GLI ELEFANTI NANI SICILIANI DI 500.000 ANNI FA
I resti fossili recuperati negli scavi di Spinagallo riguardano: 5 crani; una decina di zanne complete ed una novantina di zanne frammentate; 335 denti; 705 vertebre; 19 pezzi di osso sacro; molti pezzi di scapole; 765 ossa lunghe (omero, femore, radio, ulna, perone) e 858 ossa brevi delle zampe anteriori e posteriori (carpali e metacarpali, tarsali e metatarsali, falangi).
Dall'osservazione degli alveoli femminili, risultati chiusi per ossificazione, si dedusse che il cranio della femmina non presentava zanne per tutta la sua esistenza. Questa diversità morfologica tra gli individui di sesso diverso, presente in E. Falcòneri, viene chiamata "dimorfismo sessuale" e rappresenta, per questa specie, un carattere esclusivo tra tutti i proboscidati finora esistiti. Complessivamente gli apparati scheletrici degli elefanti nani, rispetto ai grandi pachidermi, erano caratterizzati da forme più snelle e leggere che conferivano maggiore agilità e scioltezza nei movimenti e nella corsa (Accordi, 1972).
Vi invito a leggere l'intero articolo, corredato delle relative foto:
www.editorialeagora.it/dettautori.asp?autore=84