Ma infatti io non credo che sia sotto inchiesta un esubero di personale, anche se i magazzini non giustificano il numero di dipendenti: qualunque antiquarium della Sicilia avrà almeno l'ottanta per cento delle cose stipate nei magazzini (per non parlare dei grandi musei delle principali città), ma non vedo cosa dovrebbe fare il personale: spolverare forse? Quello che proponevo in un'altra discussione è di cambiare ciclicamente l'esposizione, preservando le vetrine più importanti. Ad esempio nel Museo di Agrigento, criticabile per tanti versi, all'inizio c'è una sala con 5 o 6 vetrine dove sono esposti alcuni pezzi scelti dall'età del Bronzo al Ferro, in modo che un visitatore possa seguire un veloce excursus protostorico del teritorio, e poi c'è la sezione preistorica dove sono esposti molti più materiali (non eccessivamente bene) dove chi vuole può "approfondire". Secondo me non è un criterio sbagliato, se il tutto viene spiegato in modo chiaro e corretto. In questo modo, cambiando periodicamente gli oggetti esposti, il quadro resta chiaro a tutti e i visitatori sono invogliati a tornare per vedere qualcosa di nuovo (soprattutto chi vive in quel posto e chi studia, mentre ai turisti cambierà relativamente poco).
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