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| Professione insegnante Luogo di discussione riservato a insegnanti e professori (in ambito scolastico e universitario), su tematiche relative all'insegnamento di discipline umanistiche ed in specialmodo, archeologia, arte e storia antica |
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20-February-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Oct 2005
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Svilimento dei programmi e formazione dello studente
Di un cosa siamo certi, mia moglie ed io, i nostri figli non avranno sconti in fatto di rendimento scolastico. Penso che ad una quasi automatica promozione non meritata preferirei una bella bocciatura. Non si studia per la gloria, ma per se stessi e per il proprio futuro di persona ed il proprio ruolo nella società a venire. Quindi ritengo che una promozione, dove invece siano presenti grandi lacune di conoscenza, non solo rimandi il problema, ma lo acuisca in maniera esponenziale mano a mano che gli anni di studio passano. Saremo all'antica, come qualcuno potrebbe commentare, ma in fatto di studi riteniamo sempre validi i vecchi metodi.
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20-February-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Sì Janez,
concordo pienamente con te. Ma da quello che sento (ho un'amica che ha cominciato da poco a fare supplenze) le cose sono catastrofiche....Pensa che in una scuola dove è andata di recente un bambino (perché lei insegna alle elementari) è stato espulso e la madre è andata a lamentarsi, e sai perché? Perché lei il figlio non sapeva in quale altro posto "parcheggiarlo" (l'espressione è mia) durante la settimana di espulsione! Mica preoccupata di avere un figlio discolo....
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20-February-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Oct 2005
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Sono contento che tu approvi, e sono felice che ci siano anche altre persone che hanno dei solidi valori, questo mi rende più ottimista per il futuro della nostra società. Sembra il solito discorsino demagogico, la sola differenza è che oltre che crederci cerco anche di mettere in pratica quello che dico.
Ciao. 
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20-February-2006
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AI magister
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Data Registrazione: Aug 2005
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guarda sono d'accordissimo anche io...pensa che tra i bambini a cui faccio ripetizioni ce n'è uno che è veramente una zappa, ma non per un unico problema: lui è già svogliato di suo, l'unica cosa che gli interessa è la playstation e quando si tenta di interrogarlo lui risponde "non ricordo" pur di non mettere in moto la testolina per ragionare; poi a scuola lo riempiono di compiti e lui non ha il tempo di recuperare quello che non ha capito in precedenza perchè bisogna fare tutti i compiti...la madre poi non lo aiuta perchè, si gli fa fare ripetizioni, non per colmare le lacune ma per fargli fare i compiti...purtroppo non dovrebbe essere così.
il discorso che fai tu Janez è lo stesso che mi ha sempre fatto mio padre, anche se lui come sottofondo mette anche "sbrigati che mi fai spendere soldi" :wink: , però posso dire di aver studiato bene...i ragazzini di oggi invece mi fanno un pò tristezza perchè prenderanno poi delle cantonate dopo quando si renderanno conto che non è vero che tutto gli è dovuto.
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20-February-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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Brava Lu, saresti un'ottima prof!! senza offesa, eh, ma le parole che scrivi le dico sempre ai miei caproni e anche ai loro genitori. In queste condizioni, di svogliatezza, mancanza di orgoglio, di assenza di palle - diciamolo pure - la vita vera per loro sarà un frontale in piena regola.
Sul bocciare o meno, non dipende da noi prof, ormai. La riforma precedente introduceva alle superiori il sistema dei debiti e dei crediti in sostituzione degli esami di riparazione. Questo significa che perfino in un liceo, un ragazzo può decidere scientificamente, a tavolino, di non studiare MAI una materia, e arriva tranquillo all'esame di stato senza colpo ferire.
Nella scuola dell'obbligo è più o meno uguale. L'idea di bocciatura può essere presa in considerazione con un numero di insufficienze superiore alla metà delle materie, e anche in questi casi bisogna esaminare bene la questione. Se un ragazzo è già ripetente e l'anno scolastico ha valore legale (cioé non ha bigiato in maniera mostruosa) bisogna considerare se la bocciatura sia punitiva :twisted: (e in questo caso non si può bocciare), sia proficua (allora si boccia) o inutile o controproducente (e allora non si boccia). Addirittura adesso la riforma Moratti ha strutturato i percorsi scolastici in bienni e anni-ponte, e si può bocciare durante un biennio (cioé in prima media anziché in seconda) solo per gravissime lacune, o in caso di mancanza del numero legale di ore.
Quindi, Janez, magari tu vorrai anche la bocciatura, ma saranno ragionevolmente maestri e professori a non poterla dare.
Ammetto che la situazione sia sconsolante per il pubblico, ma per un prof. è veramente frustrante (non a caso noi prof siamo una categoria ad altissimo rischio di burn out, ed è verissimo: in questo periodo io mi ammalo sempre, l'emicrania aumenta, l'insonnia pure, e picchierei selvaggiamente alunni e colleghi :twisted: :twisted: :twisted: )
Sabato avevo l'assemblea per la restituzione delle schede di valutazione: una Terza abissale, ho fatto un quadro della classe tale che i genitori sembravano tanti cocker. La mamma di una caprona terrificante già ripetente ottusa e scansafatiche mi ha pregato di promuovere la figlia per carità cristiana, poi lei la manda a lavorare. Le ho risposto che io gradirei guardarmi in faccia con serenità alla mattina, senza sputarmi negli occhi, e pertanto sarò disposta a proporre al consiglio di classe la promozione solo se recupeperà almeno 2-3 insufficienze e dimostrerà impegno nella preparazione del colloquio di esame. Eppure sarà esattamente quello che faremo: promuoveremo, perché la scuola su questi individui non HA PIU' NESSUN POTERE NE' COSTRITTIVO NE' TANTO MENO EDUCATIVO, NE' SUI RAGAZZI NE' SULLE FAMIGLIE che ormai delegano a noi poveri cristi tutto. e Noi andiamo in depressione. logicamente.
Faccio due esempi di questi giorni, sempre su questa classe.
La settimana scorsa mi arriva in classe una ragazza egiziana che non spiaccia una parola né di inglese, Nè di francese, né di italiano. Abbiamo fortunatamente la mediatrice araba per 4 ore a settimana, peccato sìche questa a scuola ci stia 33 ore settimanali. Necessità di insegnamento 1 a 1, con sussidi elementarissimi. ovviamente in classe non parla con nessuno, se ne sta in fondo e piange. La commissione classe decide di spostarla nell'altra terza dove c'è una coetanea giordana: Haneen e il fratello sono gli unici in grado di comunicare con questa ragazza in assenza della mediatrice. Ma il consiglio di classe dell'altra terza non ci sta e rifiuta. Allora la commissione propone di spostare da noi una rumena che all'inizio dell'anno era in prima, ed è stata spostata in terza per poter sostenere l'esame di licenza in tempo utile per iscrivesi al corso di parrucchiera pagando le sole tasse scolastiche. Che fare? Sto aspettando che qualcuno mi dica cosa devo dire a questa povera anima!
altro caso: i genitori di una mia alunna denunciano il fatto che la ragazza è stata picchiata sullo scuolabus e ha dolori all'addome e alla schiena. Domando alla madre se ci sono ragazzi testimoni, ma non sa. Chiedo perché non è andata al pronto soccorso, non risponde. Intanto il padre che emana un forte odore di vino parla con la responsabile di sede e il preside. I ragazzi accusati del pestaggio dicono che la ragazza sì piangeva, ma perché aveva perso il bambino che aspettava. I testimoni, affidabili, dicono che lei si strusciava e i palpeggiamenti sono andati oltre le sue intenzioni. Che fare? le colleghe scafate mi hanno detto: occhi e orecchie aperte, la famiuglia sta preparando il terreno per qualche fatto gravi di natura famigliare, e tenterà di incolpare la scuola. Ragazzi, io non ci dormo la notte per quetse cose...
Ecco, questo è il quadro a 15 km da Pavia e a 20 da Milano. e poi ci lamentiamo che il livello scolastico peggiora?
Con tutto questo, malgrado questo, i ragazzi sono dei caproni, ma come si fa a non volergli bene?
Anna
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21-February-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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21-February-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Anna, il quadro che descrivi è per me terrificante: terrificante in sé e terrificante per le implicazioni future: Che avvenire può avere una società, uno stato, un paese se queste sono le premesse? - Io ho avuto alcuni anni di esperienza di insegnante di scuola media, si era nei primi anni '70: era un paradiso! Un paio di alunni discoli, qualcuno un po'svogliato (non più degli insegnanti :-$ ) e questo era tutto, e noi magari ci lamentavamo.
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dott. Claudio Giorgini
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21-February-2006
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Utente attivo
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Data Registrazione: Jul 2005
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Secondo me il problema comunque è a livello politico che scolastico. Ci vuole un sistema scolastico più serio e professori più qualificati. E in più la scuola deve essere fatta per chi vuol studiare (io sono anche favorevole ad aiutare coloro che non riescono ad andare bene nello studio purchè dimostrino che si impegnano, mentre butterei fuori dalla scuola quelli che non vogliono studiare).
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21-February-2006
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AI magister
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Data Registrazione: Aug 2005
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secondo me oltre ad eliminare le varie riforme scolastiche che hanno decisamente abbassato il livello, bisognerebbe imparare anche ad avere più rispetto e da tutte le componenti (famiglia, alunni e professori)...
già io posso dire che di prof. come Anna al liceo ne ho incontrati pochi, e magari avere una prof. come lei che si fosse preoccupata di noi alunni! erano tutti impegnati a fare altro...
P.S. grazie Anna, ma non so se sarei una buona prof. non sopporto la gente che sbuffa invece di rimboccarsi le maniche e studiare e l'idea di non poter far nulla (bocciature e simili) mi creerebbe molto nervosismo.
E ti dico la verità, ultimamente sono un pò stanca di combattere contro i mulini a vento e gli idioti 
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21-February-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Oct 2005
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La situazione mi sembra davvero triste, al punto tale che mi passa la voglia di parlarne. Comunque io ravviso le cause di tutto ciò in tre cose fondamentali. I bambini sono svogliati, distratti a causa dei media, televisione in primis, guardate durante il pomeriggio per un paio d'ore i programmi per i più giovani e tutto salta all'occhio. Il PC, playstation e consimili fanno il resto. Gli insegnanti, grazie a ripetute e mi pare poco azzeccate riforme, assomigliano sempre più a dei burocrati che a dei maestri, Anna i tuoi racconti sono un esempio. Ed immagino che oltretutto tu abbia anche un certo numero di colleghi che insegnano solo per la pagnotta, ma senza sentimento ed impegno, il che condiziona anche chi, come te, ce la mette tutta per fare bene il proprio lavoro. Nel complesso la scuola è scaduta e caduta proprio in basso. Ultima causa, secondo me la più importante, sono le famiglie. Viviamo in una società che del vano e dell'effimero ha fatto i suoi principi base. L'ignoranza dei genitori c'entra poco a mio parere, in passato da famiglie di contadini sono venuti fuori fior di figli dottori, sono i principi base che sono cambiati. I genitori moderni sono sempre più spesso dei cattivi esempi per i loro figli. Il tuo racconto Anna, a proposito della ragazzina dello scuolabus, ne è un esempio fra i migliori. Ha ragione Claudio, è terrificante!!!
Ho una bimba di quattro anni ed un bimbo di uno, sono veramente preoccupato, arrabbiato e spaventato.
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21-February-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Oct 2005
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Bei tempi della scuola che fu, ricordo cosa diceva il mio professore di italiano nel biennio all'ITIS. In seconda non andavo molto bene negli scritti di italiano, mia madre era preoccupata per questo e di conseguenza chiese udienza al professore per cercare eventuali cause e porvi un rimedio in concerto con lui. Non ero presente al loro colloquio, ma ricordo ciò che mi raccontò mia madre poi, il professore disse testualmente : "Signora, non si preoccupi, suo figlio non scrive male, ma deve arricchire e migliorare nel contenuto dei suoi elaborati di italiano. Ma la cosa fondamentale è che io non sono qui per farne dei letterati, piuttosto degli uomini."
Ebbene, ci ho messo degli anni a comprendere ed apprezzare appieno le sue parole, ma adesso ed ogni volta che le rammento la mia ammirazione per quell'uomo aumenta sempre di più. Ho solo un rammarico, ormai quel professore è passato tra i più, vorrei avergli potuto dire quanto gli sono grato per i suoi insegnamenti.
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22-February-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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Janez, concordo in pieno con le tue parole: i mass media, la molteplicità di sollecitazioni, il tambureggiante slogan pubblicitario del tutto-subito-facile-e-al-meglio sono i grandi responsabili di questo sfacelo, di queste menti (sottolineo che il problema è prima di tutto cognitivo) allo sbando. Intendiamoci: le eccezioni rimangono, e spesso noi prof. ci aggrappiamo esageratamente agli sguardi spalancati dei ragazzi che ci seguono, che ci ascoltano, che scrivono febbrilmente mentre spieghiamo (proprio ieri ho interrogato una molto brava, e dopo un'ora di Promessi Sposi le dispiaceva andare a posto, sarebbe rimasta alla cattedra a parlare di Manzoni, anche se il ottimo se l'era proprio guadagnato). Ci aggrappiamo a loro e ci struggiamo nel senso di colpa di non saperli difendere, queste eccezioni, dalla fanghiglia generalizzata che li vuole trascinare verso il basso. Perché parliamoci chiaro: i bravi, quelli con il senso del dovere sempre pronti a rimboccarsi le maniche, quelli che magari sono pure gentili e beneducati (quelli che speriamo che i nostri figli diventino così, Janez), sono spesso ghettizzati dai compagni in base a un tremendo capovolgimento di valori. Aggiungo la responsabilità delle famiglie. LA FAMIGLIA E' IN CRISI. Su una classe di 25 ragazzi, più della metà hanno situazioni famigliari critiche, di tutti i tipi. Genitori separati, genitori violenti, genitori svalutanti, genitori iperprotettivi e iperpresenti, genitori assenti, ma in ogni caso genitori che non ascoltano: e se ascoltano non capiscono, e se non capiscono fanno di testa loro (e spesso fanno male: dov'è finito il vecchio buon senso?) oppure riversano tutto sulla scuola come se noi poveri sfigati, non fossimo umani e avessimo la ricetta per risolvere tutti i problemi, loro e nostri.
NOn che non ci si possa far carico di alcune situazioni: ho avuto e ho alunni faticosi, disagiati, borderline, a cui ho voluto molto bene, sapendo perfettamente che l'unico mio potere è quello di ritardare di uno, due anni il loro finir male (abbandono scolastico nel migliore dei casi, lavoro nero, e assolutamente non qualificato; nel peggiore, microdelinquenza). E se riesci a catturare la loro flebile attenzione, lo fai con strumenti non didattici: il mio attuale caprone, il mio incubo ricorrente lo attiro saltuariamente prestandogli Harry Potter che divora in una settimana, o facendo fare una lezione sul viaggio del cacao nel mondo; e poi si ripiomba nel nulla per 3 mesi...
Su due cose non sono d'accordo:
1) i professori non sono burocrati: MAGARI LO FOSSIMO!! avete mai visto un impiegato amministrativo avere a che fare con situazioni di questo genere? L'idea di bruocrazia ha in sé qualcosa di cartaceo, routinario, rassicurante. La vita dell'insegnante, soprattutto di scuola dell'obbligo, è puro equilibrismo.
2) i professori sono poco qualificati. Non è più così, soprattutto nella scuola dell'obbligo. Il concorso di abilitazione fa paura, è difficilissimo. Le scuola ei specializzazione sono molto impegnative in termini di ore di frequenza, studio, pratica di tirocinio (magari un po' troppo teorica, forse). Anni fa un insegnante doveva sapere le proprie materie di insegnamento e stop. ora deve avere una discreta conoscenza della normativa, e soprattutto deve farsi una base psicologica e pedagogica fortissima, e sempre più ampia. IN 4 anni ho seguito corsi su abusi e maltrattamenti, leggi e riforme, privacy e dati sensibili, sicurezza, strategie di apprendimento cooperativo, prevenzione della demotivazione scolastica, tecnologie informatiche. Di tutto! Certo l'aggiornamento è un diritto-dovere che non tutti sentono nello stesso modo, e questo è un problema, perché quelli che si aggiornano sono sempre i soliti (cretini...penso io in certe settimane senza un pomeriggio libero, ma va benissimo così: ragazzi e famiglia capiscono ancora la differenza tra chi si rimbocca le maniche e chi ha messo l'automatico.)
Per ora basta,
un saluto
Anna
p.s. io ragiono così, da prof. L'idea di essere nelle stesse possibili condizioni, come madre, tra 8-10 anni, mi TERRORIZZA, lo dico sinceramente
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22-February-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Oct 2005
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Anna non volevo dire che siete dei burocrati, ma che lo stato vi vorrebbe trasformare in questo, spesso tu stessa ci racconti di quanto sia complicato fare l'insegnante oggi, a causa di un numero sempre più grande di adempimenti burocratici che dovete fare nello svolgere il vostro lavoro. Sul fatto dei qualificati non mi pare di avere usato questo termine e poi non credo che sia questo il nodo del problema, penso che bravo insegnante, almeno in buona percentuale, si nasca e non si diventi. C'è chi è portato e chi meno, la questione riguarda a mio parere proprio il carattere della persona oltre che la sua preparazione più o meno approfondita; un poco come i medici od altre professioni. In fondo lo dici tu stessa, il buonsenso vale sempre molto.
Ciao.
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22-February-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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Non so in cosa lo stato ci voglia trasformare: in maghi, forse?
non sei stato tu a parlare di professori poco qualificati, ma camus, e credo si riferisse a quelli di superiori. Può darsi eh...
In ogni caso, aspettiamo di arrivarci noi, da genitori, a scuola...vorrei sperare che mia figlia non si trovi mai in situazioni così, che diventi una ragazzina che crede nella cultura, nella forza dell'impegno. Ma la tentazione di dire A ME NON SUCCEDERA' oggigiorno suona come uno di quei peccati di hybris che gli dei punivano spietatamente e mi è passata  (in questo periodo è un po' stanca, e proprio ieri mi ha detto: "mamma, non ho voglia di andare all'asilo e fare TUTTE QUELLE SCHEDE!" confesso che un po' l'ho capita e un po' ho avuto del disagio).
Non saprei dire come i miei genitori mi abbiano trasmesso certi valori, e mi dispiace non ricordarmene, perché a volte mi servirebbe un ripasso...
Anna
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