Sono due cose diverse. Al di là della simpatia dei personaggi, che è soggettiva, (come è bella, complessa, moderna e al contempo storicamente circostanziata la figura dell'umanissimo Ulisse, e con questo ho già espresso la mia preferenza) penso che la cosa più affascinante sia sfogliare i poemi come una stratificazione di informazioni di tipo storico e culturale sul mondo greco. L'origine dei poemi omerici è un processo complesso che porta alla sedimentazione di 5 secoli di civiltà. Troviamo tutto: dalla prassi religiosa alla pietas, dai meccanismi dello scambio aristocratico ai sistemi di governo, commerci, navigazioni, attività, coltivazioni, divisione del lavoro, ruolo della donna e del servo, tutto.
Accanto a queste informazioni di tipo storico culturale, un aspetto altrettanto interessante (forse lo è un po' meno per storici e archeologi) è la tecnica narrativa: lessico e formularità, che costituiscono il riflesso diretto dell'oralità, ma anche la struttura narrativa dei due poemi che rendono chiaro - in maniera secondo me ineccepibile - come i due poemi siano frutto di autori diversi che utilizzano tecniche diverse; lo testimonia l'uso, nell'Odissea, del racconto nel racconto (Ulisse racconta se stesso in flashback alla corte di Alcinoo), tecnica moderna inconcepibile per il compositore-cantore dell'Iliade.
Sono stata frettolosa e avara di spiegazioni che ora non posso dare (ora di cena, figlia ammalata ecc.), ma posso circostanziare se interessa.
Bibliografia di riferimento, tanto per non perdere l'abitudine:
Finley, Il mondo di Odisseo
Codino, Introduzione ad Omero
Di Donato, Didattica dell'antico
Vidal-Naquet, Il mondo di Omero
Privitera, Il ritorno del guerriero
p.s. Omero in generale e Ulisse in particolare hanno sempre suscitato una grande suggestione sugli scrittori. Senza scomodare Dante, Foscolo, Pascoli, Saba, Pavese, ricordo:
L'Iliade, riscritta da Alessandro Baricco
Itaca per sempre di Luigi Malerba
un libro ora in libreria di cui non ricordo il nome ma dedicato a Penelope, di Margareth Atwood
pps: la letteratura greca è immortale: che dire poi della lirica arcaica?
Anna
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