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| Storia antica e Arte antica - Generico Forum generico su storia antica e arte antica (compresa filosofia e filologia classica) |
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26-March-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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antisemitismo
qualcuno sa dirmi quali sono le radici classiche (alias romane) dell'antisemitismo? ovvero se è giusto riportare al periodo classico le radici storiche dell'antisemitismo?
grazie
Anna
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27-March-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Ma per antisemitismo intendi quel che comunemente si intende oggi? Perchè potremmo risalire indietro fino alla storia antica d'Israele e della Palestina, esili vari ecc., però non è la stessa cosa...
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27-March-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Cara Anna,
la versione teseca di Wikipedia porta delle informazioni abbastanza dettaglaite sull'antisemitismo nell'antichità ed in particolare nell'ambito romano. Purtroppo ora non ho tempo di tradurti le parti interessanti dell'articolo, vedo se riesco a farlo stasera.
A presto
Claudio
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dott. Claudio Giorgini
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27-March-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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ecco, appunto. Nei libri di testo scolastici gli approfondimenti presentano l'antisemitismo come un fenomeno storico di lunga durata ma abbastanza compatto. Si dice cioé che il fenomeno ha origini classiche, si rinvigorisce nel medioevo (gli Ebrei uccisori di Cristo), poi nuovamente nell'età dell'Imperialismo, fino ad esplodere negli anni 30 con leggi razziali, espulsione dalla vita economica, soluzioni finali e aberrazioni varie (dove il termine aberrazioni si riferisce ovviamente a queste manifestazioni storiche  ).
Ecco, a me sembra una visione parziale ed estremamente semplificata, ma non ho la competenza individuale per analizzare il fenomeno, Nè saprei bene dove mettere le mani senza impelagarmi in un approfondimento di mesi che ora come ora non ho tempo di fare.
Nel contempo, però, mi stuzzicano la curiosità personale e la voglia di rispondere a uno dei 'perché' più sensati che mi abbiano posto i miei ragazzi.
C'è qualcuno che ha pazienza e voglia di aiutarmi a 'destratificare' il problema?
Grazie,
Anna
p.s. Claudio, ti ringrazio molto, ma aspetta a partire con la crociata del traduttore. Magari troviamo qualcosa direttamente in italiano! comunque ti scrivo presto per il consueto aggiornamento
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27-March-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Se mi dai un paio di giorni... E' un tema che più volte mi si è presentato, sia in sociologia che negli esami di storia, raccolgo un po' le idee e... E' il problema della lunga durata però, a volte perde il senso delle distinzioni e dei mutamenti (tiè, critica agli "eccessi" delle Annales  ).
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27-March-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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ma certo che ti do un paio di giorni, anche di più!
speravo proprio che tu raccogliessi la patata bollente!
\  /
grazie ancora
Anna
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27-March-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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per Claudio:
la voce di wikipedia italiana riporta poco più di un normale libro di testo.
Tefo teturre ke i la fersione teteska è più kompleta? ja?
sarà tutto merito tel kuratore?
Anna 
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27-March-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Avevo visto la pagina italiana di wikipedia, assai carente, quella tedesca è molto più vasta.
L'antisemitismo è, se non altro per ragioni storiche, un tema che in Germania, non senza contrasti, viene trattato ampiamente. In Wikipedia ci sono diverse voci in proposito: accanto al lemma antisemitismo vi è quello: antigiudaismo, in cui si tratta in maniera abbastanza ampia anche se di sicuro non esaustiva il fenomeno in epoca antica, romana, medioevale ecc.
Cerco di tradurne le parti più importanti nei prossimi giorni
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dott. Claudio Giorgini
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28-March-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Oct 2005
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Pochi giorni fa, proprio la scorsa settimana, ho letto un vecchio articolo di "Storia Illustrata", che parlava delle origini della diaspora ebrea, ed in quell'articolo ponevano l'accento di come i romani avessero recepito ed assorbito l'antisemitismo degli elleni nei confronti degli ebrei. Per elleni intendevano tutti i cittadini romani di origine greca che vivevano nelle città dell'area orientale del Mediterraneo, in particolare Alessandria ed altri centri siro-palestinesi. Purtroppo l'autore non spiega il perchè di tale atteggiamento.
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28-March-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Janez, l'argomento che sollevi mi incuriosisce, e devo dire di saperne poco al riguardo, però posso dire qualcosa sull'antisemitismo di stampo romano. Innanzitutto bisogna dire che, in genere, i romani erano molto tolleranti verso le altre religioni, che cercavano di assorbire nel loro pantheon, in virtù di un processo che tendeva all'assimilazione anche sul piano politico (i diversi gradi di cittadinanza possibili nell'ordinamento romano lo dimostrano). Gli ebrei credendo in unico dio erano più difficilmente inquadrabili (mi si passi il termine) sotto questo punto di vista, anche perché la loro religione comportava anche una serie di leggi che prendevano tutti gli aspetti della vita (erano abbastanza evoluti in questo), quindi non erano semplici barbari privi di una qualsivoglia forma di ordinamento (anche se le loro leggi erano più precetti, ma avevano comunque valore, diciamo così, giuridico). Tuttavia i romani imponevano leggi più che altro sul piano del diritto pubblico, sul piano privato si lasciava in vigore l'ordinamento locale (vedi la condanna di Gesù che Pilato lascia agli ebrei perché verso lo stato romano non colpevole). Il vero problema per gli ebrei fu il passaggio dalla repubblica all'impero: infatti lo Stato nel primo caso era rappresentato da Roma, intesa come popolo romano guidato da un senato con l'appoggio della plebe (salvo tutti i problemi che in realtà c'erano tra i due), nel secondo caso Roma è identificata con uomo che già dopo Augusto, ma direi già con lui, non è più un "primus inter pares, ma si trova un gradino sopra. Esemplare in tal caso la dedica dei templi: dopo la morte di Giulio Cesare, i templi sono dedicati a Roma e Cesare insieme; dopo quella di Augusto solo all'imperatore. Ecco allora che ciò comportava una serie di rituali in cui si prevedevano anche sacrifici all'imperatore (Augusto inventa il "genius" dell'imperatore, ma già dopo di lui le due cose cominciano a sovrapporsi) e non solo, ma anche sacrifici a tutto ciò che rappresenta Roma e quindi ad esempio si sacrifica alle insegne, specialmente quelle con l'effige del sovrano. Il fatto è documentato addirittura da un passo di Flavio Giuseppe, in cui ebrei sono costretti a prostrarsi davanti alle insegne. Altro problema: gli ebrei a quel tempo erano divisi in sette, tra le quali una interpretava la venuta del Messia anche da un punto di vista politico, vale a dire che il Messia avrebbe restituito agli ebrei la libertà perduta (di fatto la Giudea era indipendente, ma sottoposta all'autorità romana); di questa setta faceva parte Giuda Iscariata e il suo tradimento verso Gesù si spiega in tal senso. Dopo la distruzione di Gerusalemme da parte di Tito la Giudea diviene provincia (perde la sua formale indipendenza) e i disordini continuano, almeno fino ad Adriano che la distrugge una seconda volta. Ciò fa capire come gli ebrei non potessero sopportare, ancor più di altri popoli, il dominio romano, e non è un caso se, negli editti contro i cristiani che furono emanati durante le persecuzioni, spesso erano compresi anche gli ebrei.
Spero di aver portato un contributo, seppur modesto, alla questione, che non è affatto semplice.
Ciao a tutti
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28-March-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Oct 2005
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Bisogna che recuperi l'articolo che ho letto, quello che hai detto tu è riportato in esso con l'aggiunta di fatti storici e storiche ribellioni degli ebrei non solo in palestina, ma anche ad Alessandria ed altri centri cittadini del medio oriente. Il fatto che le popolazioni romane di detti luoghi, ma di origine greca, avessero un sentimento anti ebraico anteriore ai conflitti con i romani ha stupito anche noi, mia moglie non ricorda niente della storia greca che avvalori quello che ho letto. Chi ne sa qualcosa di più?
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28-March-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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La risposta di Leda conforta la mia ipotesi che l'antigiudaismo (trovo l'espressione di Claudio senz'altro più pertinente) fosse di natura essenzialmente politica: il fatto che gli ebrei con potessero adottare, sia pure superficialmente, il culto dell'imperatore poteva essere percepito, già nel I-III sec. d.C., come una minaccia allo stato, qualcosa di destabilizzante. Dico bene, Leda? Non a caso, credo, sui sarcofagi paleocristiani, una delle scene più rappresentate nei fregi minori è quella dei fanciulli gettati nella fornace perchè rifiutano di adorare il ritratto dell'imperatore (ma curiosamente, la figura del pantocratore, riprende un'iconografia imperiale, se non vado errando: quindi la chiesa dopo l'editto di MIlano adotta come iconografie 'forti' iconografie già imperiali, e questo mi sembra buffo anche se perfttamente comprensibile).
Ma appunto mi rimangono molti interrogativi. Ignoravo del tutto, poi il cattivo rapporto dei greci con gli ebrei durante l'ellenismo.
Vi ringrazio molto dei contributi: questa discussione mi piace, è stimolante, è anche di attualità (molti segnali di ripresa antisemita, qui al nord), e per di più è garbata. :wink:
Anna
p.s. un grazie anticipato anche da Gabriele, che porterà l'argomento all'esame e a cui darò copia degli interventi
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28-March-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Ho tradotto in gran fretta queste parti dei lemmi di Wikipedia, ci sarebbe ancora qualcosa che vedrò di tradurre nei prossimi giorni. Come indicazione bibliografica ho trovato questo:
Carsten Peter Thiede, Urs Stingelin: Die Wurzeln des Antisemitismus. Judenfeindschaft in der Antike, im fruhen Christentum und im Koran, Brunnen, Gießen 2002, ISBN 3-7655-1264-8. (Le radici dell'antisemitismo, l'ostilità contro gli ebreinell'anitichità, nel cristianesimo primitivo e nel corano), a quanto mi risulta non tradotto in altre lingue.
Da Wikipedia (ed. tedesca, voce Antisemitismus)
Ostilità contro gli Ebrei nell'antichità
Le grandi potenze dell'antichità, - Egiziani, Assiri, babilonesi, Persiani, Greci, Romani – cercavano spesso di imporre ai popoli sottomessi le loro divinità e la loro cultura. Il politeismo diffuso permetteva loro spes-so un sincretismo. Nuove divinità venivano ammesse nel proprio Pantheon o si conti-nuava a venerare le vecchie divinità sotto il nome delle nuove. La politica religiosa dell'antichità era generalmente legata alla divinizzazione dei re e ad un culto di stato con lo scopo di unificare i popoli sottomes-si.
Il giudaismo si vedeva sin dai suoi inizi minacciato da popoli stranieri e dai loro dei, in quanto esso ammette solo un dio come creatore di tutto il mondo 8monoteismo). Gli ebrei rifiutarono più volte politeismo, sincretismo e divinizza-zione dei re del mondo antico circostante e dettero l'impressione di non tenere in con-siderazione i valori secondo i quali le cul-ture limitrofe si orientavano. Questo portò ad una serie di conflitti politico-religiosi in e attorno ad Israele. Così già attorno al 170 a. C. Antioco IV della dinastia dei Seleuci-di tentò di affermare il culto di Zeus in Israele. Quando questo provocò la resi-stenza sotto i Maccabei, tentò di cancellare la religione e con ciò l'identità del popolo di Israele.
Roma, la nuova potenza mondiale tollerò dapprima la celebrazione religiosa auto-noma del Giudaismo assieme al suo culto del Tempio. Ma in epoca imperiale si ma-nifestarono nuovamente tensioni che porta-rono alla Guerra Giudaica. Questa terminò nel 70 d. C. con la distruzione del secondo tempio di Gerusalemme. In tal modo il giudaismo perse il suo centro religioso e statale, nel 135 anche la sua autonomia in Palestina. Nei tempi successivi si rafforza-rono gli stereotipi antigiudaici particolar-mente tra i Romani colti. Gli ebrei erano ritenuti da loro “nemici del genere umanoâ€
Da Wikipedia (ed. tedesca, voce Antike Judenfeindlichkeit)
Antigiudaismo egiziano e romano.
Nel corso dell'esacerbarsi dei conflitti con gli Ebrei si rinforzò vicendevolmente da entrambe le parti il rifiuto culturale e reli-gioso.
Ad Alessandia scoppiò un astio anti ebrai-co a partire adl momento in cui si cominciò a conoscere la Bibbia. La popolazione pa-gana conliderava il libro dell'Esodo del Pentateuco come un'opera di propaganda antiegiziana. Autori ellenistici come Man-theo, Lysimachus, Chaeremon crearono una tradizione Anti-Esodo che si rivolse contro la coscienza di essere il popolo elet-to di Israele e la descrizione biblica della sua discendenza. Gli ebrei sarebbero stati egiziani di nascita che erano stati scacciati con violenza a causa della lebbra e di altre malattie e che avevano fondato una loro nazione appena sotto Mosè. Anche i loro usi, ad esempio il Sabbat, vennero spiegati in maniera polemicamente distorta. Gli Ebrei erano così deboli e malati che dopo sei giorni di marcia dovevano riposare un giorno.
Nel 38 d. C. ebbe luogo con la tolleranza dell'imperatore, un grande pogrom contro gli Ebrei ad Alessandria. Le loro sinagoghe vennero distrutte, molti furono crudelmen-te torturati e massacrati, il resto fu scaccia-to. Gli Ebrei della dispora nell'impero ro-mano reagirono a questa situazione disprezzo e minaccia aumentando l'isolamento. Rifiutarono la comunanza di tavolo, matrimonio e culto con persone di altra fede. Questi a loro volta lo considera-rono come la prova che gli Ebrei erano a seconda di casi, arroganti ed elitari o pri-mitivi e retrogradi.
La polemica antigiudaica egiziana vu ri-presa pari pari dagli autori romani: Cicero-ne, Seneca, Quintiliano, Giovenale d altri ne ripreersro e rielaborarono i motivi. Le usanze ebraiche come la circoncisione era-no pressoché sconosciute e erano conside-rate come “barbaricheâ€. Ad esempio Tacito afferma che gli ebrei erano “odiati dagli dei†ed opposti ad ogni alta religione. An-che l'accusa di odium generis – Odio di tutti gli uomini divenne uno stereotipo.
Questo distingueva la polemica antigiudai-ca dal consueto disprezzo romano nei con-fronti dei “Barbariâ€. Per questo motivo di deve parlare di un antigiudaismo antico nella classe colta romana del primo secolo. Questo atteggiamento si esacerbò dopo la sconfitta degli Ebrei in Israele. Era già presente quando sorse il Cristianesimo e venne assunto da esso per distinguersi dai Romani e dagli brei.
Reazioni Ebraiche
Nel primo secolo si possono distinguere grosso modo tre modelli di reazione:
- Adeguamento e apologetica
Storici e filosofi colti come Flavio Giusep-pe e Filone di Alessandria difendono l'ebraismo contro altri scrittori ellenistici e romani. Giuseppe spiega il loro rifiuto co-me derivante dall'â€odio e invidia†degli Egiziani, da due sistemi di fede cultural-mente opposti e ritorce alcune accuse con-tro i loro promotori.
- Resistenza politico-religiosa
Gli zelati esercitarono una stretta separa-zione dai pagani, odio verso i collaboratori ebrei e una difesa di se stessi con attentati e l'essere disposti al martirio (ad esempio il suicidio collettivo di Massada). A tutto questo corrispondevano fantasie di vendet-ta e potenza nell' apocalittica ebraica ( ad esempio Dan 7, 26f)
- Consolidamento, conservazione e svi-luppo della propria tradizione
In tal modo nel primo secolo si formarono sulla base della Halacha (interpretazione orale della Tora) e dalla Mischna (raccolta delle interpretazioni della Tora da parte die rabbini) gli scritti tuttora fondamentali del giudaismo del talmud babilobico e di Ge-rusalemme.
L'accentuazione cristiana dei pregiudizi antichi
Mentre la poemica egiziana contro la tradi-zione dell'esodo si poteva facilmente con-futare come distorsione della Bibbia, la teologia cristiana primitiva sottraeva agli apologeti ebraici questa stessa base. Essa fermava di possedere con l'apparire del Messia Gesù di Nazareth un adempimento delle promesse dell'antico testamento che aveva superato e posto fine alle attese di salvezza di Israele. Di conseguenza l'essere eletti a popolo di Dio si era tra-smesso a coloro che credevano in Gesù Cristo.
Quando gli Ebrei persero il centro della loro fede a Gerusalemme, da questa sepa-razione all'interno degli Ebrei si sviluppò presto una teologia antigiudaica che nei confronti dei Romani si ricollegò alla po-lemica ellenistico-romana contro gli Ebrei. Questo quadro distorto trovò un nuovo fondamento: ad Israele venne negato ogni accesso proprio alla salvezza. Gli Alessan-drini avevano scacciato glli ebrei perché la “pestilenza†della loro coscienza di essere il popolo eletto non era conciliabile con le loro rappresentazioni ellenistiche-cosmopolite.La teologia cristiana imboccò invece la strada della completa espropria-zione teologia di Israele. Con ciò si era posto il fondamento per l'ostilità perma-nente contro gli Ebrei nell'Europa cristia-na.
Ciò non condusse immediatamente nell'antichità all'isolamento degli Ebrei, ma ad un cambiamento della situazione dell Ebraismo nella diaspora. D'ora in poi gli ebrei si videro contrapposti nell'impero romano non solo ad uno stato ostile, ma anche a una religione che faceva concor-renza, che revocava le medesime tradizioni religiose, rivolgendole contro il Giudai-smo.
Tuttavia i diversi imperatori cristiani cerca-rono in parte di conservare la tradizione del diritto romano ed emanarono anche norme di protezione deli Ebrei. Questo si rese necessario in quanto el comunità ebraiche dopo la svolta costantiniana da minoranze prima in parte giuridicamente privilegiate vennero vieppiù emarginate, disprezzate ed isolate.
Chiedo scusa per la lingua piuttosto cattiva e per tutti gli errori.
Claudio
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dott. Claudio Giorgini
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28-March-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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cioé da una parte abbiamo l'atteggiamento delle grandi potenze, che si sentono minacciate, attraverso il rifiuto dell'assimilazione del culto di stato, mentre dall'altra abbiamo l'accentuazione di posizioni di 'oltranzismo' religioso, che si vena di sfumature politiche? cioè si tratta di un impossiblità di dialogo interreligioso per motivazioni essensialmente politiche?
ho capito bene? (scusate ma oggi sono terribilmente fusa)
interessante. naturalmente questo fa molto riflettere.
Claudio, ti ringrazio immensamente della traduzione (nulla a cga fare con la versione italiana). Sei stato tempestivo come non mai. Come posso ricambiare?
ciao
Anna
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28-March-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Ecco il resto, sempre da Wikipedia (ed tedesca, voce Antike Judenfeindlichkeit)
Dai primi pogrom alla distruzione del Tempio
Secondo il Libro di Esther (scritto verso il 150 a. C.) già Haman, un condottiero dei Persiani cercò di indurre il suo re Ahasveros attorno al 472 a. C. a annientare tutti gli Ebrei nei suoi domini (Est. 3, 8f) Vi è un popolo sparso e che vive segregato tra tutti gli altri popoli in tutti i paesi del tuo regno, le la loro legge è diversa da quella degli altri popoli, ed essi non agiscono secondo le leggi del re. Non è conveniente per il re lasciare che si comportino così. Se gli piace, faccia disporre che li si uccida. Allora farò pesare 1000 quintali di argento… e li farò portare nella camera del tesoro del re.
Qui si tratta di un arricchimento a spese del possesso degli Ebrei che viene giustificato con il loro atteggiamento di estranietà e di rifiuto delle leggi dello stato. Una conferma al di fuori della Bibbia di questo piano manca, ma storiografia ebraica dei tempi in cui fu scritta la relazione è altrimenti decisamente affidabile.
Nel 410 a. C. il tempo di JHWH ad Elefantina in Egitto venne distrutto. Dall'epoca dei persiani una colonia militare di Ebrei vi si era stabilita. Essi erano visti dagli Egiziani come rappresentanti dei Persiani. Dopo che questi si erano ritirati non era stato | | |