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| Storia antica e Arte antica - Generico Forum generico su storia antica e arte antica (compresa filosofia e filologia classica) |
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13-August-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jan 2007
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Quote:
Wanax
PS qualche post fa si era parlato di una probabile origine micenea di alcuni libri dell' Iliade in base alla metrica...qualcuno sa quali in particolare?
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Non ci sono alcuni libri in particolare rispetto ad altri, la metrica in alcuni casi non rispecchia la regola degli esametri lineari in tutta l'iliade.
Il dettaglio e' spiegato (in inglese) nel link che ho citato sopra.
Questo difetto e' dovuto alla perdita della digamma W intercorsa tra il Greco in lineare B e quello Omerico.
Se viene riinserita la W la metrica torna ad essere corretta.
Questo significa che il poeta dell VIII secolo (Omero o chi per lui) dell'Iliade non e' l'inventore del genere in cui questa e' stata scritta altrimenti la W non avrebbe avuto nessun ruolo nella metrica.
L'Iliade e' stata quindi composta quando la W veniva usata cioe' durante il periodo Miceneo.
Questo ed altri elementi (vedi sopra citato link) dimostrano come tale poema sia stato originariamente oralmente composto nella Grecia dell'eta' del Bronzo.
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13-August-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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A proposito del digamma nei poemi omerici trovi qui indicazioni:
Digamma - Wikipedia
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dott. Claudio Giorgini
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16-August-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Nel Libro X della sua monumentale Geografia, Strabone, storico e geografo greco del periodo romanizzato, parlando della posizione di Itaca, discute sulla difficolta' dell'interpretazione del verso IX, 25 dell'Odissea e sul significato di χθαμαλὴ πανυπερτάτη.
Strabone riconosce che i due termini sono contradditori perche' χθαμαλὴ significherebbe "bassa" mantre πανυπερτάτη significherebbe "sollevata" ma anche "aspra". Strabone propende per l'interpretazione di χθαμαλὴ non come "bassa" ma come "vicino al continente" (χθαμαλὴ ha in se' il significato di "vicina alla terra" da cui anche "bassa") mentre lega πανυπερτάτη al successivo
πρὸς ζόφον (verso l'oscurita') nel senso di "alzata verso nord" in contrapposizione alle altre isole che sono poste ἄνευθε πρὸς ἠῶ τ' ἠέλιόν τε, "piu' distanziate dal continente verso l'alba ed il sole", cioe' "piu' verso sud" nel senso che il sud e' la regione della terra dove e' collocato il cammino del sole, mentre il nord e' la regione dell'oscurita'.
Quindi, se Strabone, per il quale il greco antico era la sua madre lingua, anche se posteriore di oltre 500 anni rispetto ad Omero, deve discutere cosi' tanto su un paio di termini di un verso dell'Odissea, significa che la sua traduzione non e' cosi' ovvia.
Ora, io non so se questo problema sia stato definivamente risolto dai moderni grecisti, (le traduzioni moderne in genere interpretano il verso nell'altro modo, come quella di Maria Grazia Ciani che ho precedentemente citato) tuttavia non posso fare a meno di notare che l'interpretazione discussa da Strabone, che e' anche quella seguita da Pindemonte per la sua traduzione in italiano dell'Odissea, descrive esattamente l'attuale posizione geografica di Itaca.
Quindi non mi sembra affatto certo che Omero volesse dire che Itaca e' la piu' occidentale delle isole dell'arcipelago. C'e' il "rischio" che sapesse molto bene dov'era collocata.
E invece Felice Vinci parte in quarta bollando la geografia omerica come incongruente e propone un'assurda traslocazione dello scenario dal Mediterraneo al mare del Nord che assolutamente delle descrizioni omeriche non ha proprio nulla. Vorrei ricordare che Vinci ha concepito la sua assurda ipotesi in seguito alla lettura di un passo di Plutarco, che, nell'opera De facie quae in orbe lunae apparet dice che l'isola Ogigia di Calipso sarebbe situata nell'Atlantico del Nord e disterebbe 5 giorni di navigazione dalla Britannia.
Calipso e la sua isola Ogigia appartengono al mondo delle fiabe. Parlare di Calipso e' come parlare di Biancaneve!. Come sarei trattato se proponessi una qualche ipotesi storica partendo dall'informazione che Babbo Natale vive in Lapponia?
Parlando poi dei toponimi in Omero nel Baltico, come ho scritto piu' di una volta in questa discussione, non solo Vinci fa l'imperdonabile errore di comparare i toponimi greci con quelli scandinavi che non esistevano ancora neppure quando i poemi omerici, gia' messi in forma scritta da svariati secoli, venivano studiati dai Romani, ma anche di trovare rassomiglianze che non esistono affatto.
Un esempio che puo' dare l'idea del bassissimo livello culturale delle argomentazioni usate in Omero nel Baltico, veramente pessime, e' quello dell'isola di Faro, posta davanti al porto di Alessandria e che Omero, erronamente posiziona ad un giorno di navigazione dall'Egitto. Per come vedo la situazione della geografia a quel tempo, non ci trovo nulla di strano.
Vinci trova invece strano che nell'Odissea Faro sia piena di foche, ignorando che il Mediterraneo e' sempre stato abitato dalle foche, e che solo recentemente (purtroppo) sono praticamente scomparse.
Vinci trova che nel Baltico c'e' un'isola che secondo lui avrebbe lo stesso nome: Fårö
(tra l'altro si chiamerebbe come Faro in italiano o Pharos in greco?)
In realta' Fårö non ha nulla in comune con Faro (o con Pharos). Questa "coincidenza stupefacente" la puo' vedere soltanto
chi non sa nulla di lingue scandinave (come temo sia il caso di Vinci) e sorvola sul pallino sulla a e la dieresi sulla o.
In norvegese, danese e svedese, å e' un segno grafico recente che si puo' anche scrivere aa. Tuttavia aa non e' una doppia a, ma un segno grafico indipendente (e infatti å e' l'ultima lettera dell'alfabeto scandinavo), che rappresenta una vocale inesistente nelle lingue latine o in greco, tipica delle lingue nordiche, e che si pronuncia come una o chiusa e molto lunga. La
ö, in svedese, e' un segno grafico indipendente per scrivere il suono oe, che si trova anche nel tedesco, nel francese e nei dialetti lombardi e si pronuncia "oe" come in "Goethe".
In danese e norvegese ö si scrive invece ø. In danese e norvegese ø (ed in svedese ö) significa "isola", quindi Fårö (che si pronuncia fooroe) unisce al termine ö (isola) quello di får che significa "lontano" nel dialetto di Gotland, una lingua parlata dai Vikinghi. Får e' ovviamente connessa con l'inglese "far" , che ha lo stesso significato (e anche in questa parola, se pronunciata correttamente, la a rappresenta un suono molto diverso dalla a italiana)
Quindi Fårö significa "isola lontana" e non puo' avere nulla a che vedere con il greco Pharos, che e' un toponimo antichissimo e che pare sia di origine egiziana, mentre Fårö (che come ho dimostrato non ha nulla in comune con Pharos) e' comparso nell'alto medioevo.
E' chiaro quindi che Vinci, quando spiega la sua ipotesi assurda, non sa neppure di che cosa sta parlando. Tra l'altro, nei filmati postati da Wanax, ho sentito dire da lui altre amenita', facendo tutto un minestrone sulla presunta migrazione dal Nord di imprecisati "popoli indoeuropei" che migrano a sud portando la civilta' del bronzo in tutto il mediterraneo sbarcando anche in Sardegna per dare origine alla civilta' nuragica!
Ogni commento e' superfluo.
Mario
Ultima Modifica di Mario_A : 16-August-2007 16:28.
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17-August-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jul 2007
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Quote:
dceg
Oh mamma! A quanto mi risulta il kelp non si trova nel baltico e col calcolo della provabilità...
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Mi sono dimenticato di dire che l' Odissea (secondo OnB) sarebbe ambientata in gran parte in Norvegia, siamo nell' Atlantico quindi :-\"
Quote:
Per me invece l'ipotesi di Vinci e' destituita 100% da ogni fondamento. La sue argomentazioni sono peggiori di quanto mi fossero sembrate all'inizio. Altro che calcolo delle probabilita', dovrebbero rivolgersi ad un linguista scandinavo e farsi spiegare che quei toponimi sono comparsi almeno 1600 anni dopo che i poemi omerici erano stati composti in forma scritta e che non hanno nulla a che vedere con i toponimi greci. Inoltre, in svariati esempi che ha fatto, non ci vedo nessuna rassomiglianza. Toija non assomiglia a Troia (certo uno che vede Itaca in Lyø probabilmente vede tutto in un altro modo)
L'ipotesi di Bittlestone e' tutta su un altro livello, anche se non credo che sara' mai provata. La vedo molto improbabile da un punto di vista geologico ed inoltre Paliki non ha un porto cosi' protetto come il Porto di Forco descritto nell'Odissea. Si potrebbe sempre dire che quel porto e' un'immaginazione poetica, ma in questo caso troverei questa spiegazione alquanto contraddittoria. L'ipotesi di Paliki viene fatta per trovare un riscontro in quello stesso poema, e poi un approdo naturale che si adatta in maniera stupefacente (qui si che lo possiamo dire) alla descrizione omerica esiste veramente ad Itaca. E, ripeto, si tratta di un porto naturale molto difficile da trovare in giro con quelle caratteristiche. E vicino, come dice Omero, c'e' una grotta. Qui come la mettiamo con il calcolo delle probabilita'?
Approfondendo questo argomento, e' venuta anche a me in mente un'ipotesi. Pur non trovando cosi' problematiche le differenze tra l'arcipelago ionico e la descrizione omerica, ho pensato che pero' bisogna trovare Dulichio, che e' citata 9 volte nel poema. Ora Itaca ha un aspetto molto particolare: vista dal mare appare come 2 isole montuose unite tra loro da un basso e stretto istmo (che nel punto piu' stretto misura 500 metri).
(L'impressione di vedere due isole e' confermata anche dai resoconti dei visitatori)
Queste due isole sono poste una a nord e l'altra a sud. Quella piu' settentronale ha una forma allungata. Allora puo' darsi che l'isola settentrionale fosse la Dulichio omerica, mentre quella meridionale fosse Itaca. Non importa per l'istmo: potrebbe rientrare fra gli errori geografici che ritengo quasi fisiologici.
In questo modo avremo il porto di Forco nella Itaca omerica, insieme a due monti, attualmente chiamati Merovigli (663 metri) e Nerovoulo (552), che potrebbero essere il monte Nerito ed il monte Neio dell'Itaca omerica.
(Nell'isola settentrionale, esiste il monte piu' alto d'Itaca, a forma di dorsale lungo l'isola, che raggiunge 806 metri, ed attualmente e' chiamato Nirito. Non e' detto pero' che coincida con il Nerito omerico. Itaca e' stata a lungo disabitata durante il Medio Evo, e probabilmente molti toponimi antichi potrebbero essere andati perduti, come appunto Dulichio. Molti luoghi dell'isola sono stati rinominati in seguito proprio seguendo l'Odissea, come la Grotta delle Ninfe o la fonte Aretusa. Puo' darsi che per questo motivo, al monte piu' alto dell'Itaca attuale sia stato dato il nome del monte omerico).
Vicino alla punta sud-est dell'isola meridionale (Itaca omerica) si trova una fonte, che coinciderebbe abbastanza bene con la fonte Aretusa. Intorno c'e' una zona pianeggiante che coinciderebbe piuttosto bene con l'area dove Eumeo allevava i maiali.Qui sarebbe sbarcato Telemaco (che proveniva da sud) di notte per sfuggire ai Proci, che gli tendevano un agguato nello stretto tra Same (Cefalonia) e Itaca. Questo stretto esiste veramente, con tanto di isolotto (Asteris omerico).
Il centro abitato omerico doveva trovarsi sulla costa ovest dell'Itaca omerica (isola meridionale) dato che, se non ci fossero stati i Proci in agguato, la nave di Telemaco sarebbe dovuta arrivare nello stretto.
La costa ovest sembra piuttosto impervia, tuttavia ci sarebbe una possilita' attorno ad una baia situata subito a sud-ovest dell'istmo, proprio sullo stretto. In questa zona sono stati anche trovati i resti di un antico insediamento, che pero' e' molto piu' recente dell'epoca micenea (Vi sec. a.C.)
Inoltre, sia Same (Cefalonia) che Dulichio (Itaca nord) appaiono piu' alte rispetto all'Itaca omerica (Itaca sud). Che sia questa la spiegazione di "situata in basso"?
Mario
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E' stato anche osservato anche che Itaca "è bassa ed è l'ultima verso la notte" anche perchè le montagne del continente, più alte di quella dell' isola, al mattino gettano ombra sopra quest' ultima, mentre a Cefalonia/ Same è già giorno...se poi vogliamo cercare Dulichio nel mediterraneo...Paliki forse era staccata da Cefalonia...  che sia lei? Altrimenti se vogliamo forzare il concetto di isola, potremmo identificarla con Leucade :wink: ... tornando al kelp, mi sono andato a rivedere quel passo di OnB (ora sto in un internet point, poi vi saprò dire più specificatamente=  e Vinci non indica (completamente) a casaccio il nome di quest'alga (non anticipo niente, aspetto di scrivere con un pò + di calma)...
In ogni caso gli Ellespontini, abitanti dell' Ellesponto Baltico, le gesta Danorum di Saxo(il cui nome ricorda i Danai), Odino originario di Troia (che si trova in Asia, a detta della mitologia nordica), e nei dintorni di questa Troade incredibilmente si trova (sempre secondo la mitologia scandinava, niente toponimi  ) un luogo chiamato "Idhavoll", dove "voll" significa territorio o campo di "Idha" (non può non ricordare l' Ida omerico) e infine l'accenno al sole che non tramonta nella terra dei Lestrigoni (già il Graves aveva ipotizzato una collocazione nordica) , le danze dell' aurora, e le albe rotanti che si verificano nel territorio di Circe, mi lasciano pensare...e Onb è pieno di queste "coincidenze"...
Quote:
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E' chiaro quindi che Vinci, quando spiega la sua ipotesi assurda, non sa neppure di che cosa sta parlando. Tra l'altro, nei filmati postati da Wanax, ho sentito dire da lui altre amenita', facendo tutto un minestrone sulla presunta migrazione dal Nord di imprecisati "popoli indoeuropei" che migrano a sud portando la civilta' del bronzo in tutto il mediterraneo sbarcando anche in Sardegna per dare origine alla civilta' nuragica!
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Ho sempre parlato di fare delle "scremature", infatti il popolo nuragico, pare, che sia nato dalla fusione di locali con gli Sherden, citati tra i così detti "popoli del mare"... Per quanto riguarda Faro, non è tanto il toponimo di per se, quanto la sua posizione, messa a confronto, con lo scenario complessivo delineato...
Ultima Modifica di Wanax : 17-August-2007 10:20.
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17-August-2007
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AI gens
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Wanax
E' stato anche osservato anche che Itaca "è bassa ed è l'ultima verso la notte" anche perchè le montagne del continente, più alte di quella dell' isola, al mattino gettano ombra sopra quest' ultima, mentre a Cefalonia/ Same è già giorno.
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Chi ha osservato questo? Itaca e' lontana circa 30 Km dalla terraferma. Una cosa del genere mi sembra impossibile.
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Ho sempre parlato di fare delle "scremature", infatti il popolo nuragico, pare, che sia nato dalla fusione di locali con gli Sherden, citati tra i così detti "popoli del mare"... Per quanto riguarda Faro, non è tanto il toponimo di per se, quanto la sua posizione, messa a confronto, con lo scenario complessivo delineato...
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Riguardo al popolo nuragico le cose non stanno proprio cosi'...di questo argomento si e' gia' ampiamente discusso nel Forum...
Quanto a Omero nel Baltico, posso anche capire che tu trovi l'ipotesi attraente, ma temo che dopo averla "scremata" non rimanga piu' nulla.
Quote:
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...Per quanto riguarda Faro, non è tanto il toponimo di per se, quanto la sua posizione, messa a confronto, con lo scenario complessivo delineato..
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A me non ha dato quest'idea, sia dal riassunto che dai filmati...Vinci dice:
Invece la Tebe omerica forse corrisponde all'attuale Tczew, presso la foce della Vistola, di fronte a cui, nel centro del Baltico, l'isola Fårö ricorda la Faro dell'Odissea, situata ad una giornata di navigazione dall'Egitto...
Nel filmato Vinci dice che Fårö e' sicuramente la Faro dell'Odissea (pronuncia entrambi i nomi nello stesso modo) perche' e' situata ad un giorno di navigazione dalla foce della Vistola (il Nilo secondo Omero). Questa affermazione non e' corretta in quanto Fårö dista circa 400 km dalla foce della Vistola, impossibili da percorrere in un solo giorno con una nave antica.
E come fa Creta ad essere la Pomerania, se Omero dice che spirando Borea (vento del nord) e' possibile raggiungere da Creta il delta del Nilo in 5 giorni di navigazione?
Quindi secondo Omero Creta si trovava a 5 giorni di navigazione a nord del Delta del Nilo, mentre invece secondo la mappa della Scandinavia "omerizzata" che hai postato, il "Delta del Nilo" si troverebbe ad est di "Creta" e ci si potrebbe arrivare a piedi...quale delle due locazioni sta descrivendo Omero? Quella Baltica o quella Mediterranea?
Ma ti rendi conto che quasi qualunque cosa che afferma Vinci sono solo immani corbellerie? (mi verrebbero in mente dei termini piu' appropriati, ma non sono ammessi nel Forum)
Io mi sono fatto un'opinione su questa ipotesi basandomi su questo riassunto dello stesso Vinci, che contiene gli argomenti principali:
Recensione: Vinci, Omero nel Baltico
e sui filmati che tu hai postato.
Da questa documentazione ho tratto le mie conclusioni molto negative che penso di avere ampiamente spiegate e per quanto mi riguarda posso senz'altro collocare Omero nel Baltico allo stesso livello delle ipotesi di Graham Hanckock oppure di Hera Magazine tipo "lampade elettriche nell'antico Egitto"
Del resto Vinci ha scritto Omero nel Baltico circa 10 anni fa e non mi risulta che ci sia stato un qualche impatto serio a livello accademico.
Sono certo che non vedremo mai ricerche archeologiche nell'area scandinava basate su questo libro. Non credo proprio che il governo danese autorizzera' mai scavi sotto Copenhagen solo perche' un italiano si e' sognato di notte che la' si trova la "vera" Micene
Mario
Ultima Modifica di Mario_A : 17-August-2007 18:05.
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17-August-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jul 2007
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Mario_A
Chi ha osservato questo? Itaca e' lontana circa 30 Km dalla terraferma. Una cosa del genere mi sembra impossibile.
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Mare Greco, di Valerio Massimo Manfredi (è un saggio, non un romanzo)
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Mario_A
Riguardo al popolo nuragico le cose non stanno proprio cosi'...di questo argomento si e' gia' ampiamente discusso nel Forum...
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:-k vado a cercare^^
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Mario_A
Quanto a Omero nel Baltico, posso anche capire che tu trovi l'ipotesi attraente, ma temo che dopo averla "scremata" non rimanga piu' nulla.
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Le coincidenze sono troppe, alcuni studiosi sostengono OnB (a partire da Rosa Calzecchi Onesti, la quale non solo propina il passo plutarcheo come tra i più forti della teoria (  ) ma dice esplicitamente che sta suscitando sempre maggiore interesse sia nell'ambito accademico, sia all'estero per non parlare poi della conferenza a Toija del 10 Agosto scorso, di cui le autorità Finniche sembrerebbero interessate...per concludere ripeto quello che ho già detto: OnB, pur lasciandosi andare a voli di fantasia e a congetture difficilmente dimostrabili o poco credibili (includiamoci anche i toponimi nei casi in cui si trovano isolati) , mette in luce coincidenze e da spunti che lasciano riflettere;
io prima ne ho citate solo alcune, tra quelle che mi hanno colpito di +) , ma il tomo è di 500 pagine :wink:
Quote:
Mario_A
A me non ha dato quest'idea, sia dal riassunto che dai filmati...Vinci dice:
Invece la Tebe omerica forse corrisponde all'attuale Tczew, presso la foce della Vistola, di fronte a cui, nel centro del Baltico, l'isola Fårö ricorda la Faro dell'Odissea, situata ad una giornata di navigazione dall'Egitto...
Nel filmato Vinci dice che Fårö e' sicuramente la Faro dell'Odissea (pronuncia entrambi i nomi nello stesso modo) perche' e' situata ad un giorno di navigazione dalla foce della Vistola (il Nilo secondo Omero). Questa affermazione non e' corretta in quanto Fårö dista circa 400 km dalla foce della Vistola, impossibili da percorrere in un solo giorno con una nave antica.
E come fa Creta ad essere la Pomerania, se Omero dice che spirando Borea (vento del nord) e' possibile raggiungere da Creta il delta del Nilo in 5 giorni di navigazione?
Quindi secondo Omero Creta si trovava a 5 giorni di navigazione a nord del Delta del Nilo, mentre invece secondo la mappa della Scandinavia "omerizzata" che hai postato, il "Delta del Nilo" si troverebbe ad est di "Creta" e ci si potrebbe arrivare a piedi...quale delle due locazioni sta descrivendo Omero? Quella Baltica o quella Mediterranea?
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Quì calza a pennello con quella mediterranea (e questo è innegabile)...ma in altre parti no...si pensi all'arcipelago di Itaca (nel suo insieme), e come visto non tutti gli studiosi (a seconda della traduzione che si da) sono concordi nell' identificare l' Itaca Omerica con l'Itaca Greca (a me sembra che le due si accordino molto bene tra di loro, come ho già detto)
Quote:
Mario_A
Ma ti rendi conto che quasi qualunque cosa che afferma Vinci sono solo immani corbellerie? (mi verrebbero in mente dei termini piu' appropriati, ma non sono ammessi nel Forum)
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Quote:
Mario_A
Da questa documentazione ho tratto le mie conclusioni molto negative che penso di avere ampiamente spiegate e per quanto mi riguarda posso senz'altro collocare Omero nel Baltico allo stesso livello delle ipotesi di Graham Hanckock oppure di Hera Magazine tipo "lampade elettriche nell'antico Egitto"
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A scuola mia, ho sentito parlare un professore di latino che sostiene la teoria delle lampade di Dendra in maniera indiscriminata, ma questa è un'altra storia 8-)
Quote:
Mario_A
Del resto Vinci ha scritto Omero nel Baltico circa 10 anni fa e non mi risulta che ci sia stato un qualche impatto serio a livello accademico.
Sono certo che non vedremo mai ricerche archeologiche nell'area scandinava basate su questo libro. Non credo proprio che il governo danese autorizzera' mai scavi sotto Copenhagen solo perche' un italiano si e' sognato di notte che la' si trova la "vera" Micene
Mario
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Come già detto c'è chi sostiene il contrario...per quanto riguarda gli scavi sotto Copenhagen, chissà8-) (anche se mi sembra poco agevole la cosa...prima sarebbe meglio, eventualmente, scavare a Toija:-#)...in conclusione mi rifaccio a ciò che dice FV alla fine del libro, (innegabilmente è di parte, ma ero arrivato +o- alla stessa conclusione), cioè che le coincidenze geografiche, culturali e folkloristiche (e se vogliamo anche toponomastiche  ) attendono in ogni caso una spiegazione; anche se esse in alcuni punti sembrano favorire la localizzazione mediterranea, in molte altre combaciano, o quantomeno, ricordano in maniera impressionante il mondo baltico/scandinavo.
PS In ogni caso ne è scaturito un bel dibattito...proporlo come argomento del mese?
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18-August-2007
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AI gens
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Quote:
Wanax
Le coincidenze sono troppe, alcuni studiosi sostengono OnB (a partire da Rosa Calzecchi Onesti, la quale non solo propina il passo plutarcheo come tra i più forti della teoria (  ) ma dice esplicitamente che sta suscitando sempre maggiore interesse sia nell'ambito accademico,
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Un pregio del mondo scientifico, al contrario di quello umanistico, e' che, per tradizioni storiche, non esiste l'"ipse-dixit". Anche un Premio Nobel, se afferma qualcosa, lo deve dimostrare, e un principiante, puo', in linea di principio, battere un Premio Nobel (non e' frequente, ma la famosa scoperta della doppia elica del DNA e' uno di questi casi)
Premesso questo, per come sono abituato,(appartengo al mondo scientifico) non mi importa che Rosa Calzecchi Onesti si comporti cosi', peggio per lei, si sta giocando la sua reputazione...la cosa mi sembra veramente incredibile, ma talvolta succede...
Nel corso della discussione hai dimostrato di avere un buon senso critico e la tendenza a pensare con la tua testa (virtu' non comunissima...) Quindi cerca di valutare tutto quello che leggi in Omero nel Baltico in modo indipendente, e puo' darsi che il numero delle "coincidenze" si abbassi drasticamente...
Ho trovato in rete qualcuno che ha letto il libro ma non e' molto convinto...
Mi sembra una lettura interessante che ti consiglio di leggere fino in fondo:
Contro l'ipotesi baltica. Una confutazione delle tesi del libro 'Omero nel baltico' - Politica OnLine Forum
Ciao
Mario
Ultima Modifica di Mario_A : 18-August-2007 00:50.
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18-August-2007
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Nuovo Utente
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Wanax
Come già detto c'è chi sostiene il contrario...per quanto riguarda gli scavi sotto Copenhagen, chissà8-) (anche se mi sembra poco agevole la cosa...prima sarebbe meglio, eventualmente, scavare a Toija:-#)...in conclusione mi rifaccio a ciò che dice FV alla fine del libro, (innegabilmente è di parte, ma ero arrivato +o- alla stessa conclusione), cioè che le coincidenze geografiche, culturali e folkloristiche (e se vogliamo anche toponomastiche  ) attendono in ogni caso una spiegazione; anche se esse in alcuni punti sembrano favorire la localizzazione mediterranea, in molte altre combaciano, o quantomeno, ricordano in maniera impressionante il mondo baltico/scandinavo.
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Ci sono altrettante coincidenze geografiche, culturali , folkloristiche, archeologiche e toponomastiche che attendono una spiegazione nella teoria che vuole Troia e le vicende omeriche locate in Gran Bretagna.
Troy and the Trojan Wars
Tesi non facilmente confutabile e di valenza (o di apparente valenza) paragonabile a quella del Vinci ed anche in questo caso sostenuta da molti "esperti".
Chiaramente tale toria ha molti sostenitori in Inghilterra cosi' come quella del Vinci in Italia (solo perchè l'autore è Italiano) e nei paesi Baltici (perchè direttamenti interessati alla questone).
Come già detto non possono essere entrambe plausibili anche se per alcune "coincidenze" sembrano entrambe credibili, ma per molte (piu' che sufficenti) incongruenze risultano entrambe assurde.
Cosa che rende la ricerca della spiegazione di ogni possibile coincidenza o tentativi di forzate ricerche archeologiche praticamente irrilevanti.
D'altronde anche la teoria "l'uomo non è mai andato sulla Luna" ha una sua apparente valenza scientifica non facilmente confutabile a meno di non essere molto addentro allo specifico argomento ed esperti in vari settori tecnico ingegneristici.
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18-August-2007
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AI gens
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Quote:
lawagetas
D'altronde anche la teoria "l'uomo non è mai andato sulla Luna" ha una sua apparente valenza scientifica non facilmente confutabile a meno di non essere molto addentro allo specifico argomento ed esperti in vari settori tecnico ingegneristici.
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Non sono d'accordo...la teoria che "l'uomo non e' mai andato sulla Luna" e' di cosi' basso livello che chiunque con una cultura scientifica media ed una buona conoscenza degli avvenimenti del 21 luglio 1969 puo' confutare...
Mario
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18-August-2007
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Nuovo Utente
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Quote:
Mario_A
Non sono d'accordo...la teoria che "l'uomo non e' mai andato sulla Luna" e' di cosi' basso livello che chiunque con una cultura scientifica media ed una buona conoscenza degli avvenimenti del 21 luglio 1969 puo' confutare...
Mario
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Non proprio, molti dei dubbi/mezze verità tecniche espresse nel libro sono confutabili solo da persone che conoscono bene le procedure e le modalità di tali missioni. Quindi alla maggior parte dei lettori il "ragionevole dubbio" circa la veridicità di tale evento (almeno sulla prima missione) rimane.
Poi è chiaro che essendo questo un fatto storico recente è piu' facile per chiunque vogli farlo informarsi e fugare i vari dubbi.
Mentre per una questione storico/archeologica tramandata da poemi mitici il problema è più complicato.
Ma le tecniche delle mezze verità, delle coincidenze costruite od adattate allo scopo, del dare evidenza solo delle questioni a favore ignorando abilmente quelle palesemente sfavorevoli sono elementi comuni in tutte queste "ricerche" di verità alternative, che proprio perchè in antitesi alla scienza ufficialmente riconosciuta e normalmente proposte da personaggi "comuni" godono di maggiore attrattività rispetto all'ennesimo libro in linea con quanto già dato per certo.
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