Questo diverso atteggiamento è stato avvertito da tutti i lettori di Tucidide. Molti di voi sapranno che tra gli studiosi si sono creati due schieramenti: una scuola analitica, che suddivide la composizione dell'opera tucididea in due fasi, una relativa alla prima fase decennale della guerra fino alla pace di Nicia, ed un'altra introdotta dal "secondo prologo" (Cap. XXVI), successiva alla constatazione che il conflitto in realtà non si era mai interrotto. Un ulteriore sviluppo di questa teoria individua nei due periodi un mutamento dell'atteggiamento intellettuale dell'autore, che all'inizio si limitò ad una rigorosa esposizione dei fatti, per poi giungere ad una considerazione filosofica della storia. Sull'opposto fronte unitario, si ribatte che le differenze interne all'opera si spiegano con il metodo progressivo di composizione e con una revisione finale che però non venne mai completata.
Faccio solo un cenno alla recente ipotesi di Canfora, sulla possibilità che la sezione finale delle "Storie" di Tucidide sia poi passata all'inizio delle "Elleniche" di Senofonte.... ma questa è un'altra storia....
