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| Tema del Mese. Discussione In questo forum si discute il tema del mese scelto tramite votazione dagli amici della comunità di AI. I temi trattati riguardano l'archeologia, l'arte antica, la storia antica e altri argomenti collegati all'antico. |
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15-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Si tratta di riporti artificiali contenenti già dalla loro formazione delle componenti organiche significative, soprattutto carboniose (sia in concentrazione che in dispersione ma non necessariamente legate ad incendi in situ), le quali conferiscono una disomogenea ma prevalente colorazione nerastra, ma dove la tessitura della matrice e la distribuzione degli elementi grossolani (con manufatti apparentemente di forte residualità, con fratture ampiamente consumate e scarsa ricorrenza di frammenti pertinenti) non suggerisce una formazione omogenea in ambiente umido, quanto un accumulo "a carrettate" di materiale friabile.
Poi comunque una successiva ed insistita azione di riameggiamento ed una prolungata esposizione emerge con evidenza.
Anche qui la disposizione sopra alcuni edifici romani preesistenti (o parti di essi) e non sopra altri ritorna.
Sto pensando a siti di aree prealpine o di alta pianura veneta o della costa romagnola, per esempio.
Per contro va anche detto che il classico "dark layer" limoso, omogeneo e di consistenza plastico-adesiva e qualche volta persino sedimentato, come si vede per esempio in alcune aree marginali di qualche grande centro urbano lombardo non sembra per niente adatto ad attività orticole.
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15-May-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Mar 2007
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Quote:
Mdd
Per contro va anche detto che il classico "dark layer" limoso, omogeneo e di consistenza plastico-adesiva e qualche volta persino sedimentato, come si vede per esempio in alcune aree marginali di qualche grande centro urbano lombardo non sembra per niente adatto ad attività orticole.
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Solitamente sono i suoli orticoli che contribuiscono a generare terre nere.
Interessante questa 'varietà'. Quali sono questi siti dell'alta pianura veneta? Mi piacerebbe approfondire.
Brado
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'Archaeology is the most fun you can have with your pants on' (Kent Flannery).
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15-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Di ciò che ho scavato io sono sempre un po' restio a parlare in pubblico.
Però mi viene in mente l'area archeologica del Duomo di Feltre, dove mi pare di ricordare di aver visto in visita turistica qualcosa del genere; che poi so essere presente altrove, per esempio a Vicenza.
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15-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Brado
Solitamente sono i suoli orticoli che contribuiscono a generare terre nere.
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Non credo. Anche se è evidente che un nesso fortissimo con l'esistenza di spazi aperti non occupati da architetture o addirittura sistematicamente destrutturati c'è senz'altro e che lo sfruttamento ad orticolo è una delle prime idee che vengono in mente a riguardo.
Nei casi in cui il terreno è così limoso e così finemente organico da essere compatto, plastico e sostanzialmente impermeabile, e formatosi rapidamente mediante una vistosa veicolazione idrica con tendenze persino alla sedimentazione, non mi sembra possa considerarsi ragionevolmente adatto ad uso orticolo.
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15-May-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Mar 2007
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Non lo dico io, riporto le conclusioni di eminenti studiosi nel campo delle terre nere.
Brado
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'Archaeology is the most fun you can have with your pants on' (Kent Flannery).
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16-May-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Feb 2007
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Ciao a tutti,
nei miei appunti di archeologia medievale c'è scritto che una delle cause della formazione di terre nere è la destrutturazione del sistema fognario e di conduzione e deflusso delle acque romano in età altomedievale (per esempio al foro di Traiano).
Questo tipo di formazione è compatibile con il collegamento con gli spazi aperti e privi di architetture che cita Mdd, in quanto è logico che in zone simili stratificazioni di questo tipo siano facilitate a formarsi, per l'assenza della "manutenzione" e della pulizia che si ha invece in aree con presenza di edifici.
A presto :-)
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Francesca
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18-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Sì, era la "vecchia" spiegazione che andava per la maggiore quando il dibattito sull'argomento era particolarmente vivace.
E in realtà ci sono situazioni nelle quali questi strati sembrano veramente delle enormi dispersioni di fogna (matrice limosa estremamente organica, modesta presenza di componenti grossolane, una certa tendenza alla "sedimentazione").
Però il "modello interpretativo" alla fin fine si adatta bene solo ad una casistica non tanto ricorrente, mentre in molti altri casi sembra trattarsi piuttosto di butti di materiale friabile con anche una frazione sabbiosa e residui laterizi e ceramici fequenti.
Che di mezzo ci sia una grossa e generalizzata questione di incapacità "politica" a gestire i vecchi sistemi fognari e magari persino problemi generalizzati di dissesto idrico, mi sembra la cosa più ragionevole del mondo, ma il problema è capire di volta in volta se ci sia e quale sia un rapporto di causa-effetto (cioè quando si tratta di pure dispersioni di sedimenti fognarii o quando di azioni artificiali di innalzamento, per butto o per colmata, fatte magari proprio per compensare i problemi di cui sopra).
Inoltre c'è la questione della destrutturazione intenzionale di parti di aree urbane allo scopo di realizzare superfici orticole e/o spazi adatti all'inurbamento di bestiame: a mio avviso i due scenari prospettati (spargimenti per incuria di sedimenti fognarii e innalzamenti intenzionali con materiale friabile) dovrebbero essre alternativi, nel senso che ben difficilmente si dovrebbero poter applicare contemporaneamente allo stesso luogo.
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19-May-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Mar 2007
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Quote:
Mdd
Che di mezzo ci sia una grossa e generalizzata questione di incapacità "politica" a gestire i vecchi sistemi fognari e magari persino problemi generalizzati di dissesto idrico, mi sembra la cosa più ragionevole del mondo, ma il problema è capire di volta in volta se ci sia e quale sia un rapporto di causa-effetto (cioè quando si tratta di pure dispersioni di sedimenti fognarii o quando di azioni artificiali di innalzamento, per butto o per colmata, fatte magari proprio per compensare i problemi di cui sopra).
Inoltre c'è la questione della destrutturazione intenzionale di parti di aree urbane allo scopo di realizzare superfici orticole e/o spazi adatti all'inurbamento di bestiame: a mio avviso i due scenari prospettati (spargimenti per incuria di sedimenti fognarii e innalzamenti intenzionali con materiale friabile) dovrebbero essre alternativi, nel senso che ben difficilmente si dovrebbero poter applicare contemporaneamente allo stesso luogo.
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Concordo, è una questione che va sempre affrontata caso per caso.
Brado
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'Archaeology is the most fun you can have with your pants on' (Kent Flannery).
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20-May-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Quote:
Mdd
a mio avviso i due scenari prospettati (spargimenti per incuria di sedimenti fognarii e innalzamenti intenzionali con materiale friabile) dovrebbero essre alternativi, nel senso che ben difficilmente si dovrebbero poter applicare contemporaneamente allo stesso luogo.
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Ma processi genetici così diversi non dovrebbero dare origine a terreni di tipo diverso, due tipi di "terre nere" ben distinguibili, magari anche ad occhio nudo?
L'accenno a strutture "sedimentarie" fatto da Mdd mi fa pansare ad una origine più probabilmente legata ad ambiente umido e quindi a sedimenti fognarii: non potrebbe essere questo un parametro di "classificazione"?
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20-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Ah sì sì, come no.
Infatti sarebbe da fare un discorso su due livelli: uno generale di degrado urbano; un altro riguardo forme di vera e propria destrutturazione intenzionale (di solito preceduta da imponenti attività di asportazione di strutture, fondazioni comprese) e creazione di spazi aperti (orticoli o altro) oppure formazione di depositi scuri organici in ambiente umido collegati a dissesti nella gestione delle acque (e forse anche a dissesti idrogeologici ben più ampi e più gravi), vuoi nel senso della dispersione subita, vuoi in quello del rilascio intenzionale a fini di colmata.
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