Registrazione FAQ Lista Utenti i Gruppi Utente Calendario Tags Cerca Messaggi Odierni Segna come Letti
Vai Indietro   Archeologia Italiana Forum > Archeologia - AREE > Scienze Naturali e Archeologia

Scienze Naturali e Archeologia Discussioni sui collegamenti tra le principali scienze naturali (geologia, fisica, chimica e geografia fra tutte) connesse allo studio dell'antichità. Per quanto riguarda l'antropologia si rimanda alla sezione storica, pur rientrando in parte - antropologia fisica - in questo ambito.

Tags: ,


Rispondi
 
LinkBack Strumenti Discussione Modalità Visualizzazione
  #1 (permalink)  
Vecchio 01-April-2008
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2005
Luogo: Verona
Messaggi: 463
Predefinito Il mistero della Sindone

Poiche’ sulla Sindone esiste ormai una gran quantita’ di informazioni in Internet, piu’ o meno affidabili, faro’ qui un mio resoconto sull’argomento. I miei riferimenti bibliografici principali sono :


Il Rapporto Sindone (1978/1987) di Giovanni Riggi di Numana (Edizioni 3M) che contiene una descrizione ufficiale delle osservazioni fatte da un gruppo di studiosi autorizzati dalla Santa Sede fino alla raccolta dei campioni per la datazione (esclusi i risultati) ed i dati originali disponibili nella letteratura scientifica sulla datazione.


La Sindone e’ un telo di lino rettangolare che misura 4,36x1,11 metri e spesso 0,34 millimetri. La tessitura e’ a spina di pesce e le fibre contengono una quantita’ trascurabile ma misurabile di fibre di cotone. La bassa quantita’ di queste fibre e’ stata interpretata come una contaminazione del telaio che ha tessuto la Sindone e non come l’intenzione di tessere un misto di fibre.
Da un punto di vista storico compare per la prima volta a Lirey in Francia nel 1353, dove veniva ritenuta il sudario che avvolse Gesu’ Cristo dopo la morte dal cui corpo fu trasferita l’immagine sul telo per un evento miracoloso.

La Sindone sarebbe stata trasportata in Francia da Costantinopoli dai Crociati nel 1247, ma non esistono prove storiche di questo. Sembra inoltre che all’epoca circolassero piu’ “Sindoni”. Ce n’era un’altra nella cattedrale di Besancon , portata sempre dai Crociati nel 1208. Le due Sindoni si sarebbero fatte “concorrenza” tra loro fino al 1349, quando un incendio distrusse la cattedrale di Besancon e la sua Sindone. L’ “altra” Sindone fu donata dal re di Francia Filippo IV a Goffredo di Charney, signore di Lirey. Solo da questo momento abbiamo notizie storiche sicure della Sindone. La sua prima ostensione pubblica storicamente accertata avvenne nel 1357 a Lirey. Nel 1453 Margherita di Charney dono’ la Sindone alla famiglia Savoia, che ne rimarra’ la proprietaria fino al 1983, quando Umberto di Savoia la lascio’ in eredita’ alla Santa Sede.



La Sindone fu trasferita nella cattedrale di Chambery , capitale del ducato di Savoia, dove nel 1532 rischio’ di venire distrutta da un incendio. Le suore Clarisse, che l’avevano in cura, salvarono la Sindone che aveva subito gravi danni. L’argento dello scrigno dove era conservata si fuse e lascio’ le caratteristiche impronte sul telo. La Sindone fu poi abilmente rammendata dalle Clarisse. Nel 1561 fu trasferita a Torino, poi ritorno’ a Chambery e dopo varie peripezie fu conservata stabilmente nel Duomo di Torino, dove l’11 aprile 1997 rischio’ nuovamente di andar distrutta per un incendio, ma fu salvata in extremis dai vigili del fuoco di Torino.


Sulla Sindone e’ impressa l’immagine di un uomo nudo e composto come se fosse morto. L’immagine e’ doppia , vista frontalmente su una meta’ del telo e posteriormente sull’altra meta’.

www.sindone.org - Lettura della Sindone

L’immagine e’ monocromatica, color seppia, con i chiaroscuri invertiti, come fosse il negativo fotografico di una vera immagine. Presupponendo che l’immagine sia in scala reale, si tratta di un uomo alto circa 1,70-1,80 metri. L’uomo presenta delle ferite compatibili con la flagellazione e la crocifissione romana. In testa presenta ferite compatibili con l’applicazione di una corona di spine.
Un particolare interessante e’ il fatto che non presenta ferite sul palmo della mano (come secondo l’iconografia medievale della crocifissione) ma sul polso.

L’analisi microscopica ha rivelato che l’immagine non e’ dovuta alla presenza di colore e non c’e’ traccia di pennellate, ma ad un cambiamento di colore delle fibre di lino, compatibili con un’azione chimica o termica. Le fibre appaiono alterate solo in superficie. Questa scoperta escluderebbe che si tratti di un’immagine pittorica. In corrispondenza delle ferite, appaiono macchie brunastre di natura diversa dall’immagine, con caratteristiche fisico-chimiche compatibile con il sangue.

Riguardo alla controversa datazione, vorrei entrare in alcuni dettagli per far capire che molte delle critiche successive, ora riportate in molti siti Internet, non hanno alcun senso.
La datazione comincio’ ad essere discussa nel 1986. Sarebbe stata possibile anche prima, ma per le tecnologie di allora sarebbe stato necessario distruggere una notevole superficie del telo. Solo con l’avvento della nuova tecnologia AMS per la datazione con il C14, questa fu proponibile.



Furono consultati 7 laboratori tra i migliori al mondo per questa tecnologia ed infine fu deciso di affidare l’indagine a 3 di essi, situati a Tucson (Arizona, USA), Oxford (GB) e Zurigo (Svizzera). Fu discusso un complesso e sofisticato protocollo. L’asportazione dei campioni ebbe luogo il 21 aprile 1988 nella Sacrestia del Duomo di Torino. Dopo aver rimosso un telo di rinforzo che sostiene la tela, Giovanni Riggi di Numana taglio' una striscia di telo sindonico di 10x70 mm. Il taglio fu eseguito alla presenza di due esperti di tessuti, F.Testore, professore di Scienze dei Materiali del Politecnico di Torino e G.Vial del Musee des Tissues et Centre International d’Etude des Textiles Anciens di Lione. Fu presa la massima cura proprio per evitare i rammendi medievali. La striscia fu poi tagliata in 3 parti, che furono pesate (50 mg ciascuna) codificate e sigillate in appositi contenitori.



A questi furono anche aggiunti dei campioni di controllo: un campione di lino proveniente da una tomba nubiana e ritenuto dagli archeologi risalente al XI-XII secolo d.C., un campione di lino proveniente da una mummia egizia risalente al II secolo d.C. (conservata al British Museum) ed un campione di fibre di provenienza francese risalente al 1290-1310 d.C.


Tutti i campioni furono codificati a cura del British Museum, che aveva un suo rappresentante presente. Ogni laboratorio ricevette in forma anonima e codificata un esemplare di ciascun campione.


Altro punto importante da sottolineare: ciascuno dei tre laboratori applico’ un suo accurato protocollo di pulizia dei campioni, per rimuovere eventuali impurita’ organiche dalle tele. I protocolli di pulitura, diversi nei tre laboratori, furono piuttosto energici. Comprendevano il trattamento con detergenti aggressivi, acidi caldi (80 C) e alcali.


I risultati finali furono concordanti tra i tre laboratori per tutti i campioni (entro i limiti di errore della tecnica, ovviamente). La datazione dei campioni di controllo era in linea con quella storica e come e’ noto la Sindone fu datata in un periodo compreso nell'intervallo 1260-1390 d.C.
Dato l'argomento ma anche il livello tecnico della datazione, ben superiore alla media per queste datazioni in archeologia, questo lavoro e' stato descritto in un articolo sulla prestigiosa rivista scientifica Nature
(Demon PE et al. Radiocarbon dating of the Shroud of Turin Nature,vol 337, 611-615, 1989)
Quindi la Sindone e’ medievale e la datazione risale alla sua apparizione storica. Questi che ho riassunto sono gli studi principali e scientificamente attendibili.


Rimane pero’ un enigma, ancora non risolto: com’e’ stata prodotta l’immagine?



Mario

Ultima Modifica di Mario_A : 01-April-2008 00:57.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #2 (permalink)  
Vecchio 01-April-2008
L'avatar di  cheope
AI gens
 
Data Registrazione: Apr 2007
Messaggi: 203
Predefinito Il mistero della Sindone

Su www.cicap.org/new/articolo.php?id=273508

Sindone Ramsey infuriato con La Stampa

La Stampa di sabato 26 gennaio annunciava la rivelazione shock di Christopher Bronk Ramsey, direttore del Radiocarbon Accelerator di Oxford: i risultati della datazione al Carbonio 14 sono probabilmente sbagliati; ci sono stati problemi nel corso dell'esame effettuato nel 1988 (articolo al sito
http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cultura/200801articoli/5769girata.asp )


Ma il quotidiano torinese non riporta le parole precise di Ramsey: ad anticipare i contenuti di un'intervista al direttore inglese è infatti monsignor Giuseppe Ghiberti, presidente della Commissione diocesana per la Sindone di Torino.

I sindonologi reagiscono con entusiasmo. Emanuela Marinelli, intervistata al TG5, conferma che i dubbi ci sono sempre stati. Domenica 27 gennaio Pierluigi Baima Bollone rilascia una lunga intervista con lo stesso tono trionfalistico (
http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200801articoli/5774girata.asp ). Ma nessuno pensa di contattare Christopher Bronk Ramsey per una conferma o una smentita.

Nessuno, tranne Antonio Lombatti. In mezza giornata riceve una risposta infuriata da parte di Ramsey: "Considero quell'articolo (de La Stampa) molto irresponsabile, e intendo richiedere la sua rimozione dal sito web e la pubblicazione di una smentita. Quanto affermato non rappresenta minimamente quanto io penso e nonostante ciò il mio nome viene utilizzato a garanzia delle affermazioni riportate - cosa che il giornalista avrebbe dovuto verificare prima di pubblicare il pezzo. ... Considero altamente improbabile che la radiodatazione eseguita nel 1988 sia in qualche modo scorretta".
La smentita sul blog di Antonio Lombatti alla pagina:

www.antoniolombatti.it/B/Blog01-08/35ED4283-609D-4578-A6E0-AF50EF34C...

__________________
Sito web: www.ugiat-antoniocrasto.it
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #3 (permalink)  
Vecchio 01-April-2008
AI gens
 
Data Registrazione: Apr 2007
Messaggi: 814
Predefinito

Quote:
Mario_A Visualizza Messaggio

Rimane pero’ un enigma, ancora non risolto: com’e’ stata prodotta l’immagine?
a tal proposito, secondo me si potrebbe ipotizzare un procedimento fotografico primitivo, la domanda però è se all'epoca vi fossero già le capacità tecniche necessarie.

Da una parte trovo affascinante l'ipotesi che girava un po' di tempo fa e che spiegava la sindone come opera di un "genio" del rinascimento (forse addirittura Leonardo?), però penso che ci potrebbe essere un'altra possibilità: se è vero che il telo viene dal mediooriente (come sembra provato dalla trama e da analisi polliniche), si potrebbe immaginare che sia opera di un "genio" arabo.
Ricordiamoci che l'alchimia all'epoca era infatti molto sviluppata nel mondo islamico, e oggi come oggi abbiamo ancora una visione parziale di quelle che erano le conoscenze dell'epoca e della regione in questo campo (tra nord africa e mediooriente ci sono ancora centinaia di miliaia di manoscritti inediti, e molti sono di carattere scientifico); io non mi sorprenderei poi molto di scoprire che un qualche alchimista arabo del XIII/XIV sec avesse scoperto delle sostanze foto sensibili, e avesse capito come usarle.
Con tutto il movimento di genti e pellegrini e crociati poi, mi sempra facile immaginare che qualcuno abbia approfittato della scoperta per creare una falsa reliquia, magari poi vendendola a chissà quale prezzo al devoto cristiano di passaggio...
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #4 (permalink)  
Vecchio 02-April-2008
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2005
Luogo: Verona
Messaggi: 463
Predefinito

Quote:
lama su Visualizza Messaggio
a tal proposito, secondo me si potrebbe ipotizzare un procedimento fotografico primitivo, la domanda però è se all'epoca vi fossero già le capacità tecniche necessarie
Questa e' effettivamente una delle varie ipotesi fatte. E' stato possibile descrivere un protocollo fotografico teoricamente fattibile nel Medioevo. Tuttavia, pur scientificamente plausibile, l'ipotesi non regge dal punto di vista storico. Non esistevano le conoscenze necessarie, e francamente sembra molto improbabile che una tecnica cosi' potente ed innovativa sia poi scomparsa.

L'ipotesi che la Sindone sia stata fatta da Leonardo, di Lynn Pickett e' difficilmente sostenibile in quanto Leonardo e' nato 95 anni dopo la prima ostensione pubblica storicamente documentata della Sindone. Pickett, per aggiustare l'ovvia impasse storica ha ipotizzato anche che Leonardo avrebbe prodotto una seconda Sindone di qualita' "superiore" alla precedente, ma e' un'ipotesi insostenibile da un punto di vista storico

Quote:
lama su Visualizza Messaggio
...se è vero che il telo viene dal mediooriente (come sembra provato dalla trama e da analisi polliniche), si potrebbe immaginare che sia opera di un "genio" arabo
Lama su,trovo interessante la tua ipotesi della Sindone mediorientale ma medievale. Credo sia una proposta originale (normalmente i Sindologi sostengono che la Sindone e' mediorientale e quindi autentica, ed ovviamente la datazione sarebbe inattendibile)

Tuttavia non credo che questo sia stato provato. Riguardo all'analisi della trama, non c'e' nulla nel Rapporto Sindone che la indichi come prova di una tessitura mediorientale. Recentemente, una studiosa italiana di cui non ricordo il nome lo ha categoricamente affermato in un programma televisivo, che non era precisamente un programma scientifico (Porta a porta di B. Vespa del 25 marzo. Con ospiti in studio tutti a favore dell'autenticita'!). Su questo argomento confesso la mia piu' totale ignoranza e sospendo il giudizio.

Per quanto riguarda le analisi polliniche, invece, che avrebbero riscontrato specie botaniche specifiche della Palestina, e che sono citate in molti siti Internet come la prova della provenienza mediorientale della Sindone, non ho mai trovato nella letteratura scientifica nessun articolo che riporti queste analisi.

Senza un rapporto scientifico che spieghi quale metodo sia stato usato, quali specie polliniche siano state identificate, se siano state trovate specie specifiche della Palestina (con relative referenze bibliografiche scientifiche che lo dimostrino) etc. per quanto mi riguarda queste analisi non hanno alcun valore.

Riguardo alla formazione dell'immagine, le analisi hanno escluso che si tratti di un dipinto. Tuttavia c'e' un'interessante ipotesi, validata con prove sperimentali descritte in forma di report scientifico che indicherebbe che i dati rilevati sulla Sindone escluderebbero si' l'ipotesi di un dipinto tradizionale (con colori disciolti in solvente liquido) ma non un dipinto fatto a secco con polvere colorata .
Gli autori hanno provato diversi possibili materiali, come ossido di ferro che potrebbe essere il piu' plausibile (La Sindone e' ricca di ferro).
EA Craig, RR Bresee - Journal of Imaging Science and Technology, 1994 -
http://www.west.net/~shroud/pdfs/craig.pdf

Un'altra ipotesi sperimentalmente provata e' quella del trasferimento dell'immagine da un bassorilievo di metallo o di pietra, usando un metodo chimico o semplicemente il calore. Anche questo metodo darebbe dei risultati abbastanza confrontabili.

Tuttavia, mi sono sempre chiesto, ed e' anche l'obbiezione fatta dai sostenitori dell'autenticita' della Sindone, perche' mai, l'artista che ha fatto la Sindone nel Medioevo avrebbe dovuto usare uno di questi metodi cosi' complessi e raffinati? Non sarebbe stato piu' normale dipingerla usando un colore a tempera ? Questo sarebbe stato scoperto comunque solo 500 anni dopo circa. Ecco perche' trovo questo argomento cosi' intrigante.


Mario

Ultima Modifica di Mario_A : 02-April-2008 23:51.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #5 (permalink)  
Vecchio 02-April-2008
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 2,619
Predefinito

I falsi medioevali, e ce ne sono a bizzeffe, non sono certamente molto raffinati e non mi pare utilizzino tecnologie che sarebbero un unicum. Questo è quel che rende singolare la Sindone (io l'ho vista in occasione della penultima esposizione, quella credo del 198.
Qualcuno ha spiegato la formazione dell'immagine come prodotta da sostanze di cui il corpo era stato cosparso. L'ipotesi della "strinatura" con una forma di metallo caldo mi pare poco provabile, soprattutto perché non altrimenti documentata.
__________________

dott. Claudio Giorgini
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #6 (permalink)  
Vecchio 03-April-2008
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2005
Luogo: Verona
Messaggi: 463
Predefinito

Quote:
dceg Visualizza Messaggio
Qualcuno ha spiegato la formazione dell'immagine come prodotta da sostanze di cui il corpo era stato cosparso. L'ipotesi della "strinatura" con una forma di metallo caldo mi pare poco provabile, soprattutto perché non altrimenti documentata.
Un corpo umano non puo' formare quell'immagine su un telo avvolto intorno per motivi di geometria ottica. L'immagine e' ortogonale. Questo e' stato dimostrato piu' volte con semplici esperimenti. Ad esempio, se ci si cosparge il viso con un colorante e si preme un telo contro il viso, si otterra' un 'immagine del viso ma alquanto deformata.
Altrettanto e' vero con una forma di metallo o pietra tridimensionale, come una statua, mentre invece si puo' ottenere un'immagine come quella sindonica se si usa un bassorilievo (cerchero' la documentazione)
Il problema finale sarebbe la riproduzione dell'immagine sindonica con tutte le caratteristiche anche quelle rilevate al microscopio. Sembra che il dipinto a secco riproduca tutte queste caratteristiche.

Mario
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #7 (permalink)  
Vecchio 03-April-2008
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 2,619
Predefinito

Avevo sentito anch'io dell'ipotesi del bassorilievo. Io, ma questa è una mia ipotesi o fantasia e prendetela come tale, avevo pensato a qualcosa come certe pietre tombali che riportano la figura del defunto in bassorilievo. Non vorrei sbagliare, ma credo ne esistano anche in bronzo.
__________________

dott. Claudio Giorgini
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #8 (permalink)  
Vecchio 03-April-2008
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2005
Luogo: Verona
Messaggi: 463
Predefinito

L'ipotesi del bassorilievo e' anche discussa, con citazione bibliografica la n 8, nell'articolo di Emily A. Craig, & Randall R. Bresee del quale ho messo il link

Craig e Bresee sostengono pero' che questa tecnica non riprodurrebbe completamente tutte le caratteristiche dell'immagine sindonica, mentre la loro ipotesi del dipinto a secco sarebbe in grado di produrre un'immagine piu' paragonabile a quella sulla Sindone.
Trovo l'ipotesi del dipinto a secco molto interessante, in quanto il metodo sembra molto meno macchinoso delle altre tecniche proposte.

Mario

Ultima Modifica di Mario_A : 03-April-2008 00:39.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #9 (permalink)  
Vecchio 03-April-2008
L'avatar di  leda
AI senatus
 
Data Registrazione: Feb 2006
Messaggi: 1,708
Predefinito

Veramente io sapevo che le analisi della Sindone avevano dato una certezza (l'unica, per il resto sono state abbastanza contraddittorie, a partire dalla datazione): che la Sindone è stata proprio realizzata come un fotografia, nel senso che quello che vediamo sul lenzuolo è un'impressione, vale a dire l'equivalente di un negativo. Quindi niente tempera, nè altro tipo di colore, nè incisione. Che io sappia è stata anche radiografata (non so quale sia il macchinario esatto che hanno usato), comunque sarebbe proprio una sorta negativo. Se qualcuno mi passa qualche link esaustivo in merito alle analisi fatte gliene sarei grata.
Per quanto riguarda l'autenticità io non mi esprimo, perché so benissimo che quando si tratta di reliquie girano tantissimi falsi, creati ad arte per abbindolare i credenti, cosa che trovo davvero riprovevole di per sè. Oltretutto il fatto che la Sindone sia un falso o meno non toglie nulla a chi crede, la fede dovrebbe basarsi su altro, in primis sul modo di comportarsi (che pare sia proprio la cosa più difficile!).
__________________
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #10 (permalink)  
Vecchio 03-April-2008
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2005
Luogo: Verona
Messaggi: 463
Predefinito

Quote:
leda Visualizza Messaggio
Veramente io sapevo che le analisi della Sindone avevano dato una certezza (l'unica, per il resto sono state abbastanza contraddittorie, a partire dalla datazione): che la Sindone è stata proprio realizzata come un fotografia, nel senso che quello che vediamo sul lenzuolo è un'impressione, vale a dire l'equivalente di un negativo
L'immagine della Sindone e' un negativo fotografico solo nel senso di come sono distribuiti i chiaroscuri, ma questo non vuol dire che l'immagine puo' essere creata solo come una fotografia (t'inviterei a leggere l'articolo che ho citato). Non sono d'accordo sull'incertezza della datazione. E' stata eseguita con una cura ben superiore alla media. Certamente rimane sempre la possibilita' (remota) che sia errata, ma questo vale per qualunque altro dato, soprattutto in campo storico o archeologico.
Quasi tutte le ipotesi fatte contro la datazione al C14 sono fasulle, alcune veramente di basso livello (se vuoi ne possiamo discutere)

Non conosco un sito che riporti in modo serio tutte le analisi fatte sulla Sindone. La maggior parte pone l'autenticita' della Sindone come presupposto, e solo gli studi a favore vengono considerati attendibili, anche se non hanno valore scientifico (come lo studio sui pollini). Invece, uno studio di datazione piu' che serio, fatto con criteri ben superiori alla media viene criticato con argomenti ridicoli. Allora che senso ha studiare la Sindone?
Io mi sono basato sul Rapporto Sindone (un documento ufficiale scritto da Giovanni Riggi di Numana, che ha coordinato quasi tutti gli studi sulla Sindone) e sull'articolo di Nature sulla datazione.

Inoltre, volendola considerare autentica, tra la crocifissione di Cristo (in Palestina) e la prima apparizione storica documentata della Sindone (in Francia) c'e' un intervallo temporale di circa 13 secoli di buio assoluto. Da un punto di vista storico mi sembra un problema non da poco. Non e' descritta nei Vangeli. E come giustamente scrivi, chi ha fede non ha ( e non deve) aver bisogno di miracoli per credere. La Chiesa, ufficialmente, dichiara la Sindone solo un'immagine sacra ed un oggetto di culto ed ha accettato la datazione.

Mario

Ultima Modifica di Mario_A : 03-April-2008 01:36.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #11 (permalink)  
Vecchio 03-April-2008
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2005
Luogo: Verona
Messaggi: 463
Predefinito

Comunque i siti piu' autorevoli sono:

The Shroud of Turin Website

ed il sito ufficiale della Chiesa:

www.sindone.org - official site
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #12 (permalink)  
Vecchio 03-April-2008
L'avatar di  cheope
AI gens
 
Data Registrazione: Apr 2007
Messaggi: 203
Predefinito

Quote:
Mario_A Visualizza Messaggio
... La Chiesa, ufficialmente, dichiara la Sindone solo un'immagine sacra ed un oggetto di culto ed ha accettato la datazione.
Non sarei così categorico. Cosa vuol dire "ufficialmente"? Non esiste un documento in tal senso firmato da un papa.

Che senso ha accettare la datazione medievale e continuare a considerare un eventuale falso come immagine sacra e oggetto di culto?

Stiamo forse ipotizzando che la Chiesa è conscia del fatto che la Sindone sia opera degli uomini, ma che, così come per le statue e i dipindi delle nostre chiese e musei, ricordi il Cristo e sia pertando degna di venerazione.

Sull'accettazione della datazione del C-14, la dice lunga l'intervento dei prelati di Torino, che hanno cavalcato in modo improprio qualche dubbio espresso da uno dei ricercatori che effettuarono a suo tempo la datazione.

Il fatto è che i credenti cattolici hanno bisogno di venerare immagini e santificare uomini e ciò è accettato dalla Chiesa, specialmente se vi vede un riscontro economico.
__________________
Sito web: www.ugiat-antoniocrasto.it
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #13 (permalink)  
Vecchio 03-April-2008
L'avatar di  leda
AI senatus
 
Data Registrazione: Feb 2006
Messaggi: 1,708
Predefinito

Quote:
cheope Visualizza Messaggio
Il fatto è che i credenti cattolici hanno bisogno di venerare immagini e santificare uomini e ciò è accettato dalla Chiesa, specialmente se vi vede un riscontro economico.
Ti pregherei di non generalizzare, una frase del genere non è decisamente bella e presupporrebbe una totale corruzione di tutta la gerarchia ecclesiastica (la Chiesa sarebbe dunque solo un meccanismo per fare soldi?). Ovviamente tu sei libero di pensarla come più ti piace, ma dare un giudizio del genere non mi sembra carino nei confronti di chi crede. Oltretutto per dare un simile giudizio bisognerebbe aver frequentato, almeno un minimo, l'ambiente in questione, conoscere varie realtà e non credo che tu possa dire di averlo fatto. Per parte mia, durante gli anni di maggior frequentazione ho conosciuto preti non proprio degni dell'abito che portavano, altri invece decisamente fedeli ai principi cristiani. Che la Chiesa non sia "santa" in toto lo penso anche io, ma molto è cambiato dal tempo dei papi nepotisti e dal potere temporale (ed economico) della Chiesa. Poi, la Chiesa è fatta di uomini, e agli uomini, si sa, il denaro piace. Però se andiamo a generalizzare, allora io posso dire, ad esempio, basandomi sulla mia esperienza personale, che gli uomini (nel senso del sesso maschile), sono degli egoisti e, di conseguenza, anche gli uomini di questo forum lo sono, pur non conoscendoli affatto personalmente. Non credo però che un giudizio del genere sarebbe onesto.
Tornando alla Sindone, penso che se qualche contestazione sulla data