Che fra settembre e novembre non vi fossero riti ho i miei dubbi. Considerando che parliamo di una società agraria, ne consegue che proprio questi sono i mesi in cui bisogna propiziarsi le forze ctonie (morti) per ottenere un buon raccolto.
J. Champeaux, in "La religione dei romani"(p. 2

ci parla del "Mundus Cereri", la quale era una fossa circolare che ricordava la volta celeste. Questa si trovava nel santuario di Cerere ed era consacrata agli dei Mani. Rimaneva sempre chiusa salvo tre giorni: 24 agosto, 5 ottobre e 8 novembre. Allora il "Mundus aperto" significava: mettere in comunicazione il mondo dei morti con quello dei vivi attraverso una bocca di accesso agli inferi. Questo rito, di carattere ctonio, poteva senz'altro avere una giustificazione agricola. Basti infatti considerare il 24 agosto, vigilia degli "Opiconsiva", festa che consacrava le messi.
Comunque un po' in tutte le culture agrarie questo è un periodo in cui si deve propiziare il raccolto. Non è un caso che il Capodanno celtico, ad esempio, cada fra il 31 ottobre e l'1 novembre. Come sappiamo è caratterizzato da questue di bambini i quali rappresentano le anime dei morti: solo donando loro qualcosa è possibile ottenere una protezione. E di riti simili, appartenenti a questo periodo, nel mondo contadino ve ne sono parecchi...