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Progetto Glossario Gruppo di lavoro per la realizzazione di un glossario per l'archeologia, l'arte e la storia del mondo antico

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Vecchio 22-June-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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Predefinito Paleosuolo

Contrariamente alle definizioni del medesimo termine prevalentemente riconosciute in ambito pedologico (e talora accolte nell'Archeologia preistorica), nell'Archeologia stratigrafica ed in Archeologia classica viene usato il termine "PALEOSUOLO" nel senso di una superficie antica caratterizzata contemporaneamente da alterazione sia antropica che naturale a seguito di esposizione in antico e riconducibile ad una singola azione stratigrafica consistente nella alterazione, infiltrazione, inquinamento o arricchimento organico della testa di una unità stratigrafica preesistente.

In mancanza di una alterazione significativa o di un arricchimento organico a danno dello strato sottostante, la pura traccia di una azione di calpestìo viene invece solitamente definita come "piano d'uso" ed equiparata ad una US di taglio orizzontale, mentre l'apporto di materiale a seguito di frequentazione e calpestìo, ma senza tracce rilevabili di alterazione della testa dello strato sottostante, viene solitamente indicata come "strato di accrescimento" e considerata come Unità Stratigrafica positiva.
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Vecchio 23-June-2008
L'avatar di  Aquamarina
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La definizione che hai dato è molto interessante e findamentalmente diversa da quella cui sono abituata io. In preistoria come accennavi, prevalentemente seguiamo la definizione pedologica o se non altro una definizione che ha sì implicazioni pedologiche ,ma anche propriamente archeologiche, o meglio cronostratigrafiche.
la differenza tra la tua definizione e quella che darò io, (per comodità riassunta da un'unica fonte che è il "Dictionnaire de la Prehistorire") sebbene a ben guardare vi siano dei punti in comune che presuppongono una derivazione ed estensione di quella che dai tu da quella che sto per dare io , è un'ottimo esempio di come la comunicazione tra archeolgi di diversa specializzazione sia talvolta difficile, se non impossibile( figuriamoci poi a voler comunicare con altri.....)

Un paleosuolo molto semplicemente in archeologia presitorica è un suolo fossile, il quale presenta caratteristiche diverse dal suolo attuale da svariati punti di vista: roccia madre, topografia, clima e vegetazione. il paleosuolo può essere interrato o in superficie, nel qual caso diventa la roccia madre per un nuovo suolo complesso. tra i paleosuoli interrati abbiamo quelli propriamente fossili e quelli che presentano caretteristiche simili a suoli attuali ma profili pedoligici incompleti e sono designati col nome del luogo in cui vengono torvati.
i paleosuoli sono importanti in preistoria soprattutto perchè sono testimonianza di cambiamenti del clima o nel manto vegetale. Ad esempio nei depositi sedimentari quaternari delle medie latitudini essi si sono formati durante i periodi meno freddi e localmente, un suolo fossile meno sviluppato dal punto di vista pedologico del suolo attuale corrisponde a un interstadio, metre un suolo simile all'attuale o un suolo fossile più evoluto corrispondono a un interglaciale(nelle regioni intertropcali invece i paleosuoli sono in rapporto con i periodi pluviali).
Si capisce dunque l'importanza relativa alla cronologia generale della preistoria scandita dalle glaciazioni. La successione di paleosuoli incontrata nei complessi loessici ad esempio ha permesso di stabilire una cronostratigrafia dei loess d'Europa
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Vecchio 24-June-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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Sembrerebbe che la principale differenza stia nel fatto che in archeologia stratigrafica ed in archeologia classica ci si attende che l'individuazione del paleosuolo sia collegata al riconoscimento di una singola superficie antica riferibile ad una azione stratigrafica unitaria ed ininterrotta.
Forse gli archeologi preistorici potrebbero essere portati a definire "paleosuperficie antropica" ciò che gli archeologi classici e gli archeologi stratigrafici tendono a definire "paleosuolo". Forse.
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Vecchio 26-June-2008
L'avatar di  Aquamarina
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Già.... però devi considerare che in preistoria certi tempi si ingigantiscono fino ad arrivare vicino a quelli geologici, cosicchè la formazione di un suolo in periodo intergraciale, ovvero di un paleosuolo, può ben essere considerata un'azione stratrigrafica unitaria e singola, da un punto di vista geomorfologico e pedologico.
Inoltre è facile nei siti paleolitici trovarsi di fronte a superfici abitate riferibili non ad un unico episodio occupazionale(nel qual caso le tracce potrebbero essere mooolto labili o si potrebbe verificare l'eccezionale condizione di una superficie abitativa ben conservata per chè, ad esempio, sigillata sotto un'eruzione....) ma ad episodi di occupazione ripetuta nel tempo(magari anche stagionalmente di anno in anno) dello stesso sito, in modo tale che più che trovarsi di fronte a singoli episodi, ciò che l'archeologo si trova davanti è quello che ho sentito definire alcune volte palinsesto.....
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Vecchio 03-July-2008
AI senatus
 
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Vorrei aggiungere che nel paleosuolo, come inteso in archeologia preistorica, o perlomeno all'interno dei singoli orizzonti pedologici compresi nel paleosuolo, dovrebbe essere piuttosto difficile distinguere diverse fasi stratigrafiche antropiche, perché un suolo, per sua definizione, è soggetto a bioturbazioni (cioè all'azione di vermi limivori o animaletti simili) capaci di alterare la geometria verticale del suolo e di spostare verticalmente, anche di svariate decine di centimetri, reperti di non grande dimensione.
Un paleosuolo, non è altro, quindi, che un suolo che non è stato più soggetto a bioturbazione, oltre ad alcune caratteristiche compositive di tipo chimico-mineralogico.

Discorso diverso, invece, in quei casi in cui la superficie del suolo a contatto con l'aria, in seguito ad eventi climatici e/o antropici, si indurisce al punto da non permettere la penetrazione dei futuri reperti nel suolo, che si "appoggiano" o accumulano su di un singolo piano esposto all'aria (esposto durante un periodo più o meno lungo, intendo).
In questi casi mi pare però di aver letto la definizione di "paleosupericie". Se non erro questo è il caso di Isernia la Pineta, per esempio.

IN presenza di una paleosuperficie, come già detto da Milena, contrariamente al paleosuolo "verticale", si possono eventualmente riconoscere diverse fasi di deposizione antropica.
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Marco Astracedi
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Vecchio 05-July-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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A differenza di quanto avviene qualche volta in Archeologia Preistorica, nell'Archeologia Classica e nell'Archeologia Stratigrafica, NON sarei propenso ad accettare la definizione di paleosuperficie con dignità di evidenza Stratigrafica (e forse tendenzialmente eviterei del tutto l'uso del termine, per non ingenerare confusioni): in fondo -per paradosso- tutte le interfacce superiori di tutte le UUSS sono in qualche misura paleosuperfici, e allora tant'è...
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Vecchio 05-July-2008
AI senatus
 
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Quote:
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in fondo -per paradosso- tutte le interfacce superiori di tutte le UUSS sono in qualche misura paleosuperfici, e allora tant'è...
Scusa Mdd, fammi capire... Ma anche i singoli reperti (fibula, moneta, frammento ceramico) rinvenuti "dispersi" in un terreno omogeneo, cioè compreso tra due distinguibili orizzonti pedologici come, in caso estremo, due piani di calpestio, sono considerati singole US?
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Marco Astracedi
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Vecchio 05-July-2008
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astracedi Visualizza Messaggio
Scusa Mdd, fammi capire... Ma anche i singoli reperti (fibula, moneta, frammento ceramico) rinvenuti "dispersi" in un terreno omogeneo, cioè compreso tra due distinguibili orizzonti pedologici come, in caso estremo, due piani di calpestio, sono considerati singole US?
Mi permetto di rispondere io anche se la domanda è rivolta ad Mdd. I reperti non sono mai US! I reperti sporadici sono semplicemente reperti sporadici . Mdd potrà essere sicuramente più preciso di me, comunque secondo quello che io ho appreso e mi è stato insegnato posso dire che in uno scavo archeologico le Us sono singole azioni (distinguibili innanzitutto dall'effetto sul terreno) differenziabili che siano antropiche o meno( ed è per questo che un focolare è un Us a parte il taglio di una buca un altra ,la buca stessa un altra ecc) .
Per la questione di paleosuperficie concordo anch'io con Mdd. é un termine che non ho mai sentito utilizzare e probabilmente fuorviante se usato in modo troppo specifico e ristretto.
La questione del palinsesto invece è più complessa, poichè non sempre è dato in un sito preistorico distinguere come dicevo le varie occupazioni stagionali, metre è molto più facile distinguere le fasi culturali
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Vecchio 06-July-2008
AI senatus
 
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Grazie per il chiarimento, Acquamarina. Quanto mi dici è più o meno quanto supponevo precedentemente e derime un piccolo dubbio sorto da un'errata interpretazione delle parole di Mdd.

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Per la questione di paleosuperficie concordo anch'io con Mdd. é un termine che non ho mai sentito utilizzare e probabilmente fuorviante se usato in modo troppo specifico e ristretto.
Se sia fuorviante non saprei, ma il termine non l'ho certo inventato io e, almeno in abito preistorico (ed ovviamente in quello geo-paleontologico e pedologico, con altrettanto evienti interazioni con l'archeologia) mi sembra di uso abbastanza corrente.
Basta andare su Google ed inserire "paleosuperficie" per vedere come compaiano 743 risultati (al secondo posto figura questa discussione su archeologia.com, indice di quanto Ivan sappia fare bene il suo lavoro) mentre il numero scende a 238, se si fa una ricerca con la combinazione dei due termini "paleosuperficie" e "archeologia"; appaiono invece ben 3560 risultati se uso il termine inglese "palaosurface" (che si riducono a 321 se restringo la ricerca aggiungendo il termine "archaeology").

In luogo del più diffuso "paleosuperficie" si usa anche "archeosuperficie". Digitando questo termine su google vengono fuori solo 61 risultati, peraltro tutti legati al giacimento di Isernia la Pineta, ovvero, insieme alle impronte di ominidi di Olduvai, probabilmente la paleosuperficie più nota a livello mondiale.
Per fare un esempio, nella collana delle Guide Archeologiche Preistoria e Protostoria, redatte dall'Unione Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche in seguito al XIII Congresso Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche del 1996 (ABACO edizioni), il volume n.1, "Il paleolitico dell'Italia centro-meridionale", nel capitolo dedicato appunto all' "Accampamento paleolitico di Isernia la Pineta", si leggono le seguenti parole:
"I manufatti litici ed i resti di fauna, anche raggruppati in forti concentrazioni, giacciono su quattro distinte archeosuperfici..."
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Marco Astracedi
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  #10 (permalink)  
Vecchio 09-July-2008
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Se sia fuorviante non saprei, ma il termine non l'ho certo inventato io e, almeno in abito preistorico (ed ovviamente in quello geo-paleontologico e pedologico, con altrettanto evienti interazioni con l'archeologia) mi sembra di uso abbastanza corrente...........ECC ECC
Oddio cosa ho scatenato.... Non è che se io non ho mai sentito usare questo termine dalle persone con cui ho scavato, vuol dire che non esista o non venga utilizzato da altri.... se del resto poi si usa per siti come Isernia che è paleolitico inferiore, forse sarà maggiormente utilizzato in quell'ambito (sebbene non mi pare di averlo mai sentito utilizzare a Tautavel, ma potrei pure sbagliarmi) La questione comunque è che ognuno alla fin fine poi usa i termini che vuole, anzi questo è un enorme problema dell'archeologia: ogni volta che uno diverso comincia uno studio si fa una tipologia diversa e personale e a seconda della persona la tazza è una cosa, la scodella un' altra e così via( problema specifico quest'ultimo molto vivo nell'ambito della preistoria recente e protostoria)....
Insomma se devo indicare una superficie di interesse archeologico posso ben dire paleosuperficie ,così come se devo indicare ciò che ha descritto Mdd posso ben usare il termine paleosuolo a patto però di specificare ogni volta cosa intendo....

Gli archeologi sono difficilmente concordi riguardo alla terminologia e il tutto pare funzionare solo quando si adottano termini già ben utilizzati e collaudati in altre scienze come è il caso di "paleosuolo" in senso pedologico.....
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Vecchio 09-July-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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....
Gli archeologi sono difficilmente concordi riguardo alla terminologia e il tutto pare funzionare solo quando si adottano termini già ben utilizzati e collaudati in altre scienze come è il caso di "paleosuolo" in senso pedologico.....
Già, ma questa volta a me pare che non sia così, perché a me pare che ciò che intendono gli Archeologi per "paleosuolo" (a parte qualche volta l'uso di questo termine in Archeologia Preistorica) sia tendenzialmente incompatibile con il significato comunemente accettato in Pedologia.

Quanto all'espressione "paleosuperficie" continuo a pensare che in Archeologia sarebbe forse meglio evitarne l'uso (soprattutto quando si lavora "single context"), dal momento che dal punto di vista strettamente stratigrafico si dovrebbe probabilmente ammettere che a tale definizione bisognerebbe alla fin fine ricondurre tutte le interfacce superiori di tutte le Unità Stratigrafiche archeologiche (non solo e non necessariamente strati) e a quel punto forse diventerebbe puramente una questione di bisticcio terminologico con un'altra disciplina.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 10-July-2008
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Già, ma questa volta a me pare che non sia così, perché a me pare che ciò che intendono gli Archeologi per "paleosuolo" (a parte qualche volta l'uso di questo termine in Archeologia Preistorica) sia tendenzialmente incompatibile con il significato comunemente accettato in Pedologia.
Io invece, come già ho scritto credo che quello che intendono i clssicisti (a questo punto ) per paleosuolo sia direttamente derivato da ciò che i pedologi indicano con tale termine , e che anzi l'uso archeologico sia un' estenzione del significato pedologico, poichè non ho letto nella definizione che hai dato tu una netta cesura rispetto alla definizione che ho dato io.... infatti in entrambe le caratteristiche di alterazione e unicità dell'azione sono presenti, quello che forse è diverso è il riferimento esplicito alla contemporaneità dell'azione antropica e naturale in archeologia classica, ma che in preistoria è probabilmente implicito( i loess infatti sono normalmente caratterizzati anche da evidenze antropiche) poichè comunque l'archeologo preistorico si interessa di suoli in cui siano presenti tracce antropiche che possono essere datate appunto anche grazie all' osservazione del fenomeno puramento pedologico.... ovviamente però quello che in preistoria si trova in una dimensione macroscopica in archeologia classica viene ricondotto a dimensioni diciamo così microscopiche, poichè il lasso di tempo intercorso tra la preistoria e noi ci permette spesso di individuare singole azioni si, ma che hanno un tempo di svolgimento più vicino a quello geologico.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 11-July-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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Presumo però che per un pedologo prestato all'archeologia preistorica l'eventualità che un paleosuolo sia tagliato dal taglio di una buca e allo stesso tempo copra il riempimento della medesima buca sia una eventualità su un piano puramente teorico grosso modo accettabile, mentre per un archeologo stratigrafico sarebbe una aporia del tutto insostenibile che verrebbe immediatamente invalidata alla prima revisione dei dati (probabilmente con una automatica valutazione di inaffidabilità stratigrafica di quel tratto della sequenza).
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  #14 (permalink)  
Vecchio 15-February-2009
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Pensavo che mi piacerebbe approfondire questa questione della definizione di paleosuolo qui proposta da Mdd ed avere un pò di bibliografia al riguardo.
Mi chiedo perchè gli archeologi,che ragionano per unità stratigrafiche, debbano prendersi la parola suolo che è l'oggetto di studio dei pedologi e quella paleosuolo dandogli un significato diverso da quello che gli danno i
pedologi stessi che per i suoli archeologici potrebbero usare(mia deduzione magarida confermare) la definizione di antrosuli..... Insomma se immaginassimo che su uno scavo c'è un pedologo o ancora meglio un micropedologo sai che confusione! Cioè il pedologo intenderebbe per
paleosuolo un suolo che testimonia "processi pedogenetici avvenuti o iniziati nel passato" (cito L. Tombino In Cremaschi, manuale di geoarchologia, p.559 ) entità che "costituiscono la memoria storica dei processi di superficie"(idem p. 86) ,e ne distingue vari tipi, anche derivanti da più cicli pedogenetici. l'archeologo invece molto probabilmente prende la parola paleosuolo e gli dà un significato particolare che potrebbe corrispondere anche ad uno di quelli dati dai pedologi, ma non al significato generale, come si nota dall'ultimo messaggio di Mdd.

Riporto alcune definizioni di tipi di paleosuolo per sapere cosa ne pensate( un pò copio un pò riassumo dal Cremaschi ,perchè a copiare tutto è troppo lungo, sono comunque le pp. 56 e 57)

1 paleosuoli sepolti: sono i suoli fossili, cosiddetti perchè ,inclusi in una successione stratigrafica, sono coperti da coltri sedimentarie abbastanza spesse da isolarli dai processi di superficie. questi sono anche i suoli che si trovano associati a coltri di loess e piane fluviali, sistematicamente associati a siti archeologici

2 paleosuoli relitti : sono suoli non più in evoluzione,anzi in via di obliterazione

3 paleosuoli originati nel corso di più cicli pedogenetici avvenuti in tempi e con processi diversi, tra cui si annoverano
- paleosuoli policiclici ="costituiti da differneti fasi pedogenetiche susseguitesi nel tempo sul medesimo substrato pedogenteico"
- paleosuoli composti: si sviluppano a partire da due coltri sedimentarie diverse successive , ciascuna interessata da una fase pedogenetica indipendente.
-paleosuoli complessi: come sopra,solo che la pedogenesi più recente interessa anche la sequenza più profonda(che ne caso precedente può essere invece troncata a causa di una fase erosiva che precede la deposiszione della seconda coltre sedimentaria) che assume caratteri di
paleosuolo policiclico
-Vetusuoli: sono detti suoli antichi ,ancora attivi e hanno caratteristiche pedologiche particolari(forte spessore,rubefazione, sensibile alterazione mineralogica ecc)e possono essere considerati sia come paleosuoli
complessi (deposizioni di coltri di loess) sia come suoli relitti.

ora non è che voglio qui dare la definizione pedologica di paleosuolo, visto che si sta parlando di una (eventuale) archeologica, voglio proprio chedervi se secondo voi sia sensato dare la definizione di paleosuolo a quanto descritto da Mdd.... come ho detto nei precedenti posts, da un certo punto di vista si(ho infatti cercato delle analogie di senso) da un'altro però mi preoccupa questo voler prendere un termine generale, già distinto in motli significati particolari tramite l'aggiunta di un attribbuto e dargli invece un
significato particolare senza aggiungere nessun attribbuto.... Non so magari molto semplicemente si potrebbe dire paleosuolo archeologico (anche se pure questo poi in preistoria potrebbe generare confusione) o
comunque eseguire un'operazione simile a quella che si è fatta con la terminologia di ispirazione geologica utilizzata nello scavo stratigrafico; in quel caso si utilizza il termine di Unità Stratigrafiche, che è un termine abbastanza specifico all'archeologia sebbene includa il concetto di stratigrafia che è prettamente geologico.... Insomma, può sembrare un pò una questione di puntiglio, ma invece credo sia importante considerando
che l'archeologia è(o dovrebbe essere) materia multidisciplinare .....
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Vecchio 19-February-2009
Mdd Mdd Non in Linea
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Interessante .

In effetti la conclusione dialettica di questo ragionamento potrebbe per paradosso addirittura essere che il termine sia di uso "sconveniente" in Archeologia, se non altro per problemi di univocità terminologica se non anche per questioni di rigorosità della scomposizione stratigrafica in azioni singole unitarie ed ininterrotte . . .

Da notare anche quanto l'approccio pedologico risenta del presupposto che la stratificazione sia prevalentemente una successione di accrescimenti, presupposto che in Archeologia è quasi sempre falso, dal momento che nella stratigrafia archeologica lo strato è una eccezione piuttosto rara, mentre la massima parte delle evidenze stratigrafiche è costituito da tagli e riempimenti e in misura solitamente un po' minore da strutture, solo eccezionalmente da veri e propri strati.

Molto interessante.

Personalmente però non credo affatto che l'Archeologia sia materia multidisciplinare, direi piuttosto che sia una disciplina scientifica del tutto autonoma e del tutto particolare nel campo delle Scienze.
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