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| Storia antica e Arte antica - Generico Forum generico su storia antica e arte antica (compresa filosofia e filologia classica) |
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19-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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 Nel senso che non mi pare proprio che nei suoi aspetti più ricorrenti il culto delle acque sia finalizzato a propiziare una divinità, bensì -come dicevo all'inizio del thread- le acque sono divinità.
Almeno fintanto che si parla in generale :wink: .
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19-September-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Sep 2007
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appunto. le ninfe sono le divinità intermedie che rappresentano per i greci le acque ed altri elementi paesaggistici. e visto che si rende onore ad ogni dio, sia per ottenere favori, sia honoris causa (per il mero fatto che è qualcosa di superiore all'uomo), che differenza c'è tra il venerare ed il propiziarsi un dio che viene rappresentato con un elemento paesaggistico, e un dio che è un elemento paesaggistico?
Illuminaci di nuovo 
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L'amore è certo l'unica cosa che rende le persone necessarie
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19-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Secondo me c'è una bella differenza.
Persino nel Cristianesimo c'è una sacralità (se non addirittura un "culto") dell'acqua nel Battesimo ed in altre forme di religiosità minore (per esempio in varie manifestazioni mariane). Però nel Cristianesimo l'acqua è un "mezzo", non è la divinità nè una sua personificazione. E non è nemmeno qualcosa che serve per onorare la divinità, ma al contrario è una grazia della divinità, con valore vuoi simbolico o vuoi efficace, ma comunque strumentale.
Nella religiosità classica la fonte è la ninfa, o al limite una delle sue possibili manifestazioni visibili, non è invece qualcosa che si onora o si sacrifica per rendere culto alla ninfa ed ottenerne aiuto di altro genere.
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19-September-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Sep 2007
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Per quanto riguarda il concetto di sacralità cristiana dovrei informarmi un pò di più; non so risponderti. Ma per la sacralità pagana, greci e quanti altri popoli, penso che abbiamo detto la stessa cosa in forme diverse.
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L'amore è certo l'unica cosa che rende le persone necessarie
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19-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2007
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Tholoi - neroargento.com
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19-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Feb 2007
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L'acqua è imprescindibile e APPARTIENE, alla tribù. Anche i pozzi nel Sahara appartengono all'una o all'altra tribù. I diritti sull'acqua vengono prima di tutti gli altri, e in genere le sorgenti sono marchiate. Appartenente al dio X vuol dire alla tribù del dio X.
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19-September-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Jan 2007
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Quote:
Mdd
 Nel senso che non mi pare proprio che nei suoi aspetti più ricorrenti il culto delle acque sia finalizzato a propiziare una divinità, bensì -come dicevo all'inizio del thread- le acque sono divinità.
Almeno fintanto che si parla in generale :wink: .
Nella religiosità classica la fonte è la ninfa, o al limite una delle sue possibili manifestazioni visibili, non è invece qualcosa che si onora o si sacrifica per rendere culto alla ninfa ed ottenerne aiuto di altro genere.
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Premesso che sono assolutamente d’accordo con te quando parli di “acqua” intesa come personificazione di divinità, allo stesso tempo non condivido la tua opinione riguardo al fatto che “nei suoi aspetti ricorrenti il culto delle acque non è finalizzato al propiziarsi una divinità”. E’ evidente infatti che la presenza di fonti perenni di acqua rappresentava spesso, nei periodi di piogge scarse o in luoghi aridi, la differenza tra la vita e la morte. La fonte/divinità quindi, rivestiva il ruolo di portatrice di prosperità presso una comunità e, come tale, veniva onorata anche con offerte votive, affinché continuasse nella sua attività di dispensatrice di benessere. Mi viene in mente a proposito il caso di Locri e del suo Santuario di grotta Caruso o grotta delle Ninfe. La sorgente che si trovava in questi luoghi veniva onorata con un culto vero e proprio e ad essa erano riservati statuette fittili votive. Un caso invece più specifico, ma secondo me altrettanto affascinante è quello di Himera (Sicilia). Qui si è notata la grande diffusione del culto di Eracle ed attestata più volte, anche nell’entroterra (colle Madore), è l’iconografia dell’eroe presso una fonte. Secondo infatti Diodoro, Eracle durante le sue peregrinazioni in Sicilia venne ristorato dalle Ninfe che in suo onore fecero scaturire due sorgenti presso Segesta e l’attuale Termini Imerese. E’ forse connesso a questo mito, il legame tra l’eroe/dio e l’acqua termale che, come ben sappiamo, sin dall’antichità veniva esaltata per le sue qualità curative. Del resto ad Eracle era conferito spesso l’epiteto di “Alexikakos (“colui che allontana i mali”).
 
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19-September-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Sep 2007
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Sono d'accordo con Polimnia; le divinità intermedie e ciò a cui le si associava (monti, mari, fiumi, foreste) venivano venerate ed erano soggette ad offerte votive proprio come gli dei. Numerosissime fonti lo attestano. Un culto non pagano, come quello cristiano, riguarda tutt'altro. La fede cristiana non ha un rapporto contrattualistico con il divino (offerte in cambio di favori o altre richieste), mentre quella pagana sì; questa è una delle principali differenze fra i due tipi di religiosità. Il cristiano, il vero cristiano, non prega Dio per ottenere qualcosa, ma perché sente di volerlo fare; non glielo impone nessuno, o, comunque, se non lo fa, non viene punito né dal divino né dagli uomini. Gli dèi dei popoli pagani erano, invece, abbastanza vendicativi se non li si onorava con il dovuto rispetto; per le società stesse era inconcepibile che qualcuno non venerasse gli dei.
Man mano che le civiltà divengono più evolute, acquistano una sempre maggior cosapevolezza di come si debba strutturare il rapporto divinità/uomo, e se l'esistenza di tale rapporto continua ad essere necessaria.
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L'amore è certo l'unica cosa che rende le persone necessarie
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19-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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culti ante divinità
concordo con gli ultimi post su un aspetto essenziale: l'acqua è la divinità, senza contare che in molti casi il culto del luogo sacro in natura anticipa cronologicamente lo strutturarsi di un culto alla divinità, sia essa una ninfa, o Artemide, o le divinità tesmoforiche.
Quanto al confronto con il Cristianesimo, qui e altrove, andrei molto cauta distinguendo fra la fede, riguarda i teologi e non gli archeologi, e il culto, che interessa anche gli antropologi.
Il cristianesimo come fede non presuppone il do ut des ma la totale gratuità dell'amore divino e il dogma del figlio di Dio fatto uomo; questa è l'essenza del messaggio cristiano, al di là delle interpretazioni relativistiche e personalistiche dell'epoca moderna. Il cristianesimo come insieme di pratiche rituali invece presenta, secondo me, affinità non secondarie con le religioni misteriche dell'antichità (da cui per altro deriva molti aspetti cultuali, ad es. i simboli del pane e del vino e il concetto di acqua purificatrice). Proprio lo scrupoloso adempimento del rituale era garanzia di un rapporto proficuo con la divinità: e questo vale anche per il Cristianesimo. Non pensiamo alle messe moderne con i canti e le varie beghe italiano/latino, cambio la formula, ecc; mi riferisco piuttosto ai riti di passaggio: battesimo, comunione, cresima, e soprattutto estrema unzione e funerale, che presentano una struttura molto ben codificata intatta da millenni e sorprendentemente simile a quella dei riti antichi.
Non a caso, alcuni studiosi hanno riscontrato analogie fra il pianto rituale greco e la scena del pianto nella via crucis del film Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini, della nostra tradizione peninsulare.
(magari ci possiamo mettere anche il miracolo di S.Gennaro, non so...)
Anna Mu
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19-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
jane_eyre
Sono d'accordo con Polimnia; le divinità intermedie e ciò a cui le si associava (monti, mari, fiumi, foreste) venivano venerate ed erano soggette ad offerte votive proprio come gli dei. Numerosissime fonti lo attestano. . . Gli dèi dei popoli pagani erano, . . ., abbastanza vendicativi se non li si onorava con il dovuto rispetto; per le società stesse era inconcepibile che qualcuno non venerasse gli dei.
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Nondimeno non ho presente nessun caso "classico" in cui l'acqua è una offerta dell'uomo alla divinità (allo scopo di ingraziarsela o comechesia).
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20-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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culto dei morti
beh, mdd, quando si parla di manifestazioni rituali le evidenze archeologiche sono molto ambigue - il termine appropriato è 'polisemico' - e nessuno di noi era lì a vedere cosa ci facessero con l'acqua. Ricordo ad esempio, che in alcuni santuari di Demetra in Sicilia i temene-recinti sacri sono attraversati da canalette per lo scorrimento dell'acqua.
Di certo di posso dire che la libagione di acqua, latte o vino rappresentava un momento importante del rituale funerario greco ed etrusco. Questa veniva fatta sulla tomba: ma a chi? al defunto che se ne andava? o alla divinità che lo accoglieva? non possiamo basarci solo sulle fonti scritte, possiamo avanzare delle ipotesi. Io personalmente credo che in epoche in cui il culto poliadico si è ben strutturato, l'offerta di acqua sulla tomba (in cui magari compaiono statuine o attributi di una divinità) la libagione è senz'altro un augurio di rigenerazione per il defunto, ma è probabile che questa rigenerazione si svolga nel segno di una divinità protettrice (mi riferisco soprattutto alla diffusione di culti salvifici in età tardoclassica)
Anna Mu
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20-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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scusate l'italiano
ops, mi sono accorta di aver scritto peggio dei miei alunni
anna mu
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20-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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E aggiungici allora anche gli ex-voto, che non sono poi cambiati, magari prima erano in terracotto aora il lamina d'argento, ma in sostanza sono eguali!
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dott. Claudio Giorgini
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20-September-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Anna Mu
. . .
Di certo di posso dire che la libagione di acqua, . . . rappresentava un momento importante del rituale funerario greco ed etrusco. Questa veniva fatta sulla tomba . . . l'offerta di acqua sulla tomba . . .
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Francamente mi sfugge la presenza di acqua nei rituali funerarii classici.
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20-September-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Jan 2007
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Quote:
Mdd
Nondimeno non ho presente nessun caso "classico" in cui l'acqua è una offerta dell'uomo alla divinità (allo scopo di ingraziarsela o comechesia).
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Non mi pare che nella discussione si sia parlato di acqua come offerta votiva nei confronti della divinità :?:. Però potrei aver capito male io...:-k
Sempre tanto affetto! 
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