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Vecchio 20-December-2007
AI senatus
 
Data Registrazione: Apr 2007
Messaggi: 952
Thumbs down presepe archeologico!

Segnalo un evento che mi ha fatto riflettere sull'uso del patrimonio archeologico.
Pochi mesi fa in una citta della sicilia è stata inaugurata una sistemazione museale all'aperto nel centro urbano. Si tratta di resti di varie epoche, da età romana a postmedievale, corredati da un ottimo apparato didattico e anche da un dignitoso arredo urbano. I lavori per la fruizione sono stati finanziati dal comune.
Pochi giorni fa, tra le strutture antiche restaurate e consolidate, è stato allestito un presepe: mi sembra un delirio, o quantomeno una grave distorsione, usare il patrimonio archeologico come mero scenario per manifestazioni folkloristiche.
L'uso, e quindi la percezione, dei contemporanei nei confronti del passato non può essere così banalizzato!
Cosa ne pensate tutti voi?
Approfitto per fare gli auguri a tutti gli amici del forum! dizzi

Ultima Modifica di dizzi : 20-December-2007 03:02.
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  #2 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
L'avatar di  didone
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Jun 2007
Luogo: Napoli
Messaggi: 34
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Il mio parere è che fino a che non fanno danni alle strutture, non mi sembra una idea malvagia! Penso che riattualizzare delle evidenze archeologiche anche solo come scenario "natalizio" per un presepe sia comunque un modo per permettere una fruizione delle antichità da parte di un pubblico (forse più vasto) in una atmosfera calda e festosa come quella del Natale! Non penso, inoltre, che l' approccio all' antico debba essere sempre contrassegnato da una fruizione di tipo "didattico". Poi non so, non ho visto come hanno organizzato questa manifestazione, forse in questo modo hanno svilito il patrimonio archeologico.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2006
Messaggi: 1,364
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Forse non avendo visto la cosa reale non è che si può poi giudicare, però anch'io sono in linea con didone. Approvo moltissimo il riuso, quando possibile, di strutture archeologiche per manifestazioni attuali, come- che so -la rappresentazione di opere teatrali in un teatro greco o romano; mi piacciono molto anche quelle situazioni in cui la fruizione del patrimonio resta sufficientemente libera, tipo i templi di Agrigento. Non so ora ma quando li ho visitati io una cosa molto bella è stata che essi erano lì senza cancelli in mezzo ai mandorli e ai fichi d'india. Ancora posso portare l'esempio di un'amico del tutto ignorante in materia a cui piace molto andare a prendere il fresco d'estate sul monte Cuma "in mezzo a quelle antichità" come dice lui, senza interessarsi poi molto a qualsivoglia nozione riguardanti le stesse, ma semplicemente "assaporandole".
Un presepe forse non è proprio l'ideale in mezzo a rovine e reperti romani, però può forse,se preso nel modo giusto, costituire un buono spunto per la riflessione su quelle stesse antichità e il mondo passato che rappresentano, su differenze e somiglianze.......

Magari vedere quell'allestimento può far rabbrividire uno addetto ai lavori, ma avere un buon effetto sui non addetti. Lasciare l'allestimento senza un minimo di "natalizzazione" in un contesto tutto "natalizzato" sarebbe stato come relegarlo in un tempo ormai talmente passato da restare freddo e insensibile al vissuto presente( in fattispecie il natale)......

Però ribadisco che magari uno poi vedendo la realizzazione potrebbe anche cambiare idea e capisco bene l'effetto " centro commerciale".


Faccio anch'io i miei auguri a tutti i cattolici-cristiani.
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.

Ultima Modifica di Aquamarina : 20-December-2007 15:59. Ragione: errori di battitura
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  #4 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
L'avatar di  Lola
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Data Registrazione: May 2007
Luogo: Palermo
Messaggi: 354
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Premettendo anch'io che non vedendo il contesto è difficile giudicare, però quoto sia Didone che Aquamarina.
Nel rispetto di quanto ci giunge dal passato, è pur vero che in un moderno contesto urbano non si possono tenere fuori i resti del passato, magari è un modo come un altro per far notare ciò che, forse, non si è mai notato, per avvicinare i non addetti al mondo dell'archeologia.
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L'ignoranza è la madre di tutti i mali: l'ignoranza è schiavitù, la conoscenza è libertà!
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  #5 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 1,978
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Sono in tutti i casi contrario al presepe, retaggio di una idolatria medievale.

Ma particolarmente contrario poi nei luoghi pubblici, e in quelli satatali soprattutto, dove ha tutto il sapore del "ventennio" .
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  #6 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2006
Messaggi: 1,364
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presepe, retaggio di una idolatria medievale.
in che senso? Non conosco la storia del presepe, però credo che sia un rito centrale per i cristiani proprio perchè rappresenta( riattualizzandola attraverso il rito) la nascita di Cristo . Andando più indietro si potrebbe arrivare ad un archetipo di celebrazione del mistero della nascita di una nuova vita anche se poi bisognerebbe domandarsi perchè cada proprio quasi in corrispondenza del solstizio d'inverno.....e molte altre cose, ma divagheremmo....
In alcuni posti poi ,come a Napoli,il Presepe è una tradizione,cristianesimo o meno.......

Io non essendo cattolica non faccio nè presepe nè albero, anche se a volte mi faccio contagiare e metto qualche lucina.......
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  #7 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 1,978
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Eh, appunto: è una "rappresentazione". E non c'è bisogno di essere iconoclasti per sentirsi infastiditi dalla rappresentazione invadente del sacro (anzi invadente nel sacro) che non si limita neppure alla immagine, ma mette addirittura "in scena" (con figuranti in carne ed ossa nel medioevo italiano, poi con moderne statuette).

La commistione fra il messaggio dell'avvento messianico e l'umana compassione per la nascita e per la famiglia la trovo addirittura deviante verso un improprio "buonismo" conservatorista.

Poi quando questa rappresentazione non solo è invadente nella dimensione sacra ma è anche fisicamente invadente dello spazio laico (penso al nostro malcostume dei presepi nelle sedi istituzionali), proprio la trovo insopportabile [-( .
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  #8 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
AI senatus
 
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Mi sembra che la tradizione del presepio risalga a San Fancesco di Assisi, il quale, in un paesino di cui ora non ricordo il nome (dovrebbe essere qualcosa tipo Greccio o simile...) volle ricordare, in una notte di Natale di 800 anni fa l'evento della nascita di Gesù, con delle persone che raffigurassero Maria, Giuseppe, il Bambino, e tutta la scena (asino e bue compresi).
Era un modo per rendere popolare (ricordiamoci che il Vangelo e la Messa erano allora solo in latino, incomprensibili cioè ai più) un episodio centrale del Cristianesimo.

Se si deve inorridire di fronte ad una tradizione così antica e di illustri origini (San Francesco, mica poco!) che dire di fronte ad altre tradizioni popolari: dalle processioni alle feste patronali fino ad arrivare a cose estreme come i flagellanti.

Io sono ateo, eppure trovo estremamente interessante (dal punto di vista antropologico, storico ed umano), a volte addirittura commovente, ogni manifestazione della religiosità popolare. Magari non sono altrettanto favorevole ad alcune opere o idee del clero, ma non ho nulla da obiettare a manifestazioni della fede popolare come il presepio.
Teniamo conto poi che quasto ha anche una grandissima tradizione anche artistica (pensiamo ai presepi monumentali napoletani del '6-700).

A proposito di religiosità popolare, io, da ateo, da tempo mi accostato ai rituali cattolici con un certo distacco e, in qualche caso, addirittura una punta di fastidio. Devo però dire che non mi sono mai sentito tanto intimamente emozionato come alcuni anni fa a Monte sant'Angelo (Gargano). Durante la festa dell'arcangelo Gabriele, oggi come mille anni fa, nella grotta dello splendido santuario di origine loongobarda, affluiscono fedeli da tutta la Puglia. In quest'occasione, mi è capitato di assistere, nella cupa atmosfera della grotta, a gente che pregava con fervore sincero, mentre un gruppo di quattro vecchiette, con una voce rotta che trovai però bellissima, intonavano una canto religioso popolare (in dialetto, e per me incomprensibile) d'una bellezza struggente e che era in tutta evidenza sincera manifestazione di sentimenti profondi.

Il presepio ha ormai una connotazione molto più prosaica, ma si tratta anche di una tradizione (come tutto il Natale, d'altronde) importantissima nella cultura italiana e che, a mio avviso, va mantenuta. Io stesso, pur ateo, festeggio il Natale, non tanto come celebrazione religiosa quanto come festa tradizionale. Devo anzi dire che rimpiango un po' quando ero bambino e i miei, pur non essendo napoletani, facevano in casa un megnifico presepio che occupava mezza stanza.
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Marco Astracedi
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Vecchio 20-December-2007
AI magister
 
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Ognuno è liberissimo di pensarla come vuole, naturalmente.

Per il presepe mi pare solo il caso di ricordare che la tradizione trova la sua origine a opera di S. Francesco d'Assisi che per primo, per avvicinare le persone al mistero dell'incarnazione, realizzò una rappresentazione della grotta di Nazareth.
Quanto all'invadenza nel sacro delle rappresentazioni iconografiche.... per quanto riguarda la religione cristiana che si basa sulla fede in un Dio che si fa uomo... proprio non la vedo. E giusto di recente ho letto che anche i primi papi, fra cui Gregorio Magno, non si erano espressi in modo negativo in merito alle rappresentazioni sacre, purchè si spiegasse che non sono Dio, ma solo un mezzo per ricordarlo e "raccontare al popolo" in modo semplice e diretto le scritture.
Non stiamo, poi, parlando della religione greco-romana (ufficiale e statale, non quella popolare che popolava l'intera terra di forze soprannaturali) in cui uomini e dei sono su due piani diversi e separati, anche se i primi ogni tanto si degnano di metter mano nelle faccende umane, ma proprio di una religione in cui il divino è talmente prossimo all'uomo si fonda sull'incarnazione di Dio.

Quanto al presepe in area archeologica... In linea di principio non lo vedo così sbagliato, ovviamente se non danneggia i resti né li deturpa. Quanto meno è un modo per far vivere le strutture archeologiche e per non farle percepire come un corpo estraneo nell'abitato attuale.
Poi, se la sacra famiglia infastidisce solo perchè è un simbolo religioso... Forse a questo punto dovremmo abbattere anche le chiese o coprirne le facciate con delle pareti anonime di cemento....
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  #10 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
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Mi sembra che la tradizione del presepio risalga a San Fancesco di Assisi, il quale, in un paesino di cui ora non ricordo il nome (dovrebbe essere qualcosa tipo Greccio o simile...) volle ricordare, in una notte di Natale di 800 anni fa l'evento della nascita di Gesù, con delle persone che raffigurassero Maria, Giuseppe, il Bambino, e tutta la scena (asino e bue compresi).
Era un modo per rendere popolare (ricordiamoci che il Vangelo e la Messa erano allora solo in latino, incomprensibili cioè ai più) un episodio centrale del Cristianesimo.

Se si deve inorridire di fronte ad una tradizione così antica e di illustri origini (San Francesco, mica poco!) che dire di fronte ad altre tradizioni popolari: dalle processioni alle feste patronali fino ad arrivare a cose estreme come i flagellanti.

Io sono ateo, eppure trovo estremamente interessante (dal punto di vista antropologico, storico ed umano), a volte addirittura commovente, ogni manifestazione della religiosità popolare. Magari non sono altrettanto favorevole ad alcune opere o idee del clero, ma non ho nulla da obiettare a manifestazioni della fede popolare come il presepio.
Teniamo conto poi che quasto ha anche una grandissima tradizione anche artistica (pensiamo ai presepi monumentali napoletani del '6-700).

A proposito di religiosità popolare, io, da ateo, da tempo mi accostato ai rituali cattolici con un certo distacco e, in qualche caso, addirittura una punta di fastidio. Devo però dire che non mi sono mai sentito tanto intimamente emozionato come alcuni anni fa a Monte sant'Angelo (Gargano). Durante la festa dell'arcangelo Gabriele, oggi come mille anni fa, nella grotta dello splendido santuario di origine loongobarda, affluiscono fedeli da tutta la Puglia. In quest'occasione, mi è capitato di assistere, nella cupa atmosfera della grotta, a gente che pregava con fervore sincero, mentre un gruppo di quattro vecchiette, con una voce rotta che trovai però bellissima, intonavano una canto religioso popolare (in dialetto, e per me incomprensibile) d'una bellezza struggente e che era in tutta evidenza sincera manifestazione di sentimenti profondi.

Il presepio ha ormai una connotazione molto più prosaica, ma si tratta anche di una tradizione (come tutto il Natale, d'altronde) importantissima nella cultura italiana e che, a mio avviso, va mantenuta. Io stesso, pur ateo, festeggio il Natale, non tanto come celebrazione religiosa quanto come festa tradizionale. Devo anzi dire che rimpiango un po' quando ero bambino e i miei, pur non essendo napoletani, facevano in casa un megnifico presepio che occupava mezza stanza.

Mi sembrano degli ottimi motivi per cui un credente debba guardare queste manifestazioni "di espressione religiosa deviata" con fastidio e persino con sospetto, no?

Quanto più si allontanano dalla fede, tanto più possono risultare mondanamente simpatiche all'ateo, ma fastidiose al credente. O dico una cosa strana?
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  #11 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
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Perchè deviata?
Assolutamente non vedo perchè io credento devo sentirmi infastidita perchè un non credente apprezza una tradizione che per me ha un valore religioso.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
AI senatus
 
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Mi sembrano degli ottimi motivi per cui un credente debba guardare queste manifestazioni "di espressione religiosa deviata" con fastidio e persino con sospetto, no?
Non sono d'accordo... La religiosità popolare è sincera e spontanea. Non sempre lo sono i rituali ecclesiastici. Anche la stessa Messa è un'elaborazione, nel corso dei secoli, che con la religiosità cristiana originaria ha poco a che fare: è cioè artificiosa (deviata?) tanto quanto alcune manifestazioni popolari.

Anche da un punto di vista religioso, è più "deviata" la religiosità semplice e "popolare" di San Francesco o la filosofia scolastica di Sant'Agostino? Sono entrambi padri della Chiesa, eppure i miei favori (anche da ragazzo, prima che diventassi ateo) vanno al primo.
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Marco Astracedi
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  #13 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Aggiungo solo una cosa riguardo la rappresentazione: essa è parte integrante del sacro sin dalla notte dei tempi, quando i miti venivano recitati dagli uomini e così riattualizzati( feste del nuovo anno ierogamie ecc).

Certo forse Mdd si riferisce all'uso mercificatorio che si fa poi di questa rappresentazione (Cristo stesso aborrì una certa commistione tra sacro e perofano nel famoso episodio del tempio) però credo anch'io che alla fin fine il Natale sia una festa molto sentita, anche ora in una società la cui vita sociale non è più necessariamente scandita dai ritmi della vita religiosa.
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  #14 (permalink)  
Vecchio 20-December-2007
L'avatar di  Samiodizeest
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Dunque dunque, dico la mia (non troppo dissimile da quella di molti fra voi).
Un presepe in un'area archeologica, come un concerto o una rappresentazione in un teatro antico, può essere secondo me una cosa positiva (sempre a patto che il sito in oggetto sia tutelato e non riceva il minimo sfregio). Sappiamo tutti come può essere difficile tutelare aree antiche in contesti in continuo sviluppo, e come ci sia sempre il rischio di creare danni; ma dobbiamo anche ricordare che è nostro dovere e nostro interesse fare in modo che le persone si avvicinino al patrimonio. Un presepe non fa danni, diciamocelo, e non deturpa l'immagine: non stiamo parlando di un distributore di lattine in una villa romana, è una piccola opera, peraltro per forza di cose temporanea. Però può essere un modo per far sì che le persone si fermino un attimo a vedere quelle che al profano sembrano sempre quattro rovine e che per noi sono le meraviglie del passato (oltre che il nostro lavoro). C'è sempre, penso io, il rischio dell'eccesso di tutela: dobbiamo renderci conto che proteggere le antichità è un nostro dovere, ma proteggerle a spada tratta indignandoci per ogni tipo di fruizione 'popolare' e banale è controproducente; solo facendo sì che la gente senta 'proprio' il patrimonio archeologico, potendone fruire anche in una maniera che ci fa un pò storcere il naso, ma pur sempre senza danno, riusciremo a giustificare il denaro (poco, ma questo è un altro discorso) che chiediamo alla società. E magari a ottenerne di più.
Quanto al presepe in sè, sono estremamente di parte: non sono un credente, ma sono un napoletano, e apprezzo molto l'arte presepiale. E'una tradizione affascinante, che tra Napoli, la Provenza e la Spagna ha prodotto nel corso dei secoli molti piccoli capolavori. E vi assicuro che se fate due passi in questi giorni per San Gregorio Armeno, la via delle botteghe dei mastri presepiai napoletani (una via che peraltro arriva alla chiesa di San Lorenzo, che copre Foro e Agorà di Napoli antica, e alla chiesa di San Paolo, che riutilizza in facciata due colonne del tempio dei Dioscuri), respirerete un'aria indimenticabile. Provateci ! (Naturalmente io sono pagato dall'Ente del Turismo ! )
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  #15 (permalink)  
Vecchio 21-December-2007
AI senatus
 
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