esercito romano
Caro Nuvola,
mi sa tanto che hai fatto un po' di confusione quando hai preso i tuoi appunti, oppure il tuo professore è un po' casinista.
Premetto che non sono un esperto, anche se ho letto parecchie cose sull'argomento, inoltre, adesso non ho tempo di dilungarmi (se non è cosa urgente fammi sapere che tornerò sull'argomento in modo più esauriente) e mi limiterò ad una trattazione MOLTO schematica.
In primo luogo credo che dovresti distinguere in modo più netto tra prima e dopo la riforma di Servio Tullio.
Sulla primitiva struttura dell'esercito romano (precedente all'inluenza etrusca) si sa poco, se non che esistevano dei guerieri-sacedoti (i salii) che perpetuarono anche in epoca più tarda il ricordo di gesta guerriere "primitive" con canti e danze guerresche. Sul loro equipaggiamento sappiamo solo che portavano elmo e uno scudo a forma di 8 (ancile), mentre sulla tattica di combattimento si possono fare solo ipotesi, tenendo comunque conto che non esisteva probabilmente l'uso dell'esercito "in massa" e che quindi gli scontri forse si frazionavano in una serie di duelli, un po' come si legge nell'Iliade. Si tratta comunque di congetture; a parte Omero, non esistono tesmonianze archeologiche dirette sulle tattiche dell'età del bronzo/prima età del ferro. Forse la guerra "eroica" è solo un aspetto particolare di un sistema bellico più complesso.
L'esercito della prima fase monarchica è tradizionalmente associato al primo re, Romolo, ma i nomi delle tre tribù in cui esso era organizzato (Ramnes, Tities e Luceres) sono di origine etrusca e forse al periodo della loro dominazione su Roma si deve la prima vera organizzazione dell'esercito. La divisione di tipo etnico/tribale (le tre tribù indicano, forse, un'origine composità della popolazione romana originaria) è comunque antichissima, probabilmente precedente agli etruschi. Livio sosteneva che si trattava dei nomi dei tre squadroni (di 100 uomini) di cavalleria istituiti da Romolo (in seguito raddoppiati). Da questo dato si può congetturare che l'esercito precedente al VI secolo era formato da 600 cavalieri affiancati da una meno importante fanteria.
In epoca etrusca, quindi. le tre tribù erano divise in 10 curie ciascuna, formanti le prime unità votanti. Ogni curia era a sua volta composta da una serie di famiglie (gentes). Ogni tribù era comandata da un Tribunus militum e comandava circa 1000 uomini. Questo non significa che ogni curia dovesse necessariamente fornire 100 uomini (anche se forse questo era l'obiettivo) solo che il totale si aggirava presumibilmente intorno ai 3000 uomini per tutto l'esercito, a cui si sommavano 300 cavalieri (forse 600) provenienti, sempre in modo probabilmente approssimativo, in 10 per ogni curia. La cavalleria forse non andava intesa proprio come un corpo che combatteva a cavallo, ma forse solo come una classe "nobile" (tipo gli hippeis spartani) che poteva muoversi a cavallo.
In ogni caso la divisione di classe tra Equites e non-equites è probabilmente alla base della divisione tra patrizi e plebei.
Il tipo di combattimento non è noto ma si trattava comunque di tattiche pre-oplitiche; forse, a fianco di duelli di tipo "eroico" non è da escludere un uso dell'esercito "en masse", sia pure non organizzato in falange. La cavalleria probabilmente assunse lo stesso utilizzo che se ne fece nei secoli successivi: ricognizione, protezione delle ali, inseguimento dei nemici sconfitti.
La riforma di Servio Tullio (tradizionalmente attorno al 550 a.C.), così come ci viene descritta da autori molto posteriori come Livio, presente evidenti anacronismi, se non altro perché una riforma basta esclusivamente sul censo sarebbe stata impossibile, visto che ancora non era diffoso a Roma l'uso delle monete. Si tratta probabilmente di una serie di riforme su un arco di tempo più lungo, magari inziate dallo stesso Servio Tullio, fatte, probabilmente sia per rispondere alla necessità di un esercito più ampio da poter chiamare alle armi e alla diversa situazione sociale, sia per rispondere all'introduzione in Italia della tattica oplitica.
La suddivisione in curie rimase in vigore in ambito "civile", mentre la rioganizzazione dell'esercito (che aveva anche ovvi scopi politici e sociali, visto che riguardava anche le modalità di voto), come ce la tramanda Livio, divenne su base censitaria, con cinque classi distinte dal censo ed equipaggiate, quindi in modo diverso.
Livio I.43: "Di quelli che avevano un patrimonio di centomila assi o più fece ottanta centurie, quaranta di seniori e altrettante di iuniori: tutti questi furono ciamati prima classe; i seniori dovevano rimanire a difesa della città, gli iuniori condurre le guerre esterne. Le armi prescritte erano l'elmo, lo scudo rotondo, gli schinieri e la corazza, tutte di bronzo, come armi difensive, e come armi offensive l'asta e la spada. A questa classe furono aggregate due centurie di operai [..., non combattenti, Ndr] addetti al trasporti delle macchine belliche. La seconda classe comprendeva coloro che avevano un patrimonio da 100.000 a 75.000 assi e formavano venti centurie tra seniores e iuniores; le armi prescritte erano lo scudo rettangolare in luogo di quello tondo, e per il reto uguale alla prima classe ad eccezione della corazza". E così di seguito per le altre classi. A questi si aggiungevano gli infra-classem.
Probabilmente però, in una prima fase, forse attribuibile proprio al regno di Servio Tullio, la cittadinanza era semplicemente divisa in due tra "Classem" e "infra-classem" (v. Festo100L e Aulo Gellio VI.13), i primi con l'obbligo di adottare il completo armamentario oplitico, mentre la seconda, con armamento leggero, svolgeva di disturbo e copertura, come, più tardi, i velites.
L'esercito serviano era probabilmente composto da 4.000 uomini suddivisi in 40 unità di cento soldati (centurie). Alla fine del quinto secolo, con la guerra contro Veio, si era arrivati a 60 centurie (6.000 uomini) soprattutto con l'espandimento delle classi II e III. Quindi, occhio, la divisione delle centurie nelle varie classi non è costante, quella a cui si riferisce il tuo prof. mi sembra quella derivata da Livio.
Alla fanteria (oplitica e leggera) si aggiungevano le antiche sei centurie di cavalleria con scopi di ricognizione e copertura delle ali. Da sottolineare che la classe degli equites perse ora importanza nei confronti degli oplites, infatti le sei unità votanti dei cavalieri (sex suffragia) votavano dopo gli opliti.
Riguardo alla tattiche di combattimento, indubbiamente la tattica oplitica (due falangi a ranghi serrati e su più linee che si scontrano violentemente a passo di corsa) era diventata fondamentale. Occorre fare però alcune valutazioni. In primo luogo l'uso di una tattica complessa che richiede una notevole dose di disciplina, probabilmente non è stato adottata di punto in bianco ma avrà richiesto una lunga serie di aggiustamenti. Poi, l'esercito sul campo era di circa 3000 fanti (6000 secondo Livio) – gli iuniori delle varie classi – a cui si sommavano la fanteria leggera (qualche centinaio??) e 600 cavalieri; ora, una falange di 3000 uomini è difficilmente manovrabile, a meno di non avere un terreno pianeggiante abbastanza ampio e senza alberi, immagino quindi che il combattimento venisse svolto da unità più piccole, superiori comunque alla centuria (perché troppo piccola per formare da sola una falange di una minima consistenza), come non saprei... E' da considerare, inoltre, che molti degli scontri che Roma dovette sostenere furono contro tribù di montanari-predoni come i Sabini, Volsci ecc. che di certo non usavano la tattica oplitica ma forse qualcosa di simile alla guerriglia. L'armamento di vario tipo citato da Livio non è tutto di tipo oplitico, quindi, forse non tutto l'esercito (classis) usava la tattica oplitica.
Quanto ho detto sopra è forse troppo conciso e con svariate imprecisioni, spero comunque di esserti stato utile.
Mi aggrego comunque al consiglio che ti ha dato Janez: su internet troverai una miriade di fonti molto più ampie e precise di quanto possa dirti io, soprattutto per il periodo che va dalle guerre Puniche ai primi secoli dell'Impero. Esistono anche un paio di forum specializzati sulla storia militare romana a cui puoi chiedere numi (Contubernium e Signainferre).
ciao
Marco
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