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| Archeologia della Sardegna In questa categoria trattiamo dell'archeologia sarda o relativa alla Sardegna. Trattiamo tutte le epoche storiche e civiltà che si sono succedute nell'isola |
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20-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Ricognizione nel Dorghalese
Proprio ieri abbiamo fatto una ricognizione nel territorio di Dorgali (NU) poiché la posizione di alcuni siti sulla carta è risultata sbagliata. Perciò armati di GPS, carta dell’IGM, borraccia e tanta tanta buona volontà e passione ci siamo recati sul posto a compiere la nostra missione. Il patrimonio archeologico del comune di Dorgali è molto variegato almeno per quanto riguarda il periodo preistorico; qua si possono incontrare tutta la gamma di tipologie che le genti preistoriche ci hanno tramandato: nuraghi, tombe dei giganti, muraglie megalitiche, pozzi sacri, domus de janas, dolmen, ecc.
Il lavoro si è rivelato subito arduo in quanto, nel territorio in questione, la natura la fa veramente da padrone. Quindi se non si è quantomeno giovani e pratici, si fa veramente fatica. Il paesaggio è veramente suggestivo in quanto è caratterizzato da verdi colline ricche di vegetazione che si alternano vivacemente con altrettanti verdi valli che ospitano oltre campi coltivati anche parecchi vigneti.
La nostra prima tappa ci ha portato in aperta campagna, nei pressi di una fattoria nella quale, per fortuna, era presente il pastore. Dico fortuna perché rintracciare una domus de janas in mezzo alla macchia mediterranea è davvero un’impresa ardua e le indicazioni dei locali in questi casi sono sempre ben accette. Dopo aver superato un piccolo vigneto quindi abbiamo seguito un sentiero sul quale si affacciava una piccola parete rocciosa. Qui abbiamo trovato la nostra domus, scavata nello scisto (che è caratteristico della zona). La tomba in questione si chiama S'Irvutarzu,
è molto piccola e rozza, con un portello che sembra più l’ingresso di una grotticella ed è provvista di un’ anticella che immette nella cella principale.
Da qui ci siamo spostati verso sud,seguendo sempre una piccola strada sterrata che ci ha condotto nei pressi del pozzo sacro di Sorgolitta. Qua le rocce scistiche si alternano a massi di granito, i quali sono stati utilizzati per la costruzione del pozzo . Il monumento presenta una camera a pianta circolare scavata nel terreno che prosegue in un corridoio: quest’ultimo è coperto da quattro grandi massi di granito di forma ogivale che vanno a formare una sorta di scala ascendente verso la camera (probabilmente la copertura si è spostata a causa del dissestamento del terreno). Nei pressi del pozzo probabilmente doveva sorgere il villaggio in quanto abbiamo rinvenuto parecchi frammenti di ceramica. Più in là, sopra un piccolo rilievo doveva sorgere anche una tomba dei giganti, che però, secondo la nostra fonte, è andata distrutta.
Il sito seguente invece si trova nel pieno della cantina sociale situata in prossimità della strada statale 131 bis; bisogna quindi entrare all’interno del vigneto (chiedendo il relativo permesso) oltre il quale vi è una zona non coltivata dove è situata la tomba dei giganti di Su Sueredu. Purtroppo di questa sepoltura è rimasto ben poco… Un cespuglio di lentisco cresciuto all’interno del corridoio ne ha divelto la copertura a piattabanda della quale rimangono soltanto pochi lastroni di granito. L’esedra invece è visibile soltanto per metà (il resto è coperto da un cumulo enorme di rami secchi) mentre la piccola stele è invece abbattuta e spezzata. E’ stata una vera dimostrazione di come lentamente la natura si riappropria del proprio territorio.
In seguito ci siamo spostati verso est per raggiungere altre due tombe dei giganti che per fortuna risultano proprio ai margini della strada. La prima, quella di Lottoni, è anch’essa vittima della natura e della noncuranza dell’uomo (nonostante la tomba sia anche segnalata da un cartello). Comunque si conserva meglio della precedente… L’esedra infatti è ben visibile e la stele centinata è ancora in piedi. Si tratta di un grossa lastra di granito che però manca del listello centrale caratteristico che porta a pensare che fosse costituita in origine da due pezzi. Il corridoio invece presenta numerosi crolli della struttura di copertura ed è completamento invaso dalle erbacce.
La seconda tomba è invece il fiore all’occhiello del territorio di Dorgali, ovvero S’ena e Thomes. Dalla s.s. 131 si svolta al km. 123,700 verso Nuoro-Siniscola sulla s.s. 131 Direzione Centrale. Si oltrepassa il bivio per Nuoro, e si prende il successivo per Dorgali, dopo km. 4,1 si trova l'ingresso all'area archeologica, segnalato da un cartello. Dal parcheggio un sentiero serpeggia tra la vegetazione sino ad arrivare al luogo dove sorge la tomba. A differenza delle altre si conserva in maniera splendida ed è possibile quindi gustare tutta la magnificenza di questo tipo di costruzioni. La stele centinata è di dimensioni enormi, interamente di granito e presenta (come le altre) un piccolo ingresso simbolico nella parte inferiore. L’esedra è altrettanto in ottimo stato di conservazione ed è composta da lastre più piccole di granito che diminuiscono man mano di dimensione verso l’esterno. La copertura a piattabanda del corridoio è per ferramente in opera e si può apprezzare appieno le capacità tecniche degli antichi costruttori.
L’ultima tappa è stata invece di una fatica gigantesca in quanto dovevamo cercare il nuraghe Su Marrone di cui era soltanto visibile un filare. Non essendoci nessuno a cui chiedere ci siamo affidati alla nostra abilità. Le nostre faticose ricerche ci hanno portato finalmente all’obbiettivo. In cima ad un colle a 209 s.l.m. dopo un’impervia salita ed una piccola scalata tra le rocce granitiche siamo riusciti ad individuare i resti della torre della quale oltre ad un filare si riesce ad intravedere la tholos della camera che affiora dal terreno. Niente di eccezionale vero… però in compenso abbiamo goduto del panorama, con alte colline da una lato e una grande valle che si estende dalle pendici del colle e che continua verso est.
Alle sei di sera è finita la nostra avventura. Stanchi morti ma felici di fare uno dei lavori più belli del mondo.
Ultima Modifica di MarcelloS : 04-May-2007 00:11.
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20-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Questa si che è una gita come si deve!
A proposito, durante la mia permanenza in Sardegna un fonte ufficiosa mi ha informato dell'esistenza di graffiti (non ho capito bene la probabile età) in alcune grotte nel territorio del comune di Seui. Sarebbero stati "scoperti" da alcuni archeologi spagnoli.....se passi da quelle parti ,tempo e voglia permettendo, magari un'occhiatina....La notizia mi è sembrata interessante, solo che ora come ora non ho modo di confermarla o meno
Mi
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20-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
Aquamarina
Questa si che è una gita come si deve!
A proposito, durante la mia permanenza in Sardegna un fonte ufficiosa mi ha informato dell'esistenza di graffiti (non ho capito bene la probabile età) in alcune grotte nel territorio del comune di Seui. Sarebbero stati "scoperti" da alcuni archeologi spagnoli.....se passi da quelle parti ,tempo e voglia permettendo, magari un'occhiatina....La notizia mi è sembrata interessante, solo che ora come ora non ho modo di confermarla o meno
Mi
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Sinceramente non ne ho mai sentito parlare... Però potrebbe essere uno dei tanti graffitti presenti nelle domus de janas. Non ti ha detto su cosa si trovano?
Venerdì prossimo si ritorna sul posto a completare la ricognignozione. Vi posterò la seconda parte.
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21-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Marcello, a quanto ho capito pare si tratti proprio di grotte naturali e non di domus, quindi nulla tolgierebbe un età anche paleo-mesolitica, nel qual caso la scoperta sarebbe davvero importante.....però come ti dicevo, senza andare a vedere non si può sapere nulla.
Mi
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21-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Possono risalere al paleolitico ma possono anche non esserlo... Ricordo che alcune grotte son state frequentate anche in epoche successive. Comunque, visto che mi hai messo curiosità, provo a chiedere un po' in giro.
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21-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Infatti; ad ogni modo ,qualunque sia l'epoca può essere qualcosa di interessante,almeno per il fatto che si documenterebbe un arte parietale in grotta anche per la Sardegna.
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21-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
Aquamarina
almeno per il fatto che si documenterebbe un arte parietale in grotta anche per la Sardegna.
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E' già attestata...  Nella grotta del Bue Marino, proprio nel comune di Dorgali, son stati rinvenuti dei graffiti risalenti al neolitico. Se non sbaglio anche nelle grotte di Nettuno, presso Alghero, son stati rinvenuti graffiti...
Ultima Modifica di MarcelloS : 21-April-2007 13:47.
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21-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Quote:
E' già attestata... Nella grotta del Bue Marino, proprio nel comune di Dorgali, son stati rinvenuti dei graffiti risalenti al neolitico. Se non sbaglio anche nelle grotte di Nettuno, presso Alghero, son stati rinvenuti graffiti...
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Beata(la mia) ignoranza! Visto che ci sei mi daresti qualche titolo?
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21-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Un accenno fugacissimo c'era già nel Radmilli a pag. 203 .
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21-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Infatti mi son sbagliato. Non sono le grotte di Nettuno, ma è la Grotta Verde... che comunque si trova vicino alle altre
- Figurazioni antropomorfe nella grotta del Bue Marino - Cala Gonone (Dorgali) / F. Lo Schiavo
- Le *grotte di Rureu e Verde nella Nurra d'Alghero (Sassari) / nota del socio corrispondente Giovanni Lilliu. - Roma : [s.n.], 1994 (Roma : G. Bardi). - P. 630-690 : ill. ; 24 cm. ((Estr. da: Atti della Accademia nazionale dei Lincei. Classe di scienze morali, storiche e filologiche. Rendiconti, 391(1994), s. 9, v. 5, fasc. 4. 1994 Monografia Mi
Mi pare ci sia anche qualcosa su "La civiltà dei sardi" sempre di Lilliu.
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22-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Grazie a entrambi :-)
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22-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Ecco una piccola foto dei graffiti di della grotta del Bue Marino.
ImageShack - Hosting :: visitare62gi2.jpg
La descrizione che ho trovato sul web dice che le figure antropomorfe si sviluppano in circolo. Assomogilano molto alle stesse raffigurazioni presenti nella necropoli di Moseddu presso Cheremule.
ImageShack - Hosting :: moseddubb6.gif
Anche qui le figure sono disposte in circolo, forse come riproduzione del "ballo tondo" che ancora oggi è praticato sull'isola.
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22-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Si, mi sembrano le tipiche figure umane stilizzate a phi (e varianti); in effetti si trovano anche a Porto Badisco e Levanzo.......l'età dovrebbe essere post paleolitica ,ma in genere è diffficile specificare; poi dipende ovviamente dai contesti dei ritrovamenti.
Milena
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22-April-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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L'età delle figure della necropoli di Moseddu risale almeno al neolitico in quanto le domus de jans vengono scavate a partire dalla cultura di Ozieri. Se non ricordo male però, i suddetti graffiti vengono inseriti nell'Eneolitico, in particolare durante la presenza della corrente campaniforme in Sardegna, intorno al 2500 a.C. Sempre andando a memoria, questa interpretazione è data da Ercole Contu in "La Sardegna preistorica e nuragica" primo volume.
Per quanto riguarda i graffiti del Bue Marino, non saprei.
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