I Genii nell'antica Roma erano una sorta di spirito protettore di una persona, corrispondente al suo principio vitale, che quindi moriva insieme a lui. Con Augusto il Genius ebbe una dimensione pubblica in quanto lui non poteva ricevere da vivo onori divini e quindi si adorava il suo Genius. Anche l'esercito aveva un suo spirito, il Genius exercitus appunto, ed inoltre esisteva il Genius loci, nella cui tipologia rientra quello municipale. Se vuoi lo puoi considerare una sorta di numen tutelare della città.
Il Genius va affiancato a tutta quella serie di divinità che erano semplicemente personificazioni divinizzate di concetti astratti, nell'ambito di un animismo che a Roma perdurò nel tempo accanto alle divinità di importazione greco-etrusca.
Ne abbiamo accennato su AI Storia, ti ringrazio anzi per avermi consentito di aggiungere un tassello a quella discussione, che avevo dimenticato.
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