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Richieste di lavoro Spazio aperto a chi intende proporsi per collaborazioni o per assunzioni in società od enti che operano nel settore dei Beni Culturali


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  #46 (permalink)  
Vecchio 08-April-2008
AI magister
 
Data Registrazione: Feb 2007
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Questa è una tentazione pericolosissima, da evitarsi in ogni modo.
L'Archeologo da solo non conta niente: non è in grado di fare nulla, né di lavorare, né di aggiornarsi, né di avere un peso (anche economico) sufficiente per garantire una operatività di cantiere (attrezzature, noleggi, consulenze tecniche e giuridiche etc. etc.)...
Di questo sono sempre più convinta. Se non si è in grado di offrire una professionalità adeguata al mercato è impossibile riuscire a lavorare con un minimo di continuità. Piuttosto che cercare di lavorare indipendentemente sarebbe utile trovare un modo - ce ne sarà pure uno - per migliorare le condizioni lavorative attualmente offerte dalle Cooperative e dalle Ditte Archeologiche.

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... la maggior parte delle Università non solo non aiutano, ma tendenzialmente remano contro, sfornando sistematicamente e -sospetto io- deliberatamente laureati non all'altezza). E mentre in una azienda, magari con un raggio di azione pluriregionale, l'incapace lo smascheri o ancora meglio lo formi adeguatamente, da singole le persone incompetenti possono andare avanti una vita facendo danni senza che nessuno se ne accorga e senza che abbiano la benché minima opportunità di migliorare.
Secondo me il problema dell'Università è che c'è un totale disinteresse a capire quali siano le attuali esigenze del mercato nel nostro campo. La mia impressione, in generale, è che si cerchi al massimo di individuare alcuni allievi da formare come ricercatori universitari.
Per me sarebbe utile, per esempio, organizzare per i laureandi o i neolaureati degli stages di qualche mese presso le Ditte che lavorano nel campo.
Al massimo ho sentito dell'esistenza, sulla carta, di stages presso le Soprintendenze per gli allievi dell'ultimo anno delle Scuole di Specializzazione in Archeologia. Anche questo non sarebbe male. Il fatto è che io frequento una Scuola di Specializzazione e non conosco nessuno che abbia sfruttato questa possibilità, sempre che esista realmente.
Siamo sempre alle solite: la disorganizzazione regna
__________________

Francesca
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  #47 (permalink)  
Vecchio 08-April-2008
L'avatar di  massinissa
AI magister
 
Data Registrazione: Feb 2008
Messaggi: 261
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Sul fatto che l'Università impedisca di emergere alle nuove "generazioni", posso essere d'accordo. Dei laureati che io conosco, per ora nessuno sta emergendo in maniera particolare nella ricerca o nel percorso che può portare all'insegnamento universitario. Ma sui laureati in generale farei un distinguo: coloro che hanno ottenuto il titolo con il Vecchio Ordinamento (e credo di essere l'ultimo a laurearsi con esso!), hanno conoscenze e competenze (forse), più profonde di quelli laureatisi con il Nuovo Ordinamento. Semplicemente perchè con la riforma che tutti conosciamo, i programmi d'esame si sono notevolmente ridotti. Un es: l'esame di letteratura latina al VO, è come programma, almeno il doppio di quello di NO. Con questo non voglio fare nè denigrazioni, Dio me ne scampi!! Ma obiettivamente, la situazione è anche questa.. per cui chi si affaccia nel mondo del lavoro può produrre in maniera differente per questo motivo. Poi che la colpa sia della struttura Università, beh...


Volevo poi fare un chiarimento su una cosa che ho detto su un post precedente: quando parlavo di scavi con situazioni deleterie. Nel dire che vi sono persone che dello scavo non gliene può importare di meno, mi riferivo a coloro che fanno tutto meno che lavorare (come una tizia in Sardegna che passava tutto il tempo al cellulare), e non a quelle persone che sono interessate ad altri aspetti dell'archeologia rispetto alla fase dello scavo.

Ultima Modifica di massinissa : 08-April-2008 22:04.
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