Termoluminescenza.
Il metodo si basa sugli elettroni intrappolati all'interno del materiale che si vuole datare. In generale gli atomi sono disposti secondo un ordine preciso (reticolo cristallino) e sono esposti alla radiazione cosmica che colpisce la terra. Questa radiazione fa spostare gli atomi dalla loro posizione nel reticolo verso dei "punti di difetto". Siccome la quantità di radiazione è costante, gli elettroni si accumulano nei punti di difetto a velocità costante, un certo numero ogni anno. La dose annuale di radiazione è stimata a priori secondo parametri precisi, la dose totale è misurata. In questo modo si calcola l'età del campione che ha assorbito la radiazione, di solito rocce o anche la ceramica.
ETA' =
Dose totale di radiazione (si misura con il metodo della TL)
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Dose annuale di radiazione (si stima con la radiattività del suolo)
Per misurare la dose totale si usano vari metodi tra cui la termoluminescenza. Si riscalda in laboratorio il campione a 500°C o più, in modo che gli elettroni nei punti di difetto si spostino e liberino energia (cioè l'energia totale che c'è voluta per spostarli) sotto forma di luce. La luminescenza misurata fornisce il valore della dose totale di radiazioni.
Il metodo è utile per datare la ceramica e i materiali inorganici e litici che hanno subito riscaldamento (selci combuste ad esempio). Si possono datare solo materiali che hanno età superiore a 50.000 anni e i risultati ottenuti sono meno precisi di quelli del C14.
Altro uso che se ne può fare è quello sui depositi di carbonato di calcio nelle grotte. La radiazione inizia ad accumularsi appena il carbonato in soluzione cristallizza.
Tracce di fissione
(non sono sicurissimo su questo, se ho sbagliato qualcuno mi corregga)
Si basa sul fatto che l'uranio in certe situazioni si divide in due parti, cioè fa una fissione. Le due parti che si originano si allontanano velocemente e lasciano tracce nel materiale. Le tracce di fissione sono materialmente visibili e si contano usando un microscopio ottico.
Per determinare la data bisogna conoscere la quantità del 238U e per fare questo si usa l'altro isotopo, cioè 235U. Sapendo che il rapporto tra 235U e 238U è costante si trova la quantità di 238U producendo artificilamente la fissione di 235U. In questo modo si calcola prima la quantità di 235U e di conseguenza quella di 238U.
Quindi, sapendo che c'era una quantità X di 238U e sapendo che produce Y tracce l'anno, il numero di tracce totali fornisce l'età del campione.
Nel senso che maggiore è la quantità di 238U originaria, maggiore sarà il numero di tracce di fissione in un anno e l'età del campione dipende da questo.
Il metodo è utilizzato in campioni geologici (minerali e rocce) con età maggiore di 300 mila anni, ma anche su vetri vulcanici e ossidiana. Per date più recenti il metodo è più dispendioso e meno preciso però applicabile ugualmente (minerali presenti nella ceramica - smalti vitrei).
Bisogna tenere presente che il decadimento radiattivo e l'accumulo di tracce di fissione inizia al raffreddamento e se si riscalda ancora il materiale, il processo comincia da capo. Questo è il motivo per cui si usa per datare la ceramica, cioè si trova la data in cui è stata cotta.
Archeomagnetismo
Misura il magnetismo nelle rocce vulcaniche in particolare. Quando la lava si raffredda le particelle al suo interno prendono la direzione del campo magnetico di quel momento.
Siccome il campo magnetico varia, sia in intensità che in direzione, controllando questi parametri si può ottenere una datazione dello strato. Di solito è usato nei siti dell'Africa orientale dove è intensa l'attività vulcanica e serve da termine
ante quem o post quem per le datazioni di strati dove si trovano resti di ominidi.
Si può applicare anche all'argilla, le cui particelle ferrose si orientano secondo il campo magnetico se riscaldate a 650-700 °C; ovviamente solo per strutture fisse come i forni. Per la ceramica invece l'orientamento non può essere misurato ma solo l'intensità. Non è un metodo molto preciso e per usarlo è necessario disporre di grafici sulla variazione del campo magnetico in scala regionale.
Fonte: Renfrew-Bahn,
Archeologia - teoria metodi pratica, Zanichelli
Spero sia chiaro, altrimenti fammi sapere, non è proprio semplice neanche per me...
Ciao
