Il passato fine settimana ho fatto una scappata velocissima a Torino, e sono riuscito a trovare qualche ora per visitare la mostra
Afghanistan - I tesori ritovati
Afghanistan, i tesori ritrovati
La prima e bella sorpresa è stata l'affluenza di pubblico, al sabato pomeriggio vi era moltissima gente, malgrado la durata della mostra sia stata prolungata di quasi due mesi sino al 18 novembre, la seconda era che anche il Museo di Antichità, dove ho visto di nuovo la "mia" colombina intatta eveniva visitato, non da molti, ma anche i torinesi ignorano quanto si trova nel Museo, tra l'altro il Tesoro di Marengo).
La mostra non presenta un quadro complessivo della cultura afghana nell'antichità ma "i tesori ritrovati", quei reperti che si ritenevano perduti durante i diversi conflitti di cui l'Afghanistan è stato vittima negli ultimo tre decenni e che invece furono ritrovati nascosti nel profondo della Banca Afghana.
Si tratta di oggeti di straordinario valore come testimonianza di culture raffinate, ricche di contatti con il mondo indiano e occidentale, tipiche appunto di quel crocevia di culture e di popoli che è l'Afghanistan. In tal senso la Mostra è ben fruibile dal grande pubblico, lascia forse i più esperti con una certa voglia di vedere e magari sapere di più.
Io conoscevo una buona parte dei reperti dalla pubblicazione di Sarianidi del 1985 ma vederli in natura stato emozionante, anche perché personalmente un certo filo mi ha legato all'Afghanistan ed alla sua cultura da oltre cinquanta anni, quando ancor bambino ho scoperto, in occasione della spedizione italiana del K2 i primi elementi dell'arte e della cultura di quella regione.