 |  |  |  | | Scienze Naturali e Archeologia Discussioni sui collegamenti tra le principali scienze naturali (geologia, fisica, chimica e geografia fra tutte) connesse allo studio dell'antichità. Per quanto riguarda l'antropologia si rimanda alla sezione storica, pur rientrando in parte - antropologia fisica - in questo ambito. |  | | 
04-April-2008
| | AI senatus | | Data Registrazione: Apr 2007 | | Quote: Mario_A E' vero che nel Medioevo c'erano traffici di reliquie vere, presunte o fabbricate, ma considerando l'eccezionalita' della Sindone, puo' darsi che sia stata anche fatta con un intento iconografico. E' comunque un'opera d'arte.
Mario | A questo proposito, bellissime pagine in Baudolino di Umberto Eco: lo so, è un romanzo non un saggio di storia, ma è gradevolissimo e anche istruttivo.
__________________ In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine) | 
06-April-2008
| | AI gens | | Data Registrazione: Jan 2005 | | Datazione della Sindone: le controversie Com’e’ noto la datazione medievale della Sindone pubblicata su Nature nel 1989 e accettata dalla Chiesa, ha invece suscitato una marea di polemiche da parte di studiosi di varie discipline, sia dilettanti che professionisti, riportate poi in modo distorto dalla stampa nazionale ed internazionale (il problema di una certa comunicazione non e’ solo in Italia) come i “i dubbi degli scienziati sulla datazione della Sindone”, concetto rispolverato di recente.
Vorrei sottolineare due punti molto importanti: 1.Nessuno studioso specialista di datazione con isotopi ha mai sollevato dubbi sulla datazione della Sindone. 2.Sono stati pubblicati solo due articoli scientifici contro la datazione . Il primo si e’ poi rivelato una penosa frode scientifica, il secondo e’ alquanto debole scientificamente.
Tutte le controversie possono essere divise in due gruppi: 1.L’ipotesi della contaminazione
2.L’ipotesi dello scambio dei campioni 1) Ipotesi della contaminazione.
Questo tipo di controversia sostiene in pratica che poiche’ attraverso la sua storia la Sindone e’ stata esposta all’aria, al fumo delle candele, all’azione dei batteri, forse bollita in olio nel Medioevo per dimostrare la permanenza dell’immagine e quindi la sua sacralita’ (fatto non storicamente provato) e via dicendo, contaminazioni organiche medievali o piu’ recenti avrebbero falsato la datazione con il radiocarbonio.
E’ vero che le contaminazioni organiche sono un problema riconosciuto nelle datazioni con il C14 e possono falsare le misure, ed e’ per questo che i protocolli di pulitura e preparazione dei campioni sono fondamentali, tuttavia bisogna tenere conto dell’aspetto quantitativo della contaminazione. Non c’e’ bisogno di essere degli esperti, basta solo conoscere i principi dell’analisi del C14, come m’immagino tutti gli archeologi e studenti di archeologia, per capire che le contaminazioni posteriori sono tanto piu’ serie quanto piu’ e’ antico il reperto. Per reperti molto antichi, risalenti al Neolitico o al Paleolitico, certamente anche una piccola contaminazione recente puo’ falsare di molto la datazione. Nel caso della Sindone, per la quale ci si aspetta un’eta’ di circa 2000 anni, e’ abbastanza semplice da capire, anche senza fare calcoli matematici, che per falsare il risultato di 1300 anni in meno, occorrerebbero contaminazioni pesantissime, dello stesso ordine ponderale del campione stesso.
Un microbiologo aveva ipotizzato che sulla tela, nel tempo, sarebbero cresciuti dei batteri formanti un biofilm (cioe’ una pellicola continua, come nella placca dentaria), tale da falsare i risultati. Per avere un risultato simile, la quantita’ di batteri avrebbe dovuto essere enorme, una crosta visibile ad occhio nudo. Invece neppure le fotografie delle fibre al microscopio rivelano contaminazioni di questa entita’.
Inoltre, come ho gia’ scritto precedentemente, i campioni sindonici e quelli di controllo sono stati sottoposti ad accurati protocolli di pulizia, alcuni molto energici, che hanno sicuramente eliminato le contaminazioni organiche.
Ma nel 1996 (lo ricordo benissimo) scoppio’ un grande chiasso mediatico sui giornali e televisione: uno scienziato russo aveva dimostrato scientificamente che la datazione della Sindone era errata e che il telo doveva essere molto piu’ antico.
Era stato pubblicato un articolo scientifico: Kouznetsov D. et al. Effects of fires and biofractionation of carbon isotopes on results of radiocarbon dating of old textiles: the Shroud of Turin Journal of Archaeological Science (1996) 23, 109–121.
In questo articolo, apparentemente scritto in modo molto professionale , veniva riportato che un campione di tela di lino, ben noto agli archeologi e proveniente dallo scavo di En Gedi (Israele), datato tra il I sec a.C e il I sec. d.C. dal famoso Centro AMS di Tucson (Arizona, USA), uno dei tre laboratori che aveva datato la Sindone, se sottoposto ad un particolare trattamento termico in presenza di vapore acqueo contenente ioni di argento (200 ⁰C, 90 min.) risultava invece risalire al 1200 d.C. nella datazione AMS/C14. Il particolare trattamento, descritto nei metodi, era stato ideato dal gruppo russo per riprodurre le condizioni nelle quali si era trovata la Sindone durante l’incendio di Chambery nel 1532 (calore, acqua usata per spegnere il fuoco e argento fuso). Secondo l’articolo, questo effetto sarebbe stato dovuto ad una reazione chimica, chiamata carbossilazione, tra la CO2 presente nell’aria e gli zuccheri della cellulosa del lino, catalizzata dagli ioni argento e dalle particolari condizioni termiche. Ci sarebbe stata quindi un’incorporazione di carbonio dell’epoca medievale nella struttura chimica delle fibre del lino (che ovviamente non sarebbe stata eliminata da nessun tipo di pulitura)
Il laboratorio AMS dell’Arizona rifece accuratamente gli esperimenti di Kouznetsov, su un piccolo campione rimasto in loro possesso del lino di En Gedi, senza riscontrare nessuna variazione del contenuto del C14. Inoltre, i ricercatori dell’Arizona riscontrarono gravi errori nei calcoli di Kouznetsov. Infatti, anche se la carbossilazione delle fibre di lino fosse stata reale e completa (ed una carbossilazione della cellulosa del lino in quelle condizioni non e' nota in chimica) il “ringiovanimento” delle fibre non avrebbe mai potuto superare i 100 anni. I ricercatori americani riportarono anche che quel trattamento termico aveva fortemente ingiallito il lino, e che quindi non riproduceva certo le condizioni di Chambery.
Il centro AMS dove si sarebbero svolti gli esperimenti di Kouznetsov, i Sedov Biopolymer Research Laboratories di Mosca, risulto’ essere totalmente sconosciuto agli esperti del settore, inclusi quelli russi, e nessun lavoro scientifico precedente risultava pubblicato da questo istituto nella letteratura scientifica. Ora, i centri AMS (Accelerator Mass Spectrometry) che si occupano di datazioni con metodi isotopici richiedono grossi investimenti, non sono molti (sono poco piu’ di un centinaio in tutto il mondo) e sono tutti ben conosciuti nel campo. In seguito si scopri’ che Kouznetsov aveva commesso altre volte frode scientifica, pubblicando articoli dove aveva perfino incluso referenze totalmente inventate. La “confutazione della datazione della Sindone” quindi non era altro che un’altra delle sue frodi.
Il centro dell’Arizona pubblico’ i risultati e le argomentazioni che smentivano Kouznetsov in un articolo sullo stesso giornale:
Jull AJT et al. Factors Affecting the Apparent Radiocarbon Age of Textiles: A Comment on ‘‘Effects of Fires and Biofractionation of Carbon Isotopes on Results of Radiocarbon Dating of Old Textiles: The Shroud of Turin’’, by D. A. Kouznetsov et al. Journal of Archaeological Science (1996) 23, 157–160
Vorrei sottolineare ,con sdegno, che i mezzi d’informazione, stampa o televisione, che mi ricordi, non hanno mai parlato di questa smentita. Io stesso ho scoperto questo articolo solo ora facendo ricerche bibliografiche. 2) Ipotesi della sostituzione dei campioni
Il secondo gruppo di contestazioni afferma che per errore i campioni della Sindone furono tagliati dai rammendi medievali oppure dal telo d’Olanda, il telo cucito sotto dalle Clarisse di Chambery per sostenere la Sindone. Addirittura si sostiene che ci fu una sostituzione dolosa con campioni di tessuti medievali. A me sembra estremamente improbabile che una cosa del genere possa essere accaduta, e credo che queste ipotesi vengano fatte nella piu’ totale ignoranza dei fatti oppure in malafede. Questa evenienza e’ stata una delle piu’ grandi preoccupazioni degli studiosi quando fu discusso il protocollo di datazione. Il Rapporto Sindone (che termina con la descrizione della raccolta dei campioni e che fu finito di stampare prima che si conoscessero i risultati) descrive come si svolsero i fatti e che in parte ho riportato.
Tutta l’operazione si svolse nella Cattedrale di Torino, il 21 aprile 1988, a porte chiuse, presenti non piu’ di 30 persone in tutto. Al contrario da quanto ho letto negli articoli de La Stampa citati da Cheope, tutto si svolse ordinatamente e con calma in circa 3 ore. Il taglio fu eseguito da Giovanni Riggi di Numana, che aveva coordinato tutti gli studi sulla Sindone e che la conosceva come le sue tasche. Gli esperti tessili esaminarono ed approvarono l’area di taglio. Tutte le operazioni vennero filmate e fotografate. Il Cardinale Ballestrero segui’ da vicino personalmente tutte le operazioni. Erano presenti i rappresentanti dei tre laboratori per la datazione e M.S Tite, del British Museum. I campioni furono pesati usando bilance elettroniche di precisione. I campioni di controllo furono tutti portati da Tite.
Dopodiche’ tutti i campioni furono codificati, chiusi in contenitori e sigillati. Quest’ultima operazione fu compiuta in segreto esclusivamente da Tite e dal Card. Ballestrero in un’area riservata. I campioni, sotto codifica, furono consegnati ai rappresentanti dei tre laboratori. Questo resoconto e’ anche riportato nell’articolo di Nature, e combacia fedelmente con quello pubblicato precedentemente nel Rapporto Sindone da Riggi di Numana.
Una sostituzione con dolo? E per quale motivo? Tite era l’unico in grado di farlo, anche se l’operazione non sarebbe stata facile sotto gli occhi del Card. Ballestrero, che non credo avesse alcun interesse a far risultare la Sindone medievale. Qualcuno e’ arrivato ad ipotizzare un complotto dei ricercatori, cosa quasi impossibile dato il coinvolgimento di tre centri qualificati AMS in tre nazioni diverse. In tutto, i ricercatori che hanno eseguito la datazione della Sindone erano 20.
Credo invece che sia molto difficile trovare in archeologia una datazione di un reperto eseguita con un metodo piu’ controllato ed accurato di questo.
Tre anni fa, Raymond Rogers, un chimico americano del Los Alamos National Laboratory (USA), che aveva lavorato sulla Sindone negli studi del 1978, pubblico’ un articolo su una rivista di chimica:Rogers RN Studies on the radiocarbon sample from the shroud of turin Thermochimica Acta 425 (2005) 189–194.
In questo articolo Rogers riportava una differenza nella composizione chimica delle fibre di lino (misurata con la spettrometria di massa) tra fibre che lui aveva prelevato nel 1978 con uno speciale nastro adesivo dall’area dell’immagine della Sindone (e quindi da lui ritenute di sicura origine sindonica) e fibre del campione usato per la datazione, prelevate con lo stesso metodo ed inviategli dal Prof. Luigi Gonella, un fisico del Politecnico di Torino, consulente scientifico del Cardinale Ballestrero per la Sindone, che aveva partecipato nel 1988 al prelievo dei campioni.
Inoltre sosteneva che le fibre sicuramente sindoniche non contenevano vaniglina nella lignina (un componente delle fibre),e che la degradazione della vaniglina della lignina poteva essere utilizzata come un metodo per la datazione di antichi tessuti. Secondo Rogers, teli di lino molto antichi al contrario dei teli medievali , incluso il telo d’Olanda, non presentavano tracce di vaniglina nella lignina. Inoltre sosteneva di aver riscontrato nelle fibre del campione della datazione tracce di alizarina, un colorante naturale comparso in Europa solo a partire dal periodo medievale.La conclusione di Rogers era che le fibre del campione della datazione erano diverse da quelle sicuramente sindoniche, a sostegno quindi dell’ipotesi che fosse stato tagliato un rammendo medievale.
L’articolo non sembra molto chiaro. Il metodo di datazione con la vaniglina non e’ un metodo scientificamente riconosciuto e nell’articolo molte affermazioni chiave non sono supportate da referenze scientifiche. Inoltre Rogers dichiara di aver condotto tale ricerca a titolo personale e di aver eseguito il lavoro preparatorio sulle fibre a casa sua, fatto alquanto insolito nella ricerca. Questo va a discredito del giornale che non avrebbe dovuto pubblicare un articolo cosi’ lacunoso. Concludendo, non ho trovato nella letteratura scientifica nessuna obbiezione seria alla datazione della Sindone. Quelli che i media e i siti sindonici in rete definiscono “i dubbi degli scienziati sulla datazione della Sindone” sono solo una collezione di ipotesi infondate, illazioni false dovute ad ignoranza, malafede o ad entrambe, una grave frode scientifica ed un’ipotesi scientifica alquanto traballante ed inconsistente.
Mario
Ultima Modifica di Mario_A : 06-April-2008 13:05.
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06-April-2008
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Dec 2002 Luogo: Stuhlingen (Germania) | | Molto chiaro, come sempre. Grazie Mario!
__________________ 
dott. Claudio Giorgini | 
07-April-2008
| | AI gens | | Data Registrazione: Jan 2005 | | Quote: dceg Molto chiaro, come sempre. Grazie Mario! | Non c'e' di che! Quote: Mario_A
Non conosco un sito che riporti in modo serio tutte le analisi fatte sulla Sindone. La maggior parte pone l'autenticita' della Sindone come presupposto, e solo gli studi a favore vengono considerati attendibili, anche se non hanno valore scientifico (come lo studio sui pollini). | Successivamente a questa mia affermazione ho trovato alcune pubblicazioni in rete, in uno di questi siti di siti di studi sindonologici. Uno in particolare riassume in una lista i dati ottenuti dagli studi sulla Sindone, confermando in pieno le mie impressioni...a dire il vero non pensavo che il livello fosse tanto basso... http://www.shroud.com/pdfs/doclist.pdf
Alcune chicche che ho trovato (TS: Turin Shroud): 1) Sulla datazione della Sindone
The TS has been radiocarbon-dated to 1260-1390 A.D. (Damon et al. 1989) but a great number of scientists believe that the method used to take the sample and the reliability of radiocarbon dating is not satisfactory because the linen underwent many vicissitudes (e.g., fires, restorations, water,exposure to candle smoke and the breath of visitors). For example, some researchers have proposed that the 1532 fire probably modified the quantity of radiocarbon in the TS, thus altering its dating,and others believe in the existence of a biological complex of fungi and bacteria covering the yarns of the TS in a patina (Moroni 1997, Garza Valdes 2001). Recently it was demonstrated that the 1988 sample is not representative of the whole TS (Adler 1999 and 2000, Marino 2000 and 2002, Rogers 2002 and 2005)
.
130. MORONI M., BARBESINO F., “Apologia di un falsario”, Maurizio Minchella Editore, Milano 1997.
70. GARZA-VALDES L., “The DNA of God?”, Berkley Books, New York, 2001.
ADLER A.: “The nature of the Body Image on the Shroud of Turin”, 1999, http://www.shroud.com/pdfs/adler.pdf
6. ADLER, A. D., “The Shroud fabric and the body image: chemical and physical characteristics”, in: “The Turin Shroud,past, present and future”, Proceedings of the International Scientific Symposium, Torino, 2-5 March 2000, Effatà Editrice,Cantalupa (TO) 2000, pp. 51-73.
115. MARINO, J., BENFORD MS. “Evidence for the Skewing of the C-14 Dating of the Shroud of Turin Due to Repairs”,
2000, http://shroud.com/pdfs/marben.pdf.
162. ROGERS R.. “Scientific method applied to the Shroud of Turin, a review”, http://shroud.com/pdfs/rogers2.pdf, 2002
164. ROGERS R.: Studies on the radiocarbon sample from the Shroud of Turin. Thermochimica Acta, Vol. 425, Issues 1-2 , 20
Jan. 2005, pp. 189-194. 2) Adesso viene il bello...il DNA della Sindone!
A77) The DNA found in blood spots is badly degraded. (Rogers 2005).
ROGERS R.: Studies on the radiocarbon sample from the Shroud of Turin. Thermochimica Acta, Vol. 425, Issues 1-2 , 20 Jan. 2005, pp. 189-194.
La referenza citata e' lo stesso lavoro di cui ho discusso nel mio precedente intervento. Non parla assolutamente di DNA. Non esistono pubblicazioni scientifiche che parlano di DNA della Sindone
C16) Human DNA comes from Riggi’s blood samples from the TS, this because three gene segments were cloned and studied (Garza Valdes 2001).
70. GARZA-VALDES L., “The DNA of God?”, Berkley Books, New York, 2001.
A parte la qualita' della citazione, mi chiedo come si possano clonare frammenti di DNA genomico partendo da un campione seriamente degradato come affermato prima.
C17) Results from the DNA analysis, made from the TS blood at the University of Texas, S.Antonio, U.S.A., indicate that some genetic characteristics are relative to the Semitic race (for example hair) (Riggi 2003).
154. RIGGI G., verbal communication to G. Fanti 2003.
Questa e' buona! Non solo sono riusciti a clonare un DNA degradato, ma addiritura a stabilire (dai geni dei capelli o che cosa?) che apparteneva ad uno di "razza Semitica". Non ho parole!
Questi veramente non sanno di cosa stanno parlando!
Mario
Ultima Modifica di Mario_A : 07-April-2008 01:12.
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2 Settimane Fa
|  | AI gens | | Data Registrazione: Feb 2006 | | Scusate se riporto in auge questo topic, ma proprio ieri ho relazionato in una conferenza a tal proposito e poi tra poco ci sarà la nuova ostensione... Probabilmente presto renderò disponibile il testo collegato, che avrò cura anche di linkare qui sopra se può interessare: d'altronde comunque la si voglia mettere è pur sempre un reperto archeologico che pone interessanti interrogativi di archeologia sperimentale... Quote: Mario_A Quasi tutte le ipotesi fatte contro la datazione al C14 sono fasulle, alcune veramente di basso livello (se vuoi ne possiamo discutere) | Vero, come sempre capita quando in questioni scientifiche si intrufolano persone che nella vita fanno tutt'altro: d'altronde è una moda che noi in archeologia conosciamo bene, ed i programmi televisivi ne sono pieni di questi personaggi... Quote: |
La maggior parte pone l'autenticita' della Sindone come presupposto, e solo gli studi a favore vengono considerati attendibili, anche se non hanno valore scientifico (come lo studio sui pollini).
| Perché lo studio sui pollini non dovrebbe avere valore scientifico? Cosa significa valore scientifico? Lo studio sull'aragonite che è simile a quella rinvenibile nelle grotte di Gerusalemme e pubblicato su una rivista internazionale ha valore scientifico? In caso contrario perché no? Oppure si fa parte della schiera di persone che si contrappongono all'altra schiera, e che considerano il prof. Campanella (che conosco), Presidente della Società di Chimica Italiana, come un ubriaco allo sbaraglio solo perché ha proposto un metodo chimico (e non fisico come il C14) per datare la Sindone? Furono ubriachi pure gli scienziati dello STURP e le loro conclusioni derivate da misurazioni scientifiche? Si trova tutto in shroud.com, il più grande sito sindonico tenuto dal fotografo dello STURP B. Schwortz (che conosco)
Il problema vero è che gli atei non s'interessano di Sindone: per loro è paccottiglia, e quando si interessano di Sindone (vedasi gli articoli sulla rivista del CICAP) non infrequentemente sparano balle più grosse di certi sindonologi autenticisti. Quindi citare studi non autenticisti oltre Nature è impossibile perché non ne esistono di fatto. Quote: |
Invece, uno studio di datazione piu' che serio, fatto con criteri ben superiori alla media viene criticato con argomenti ridicoli. Allora che senso ha studiare la Sindone?
| Sulla serietà avrei da discutere, sui risultati pure si potrebbe discutere, ma si tratterebbe di inezie di tipo statistico-matematico che non spostano di molto la questione. Anche le parole di Ramsey non spostano molto la questione, al massimo andiamo indietro di un paio di secoli (il che sarebbe comunque un problema per la storiografia ufficiale, sempre che non si voglia riconoscere nella Sindone ciò che in precedenza veniva chiamato in altro modo).
Gli unici argomenti validi sono 2: uno di tipo scientifico, pubblicato su Nuclear Instruments and Method in Physics Research B 123 (1997) pp. 504-507 su come una eventuale contaminazione organica del lino possa alterare una datazione radiocarbonica. Studio scritto a 8 mani, di cui 2 appartenenti ad un ateo conclamato come Gove: i risultati sono interessanti (fino a 1000 anni di differenza con patina e senza patina) ma ovviamente non è conclusivo. Un altro di tipo metafisico: ipotizzando una caratteristica radiativa neutronica della resurrezione di Gesù, questa avrebbe potuto alterare la quantità di C14 del lino, come sostenuto anche da Tite ed Hedges. Ovviamente, in quanto argomento metafisico (o paranormale se volete) e non scientifico, vale quello che vale.
Tralascio la presunta datazione del 1982 sulla quale non si hanno riscontri (ed "ufficialmente" non è stata fatta) ed il presunto rammendo medievale che sarebbe stato individuato nella zona di prelievo del campione, rammendo sul quale i pareri sono discordanti (non per gli scettici, i quali al contrario degli autenticisti considerano tutto ciò che non è stato scritto da loro mera invenzione).
Rimane comunque che le caratteristiche chimico-fisiche più vicine a quelle sindoniche (non uguali ma paragonabili) sono state ottenute da ricercatori del CNR guidati da Di Lazzaro (che conosco) attraverso l'utilizzo di laser ad eccimeri (pubblicazione su Applied Optics: ha valore scientifico?), tecnologia che mi risulta sconosciuta nel medioevo. Qualsiasi altro tentativo che ha chiamato in causa le tecniche medievali (tutte quelle conosciute ad oggi) ha prodotto risultati buffi, come l'ultimo del sig. Garlaschelli del CICAP il quale ha ammesso candidamente che lui l'ha fatto perché è stato pagato, e non perché ritiene di aver riprodotto la Sindone. Quote: |
La Chiesa, ufficialmente, dichiara la Sindone solo un'immagine sacra ed un oggetto di culto ed ha accettato la datazione.
| "Ufficialmente" un picchio e non vuol dire niente... La Chiesa dichiara "ufficialmente" anche i Santi in base a miracoli soprannaturali: buffo che la non autenticità della Sindone sia tale perché la Chiesa non afferma il contrario...
Sono a disposizione per informare chi lo volesse sui principali studi della sindonologia più seria (cioè scienziati che hanno pubblicato articoli su riviste referenziate e non sul giornale della parrocchia), non soltanto archeologico ma anche scientifico (non che in tal campo capisca molto, ma la bibliografia rimane bibliografia).
PS: anch'io non ho parole sul tipo di argomentazioni utilizzate in alcuni post del topic: il fatto che qualcuno sia andato di fantasia, non significa che tutti l'abbiano fatto...  | 
2 Settimane Fa
|  | AI gens | | Data Registrazione: Feb 2006 | | Quote: Simone82 Gli unici argomenti validi sono 2: uno di tipo scientifico, pubblicato su Nuclear Instruments and Method in Physics Research B 123 (1997) pp. 504-507 su come una eventuale contaminazione organica del lino possa alterare una datazione radiocarbonica. Studio scritto a 8 mani, di cui 2 appartenenti ad un ateo conclamato come Gove: i risultati sono interessanti (fino a 1000 anni di differenza con patina e senza patina) ma ovviamente non è conclusivo. | Mi autoquoto per correggermi. Nell'articolo non vi è traccia di tali conclusioni, per altro è noto che un uccello marino sia piuttosto complesso da datare al radiocarbonico a causa del fatto che si nutre di cibi provenienti da ambienti acquatici. Quindi in realtà l'argomento non è valido, è soltanto una ipotesi che fu percorsa ma pare anche quasi subito abbandonata dagli stessi autori.
Anche su Ramsey in realtà non ha mai detto che potrebbe esserci una devianza di un paio di secoli, mi pare che fu ciò che scrissero i giornali: lui disse che al massimo la devianza cronologica procurata dall'incendo del 1532 potrebbe essere di 1 anno, cioè statisticamente neanche rilevabile...
Chiedo venia per la fretta con la quale ho scritto il messaggio precedente: solo in seguito mi sono preso la briga di riverificare per l'ennesima volta quanto detto: la correzione mi pareva dovuta.  | 
Una Settimana Fa
| | AI gens | | Data Registrazione: Jan 2005 | | Quote: Simone82
Perché lo studio sui pollini non dovrebbe avere valore scientifico? Cosa significa valore scientifico? | Nelle scienze della natura si considera scientifico (cioe' degno di essere preso in considerazione) uno studio pubblicato su un giornale scientifico catalogato dall'ISI (Institute for Scientific Information).
Questo perche' solo questi giornali assicurano delle pratiche minime editoriali accettate nella comunita' scientifica internazionale, come il "peer reviewing", cioe' l'articolo viene fatto giudicare da uno o piu' ricercatori in quel campo come condizione "sine qua non" per essere pubblicato. Il catalogo ISI comprende circa 14000 giornali.
La maggior parte di questi giornali pubblica solo in lingua inglese, indipendentemente dalla loro nazionalita'. Generalmente un articolo che riporta uno studio scientifico e' scritto secondo uno schema molto rigido, i cui dettagli sono specifici del giornale.
Questo schema in generale si articola in quattro parti: introduzione, materiali e metodi, risultati e discussione. Nell'introduzione e' spiegato il background e il perche' si e' voluto fare quello studio, nei materiali e metodi sono descritti appunto i metodi e cosa e' stato usato per fare lo studio, i risultati contengono ovviamente i risultati e la loro analisi, infine la discussione deve contenere cosa puo' essere concluso con quei risultati, come i risultati si pongono rispetto a quanto gia' conosciuto, e se contraddicono altri risultati pubblicati precedentemente, deve essere presentata una spiegazione ipotetica ragionevole.
Un'altra caratteristica di un articolo scientifico e' che ogni affermazione non ovvia deve essere corredata da un riferimento bibliografico di un altro articolo scientifico che spiega o descrive l'affermazione.
Attualmente i giornali piu' quotati stanno ulteriormente elevando questi standard qualitativi e spesso esigono anche che i dati originari vengano registrati nel sito web del giornale.
Premesso questo, lo studio sui pollini trovati sulla Sindone, fatto da Max Frei, in quale giornale scientifico e' stato pubblicato? Io non sono riuscito a trovare nessuna referenza scientifica (definita secondo quanto sopra; ovviamente potrei anche essermi sbagliato).
Quale sarebbe il metodo alternativo al C14 proposto dal prof. Campanella per datare la Sindone? Dove lo ha pubblicato e per quale motivo dovrebbe essere piu' affidabile del C14?
E quale sarebbe lo studio che dimostra tracce di aragonite simile a quella delle grotte di Gerusalemme? Non vorrei che fosse lo stesso studio di Raymond Rogers, (Thermochimica Acta 425 (2005) 189–194) di cui ho gia' parlato nei miei precedenti post, che si limita a ipotizzare una presenza di aragonite nelle fibre (solo in base alla colorazione), senza specificare altro e senza alcuna dimostrazione.
Ho potuto leggere soltanto l'abstract dello studio da te citato
(Appl Opt. 2008 Mar 20;47(9):1278-85. Coloring linens with excimer lasers to simulate the body image of the Turin Shroud.
Baldacchini G, Di Lazzaro P, Murra D, Fanti G. ) perche' non ho accesso a quel giornale. Certamente quell'articolo ha valore scientifico ma limitatamente a quello che dimostra, e cioe' che e' possibile riprodurre in modo preciso la colorazione e le caratteristiche dell'immagine della Sindone su un tessuto simile usando un laser ad eccimeri. E quindi? Non mi sembra che sia questo il modo corretto di procedere nella archeologia sperimentale.
Sono d'accordo con te che "...è pur sempre un reperto archeologico che pone interessanti interrogativi di archeologia sperimentale..." e allora che sia vista come tale senza interferenze religiose.
Si accetti il fatto che e' stata datata come reperto medioevale con uno studio fatto a regola d'arte e ben superiore agli standard solitamente usati in archeologia, e mai scientificamente confutato.
Puo' darsi che la Sindone provenga dal Medio Oriente o anche da Gerusalemme, ma questo non contraddice certo la sua datazione medioevale.
Infine il fatto che non sia ancora stata spiegata la tecnica usata per creare l'immagine della Sindone non significa che si debbano ipotizzare laser o radiazioni neutroniche, anche se il risultato fosse assolutamente coincidente. Questo genere di studi, che non sarebbe preso in considerazione nel caso di altri reperti archeologici, mi suona molto come tentativi di dimostrare scientificamente fenomeni sovrannaturali | 
5 Giorni Fa
|  | Utente attivo | | Data Registrazione: Dec 2009 | | Quote: Mario_A Infine il fatto che non sia ancora stata spiegata la tecnica usata per creare l'immagine della Sindone non significa che si debbano ipotizzare laser o radiazioni neutroniche, anche se il risultato fosse assolutamente coincidente. Questo genere di studi, che non sarebbe preso in considerazione nel caso di altri reperti archeologici, mi suona molto come tentativi di dimostrare scientificamente fenomeni sovrannaturali | Intervengo nella discussione solo per notare una cosa che mi fa un po' sorridere: la scienza può tranquillamente affermare che la Sindone sia un reperto realizzato nel Medioevo, ma ancora nel 2010 non riesce a fornire un'ipotesi valida sul procedimento della sua realizzazione. E' incredibile pensare che un anonimo medievale, vissuto quasi mille anni fa, sia riuscito a creare un "falso" (passatemi il termine) tanto preciso da mettere in difficoltà addirittura gli attuali mezzi di studio. Mi chiedo poi perché darsi tanta pena e metterci tutto questo impegno; in fin dei conti nel Medioevo non andavano tanto per il sottile: quello che veniva definito "reliquia" il più delle volte era accettato senza troppi problemi...
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