Venerdì scorso sono stato a Bonn, alla
Kunst- Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland dove ho già visto molte mostre assai interessanti (
Art and Exhibition Hall of the Federal Republic of Germany - Bonn - English Version) ed ho visitato le due mostre che si tengono attualmente:
Rom und die Barbaren, la mostra che si era tenuta già a Palzzo Grassi a Venezia e che documenta con moltissimi reperti provenienti da tutt'Europa l'epoca delle invarioni barbariche (
Völkerwanderungen in tedesco, cioè
migrazioni dei popoli) e quanto poco "barbare" fossero quelle popolazioni, quanto intensi fossero i contatti tra nord e sud e tra est ed ovest, il che viene tra l'altro ben testimoniato dagli scambi commerciali e di prodotti di lusso rinvenuti nelle tombe.
La seconda mostra (nel complesso espositivo di Bonn si tengono quasi sempre in contemporanea diverse mostre) era dedicata al
Gandhara, col sottotitolo
L'eredità buddista del Pakistan, leggende, monasteri e paradisi
Il Gandhara è per me personalmente uno dei "luoghi magici", da quando, avevo credo dieci anni, ne appresi l'esistenza e vidi i primi reperti, bassorilievi in scisto verde, arrivati con la spedizione italiana del K2, dai caratteristici, inconfondibili elementi stilistici. Mai però mi era stato possibile vedere un numero così elevato di reperti, sia rilievi che anche, in numero assai minore reliquiari e altri oggetti cultuali. Nei rilievi mi pare di sentire, malgrado le distanze culturali, geografiche e temporali un presagio delle deorazioni scultoree delle cattedrali romaniche e gotiche. Lo stesso affollamento di figure, le stesse reminescenze classiche, lo stesso intento agiografico e divulgativo.
La mostra dopo Bonn (21 Novembre 2008 - 1 5Marzo 2009)verrà ospitata a Berlino (9 Aprile - 10 Agosto 2009) e a Zurigo (6 Sttember 2009 - 3 Gennaio 2010)
Di entrambe le mostre sono disponibili i cataloghi, ampiamente illustrati e assai ricchi in lingua tedesca e inglese disponibili in edizione in bossura in vendita solo al museo a prezzo ridotto rispetto all'edizione normale rilegata.
Entrambe le mostre hanno i pannelli esplicativi e le decrizioni dei reperti sia in lingua tedesca che in inglese. Non possoche consigliare la visita, anche se naturalmente la distanza non è poca.
A Bonn si tenevano anche una mostra sui Longobardi, al Landesmuseum, ed una sugli Etruschi, al Museo accademico dell'Università, ma sia per ragioni di tempo che soprattutto per non essere vittima di una sindrome da Firenze ho rinunciato a vederle (Della mostra sui Longobardi ho però il catalogo!)