Dal 24 marzo al 10 settembre 2007
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Ideata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta congiuntamente alla Soprintendenza Archeologica di Pompei e promossa dalla Regione Campania, la mostra è curata da un comitato scientifico, presieduto da Maria Luisa Nava, di cui fanno parte tutti i Soprintendenti Archeologi italiani. La mostra intende raggruppare in un unico percorso espositivo i principali rinvenimenti di oggetti in questa preziosa resina fossile (collane, fibule, pendenti, statuine, ecc.) provenienti dal territorio italiano, accostandoli ad alcuni importanti prestiti di prestigiose istituzioni internazionali, tra cui il British Museum di Londra ed il Pergamommuseum di Berlino.
L’evento espositivo si propone l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico una delle classi più preziose e meno note tra i materiali restituitici dall’antichità, che rivestiva accanto a quello economico, un forte valore simbolico.
Affiancando ai materiali di competenza della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta i prestiti provenienti dalla maggior parte dei musei italiani e da prestigiose istituzioni straniere, l’esposizione presenterà un cospicuo numero di oggetti in ambra, inseriti nei contesti di provenienza, oggetti che consentiranno non solo la costruzione di un quadro il più possibile unitario della produzione artistica e dei percorsi di approvvigionamento dell’ambra ma anche la comprensione dei meccanismi economici, sociali e rituali alla base della sua distribuzione.
Il progetto espositivo prende le mosse dalle prime attestazioni della presenza di oggetti in ambra in territorio italiano, risalenti al tardo Eneolitico (Laterza) ed alla successiva età del bronzo ( grani di ambra “ad astragalo” del tipo detto “tesoro di Tirino”, presenti in numerosi contesti dell’età del Bronzo Finale, dal Nord al Sud della penisola – per ricostruire un quandro cronologico (VIII-V sec. a.C./ età romana ed altomedioevale) e territoriale (area padana, area etrusco-laziale, area picena e medioadriatica, area campana, area daunia e peuceta) della produzione e dei meccanismi di diffusione.