[civiltà villanoviana]
Anche questa voce, tanto per cominciare ad avere materiale su cui lavorare, l'ho presa dalla Wikipedia italiana.
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[civiltà villanoviana]
La cultura villanoviana è il nome convenzionale e moderno di una "cultura" preistorica, identificata sulla base delle caratteristiche dei resti materiali che ci ha lasciato. Il nome deriva dalla cittadina di Villanova, vicino Bologna, dove fra il 1853 ed il 1856 Giovanni Gozzadini ritrovò i resti di una necropoli.
Con l'età del ferro, tra il X e l'VIII secolo AC la civiltà villanoviana si estese in parte dell'Emilia Romagna, in tutta l'Italia centrale, (Toscana, Umbria occidentale, parte delle Marche, Lazio settentrionale) e in Campania, preceduta dal "protovillanoviano" della fase finale dell'età del bronzo.
Caratteristiche
La sua principale caratteristica è l'utilizzo di sepolture ad incinerazione, nelle quali le ceneri del defunto sono ospitate in urne biconiche: la pratica funeraria ha somiglianze con la cultura dei campi d'urne nella pianura danubiana, mentre le popolazioni indoeuropee praticano in genere il rito dell'inumazione.
Le tombe, a sepoltura singola (per un solo defunto) sono scavate "a pozzetto", con rivestimento in ciotoli, o "a cassetta", con rivestimento in lastre di pietra. Le urne biconiche sono chiuse da ciotole, o a volte da elmi per le sepolture maschili. Il corredo funerario può comprendere morsi di cavallo, rasoi lunati (con la lama a forma di crescente lunare) e "fibule" (spille chiuse per le vesti) "serpeggianti" per gli uomini, oppure elementi di cinturoni, fibule "ad arco" e elementi del telaio per le donne.
Le case sono capanne a pianta circolare, costruite con legno e fango, mentre edifici rettangolari sono adibiti alle attività comuni.
La ceramica mostra forme molto varie, con le pareti spesse (per cui è necessaria una cottura ad alte temperature, che comporta una specializzazione artigianale accentuata). La decorazione è prevalentemente geometrica
La società è inizialmente poco differenziata, dedita all'agricoltura e all'allevamento, ma progressivamente le attività artigianali specializzate (specialmente la metallurgia e la ceramica) generano accumulo di ricchezza e gli inizi di una stratificazione sociale.
Insediamenti
Non sono chiari i rapporti della cultura villanoviana e protovillanoviana con quella delle terramare, sviluppatasi nell'età del bronzo (seconda metà del II millennio AC) nella pianura padana, che ugualmente praticava il rito dell'incinerazione, ma con cui manca ogni continuità negli insediamenti (i villaggi terramaricoli vengono abbandonati nel XII secolo AC per ragioni ancora non riconosciute, mentre gli insediamenti villanoviani risalgono al IX secolo AC).
Rispetto alla cultura appenninica e subappennica, diffusa in tutto il resto della penisola, i dati archeologici sembrano indicare una discontinuità negli insediamenti, con una generalizzata distruzione dei villaggi dell'età del bronzo, contemporanea al passaggio dall'inumazione all'incinerazione (XII secolo AC), mentre nella ceramica sembra avvertirsi una trasformazione più graduale.
Nella regione emiliana gli insediamenti prosperano anche grazie al commercio con le regioni più settentrionali (in particolare l'ambra dal mar Baltico). Il centro più importante sembra essere Verucchio, in Romagna. Tracce di insediamenti sono presenti a Carpi, a Bologna e nella zona di Modena (Castelfranco, Cognento e Savignano).
In Toscana e nel Lazio settentrionale la progressiva crescita demografica porta alla creazione di grandi centri abitati per "sinecismo" (aggregazione) di villaggi vicini tra loro. A partire dal X secolo AC si vanno formando quelle che saranno le grandi città etrusche di epoca storica, come Volterra, Chiusi, Vetulonia, Orvieto, Vulci, Tarquinia. Cerveteri, Veio. Con il IX secolo AC si accentua la concentrazione della popolazione in questi grandi centri "protourbani", ancora formati da nuclei abitati distinti, ciascuno con la propria necropoli (la zona di sepoltura al di fuori dei limiti dell'abitato). Sorgono su pianori contigui, in prossimità di importanti nodi di comunicazione, e controllano territori piuttosto vasti, spesso con piccoli abitati satelliti in corrispondenza dei confini.
Un simile fenomeno di formazione urbana tramite sinecismo si riscontra anche nel Lazio, dove dà origine anche alla fondazione di Roma, culminata nell'VIII secolo AC.
In Campania insieme alla cultura villanoviana ('"villanoviano meridionale") si sviluppa agli inizi dell'età del ferro la cultura delle tombe a fossa, caratterizzata dal rito dell'inumazione.
Villanoviani ed Etruschi
Sulla base della diffusione nello stesso territorio sul quale si svilupperà poi la civiltà etrusca, la cultura villanoviana è stata riconosciuta come una fase iniziale di questa (Massimo Pallottino). Tuttavia più recentemente (Renato Peroni), date le forti differenze tra i diversi ambiti locali, è stata negata un'identità etnica, ipotizzando delle comunità di diversa origine e miste al loro interno, che acquisirono un'unità nella fase protourbana e nella quale l'elemento etrusco prese, in molti casi, il sopravvento.
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