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| Professione insegnante Luogo di discussione riservato a insegnanti e professori (in ambito scolastico e universitario), su tematiche relative all'insegnamento di discipline umanistiche ed in specialmodo, archeologia, arte e storia antica |
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06-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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riforma: ci risiamo
ragazzi ci risiamo!
dopo milioni di euro spesi per la riforma Moratti, ma senza averne concretamente verificato gli esiti sul piano delle competenze degli alunni, sono state varate le Nuove Indicazioni per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo d'istruzione. Emanate il 4 settembre, entrano in vigore subito, cioè - in Lombardia - da lunedì. Vi lascio immaginare il nervoso che stiamo covando noi insegnanti, che nell'imminenza delle lezioni non sappiamo cosa dobbiamo cambiare nei contenuti, nell'organizzazione e nel metodo di insegnamento.
L'insegnamento della storia subisce l'ennesimo ribaltone; ciò implicherà il rifacimento di tutti - dicesi TUTTI - i libri di testo. Non so che fine abbia fatto la storia antica, ma approfondirò la cosa (di necessità: come autrice di libro e come responsabile della formazione e aggiornamento del mio istituto). Se vi interessa aggiorno anche voi.
Ma sapeste che nervi!!
Anna Mu furens
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07-September-2007
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Certo Anna, sarebbe interessante capire che cosa è cambiato, anche perché i media non hanno approfondito molto la questione, liquidandola con la solita velina di 1-2 minuti.
Che cosa dice il documento in sintesi?
Ivan
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La tua Firma per la proposta di referendum per l'abrogazione del "lodo Alfano"
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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07-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Mi pare giusto. Già cominciavo a sentire la mancanza di riforme 
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07-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Con l'occasione è stato anche praticato un abile "gioco delle tre carte" per far letteralmente sparire dall'insegnamento di Storia l'intero XIX secolo.
Una vera e propria operazione di revisionismo per far dimenticare passaggi storici come il Risorgimento, Marx, la Questione Ebraica, ma soprattutto la Breccia di Porta Pia e lo Stato Laico :-( .
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07-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
Mdd
Con l'occasione è stato anche praticato un abile "gioco delle tre carte" per far letteralmente sparire dall'insegnamento di Storia l'intero XIX secolo.
Una vera e propria operazione di revisionismo per far dimenticare passaggi storici come il Risorgimento, Marx, la Questione Ebraica, ma soprattutto la Breccia di Porta Pia e lo Stato Laico :-( .
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Esattamente!
Mi chiedo a che cosa serva questo studio ossessionante della storia contemporanea se non si conosce cosa è accaduto prima, perchè il '900 è figlio legittimo dell'800... roba da matti! beh, almeno non studiando lo Stato Laico si possono fare molti santi/beati... vedi Pio IX!
Tornando alla storia antica, mi sono trovata a dover riassumere velocemente il Primo Triumvirato ad una bambina di prima media, perchè la sua prof (per stupidità o per impossibilità di fare altro visto che il programma di prima arrivava fino al Medio Evo) lo aveva saltato a piè pari, facendo conoscere Giulio Cesare alle Idi! che cosa avesse fatto prima o perchè lo avessero ucciso era un mistero.. mah! :-k
E poi, degli imperatori quale aspetto era mggiormente studiato??? ...le persecuzioni dei cristiani!! concludo, dicendo che avendo fatto così male la storia di Roma, saltando da un imperatore all'altro senza connessione cronologica, la bambina pensava che Romolo Augustolo fosse il figlio di Ottaviano Augusto! 
per fortuna si dice che historia magistra vitae est... ma se non la si fa per bene, è solo un gran casino!
staremo a vedere cosa ne esce fuori! :?:
ciao ciao :wink:
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carpe diem... perchè panta rei!
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07-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Io mi chiedo anche... mi chiedo tutto! Sarà anche colpa della mia formazione, ma io vengo da storia antica, la mia tesi è in archeologia, ho un interesse smodato per la storia contemporanea (avendo passione politica mi è inevitabile, e poi gli interessi del mio prof. mi erano particolarmente congeniali), e ho ritenuto fondamentali per il mio percorso formativo e conoscitivo le varie sociologie, antropologie, ecc. Onestamente mi chiedo come diavolo si possa "spezzare" la storia, e che senso abbia. Per me qualsiasi persona debba avere a che fare con il passato, qualsiasi punto del passato, dovrebbe necessariamente conoscere tutto il percorso storico, dalla preistoria all'attuale riforma scolastica. E a qualsiasi persona abbia a che fare con l'uomo e la sua storia, secondo me un'"infarinatura" di sociologia e antropologia male non farebbe, soprattutto per cercare di capire certi meccanismi e certi comportamenti (e per esempio per uno storico e meglio ancora per un archeologo, cercare di "ricostruirli" nel passato).
In egual misura un cittadino, il quale evidentemente si forma nelle scuole, non può non conoscere tutto l'arco storico. Lo schiacciamento sulla storia contemporanea sottolineato da Cerebia è in atto a mio avviso da molto. E' un po' figlio dello spirito dei tempi, della cultura usa e getta, modaiola (e le stesse tendenze storiografiche ne hanno ahimè risentito). Il punto è che per quel che ne so, non sono moltissimi gli insegnanti seriamente e rigorosamente preparati sulla storia contemporanea. Del resto ancora quando andavo alle superiori io, se si arrivava alla seconda guerra mondiale era già un miracolo. La storia repubblicana era praticamente di fatto tabù. Non mi stupisco che oggi quindi si possano dire e fare, senza sollevare quasi alcuna protesta nella maggior parte degli italiani (e alcuni pure li hanno vissuti quegli anni), certe idiozie tipo che la "sinistra" ha governato per 50 anni, la riabilitazione totale di certe personalità politiche niente affatto limpide (queste sì sulla cresta dell'onda e al potere da 50 anni e più), una visione a dir poco "maccartista" della guerra fredda in Italia, il luogo comune secondo cui terrorismo in Italia=Brigate Rosse (lungi da me la difesa delle BR, ancor più nel "secondo periodo". Tuttavia gioverebbe ricordare, per correttezza storica, che tra il 1969 e il 1975 in Italia si verificano 4384 atti di violenza di matrice politica. L'83% di questi è rivendicato dal terrorismo neofascista, che porta a termine anche 63 omicidi politici sui 92 accaduti in questi anni. Ciò non stempera affatto il giudizio sulle BR, ristabilisce solo un minimo di verità - sì, uso la parola), e infiniti altri esempi.
In ogni caso a me pare che oggi, per quanto riguarda la storia contemporanea e nonostante lo schiacciamento su di essa (anzi, forse proprio grazie ad esso), le cose non vadano molto meglio. Il tabù resta (con la differenza che prima era almeno in parte di fatto, adesso è in buona parte voluto) ma ora è mascherato dal pluralismo delle "opinioni" (e dove siamo? Al bar dello sport a discutere di come ha giocato la squadra del cuore?). Pluralismo entro il quale ognuno ha la sua di opinione, e ognuna è "rispettabile" e vale tanto quanto le altre. Questa non è storia, è supermercato della storia (come disse mi pare Angelo d'Orsi, persona che stimo tantissimo), chiacchiericcio, gossip, la storia ridotta a dibattito televisivo, massmediatico, politico, la storia come regno della par condicio. Se è questa la storia che si intende "insegnare" beh...
Scusate la pontificazione e la polemica "politica", solo che quando è troppo...
Ultima Modifica di Karl : 07-September-2007 15:00.
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07-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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non è semplice come sembra
non pensavo di scatenare tanto interesse, ma vi assicuro che mi consola molto vedere che anche i giovani hanno ancora a cuore la formazione scolastica.
Per Ivan: cosa dice "in sintesi" il documento te lo dirò tra un paio di settimane. Il documento consta di 113 pagine in pedago-burocratichese, divisi in assi disciplinari e non per ordine di scuola. Quindi diventa impegnativo vedere cosa, al di là della terminologia reboante, sia davvero cambiato. Stamattina ho letto le premesse pedagogiche e mi sembra che si dicano le stesse cose della Riforma Moratti! Come scuola ci siamo dati 3 settimane per analizzare la situazione ed emanare indicazioni concrete ai docenti.
Come reagiranno le case editrici lo so già: l'editore con cui ho collaborato ha già telefonato chiedendomi come possiamo sfruttare l'occasione per migliorare - risistemandolo- il libro.
Storia antica: rimane confinata alla scuola primaria. Il programma della secondaria prevede dalla caduta dell'impero romano fino al XIX secolo per il primo biennio, il Novecento per la terza. Quindi si torna in pratica alla scansione pre-morattiana, mantenendo però il taglio della storia antica. La legge non stabilisce la divisione fra contenuti del I e del II anno, perciò ritengo che si tornerà a utilizzare Umanesimo e Rinascimento come scansione fra le classi. Questo non implica, ragionevolmente, la compressione e/o il taglio dell'Ottocento; come storica ritengo inoltre che il programma del Novecento debba partire dall'Imperialismo, sostanziosa premessa ai nazionalismi e alle guerre mondiali.
Quanto agli 'accenti e sfumature' nella lettura ideologica degli avvenimenti, dipende molto dall'orientamento degli autori e delle case editrici (esistono case editrici tradizionalmente legate all'area cattolica, il che va benissimo, purché non si tacciano le assenze del Vaticano in merito all'Olocausto; idem al contrario: in alcuni manuali le BR sono ragazzi idealisti, il che mi pare francamente riduttivo). Nello specifico poi tutto dipende dal docente: i miei alunni sono piccoli antropologi anche se non insegno storia, e quando faccio storia moderna e contemporanea sanno anche di politica e sociologia.
Ci sono poi altri problemi legati alla formazione della coscienza e dell'identità dei ragazzi che a 14 anni iniziano ad aprirsi al mondo ma sono (giustamente) più interessati al calcio e a Scamarcio... quindi si tratta di trovare il modo di trasmettere con chiarezza e concretezza concetti che spesso sono astratti o filosofici.
Senza contare poi che nella scuola dell'obbligo ci troviamo di fronte a una realtà sempre più complessa: bambini albanesi e cinesi non hanno mai sentito parlare della Shoah, mica sto lì a spiegargli al Riforma protestante e la controriforma cattolica!
Non so, forse bisogna ripensare in toto l'insegnamento della storia, in generale.
Anna Mu
ps. Grazie della partecipazione, ragazzi!
pps: Karl, prova a spiegare a una classe dell'hinterland milanese la questione sociale e i problemi legati alla nostra società (imigrazione, sfruttamento, neocolonialismo), poi dimmi cosa succede... E' l'applicazione pratica del proverbio "tra il dire e il fare c'é di mezzo il mare"
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07-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Anna Mu
. . . Il programma della secondaria prevede dalla caduta dell'impero romano fino al XIX secolo per il primo biennio, il Novecento per la terza. Quindi si torna in pratica alla scansione pre-morattiana, mantenendo però il taglio della storia antica. La legge non stabilisce la divisione fra contenuti del I e del II anno, perciò ritengo che si tornerà a utilizzare Umanesimo e Rinascimento come scansione fra le classi. Questo non implica, ragionevolmente, la compressione e/o il taglio dell'Ottocento . . .
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E' un vero e proprio "gioco delle tre carte", come dicevo prima, e persino a te sta sfuggendo qualcosa: prova a chiedere a chi quest'anno entra in terza "media" (chiamiamola così, va') se hai mai studiato il Risorgimento e controlla rapidamente se lo studierà mai (di sicuro non nella scuola dell'obbligo e con buona probabilità mai in vita sua) :twisted: .
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07-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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N.B.: per chi non fosse addentro: i ragazzi che sono oggi nella Secondaria di primo grado sono completamente "morattiani" hanno fatto storia antica solo nella Primaria con la prospettiva di non rifarla mai più in vita loro e chi entra in terza in questi giorni è arrivato a stento a Napoleone l'anno scorso.
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07-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Quote:
Anna Mu
Quanto agli 'accenti e sfumature' nella lettura ideologica degli avvenimenti, dipende molto dall'orientamento degli autori e delle case editrici (esistono case editrici tradizionalmente legate all'area cattolica, il che va benissimo, purché non si tacciano le assenze del Vaticano in merito all'Olocausto; idem al contrario: in alcuni manuali le BR sono ragazzi idealisti, il che mi pare francamente riduttivo).
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Sì, questo è certamente vero, e non credo potrebbe essere altrimenti (a parte che per le macro omissioni tipo quelle che segnali, che invece potrebbero e dovrebbero essere evitate). Tuttavia io avevo in mente più che i testi, gli autori e le case editrici, proprio il modo in cui (spesso non) viene comunicata la storia, ed eventualmente la sua utilità. Certamente non è cosa facile, però a mio avviso renderebbe poi più digeribile (e tutto sommato anche meno importante) l'apprendimento "nozionistico".
Quote:
Anna Mu
Nello specifico poi tutto dipende dal docente: i miei alunni sono piccoli antropologi anche se non insegno storia, e quando faccio storia moderna e contemporanea sanno anche di politica e sociologia.
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Esattamente è quello che intendevo :smile:
Quote:
Anna Mu
Ci sono poi altri problemi legati alla formazione della coscienza e dell'identità dei ragazzi che a 14 anni iniziano ad aprirsi al mondo ma sono (giustamente) più interessati al calcio e a Scamarcio... quindi si tratta di trovare il modo di trasmettere con chiarezza e concretezza concetti che spesso sono astratti o filosofici.
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Sì, è qualcosa che considero compresa in quel problema di "comunicazione" di cui parlavo sopra...
Quote:
Anna Mu
Senza contare poi che nella scuola dell'obbligo ci troviamo di fronte a una realtà sempre più complessa: bambini albanesi e cinesi non hanno mai sentito parlare della Shoah, mica sto lì a spiegargli al Riforma protestante e la controriforma cattolica!
Non so, forse bisogna ripensare in toto l'insegnamento della storia, in generale.
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In toto non so, ma in parte almeno credo di sì. Per l'altra parte forse più che ripensare si potrebbe seriamente prendere in considerazione quel che si è già pensato. Ma seriamente... (cosa che non mi pare facciano le riforme che ho fino ad ora visto e/o "subito". E tra il susseguirsi delle riforme certi insegnanti hanno fatto miracoli! Un miracolo già consiste nel fatto che non si siano trasformati in una massa di "burocrati" e "passacarte").
Quote:
Anna Mu
pps: Karl, prova a spiegare a una classe dell'hinterland milanese la questione sociale e i problemi legati alla nostra società (imigrazione, sfruttamento, neocolonialismo), poi dimmi cosa succede... E' l'applicazione pratica del proverbio "tra il dire e il fare c'é di mezzo il mare"
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Eh ma infatti! Proprio perchè, almeno in parte, credo di essere cosciente di certe difficoltà (del resto mia madre è insegnante, e vivendo a Torino, tra l'altro con immigrazioni di ogni genere, certe problematiche le sento e le vivo particolarmente...), penso che, come dire, l'improvvisazione (a me così pare...) di certe riforme non aiuti certo a risolvere i problemi, e non aiuti certo il lavoro quotidiano dell'insegnante. Di ogni ordine e grado (il quale comunque si troverebbe di fronte a certe fisiologiche difficoltà, che fanno parte del suo lavoro - e non mi riferisco solo a quelle legate alle discipline insegnate, questo potrebbe valere al limite per i docenti universitari, intendo proprio tutti quei "problemi" legati per esempio alle relazioni e rapporti da costruire con studenti e famiglie, alla delicatezza di avere di fronte persone non ancora formate, verso le quali difficilmente si può applicare uno standard di comportamento, essendo ognuno un caso a sè, ecc. - indipendentemente dalla bontà di una riforma).
Ultima Modifica di Karl : 07-September-2007 22:41.
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08-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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che confusione
caro Mdd,
non mi sfugge il fatto che il Risorgimento sia pietosamente tagliato, proprio perchè mi trovo nella situazioni che descrivi: in terza sono arrivata a Napoleone e adesso devo fare il Novecento. Stamattina il preside ha detto di fare l'ottocento in sintesi, dando libertà sui modi e metodi. Personalmente farò dei begli schemi, molto densi, che distribuirò ai ragazzi saltando a pié pari il libro, concentrandomi sui alcuni problemi: questione sociale; l'antagonismo fra liberalismo e restaurazione; il 1848 in Europa; il dibattito sull'unità italiana; condizioni del regno d'Italia, Destra e Sinistra storica. Certo, non sapranno le guerre d'indipendenza, ma tanto non le avrebbero studiate comunque perché sono piene di nomi e di date...
E' una situazione transitoria che non mi preoccupa molto (se i ragazzi non sono usciti di testa ce la faranno benissimo e volentieri).
Mi sembra invece più grave che - volendo smantellare in toto la riforma moratti - se ne perpetui uno degli errori più grossi, cioé il taglio della storia antica: nella primaria i bambini sono bambini, è giusto quindi che affrontino questi argomenti nella prospettiva dei "quadri di civiltà"; sono troppo piccoli per affrontare concetti astratti come quello di democrazia, monarchia, repubblica, classi sociali: argomenti che invece possono essere assimilati in maniera chiara e duratura negli anni successivi.
IL vero problema di queste riforme - parlo delle ultime due, che ho studiato e studierò attentamente - è che nascono da esigenze molteplici e distorte. Dal punto di vista ministeriale non ho dubbi che il movente sia essenzialmente politico, e miri sia a disfare quello che il precedente governo aveva fatto, sia a risparmiare: se dobbiamo fare più grammatica perché non ci hanno restituito la settima ora di italiano? perché non hanno eliminato le ore opzionali?
Dal punto di vista dell'impianto pedagogico, le basi teoriche sono solide e fondatissime, ma le affermazioni che ne derivano dimostrano che chi le ha scritte non ha mai messo piede in una classe. Alla fine della catena il docente vive una sorta di sdoppiamento: la legge propone un impianto e un'azione educativa volti a creare un profilo culturale e di competenze a cui ogni educatore normodotato tende naturalmente. Allora, si chiede il professore, cosa devo fare di diverso se queste cose le faccio già?
Alla fine tutto si riduce, temo, a un cambiamento nei criteri di formalizzazione (via le educazioni, via le unità di apprendimento), e aun gigantesco ribaltone di tutto l'indotto che il carrozzone scolastico trascina (editoria per prima).
Anna Mu
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08-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
Anna Mu
nella primaria i bambini sono bambini, è giusto quindi che affrontino questi argomenti nella prospettiva dei "quadri di civiltà"; sono troppo piccoli per affrontare concetti astratti come quello di democrazia, monarchia, repubblica, classi sociali: argomenti che invece possono essere assimilati in maniera chiara e duratura negli anni successivi.
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Tutti siamo andati a scuola e tutti abbiamo studiato la storia per ben 3 volte... alle elementari un po' semplificata ma sempre con espressi i concetti anche filosofici e astratti! Che cosa hanno di diverso i bambini contemporanei da quello che potevamo essere noi? Sembra che si abbia paura di "educarli", certi concetti andrebbero insegnati fin da subito, ovviamente sempre in base a chi apprende... io mi ricordo che in 5a ero una fervente mazziniana, appassionata del Risorgimento Italiano e delle Guerre di Indipendenza! O 
Studiando geografia, quella bambina di cui vi parlavo si era trovata davanti allo studio delle dinamiche di integrazione fra culture diverse... la professoressa le aveva fatto saltare la parte dello scontro tra civiltà e della sopraffazione di una cultura da parte dell'altra, io le ho fatto leggere lo stesso quel trafiletto e lei mi ha stupita dicendo " Come gli Spagnoli con i popoli precolombiani!"... e questo in seconda media... quindi i bambini contemporanei non sono così scemi o ingenui, sembra che si debbano proteggere da chissà quale male che la storia apporti....
forse perchè apre gli occhi? :-k
ciao ciao :wink:
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carpe diem... perchè panta rei!
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08-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Temo proprio che sia così.
"L'educazione è il pane dell'anima".
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08-September-2007
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