinearne gli aspetti più importanti, al di là di ciò che possa stabilire chi prepara una Riforma.
Lasciamo alle elementari l'obiettivo di fornire conoscenze generali e generiche, puntando invece al raggiungimento di un orientamento spazio-temporale, alle medie una maggiore specificazione delle conoscenze ed un utilizzo maggiore degli strumenti, alle superiore l'acquisizione di abilità critiche.
Un saluto,
Maria Pia
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09-September-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Feb 2007
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Cara Maria Pia,
per fortuna che ci sono professori come te che hanno grande passione per il prorpio lavoro e che si preoccupano davvero della formazione e dell'istruzione dei propri alunni.
Un saluto
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Francesca
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09-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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E' una situazione profondamente ingiusta.
Eppure non mi pare che ci siano queste gran proteste.
Per Cerebia: non c'è una "classe politica" che manipola il pensiero della gente. I Politici complessivamente costituiscono una rappresentazione piuttosto fedele dello stato della nostra Società, con tutti gli egoismi, le mediocrità, le inadeguatezze e qualche "tecnico" furbetto che infila fra i provvedimenti pratici ciò che gli pare a lui (o ai suoi santi in paradiso) propinandolo ai Politici come scelta inevitabile.
L'esperienza che ho io è che il vero problema non è solo la gigantesca incapacità dei Politici, quanto la cattiva coscienza dei "tecnici" annidati nelle segrete stanze degli apparati ministeriali.
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09-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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A me piacerebbe poter credere ad una classe politica che scientemente persegue l'obiettivo di abbassare la qualità dell'istruzione a vantaggio della manipolabilità e dello sfruttamento. Purtroppo, seppur su alcuni politici ci metterei quasi la mano sul fuoco, non sono sicuro che esista. Purtroppo perchè, paradossalmente, preferirei persone che coscientemente scelgono una strada, seppur deplorevole, piuttosto che persone che navigano a vista e non sanno bene dove vanno (il che ci può anche stare) nè dove intendono o vorrebbero andare (il che a mio avviso ci sta di meno...), e che quella strada finiscono per seguirla comunque, anche inconsapevolmente (e a mio avviso non è meno grave, anzi...). Nel primo caso potrebbe oppure no trattarsi di incompetenti, nel secondo caso quasi sicuramente si tratta di incompetenti.
Intanto qua due insegnanti su due sono costrette a prendersi la briga di rimediare in qualche modo a pecche e lacune che, evidentemente, non sono cadute dal cielo...
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10-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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[quote=Mdd;14936]Per Cerebia: non c'è una "classe politica" che manipola il pensiero della gente. I Politici complessivamente costituiscono una rappresentazione piuttosto fedele dello stato della nostra Società, con tutti gli egoismi, le mediocrità, le inadeguatezze e qualche "tecnico" furbetto che infila fra i provvedimenti pratici ciò che gli pare a lui (o ai suoi santi in paradiso) propinandolo ai Politici come scelta inevitabile.
[quote]
Quote:
Karl
A me piacerebbe poter credere ad una classe politica che scientemente persegue l'obiettivo di abbassare la qualità dell'istruzione a vantaggio della manipolabilità e dello sfruttamento. Purtroppo, seppur su alcuni politici ci metterei quasi la mano sul fuoco, non sono sicuro che esista. Purtroppo perchè, paradossalmente, preferirei persone che coscientemente scelgono una strada, seppur deplorevole, piuttosto che persone che navigano a vista e non sanno bene dove vanno (il che ci può anche stare) nè dove intendono o vorrebbero andare (il che a mio avviso ci sta di meno...), e che quella strada finiscono per seguirla comunque, anche inconsapevolmente (e a mio avviso non è meno grave, anzi...). Nel primo caso potrebbe oppure no trattarsi di incompetenti, nel secondo caso quasi sicuramente si tratta di incompetenti.
Intanto qua due insegnanti su due sono costrette a prendersi la briga di rimediare in qualche modo a pecche e lacune che, evidentemente, non sono cadute dal cielo...
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Non dico che ci sia una classe politica che scientemente abbassa il livello culturale dell'istruzione, sto solo dicendo che sembra che ogni cosa che venga fatta porti, involontariamente, ad un calo di istruzione... sembra che tutto sia più annacquato, nonostante insegnati seri (come le nostre Anna Mu e Atena1979) cerchino di fare del tutto per renderlo più denso e concreto!
;-)
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carpe diem... perchè panta rei!
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10-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Cerebia
Non dico che ci sia una classe politica che scientemente abbassa il livello culturale dell'istruzione, sto solo dicendo che sembra che ogni cosa che venga fatta porti, involontariamente, ad un calo di istruzione... sembra che tutto sia più annacquato, nonostante insegnati seri . . .
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Ma infatti sono io a dire che esiste una volontà precisa di abbassare il livello culturale della nostra scuola pubblica.
Solo, aggiungo, secondo me non c'è dietro un vero disegno da parte di Partiti o di gruppi politici, quanto una efficiente opera demolitiva di "tecnici" ministeriali sensibili alle tirate di giacchetta ora di questo, ora di quel notabile.
La strategià continua è in soldoni di "abbassare l'asticella" per accontentare un po' tutti.
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10-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Hai pienamente ragione Mdd: la volontà è quella di accontentare tutti, in nome di una certa democrazia dello studio (se così vogliamo dire). Un architetto venuto a fare lezione al nostro master, parlando della attuale riforma, sosteneva che, grazie ad essa, quasi tutti possono fare l'università, proprio perché il livello si è abbassato e ormai la triennale corrisponde ad una scuola superiore. La cosa, dal suo punto di vista, andava lodata, perché così quantomeno la maggior parte delle persone avrebbe potuto laurearsi, mentre chi voleva un'istruzione migliore poteva sempre prendere la specialistica e poi fare un master (o scuola di specializzazione). Io gli ho fatto notare che non tutti possono permettersi di studiare per 7 od 8 anni, perché non tutti hanno una famiglia che li possa supportare per tanti anni all'università (anche se si lavora, pensare di mantenersi con il magro stipendio che danno ad un giovane è utopia). Quindi, mentre prima dopo la laurea si aveva comunque un titolo qualificante, ora non è più così (neanche con la specialistica, lasciatemelo dire), e ciò andrà a discapito di quelle persone che hanno voglia di impegnarsi seriamente per favorire i nullafacenti (quando andavo all'università, già ai miei tempi, c'era chi pascolava invece di studiare). Ma la cosa più grave, che ho evitato di dire all'architetto perché da certi discorsi avevo intuito le sue tendenze politiche e volevo evitare lo scontro, è che a me il suo discorso sapeva in un certo senso di "razzismo", seppure al rovescio: vale a dire che, se si abbassa il livello per consentire a tutti di laurearsi, significa partire dal presupposto che ci siano persone che non ce la fanno per mancanza di capacità intellettive (diciamo così), mentre a mio avviso si tratta piuttosto di indirizzare gli studenti a scegliere la facoltà in base alle loro attitudini (mentre c'è chi segue le orme paterne solo per avere la strada spianata e chi sceglie un indirizzo in base alle prospettive lavorative, pur non essendoci portato). Se ci si applica con costanza e serietà, tutti possono arrivare alla laurea anche con il vecchio ordinamento, magari non con gli stessi risultati (ci sarà sempre chi è più bravo o dotato e questo stimolerà gli altri ad impegnarsi di più), ma certamente con una preparazione migliore dell'attuale.
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10-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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Sorry Mdd, avevo capito che dicessi il contrario! 
Ma se quasto abbassamento porsegue, mi chiedo che classe dirigente si potrà avere tra 30-40 anni... o anche più avanti!
:-k
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carpe diem... perchè panta rei!
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10-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
leda
Hai pienamente ragione Mdd: la volontà è quella di accontentare tutti, in nome di una certa democrazia dello studio (se così vogliamo dire). Un architetto venuto a fare lezione al nostro master, parlando della attuale riforma, sosteneva che, grazie ad essa, quasi tutti possono fare l'università, proprio perché il livello si è abbassato e ormai la triennale corrisponde ad una scuola superiore. La cosa, dal suo punto di vista, andava lodata, perché così quantomeno la maggior parte delle persone avrebbe potuto laurearsi, mentre chi voleva un'istruzione migliore poteva sempre prendere la specialistica e poi fare un master (o scuola di specializzazione). Io gli ho fatto notare che non tutti possono permettersi di studiare per 7 od 8 anni, perché non tutti hanno una famiglia che li possa supportare per tanti anni all'università (anche se si lavora, pensare di mantenersi con il magro stipendio che danno ad un giovane è utopia). Quindi, mentre prima dopo la laurea si aveva comunque un titolo qualificante, ora non è più così (neanche con la specialistica, lasciatemelo dire), e ciò andrà a discapito di quelle persone che hanno voglia di impegnarsi seriamente per favorire i nullafacenti (quando andavo all'università, già ai miei tempi, c'era chi pascolava invece di studiare). Ma la cosa più grave, che ho evitato di dire all'architetto perché da certi discorsi avevo intuito le sue tendenze politiche e volevo evitare lo scontro, è che a me il suo discorso sapeva in un certo senso di "razzismo", seppure al rovescio: vale a dire che, se si abbassa il livello per consentire a tutti di laurearsi, significa partire dal presupposto che ci siano persone che non ce la fanno per mancanza di capacità intellettive (diciamo così), mentre a mio avviso si tratta piuttosto di indirizzare gli studenti a scegliere la facoltà in base alle loro attitudini (mentre c'è chi segue le orme paterne solo per avere la strada spianata e chi sceglie un indirizzo in base alle prospettive lavorative, pur non essendoci portato). Se ci si applica con costanza e serietà, tutti possono arrivare alla laurea anche con il vecchio ordinamento, magari non con gli stessi risultati (ci sarà sempre chi è più bravo o dotato e questo stimolerà gli altri ad impegnarsi di più), ma certamente con una preparazione migliore dell'attuale.
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Ci siamo sovrapposte Leda!
concordo pienamente con quanto hai detto... abbassare lo standard delle università perchè tutti vi possano accedere è solo una cavolata, perchè vi si potrà anche accedere più facilmente, ma ti faranno il salasso per pagarle... mia sorella studia fisica a Firenze e la prima rata delle tasse è di 900€ e rotti! dopo aver pagato l'università che ti da una preparazione così così, ti devi pagare anche i master, per avere una cultura milgiore... E ovviamente a lui, l'architetto di cui hai parlato, come a molti di quelli che insegnano nei master, gli si rimpinguano le tasche! E' un circolo vizioso!
non esiste più il detto "Gli esami non finiscono mai", ma ora esiste "Non si finisce mai di pagare!"
mah, sono veramente allibita! 
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carpe diem... perchè panta rei!
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10-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Sì, anch'io ho sentito discorsi simili a quello dell'architetto Leda, anche se in modo meno esplicito. E sono certamente d'accordo. Che la "democrazia" si realizzi verso il basso onestamente... non vedo che democrazia sarebbe, dato che non fa che spostare più in là la meta, verso lidi raggiungibili prevalentemente da chi ha di più, e dando l'illusione che il raggiungimento delle altre beh... cavolo è un passo avanti, prima mica... (Esempio banale, oramai nel senso comune è passato il fatto che la laurea triennale sia la laurea, gli altri due anni un extra. Facendo diventare la laurea triennale equivalente alle lauree del passato. E non parlo di titoli, che mi interessano relativamente, quanto di percorso...).
Per il resto son d'accordo sia con Mdd che con Cerebia. Tuttavia aggiungerei che, nonostante come abbia scritto non creda a un vero e proprio progetto pensato e portato avanti a priori, ciò non toglie che quel comportamento dei "tecnici" a me pare di vederlo anche in taluni politici. La cosa che mi fa più paura però (era a questo che mi riferivo nel post precedente) è che più che una scelta attiva la vedo una "scelta" subita, passiva, in linea coi luoghi comuni che corrono, atta a seguire la corrente più che a governarla, "guidarla" o cambiarne il corso, se lo si ritiene giusto e necessario. E ancor di più mi preoccupa il fatto che invece nelle loro teste (almeno stando alle dichiarazioni), costoro si vedono nella maniera esattamente opposta. Si illudono (?) e sono convinti (?) di prenderle attivamente le decisioni, e di farlo "per il bene di tutti" (che è poi la stessa cosa di "accontentare un po' tutti" come scrive Mdd. Solo che per come ragiono io tutti e un po' come dire nessuno, almeno nel senso in cui è inteso attualmente...).
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