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| Storia antica e Arte antica - Generico Forum generico su storia antica e arte antica (compresa filosofia e filologia classica) |
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07-September-2007
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Ciao Luca
AI Blog è aperto alla collaborazione di tutti... nel caso in cui ti andasse di pubblicare qualcosa (ogni utente avrà a disposizione una sua pagina personale dove inserire una breve biografia e il link ad un suo eventuale sito). L'invito è ovviamente rivolto a tutti.
ciao
Ivan
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La tua Firma per la proposta di referendum per l'abrogazione del "lodo Alfano"
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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07-September-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Jan 2007
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Per continuare il discorso sulla scultura funeraria nel mondo romano, volevo citare alcune considerazioni che Zanker compie nel suo testo: ”Un’arte per l’impero. Funzioni e intenzione delle immagini nel mondo romano.” La funzione dei monumenti funerari romani tra la tarda età repubblicana e l’età imperiale era non solo quella di onorare coloro i quali erano venuti a mancare, ma anche e soprattutto quella di ricordare ai viventi quello che era stato lo “status sociale” del defunto. E’ normale di conseguenza che tali monumenti venissero a trovarsi presso luoghi di passaggio, particolarmente frequentati. La maggior parte di tali tombe non appartiene ai ceti più alti (senatori, cavalieri), bensì ai ceti medi, in pratica a tutti quei parvenue che non potevano contare su nobili origini, ma solo sulla forza del proprio successo economico. Interessante in merito sarebbe la rilettura del passo del Satyricon di Petronio, in cui Trimalcione descrive agli invitati alla cena il suo monumento funebre. A partire dal I sec. a.C. si diffondono su tali monumenti i ritratti, cioè il modo attraverso cui il singolo cittadino si mostra alla comunità. Proprio in questa fase il realismo nella ritrattistica romana raggiunge i livelli più alti. Tuttavia, mentre a Roma si preferisce farsi rappresentare con la semplice toga (elemento che indica l’appartenenza al corpus civico) e si evita qualsiasi elemento che indichi il proprio mestiere o vita personale, ai margini dell’impero i costumi di popoli diversi continuano ad emergere nella ritrattistica, basti pensare ai ritratti del Fayum o ai rilievi da Palmira, in cui i defunti indossano abbigliamento partico. Tra I e II sec. d.C. si assiste ad un cambiamento significativo nella concezione del monumento funerario, dalla sfera pubblica si passa a quella privata, dal monumento “di strada” si passa ad aree sepolcrali più intime e riparate; il fruitore insomma non è più l’intera cittadinanza ma l’esclusivo ambito familiare. Cambia di conseguenza anche l’aspetto decorativo, il ritratto viene sostituito da altari funerari e sarcofagi, ospitati all’interno di camere sepolcrali. L’abbandono della sfera pubblica segna anche l’introduzione della rappresentazione delle professioni dei defunti e di rappresentazioni allegoriche e mitologiche (sui rilievi). Si diffondono anche i "monumenti a kline", sarcofagi in cui il defunto è rappresentato come disteso su una kline, intento cioè a banchettare con i suoi familiari che si sono recati al sepolcro per onoralo con offerte e libagioni.
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07-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Che rapporto c'è tra le rappresentazioni funerarie romane e quelle etrusche (penso ad esempio alle urne di Volterra in cui vi è anche una ricerca naturalistica del ritratto anche se in proporzioni deformate)? Per quanto ne sole urne funerarie etrusche non erano esposte al pubblico, ma conservate in ipogei o simili.
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dott. Claudio Giorgini
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07-September-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Aug 2007
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Un'immagine del cinerario da Montescudaio (per il mio intervento sottostante!).

Ultima Modifica di Greco 78 : 07-September-2007 16:19.
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07-September-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Aug 2007
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scultura etrusco romana
Per gli Etruschi il canopo cinerario riporta le sembianze stilizzate e generiche del defunto ( attenzione non si tratta di ritratti fisiognomici).
Tale rappresentazione funeraria è legata in modo inscindibile al mondo arcaico etrusco di diretta ascendenza Villanoviana. Il cinerario antropomorfo dell'arte etrusca viene usato in special modo durante l'Orientalizzante (pensa ai tanti esemplari dal territorio chiusino, datati al VII a. C., o al cinerario da Montescudaio con figurine antropomorfe, fine VIII-inizi VII) e non ha nessun collegamento stilistico con quelli adoperati in seguito nell'arte romana. Naturalmente parlo di arte come riflesso dell'ideologia dei committenti. Il cinerario etrusco, e quello romano sono principalmente contenitori delle ceneri del defunto. I primi recano in nuce un messaggio visivo collegato direttamente al defunto, i secondi no. I cinerari romanI (parlo di quelli fittili) sono di grande semplicità, le raffigurazioni del defunto (se appartenente a famiglia di rango) sono per lo più busti, o statue in pietra tenera o calcarea collocati all'interno, e/o all'esterno del sepolcro familiare (molto raramente e solo dal I a. C. in marmo). La "riservatezza" della collocazione delle ceneri era patrimonio comune di entrambi i popoli. Molte urne e olle contenti incinerati romani si rinvengono in ambienti ipogei ovvero in mausolei costruiti su più piani (i famosi "colombari" ). Vorrei dilungarmi ma credo che la cosa più profiqua sull'argomento sia la lettura di: Henner Von Hesberg, Monumenta. I sepolcri romani e la loro architettura, ed Longanesi.
Saluti:smile:
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07-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
Greco 78
Per gli Etruschi il canopo cinerario riporta le sembianze stilizzate e generiche del defunto ( attenzione non si tratta di ritratti fisiognomici).
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Questo vale anche per i sarcofagi di Volterra, in cui, almeno apparentemente,
vi è una ricerca fisiognomica; o si tratta anche lì di stereotipi?
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dott. Claudio Giorgini
Ultima Modifica di dceg : 07-September-2007 17:08.
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09-September-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Mi permetto di fare una domande anche io...
Le statue di bronzo erano colorate?
Grazie :smile:
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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09-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Le statue di bronzo potevano avere dei particolari colorati: il pugile delle terme ha in un orecchio dei segni rossi che sono le tracce di sangue relative ai pugni che ha preso, mentre uno dei due bronzi di Riace ha le labbra sempre colorate di rosso (in realtà però non sono colorate, ma ottenute aggiungendo rame). Si tratta però di poche eccezioni, rispetto ai colori usati nelle statue in marmo.
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10-September-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Aug 2007
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Aggiungerei per i bronzi la pasta vitrea per gli occhi (vedi sempre i bronzi di Riace) e l'argento (fuso e in lega con un altro metallo se non erro) per i capezzoli.
Mi scuso con l'amico dceg se non ho risposto alla sua domanda sul ritratto etrusco su sarcofagi. In realtà, avevo scritto una lunga e dettagliata spiegazione, ma per inspiegabili motivi il mio nick si è disconnesso ed ho perso tutto il contenuto della risposta.
Ammetto che per pigriza non ho avuto voglia di riscriverla. Mi scuso ancora.
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10-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
Greco 78
il mio nick si è disconnesso ed ho perso tutto il contenuto della risposta.
Ammetto che per pigriza non ho avuto voglia di riscriverla. Mi scuso ancora.
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è già capitato anche a me, fa una rabbia..., e ti passa la voglia di riscrivere tutto!
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dott. Claudio Giorgini
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14-October-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2007
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collezionismo romano
2)Per quanto riguarda le copie. Possiamo dire con una certa sicurezza che esse iniziarono a svilupparsi come fenomeno ampiamente attestato tra fine del II a. C. inizio I a.C. . Naturalmente in quest'ambito non posso dilungarmi più di tanto su tutte le connotazioni sociali e storiche che generarono questo fenomeno soprattutto dopo le guerre Macedoniche e la presa di Corinto (146 a. C.).
3) Su l'arte adrianea e le copie del periodo credo si possa parlare di un ritorno al classicismo dettato da particolari contingenze storiche propugnate da un centro propulsore di grande importanza come l'imperatore. A tal proposito, la differenza tra questo ritorno adrianeo all'arte e i modi classici, e il neoatticismo durante il principato di Augusto è lampante.
salve! sono nuova di questo forum,ma mi interesserebbe molto approfondire questi argomenti. potreste darmi una bibliografia specifica o delle notizie più approfondite? sopratutto sul collezionismo in ambito romano.
grazie,M
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19-October-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Aug 2007
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Per il collezionismo affidati ai vari contributi del prof. Carlo Gasparri. Collezioni romane di antichità. Il Palazzo del Quirinale: Catalogo delle sculture, a cura di L. Guerrini e C. Gasparri, Roma 1993. L’Antico nella mostra, in: L’Idea del Bello, Viaggio nella Roma del Seicento con Giovan Pietro Bellori, Catalogo della mostra Palazzo delle Esposizioni, Roma 2000. Piranesi a Villa Albani, in Committenze della famiglia Albani. Note sulla Villa Albani-Torlonia, Roma 1985, p. 211-219. ecc ecc.
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22-October-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Aug 2007
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Per quanto riguarda l'arte adrianea..cadi a fagiolo...la mia tesi era su Adriano e Antinoo (in scultura)...sul collezionismo romano vedi oltre a gasparri il volume intitolato Horti Romani a cura di La Rocca e Cima con interessanti contributi sulle collocazioni di opere d'arte in epoca romana. Nel libro troverai un interessante contributo della Talamo sugli Horti sallustiani ad esempio. Rimando poi ad opere notissime come quelle di Lanciani o di Pirro Ligorio (molto datate) che dovresti consultare per farti un'idea dei contesti di scavo e del collezionismo del periodo. Se sei interessato ti fornirò altra bibliografia.
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30-October-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
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ciao ,leggevo la vostra discussione e in relazione alla materia che sto preparando(storia dell'arte e archeologia romana ) posso confermare il riferimento a Polibio quale fonte precisa per la conoscenza del rituale funerario e del connesso utilizzo di maschere durante la processione .Il passo è quello delle "Storie ,libro VI,53 dove Polibio riporta l'uso di queste maschere durante i funerali ," poste in un carro ,portate da uomini la cui taglia e portamento generale sembrano i più somiglianti....dopo la sepoltura e la celebrazione dei riti si piazza l' immagine del defunto nel luogo più in vista della sua casa ,in uno scrigno di legno ". Le discussioni sulla possibile connotazione veristica del ritratto romano partire dal V sec.a.C.nascono proprio da questa testimonianza ,ma La Rocca ricorda come "una presunta tendenza romana all'immagine veristica ...non è provata nè dalle fonti letterarie nè dalla documentazione archeologica ".
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31-October-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Aug 2007
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ringrazio ludovica per il contributo. Vorrei però si entrasse più nello specifico con argomenti di scultura mirati. Propongo di iniziare da singoli artisti o complessi decorativi. Chi vuole incominciare?
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