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| Scienze Naturali e Archeologia Discussioni sui collegamenti tra le principali scienze naturali (geologia, fisica, chimica e geografia fra tutte) connesse allo studio dell'antichità. Per quanto riguarda l'antropologia si rimanda alla sezione storica, pur rientrando in parte - antropologia fisica - in questo ambito. |
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05-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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riconoscere le tipologie di terreno
salve a tutti!
in questo periodo sto lavorando a Roma come assistente archeologa nei cantieri dell'Italgas. Il mio lavoro consiste nell'osservare lo scavo e di stilare un diario a fine giornata. Il mio problema nasce quando devo riconoscere le tipologie dei terreni che emergono durante lo scavo. Finchè si parla di pozzolana, sabbia e terra di riporto non ho alcun problema, ma quando emergono terreni particolari non posso che affidarmi all'esperienza dei miei operai, ma talvolta non basta tanto che le descrizioni risultano essere superficiali.
La mia richiesta è questa: qualcuno conosce qualche libro che mi possa aiutare a riconoscere o almeno individuare con maggior precisione le tipologie di terreno?
grazie per l'attenzione!
ciao ciao Francesca

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carpe diem... perchè panta rei!
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05-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Ciao Francesca, guarda nel tread il rosso e il nero nella sezione archeologia sperimentale, c'è un link sulla tassonomia dei suoli, forse ti può essere utile
Ciao
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05-May-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Feb 2007
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Ciao Francesca e benvenuta!
Siamo omonime e concittadine :wink:
Io in genere per gli strati geologici faccio rirerimento a:
U. Ventriglia, Geologia del territorio del Comune di Roma, Roma 2002
é un po' complicato ma aiuta.
Mi hanno parlato anche, ma ancora non l'ho mai utilizzato, di:
A. Arnoldus-Huyzendveld, I suoli di Roma: due passi sulle terre della città, Comune di Roma, Dipartimento 10, U.O. Sviluppo Sostenibile (con carta in scala 1:50000), Roma 2003.
Un saluto,
Francesca
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05-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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grazie ad entrambe per aver risposto così velocemente al mio appello! credo proprio che i vostri consigli mi saranno utili!
a presto su questi schermi!
 Francesca
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carpe diem... perchè panta rei!
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06-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Cerebia
. . . Finchè si parla di pozzolana, sabbia e terra di riporto non ho alcun problema, ma quando emergono terreni particolari non posso che affidarmi all'esperienza dei miei operai, ma talvolta non basta tanto che le descrizioni risultano essere superficiali. . .
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Forse non è così importante la definizione dei vari tipi di deposito.
Cioè, lo sarebbe anche, ma presumo che -dato il tipo di intervento molto veloce- sia prioritario piuttosto che descrivere minuziosamente riuscire a capire le modalità di formazione del deposito: quindi distinguere una formazione naturale da una artificiale, una sedimentazione progressiva da un butto caotico istantaneo, un crollo da un riporto macerioso, una sovrapposizione di riempimenti differenziati ma dinamicamente unitari da buche che tagliano altre buche.
E soprattutto cercherei sempre di dare una risposta alla domanda " si riesce a vedere a quale quota camminavano?
Guarderei insomma più a quello che riesco a capire su "cosa è successo lì" (che naturalmente sarà una capacità sempre più smaliziata man mano che l'esperienza aumenterà) che non alla pura descrizione meticolosa.
Poi, per garantire quel minimo di proprietà di linguaggio nella descrizione oggettiva, mi atterrei semplicemente al vecchio manuale "Norme per la Compilazione della Scheda del Saggio Stratigrafico" (direi a cura di Parise Badoni e Ruggeri Giove e se non sbaglio edito nel lontano 1985).
Comunque cercherei sempre e continuamente di parlare e scambiare opinioni con quanti più colleghi possibile.
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06-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Rettifico:
Franca Parise Badoni, Maria Ruggeri Giove (a cura di),
Norme per la redazione della scheda del saggio stratigrafico, Roma, Ed. Multigrafica, 1984, (Istituto centrale per il catalogo e la documentazione)
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06-May-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Mar 2007
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vorrei solo sottolineare che se si tratta di veri e propri orizzonti pedologici l'identificazione da' automaticamente la certezza quasi matematica sui processi formativi.
brado
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'Archaeology is the most fun you can have with your pants on' (Kent Flannery).
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06-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Eh, ma succede proprio una volta ogni tanto.
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06-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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grazie ancora per i consigli!
...purtoppo ancora non mi è mai capitato di dovermi chiedere "dove camminavano?" perchè l'unica casa che ho trovato in questi cantieri è solo tanta terra e nemmeno un coccino o altro che mi potesse portare ad indagare uno strato... sobh!
thank you!
Francesca :-P
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carpe diem... perchè panta rei!
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06-May-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Mar 2007
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va be' si sa che gli orizzonti di suolo non sono molto frequenti in certi tipi di contesti...
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'Archaeology is the most fun you can have with your pants on' (Kent Flannery).
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06-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Cerebia
...purtoppo ancora non mi è mai capitato di dovermi chiedere "dove camminavano?" perchè l'unica casa che ho trovato in questi cantieri è solo tanta terra . . .
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Provaci lo stesso, dai retta  .
Prova a pensare: io non sto vedendo nulla di archeologico, perché "loro" camminavano ad una quota molto più profonda di questa, oppure camminavano ad una quota molto simile alla mia e quello che vedo è troppo sotto, o addirittura forse camminavano ad una quota lì in mezzo, ma io non riesco a vederlo perché nel frattempo ci sono state nuove azioni stratigrafiche che hanno obliterato tutto, ecco infatti si vedono buche recenti, tagli etc..
Se funziona cerca di infarcire la tua descrizione dei terreni in maniera da far capire che stai seguendo un ragionamento.
Poi devi farti tu una idea su chi potrebbero essere" loro". 
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06-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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. . . ovviamente poi potrebbe capitare che ci siano più "loro" che hanno camminato a quote differenti in differenti epoche.
E qui la cosa si farebbe maledettamente interessante.
Ma mi pare di capire che non sia il tuo problema per il momento (ma arrivrerà ;-) ).
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06-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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beh una volta mi è capitato di dover dare un "loro" ad uno strato, ma non era antico.... penso di essermi trovata davanti ai resti del pranzo degli operai che costruirono la strada dove stavo scavando, probabilmente degli anni '30... c'era scatolame, vetro e una costoletta! ma non mi preoccupo, un giorno anche io troverò qualcosa di serio!
grazie!
Francesca
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carpe diem... perchè panta rei!
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06-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Va bene così.
Non è la scoperta che è importante.
E' importante fare un buon lavoro ed essere pronti quando serve. 
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08-May-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Mar 2007
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Be' perché qui non si parla più di 'riconoscere le tipologie di terreno'...
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'Archaeology is the most fun you can have with your pants on' (Kent Flannery).
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