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Storia antica e Arte antica - Generico Forum generico su storia antica e arte antica (compresa filosofia e filologia classica)


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  #61 (permalink)  
Vecchio 27-November-2005
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Data Registrazione: Feb 2005
Messaggi: 15
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Grazie della risposta.
Molto volentieri manderei il mio elaborato. Ho bisogno
però dell' e-mail, con cui possa inviarlo in allegato.
Sono novello di questo sito, e non consoco un altro modo.
Salutissimi Bruno
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  #62 (permalink)  
Vecchio 27-November-2005
L'avatar di  Janez
AI gens
 
Data Registrazione: Oct 2005
Messaggi: 349
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Per le e-mail degli altri utenti, a meno che non siano rese non disponibili dagli utenti stessi, cliccate sul profilo dell'utente che vi interessa, la dovreste trovare lì.
Per il resto concordo sia con Karl che con Bruno, mi scuso con il secondo per non aver letto ancora gli scritti che mi ha mandato, lo farò presto! Purtroppo alle volte, come oggi, devo lavorare in ufficio anche di domenica e di tempo me ne rimane ben poco per le altre cose.
Prendo la palla al balzo su quanto detto da Bruno a proposito delle strade romane, abbiamo un problema specifico sul quale confrontarci e cercare una soluzione nel nostro piccolo forum, lasciamo i discorsi generici e scendiamo nel particolare.
La tua osservazione Bruno, a proposito delle strade lastricate, non fa una grinza. Vi faccio notare che non solo i romani lastricavano le strade, a Capannori Lucca, di recente è stato scavato un tratto di strada etrusca extraurbano lastricato, risalente al V sec. A.C. . Sempre nella stessa provincia ed in quella confinante di Pisa esistono dei tratti lastricati della via Francigena. Ora io mi chiedo, se il lastricato fosse stato così disagevole per gli animali da tiro, perchè il suo uso si ritrova in epoche così distanti? I vantaggi di un lastricato superano i suoi difetti? Poi, sempre dalle mie parti esiste ancora la via Emilia Scauro, adesso SS206, leggendo a proposito di essa mi è sembrato di capire che non tutto il suo corso fosse lastricato, ma che alcuni suoi tratti presentassero anche l'aspetto di semplice carreggiata in terra battuta. Ed ancora, oggi i cavalli hanno gli zoccoli ferrati, io stesso andavo a cavallo, e so quanto essi siano poco pratici e pericolosi su certi fondi stradali. Ma quando è iniziato storicamente l'uso della ferratura degli zoccoli? Devo chiedere lumi ad una mia amica veterinaria, specializzata in equini ed anche a qualche fabbro che ferra i cavalli. Come inizio di un indagine mi sembra che di cose da verificare, approfondire e vagliare ce ne siano. E allora sotto! Anche chi non ha ancora partecipato a questo post.
Attendo vostre nuove.
Saluti.
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  #63 (permalink)  
Vecchio 27-November-2005
L'avatar di  Karl
AI senatus
 
Data Registrazione: May 2005
Messaggi: 1,468
Invia un messaggio via MSN a Karl
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Credo che la ferratura risalga al IX secolo o giù di lì. I romani mi pare avessero una sorta di sandalo con la suola di ferro, ma mi pare di ricordare fosse usato per i cavalli non proprio "in forma".

La mail è archeosto@hotmail.it
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  #64 (permalink)  
Vecchio 27-November-2005
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 2,600
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Si tratta dell'ipposandalo
Una breve ricerca ha portato ad esempio a questo risultato:
http://associazioni.comune.firenze.i.../mascalcia.htm

Cordialmente
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #65 (permalink)  
Vecchio 27-November-2005
L'avatar di  dceg
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 2,600
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Ancora:

qui ci sono della considerazioni secondo le quali il cavallo sferrato potrebbe muoversi agevolmente anche su pavimentazioni liscie
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #66 (permalink)  
Vecchio 27-November-2005
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 2,600
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E qui una foto di un ipposandalo
http://www.uibk.ac.at/c/c6/c614/Inst...aurierung.html
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #67 (permalink)  
Vecchio 28-November-2005
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Feb 2005
Messaggi: 15
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Vi prego di tener presente che la presenza dell' ipposandalo
(da tempo noto in tutte le fonti) non solo non agevola il transito
sulle vie lastricate con grosse pietre, ma lo rende impossibile, o
quanto meno pericolosissimo.
Secondo la ricostruzione (che ho inviata a chi me ne fece richiesta)
degli espertissimi ricercatori spagnoli, le strade di lunga percorrenza
erano costruite come e addirittura meglio di quelle chiamate
da noi "macadam" che furono reinventate in Scozia dall' Ing. Mac Adam
nel secolo 19. (!!). Anche queste strade servivano appunto alle lunghe
percorrenze. Quelle francesi le elogia, per esempio, Mark Twain
come di molto superiori a quelle americane contemporanee,
qualificandole direttissime, perfette e pulitissime, nel suo libro
"Innocenti all' estero".
Di quelle romane i ricercatori spagnoli ne hanno già ritrovato ed
esaminato ben mille kilometri.
E parlo solo di quelle che sono servite alle indagini !

Bruno
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  #68 (permalink)  
Vecchio 28-November-2005
L'avatar di  Janez
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Data Registrazione: Oct 2005
Messaggi: 349
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Veramente tutto molto interessante, devo dire che molte cose non le conoscevo, vedi l'ipposandalo. Ma giustamente Bruno parlava di problemi di attrito su fondi lastricati in condizioni di pioggia, nella mia esperienza di cavaliere ho imparato che i fondi sabbiosi o morbidi ed asciutti sono i migliori per galoppare, in genere si galoppa in piena sicurezza sulle spiagge e nella neve. Le considerazioni fin qui fatte valgono per cavallo con cavaliere. Pensiamo invece ai carri trainati, penso che una strada lastricata, seppur bagnata, rappresenti un fondo decisamente migliore per il traino rispetto al fango, dove le ruote del carro affondano e nonostante la miglior presa degli zoccoli dell'animale da tiro, contrappongano una forza che stremerebbe e rallenterebbe all'inverosimile anche i migliori trapeli. Il problema del cavallo con cavaliere su fondi lisci e bagnati non è quello di non poter galoppare, ma di non poter eseguire bruschi arresti o repentini cambi di direzione. Vi assicuro, per esperienza personale, che anche quando il cavallo perde l'appoggio è ben più veloce lui a rimediare all'inciampo che il cavaliere a capire che cosa stà succedendo, infatti alcune volte, quando mi è successo, sono stato io a cadere e non il cavallo. Vedrei l'ipposandalo molto utile nel caso di fondi fangosi ed in pendenza, anche in questo caso l'esperienza docet, mi ricordo ancora bene la "musata" presa contro il collo del cavallo, che dopo una scivolata si stava ritirando su ancora prima che io potessi reagire.
Concludendo, le strade lastricate mi sembrano più adatte al traffico pesante, vedi le tracce lasciate su molti basolati dai carri, ciò non toglie che sono anche agevolmente percorribili sia al passo che al trotto o al galoppo da un cavallo con il suo cavaliere, volendo e potendo, uno poteva anche seguirle costeggiandole.
Saluti.

p.s.(Dceg, in uno dei tuoi reply non compare il link)
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  #69 (permalink)  
Vecchio 28-November-2005
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 2,600
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Per quanto mi risulta l'ipposandalo non è da considerarsi equivalente alla ferratura, provabilmente veniva usato in condizioni particolari. Ancora oggi viene usato o in sustituzione di un ferro perduto o per proteggere lo zoccolo in caso di situazioni patologiche, e certo su fondi lisci e sdrucciolevoli sarebbe più negativo che d'aiuto.
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #70 (permalink)  
Vecchio 28-November-2005
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Data Registrazione: Feb 2005
Messaggi: 15
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[quote="Janez"]Veramente tutto molto interessante, devo dire che molte cose non le conoscevo, vedi l'ipposandalo. Ma giustamente Bruno parlava di problemi di attrito su fondi lastricati in condizioni di pioggia, nella mia esperienza di cavaliere ho imparato che i fondi sabbiosi o morbidi ed asciutti sono i migliori per galoppare, in genere si galoppa in piena sicurezza sulle spiagge e nella neve. Le considerazioni fin qui fatte valgono per cavallo con cavaliere. Pensiamo invece ai carri trainati, penso che una strada lastricata, seppur bagnata, rappresenti un fondo decisamente migliore per il traino rispetto al fango, dove le ruote del carro affondano e nonostante la miglior presa degli zoccoli dell'animale da tiro, contrappongano una forza che stremerebbe e rallenterebbe all'inverosimile anche i migliori trapeli. Il problema del cavallo con cavaliere su fondi lisci e bagnati non è quello di non poter galoppare, ma di non poter eseguire bruschi arresti o repentini cambi di direzione. Vi assicuro, per esperienza personale, che anche quando il cavallo perde l'appoggio è ben più veloce lui a rimediare all'inciampo che il cavaliere a capire che cosa stà succedendo, infatti alcune volte, quando mi è successo, sono stato io a cadere e non il cavallo. Vedrei l'ipposandalo molto utile nel caso di fondi fangosi ed in pendenza, anche in questo caso l'esperienza docet, mi ricordo ancora bene la "musata" presa contro il collo del cavallo, che dopo una scivolata si stava ritirando su ancora prima che io potessi reagire.
Concludendo, le strade lastricate mi sembrano più adatte al traffico pesante, vedi le tracce lasciate su molti basolati dai carri, ciò non toglie che sono anche agevolmente percorribili sia al passo che al trotto o al galoppo da un cavallo con il suo cavaliere, volendo e potendo, uno poteva anche seguirle costeggiandole.
Saluti.

Caro Janez,
hai ragione nel confronto col FANGO, ma io non intendevo farlo !
Le strade che io e (molto meglio di me) tecnici spagnoli ipotizziamo per il
traffico imperiale sono una versione del macadam (ho accennato alla sua
stratigrafia nel mio fascicolo). Ma questa versione romana è risultata
incredibilmente raffinata, un capolavoro della meccanica del terreno
che il mondo ha cominciato a RI-studiare addirittura agli inizi del 1900
(il nome più noto: Terzaghi professore a Berlino). Questa è anche
l' opinione degli specialisti spagnoli che ho citato.
Il collega Isaac Moreno fa anche continuamente rilevare che molte di
queste strade non hanno avuto manutenzione straordinaria fino ai
nostri giorni. Tanto è vero che egli per un suo libro ha fotografato sè
stesso e un autotreno col massimo carico consentito, che sta viaggiando
su un tratto di strada romana liscia COME UN BILIARDO.
Questi rapporti spagnoli sono assai attendibili: fanno parte di un
imponente lavoro di indagini e collaudi, finanziati dallo Stato spagnolo.
Non contengono MAI ipotesi visionarie.
Nota bene: anche in Germania ho trovato opinioni simili.
Da quanto ho potuto appurare, nessuno specialista serio si azzarda
più a proporre l' alternativa dei "lastroni" per il traffico imperiale.

Statte bbuone !
Bruno
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  #71 (permalink)  
Vecchio 28-November-2005
L'avatar di  Janez
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Data Registrazione: Oct 2005
Messaggi: 349
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Bene! Un ultima cosa che mi rimane da chiedere, sempre in riferimento a ciò che conosco ed ho geograficamente vicino, la via Emilia Scauro, che praticamente sarebbe il proseguimento della più famosa Aurelia. Risulta da documenti lapidei conservati presso il camposanto monumentale di Pisa, cioè dei miliari della medesima, che è stata soggetta a lavori di manutenzione in epoca imperiale sotto Antonino Pio, un cippo riporta :

CAES. I. AEL.
HADRIANVS ANTONINVS
AVG. PIVS. P. M. TR. P. VI. COS. III
IMP. II P. P. VIAM AEMILIAM
VETVSTATE DILAPSAM OPER.
AMPLIATIS RESTITVENDAM CVR.
A ROMA M. P. CLXXXVIII.

si evince che l'intervento di manutenzione sia stato considerevole ed importante. Nella mia zona, geologicamente parlando, prevale la presenza di argille quaternarie a volte miste a ghiaioni del paleoarno. Detto questo la mia domanda è : E' possibile che la longevità delle strade romane, al di là della loro perfezione, dipenda anche dalla geologia del territorio?
La data di costruzione della via Emilia è controversa, ma volendo scegliere un parere, (Ciampoltrini), va fatta risalire all'ultimo ventennio del II sec. A.C. .
Attendo lumi.
Salutoni a tutti.
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  #72 (permalink)  
Vecchio 28-November-2005
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Quote:
Janez
Bene! Un ultima cosa che mi rimane da chiedere, sempre in riferimento a ciò che conosco ed ho geograficamente vicino, la via Emilia Scauro, che praticamente sarebbe il proseguimento della più famosa Aurelia. Risulta da documenti lapidei conservati presso il camposanto monumentale di Pisa, cioè dei miliari della medesima, che è stata soggetta a lavori di manutenzione in epoca imperiale sotto Antonino Pio, un cippo riporta :

CAES. I. AEL.
HADRIANVS ANTONINVS
AVG. PIVS. P. M. TR. P. VI. COS. III
IMP. II P. P. VIAM AEMILIAM
VETVSTATE DILAPSAM OPER.
AMPLIATIS RESTITVENDAM CVR.
A ROMA M. P. CLXXXVIII.

si evince che l'intervento di manutenzione sia stato considerevole ed importante. Nella mia zona, geologicamente parlando, prevale la presenza di argille quaternarie a volte miste a ghiaioni del paleoarno. Detto questo la mia domanda è : E' possibile che la longevità delle strade romane, al di là della loro perfezione, dipenda anche dalla geologia del territorio?
La data di costruzione della via Emilia è controversa, ma volendo scegliere un parere, (Ciampoltrini), va fatta risalire all'ultimo ventennio del II sec. A.C. .
Attendo lumi.
Salutoni a tutti.

Uhhh !
Non mi sento proprio in grado di fornire lumi, tanto meno
nella geologia, materia che mi ha sempre spaventato.
Però una cosa (ovvia) mi sento di dirla.
CERTAMENTE l' adatto materiale di sottofondazione ha
un' importanza straordinaria per la durata delle strade.
Un ennesimo miracolo degli ingegneri romani (che non finiscono
di stupirci) deriva proprio da questa circostanza: essi riuscirono
a costruire buone strade anche in ambienti che oggi
scoraggerebbero chiunque dal costruire strade.
Ovviamente non si sono ben conservate dappertutto, ma oggi
in tutt' Europa si scava e si trovano i resti di strade romane.
Mentre quelle successive, fino al 1700-1800, sono invece sparite.

Questo fa il paio con un altro miracolo, a cui ho accennato altrove:
per produrre un buon cemento idraulico oggi si cuoce una miscela
di silicocarbonati+magnesio ecc. a circa 1400 gradi. La pozzolana
abbassa la temperatura necessaria (perciò divenne in un certo senso
"la mamma" del calcestruzzo romano) Ma solo i Romani ce la facevano
nei tempi in cui non si poteva conseguire su grande scala una tale
temperatura, in regioni dove la pozzolana naturale NON ESISTEVA !
Io ho una sola spiegazione per questo: erano tanto esperti da
assemblare dappertutto miscele di rocce locali che funzionassero
come la pozzolana. I loro geologi e i loro meccanici delle terre
dovevano avere conoscenze sbalorditive.

Bruno
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  #73 (permalink)  
Vecchio 28-November-2005
L'avatar di  Karl
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Chissà perchè si è imposto il luogo comune della stagnazione tecnica nel mondo antico. Boh. No in realtà lo so perchè, però duro a morire eh...
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  #74 (permalink)  
Vecchio 28-November-2005
L'avatar di  Janez
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A proposito di pozzolana, ho trovato questo :

http://www.enco-journal.com/antico/8.html

mi sembra abbastanza esauriente.
Saluti.
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  #75 (permalink)  
Vecchio 29-November-2005
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Quote:
Janez
A proposito di pozzolana, ho trovato questo :

http://www.enco-journal.com/antico/8.html

mi sembra abbastanza esauriente.
Saluti.
Piace anche a me. Molto

Bruno
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